Recensione di Secret Files 2: Puritas Cordis

Copertina Videogioco Secret Files 2
  • Piattaforme:

     PC, WII
  • Genere:

     Avventura
  • Sviluppatore:

     Fusionsphere Systems
  • Data uscita:

     5 Maggio 2009
7.0
Voto lettori:
7.8
- Discreta realizzazione tecnica...
- Struttura narrativa notevole
- Gameplay immediato
- Ottimo comparto sonoro
- ...ma alcune scelte grafiche non convincono
- Meccanica poco innovativa
- Enigmi occasionalmente troppo semplici
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A cura di Roberto Ritondo (Star Platinum) del
Dopo il buon successo ottenuto dal primo episodio, Secret Files: Tunguska, tutti gli appassionati di avventure grafiche hanno seguito con particolare attenzione lo sviluppo di questo seguito, speranzosi di poter vivere nuovamente un’esperienza videoludica altrettanto intensa, ma soprattutto in grado di regalare nuove ore di divertimento migliorando le dinamiche iniziali e proponendo nuove soluzioni a livello strutturale.
La scelta di volersi cimentare nuovamente in un genere che da sempre rappresenta uno dei capisaldi della storia videoludica è però tanto affascinante quanto rischiosa, soprattutto se analizzata nell’ottica di un mercato che nell’ultimo periodo ha puntato con sempre maggiore insistenza verso meccaniche ben più articolate ed innovative. Riuscirà Secret Files: Puritas Cordis a dimostrarsi all’altezza della situazione? Continuate a leggerlo per scoprirlo.

Una nuova minaccia
Come accennato in precedenza, i numerosi consensi ottenuti dal primo Secret Files possono essere interpretati come un chiaro esempio di un genere, quello delle avventure punta e clicca che non sarebbe errato definire in via di estinzione, ma che allo stesso modo è riuscito fino ad oggi a resistere ai numerosi mutamenti del mercato videoludico mantenendosi, seppur con alti e bassi, meritevole di attenzione, soprattutto per tutti quegli appassionati che da un videogioco non chiedono soltanto l’espressione di una pura potenza in termini tecnici, ma anche l’utilizzo di materia grigia.
In questo senso, Secret Files 2: Puritas Cordis continua il buon lavoro operato nel recente passato, riuscendo a raccontare in modo altrettanto efficace una storia molto interessante e coinvolgente che, già a partire dalla pregevole introduzione cinematica, riuscirà a coinvolgere il giocatore con colpi di scena e repentini cambi di location da una parte all’altra del pianeta, attraverso un taglio cinematografico molto ben costruito attorno ad una sceneggiatura attenta a non rivelare mai nulla di più rispetto a quanto non sia assolutamente indispensabile per collocare uno dei tasselli del mosaico di mistero di cui si compone l’intera vicenda.
Senza voler rivelare troppo sulla trama per non rovinare alcuna sorpresa, vi basti sapere che la vicenda inizialmente si articolerà partendo dalla scoperta di un antico reperto archeologico (una pergamena per l’esattezza) che sarà causa di alcune vittime già durante il prologo, prima di rivelarsi in tutta la sua importanza, mostrando il terribile messaggio ad esso collegato. Solo una volta completata questa primissima parte dell’avventura, infatti, avrete modo di ritrovare Nina Kalenkov e Max Gruber, protagonisti del primo capitolo ed impegnati ancora una volta a salvare il mondo, confrontandosi però questa volta con tutta una serie di sciagure naturali che non sembrano presagire nulla di buono per l’umanità. Che sia forse giunta la fine del mondo? Quali sono gli obiettivi della malvagia setta religiosa nota come Puritas Cordis? Toccherà a voi rispondere a questa domanda e soprattutto scoprire la verità cercando al tempo stesso di sventare il pericolo che ben presto si rivelerà portando alla luce sempre nuovi elementi, che renderanno il gioco progressivamente più immersivo, attraverso una struttura narrativa che appare senza ombra di dubbio curata e dalle forti atmosfere thriller, riuscendo ad appassionare anche chi dovesse ritrovarsi per la prima volta impegnato a muoversi in un genere forse poco esplorato. Questa premessa è importante, in quanto questo secondo episodio è stato sviluppato per PC e Wii (versioni che tratteremo con la nostra recensione), oltre che per Nintendo DS.

Mistero imperfetto
Quando ci si trova davanti ad un’avventura grafica è difficile non riconoscere nel lavoro degli sviluppatori quegli elementi tipici del genere che, fin dagli esordi, hanno contraddistinto le migliori produzioni videoludiche da The Secret of Monkey Island in poi, ed anche in questo caso gli indizi non mancano. La sensazione di tensione relazionata alle scelte da operare in maniera corretta, le sfide da affrontare sotto forma di enigmi da risolvere ed in generale i numerosi spostamenti che il giocatore si ritroverà suo malgrado a percorrere idealmente, attraverso i più disparati pericoli, da un emisfero all’altro del globo terrestre. Tutto ciò è presente in SFPC e rispetto al capitolo precedente appare chiaro che nella volontà degli sviluppatori vi fosse la ferma intenzione di migliorare notevolmente l’impatto scenico, mettendo costantemente il giocatore al centro dell’azione e ponendo sul suo cammino tali e tante situazioni inaspettate e pericoli, che in confronto un film d’avventura sembrerebbe un’opera di poco conto.
Sicuramente, sempre in virtù della premessa iniziale, allo stesso modo non è facile proporre delle idee che siano allo stesso tempo apprezzabili ed interessanti, tuttavia almeno da questo punto di vista il titolo Deep Silver si difende decisamente bene, risultando sufficientemente approfondito da poter appassionare gli esperti del genere, ma allo stesso tempo abbordabile anche per i giocatori meno smaliziati ma intenzionati comunque a beneficiare di una bella storia.
Il vero marchio di fabbrica del gioco, nonché uno degli aspetti meglio riusciti in generale, risiede nella grande varietà di soluzioni proposte a livello di gameplay. La storia in cui vi ritroverete a muovervi abbraccia, infatti, diversi momenti in ordine di tempo e dovrete prendere il controllo di numerosi personaggi per scoprire tutti gli eventi interessati dal mistero e sbloccare quegli elementi necessari alla scoperta della verità.
Non occorrerà che poco tempo, però, per scoprire anche uno dei difetti del gioco, imputabile in un generale livello di difficoltà che sembra essere stato in parte ridimensionato rispetto al precedente episodio. Tale scelta ci ha lasciati un po’ perplessi, in quanto se è pur vero che non deve essere considerata in senso negativo, non andando ad incidere in maniera evidente sulla giocabilità, allo stesso tempo il fattore sfida appare in certi frangenti non così impegnativo come ci si aspetterebbe, portando alla risoluzione di alcuni enigmi con relativa semplicità. Vi basti sapere che premendo un apposito comando sarà possibile visualizzare a schermo tutti i punti chiave con cui potrete interagire all’interno dell’ambiente in cui vi trovate, cosa che non appare certo come la soluzione ideale per permettere ad ognuno di riuscire a proseguire nell’avventura affidandosi alle proprie sole forze.
Sempre restando in argomento, le stesse prove proposte non appaiono mai davvero in grado di potersi rivelare come ostacoli insormontabili ed in buona parte delle occasioni avrete ben chiaro che per poter ottenere la soluzione basterà combinare tra loro due oggetti, collocarne alcuni in appositi spazi e così via in maniera piuttosto lineare.

Dal mouse al Wii Remote
Prima di passare ad analizzare i pochi elementi che differenziano la versione Wii rispetto a quella PC, è giusto fornire qualche altra breve indicazione a favore di chi non avesse mai giocato ad un’avventura grafica. Sfruttando il puntatore muoverete il vostro personaggio all’interno dello scenario, inquadrato attraverso una visuale fissa realizzata con un pregevole taglio cinematografico, interagendo con gli elementi “attivi” che si riveleranno utili per attivare meccanismi o passaggi segreti, aprire porte e l’ottenimento di oggetti. Anche qui ci si trova al cospetto di dinamiche molto classiche e per nulla rivisitate in chiave più attuale, come al solito il vostro inventario potrà disporre di dimensioni praticamente infinite, consentendovi di portare con voi anche oggetti che andranno ben oltre un utilizzo immediato, ma che potrebbero invece tornarvi utili più avanti nel corso dell’avventura.
In perfetta sintonia con quanto accadeva nel primo episodio, il Wii Remote è stato implementato in maniera interessante e precisa, per certi versi anche superiore al mouse verrebbe da dire. La risoluzione degli enigmi, così come il puntamento su schermo, la “collaborazione” tra due personaggi e l’attivazione di congegni ed oggetti non sono certo compiti improponibili per le caratteristiche del controller Nintendo, ma almeno non vi sono difetti da rilevare e il tutto funziona egregiamente.
Prima di passare a descrivere il comparto tecnico elenchiamo qui di seguito i requisiti minimi necessari per la versione PC.

Processore Pentium III 800MHz o superiore
Sistema Operativo Windows 2000, XP, Vista
Memoria RAM 256MB
Scheda Grafica 32MB AGP oppure PCI Express DirectX 9 compatibile
Had Disk 2GB

Come avrete notato, osservando le informazioni sopra riportate, per far girare il gioco non occorre certo un sistema di elevate prestazioni, ed è in quest’ottica che va considerato il livello qualitativo offerto dal gioco, medesimo sia per PC che su Wii.
Come da tradizione, i modelli poligonali dei personaggi si muoveranno all’interno di scenari pre-rendering, realizzati in maniera pregevole e ricchi di dettagli. Progredendo nel gioco potrete visitare ambientazioni sempre più affascinanti e disegnate con cura, ma allo stesso modo tutti gli scenari all’aperto appariranno decisamente sottotono se paragonati con zone chiuse, in quanto la staticità regnerà sovrana in ogni circostanza ed anche nel bel mezzo di una foresta amazzonica vi sembrerà di trovarvi in un set fotografico, tanto saranno immobili gli elementi di cui si compone l’ambiente circostante. Molto buone invece sia le animazioni dei personaggi che la palette cromatica utilizzata in generale, supportata da una convincente riproduzione di luci ed ombre. Decisamente di ottimo livello le numerose sequenze cinematiche presenti, che in modo spettacolare permetteranno di assistere alla trama arricchendo di fatto il gioco in modo pregevole e contribuendo a ricreare una valida atmosfera per tutta la durata della vicenda.
Eccellente il comparto sonoro, composto da un doppiaggio convincente ed in generale da ottimi brani ed effetti audio.
Tirando le somme, a fronte di un livello di difficoltà non certo impegnativo il gioco potrebbe durare meno del previsto, tuttavia l’interessante struttura narrativa implementata compensa in gran parte questo difetto permettendo di godere di un’avventura piacevole e coinvolgente, che nonostante non brilli certo per originalità risulta apprezzabile da chiunque, pur senza aspettarsi un capolavoro.
Recensione Videogioco SECRET FILES 2: PURITAS CORDIS scritta da STAR PLATINUM Secret Files: Puritas Cordis è un titolo che appassiona con il tempo, ma che già al primo impatto risulta gradevole e ben inspirato. La struttura narrativa è un crescendo di tensione e, pur non essendo supportata da enigmi sempre di alto livello, si rivela molto curata e in grado di coinvolgere il giocatore all’interno di dinamiche che si lasciano apprezzare anche da parte di chi non ha molta dimestichezza con le avventure grafiche in generale.
Pur non potendo contare su una realizzazione tecnica esente da difetti, soprattutto dal punto di vista grafico, il gioco offre un’esperienza ludica apprezzabile e supportata da una discreta longevità.
Rispetto al precedente episodio, il livello di sfida sembra attestarsi su standard leggermente inferiori, offrendo solo alcune situazioni di una certa difficoltà, tuttavia si tratta di piccole sfumature che non pregiudicano in alcun modo il fattore divertimento.
In un mercato videoludico sempre più incentrato verso produzioni di ben altro ritmo è difficile ipotizzare l’accoglienza che il pubblico riserverà a questo prodotto, tuttavia siamo certi che le avventure grafiche rappresentino ancora oggi una categoria da salvaguardare. Pertanto, pur non condividendo tutte le scelte operate dagli sviluppatori, siamo certi che il gioco possa rivelarsi una gradita sorpresa e sia meritevole di essere preso in considerazione.
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