Anteprima di Wet

Copertina Videogioco Wet
  • Piattaforme:

     PS3, Xbox 360
  • Genere:

     Azione
  • Sviluppatore:

     A2M
  • Data uscita:

     18 Settembre 2009
A cura di (andymonza) del
La storia delle pellicole d’exploitation e delle Grindhouse in cui esse venivano proiettate spesso in tandem è un interessantissimo spicchio di tradizione cinematografica, valorizzato ai giorni nostri soprattutto dall’opera di Tarantino e dei suoi molti collaboratori, da Robert Rodriguez a Eli Roth.
Il dubbio se tali atmosfere potessero funzionare in ambito videoludico ha attanagliato il sottoscritto e diversi “illustri colleghi” molto a lungo, spesso sfociando in interminabili e mai conclusive discussioni. Uno spiraglio di luce in tal senso si è aperto durante la recente presentazione della line-up di Bethesda, durante la quale Wet si è imposto per originalità visiva e concettuale.

Beatrix Kiddo incontra Max Payne
Il concept su cui si basa questo nuovo action in terza persona è invero piuttosto semplice: lo scopo degli sviluppatori è quello di fornire al giocatore tutti gli strumenti per scatenarsi in sequenze di combattimento acrobatico ad alto tasso di spettacolarità, dandogli modo di sfruttare tanto la spada quanto le armi da fuoco a disposizione della protagonista. Questi elementi di gameplay si fondono in un crogiolo che mira a pescare il meglio del trash anni ’70, spaziando tra grana filmica da pellicola rovinata, colori desaturati, colonna sonora ed effetti audio “invecchiati”, ed ovviamente un design dei livelli e dei personaggi decisamente sopra le righe. Nei panni di Rubi Malone, killer professionista in gonnella, ci ritroveremo ad affrontare diversi clichè narrativi, come la consueta “missione andata storta” e l’immancabile “tradimento del mandante”; nella migliore tradizione, l’unica soluzione possibile sarà ridurre in briciole tutto quello che ci ha causato tanto fastidio. Tra fare una cosa, e farla con stile, c’è comunque una grossa differenza, ed è proprio su questo punto che Wet si impone, offrendo una forma di combattimento assimilabile ad un elegante balletto, dove ogni mossa si concatena alla successiva e nessun movimento è lasciato al caso. La pressione del tasto A (nella versione Xbox 360 mostrata per l’occasione) unita alla direzione sull’analogico lancia Rubi in un elegante salto condito di bullet time che tanto ci ha ricordato il buon Max Payne, durante il quale è possibile sparare ai nemici; simile è la spettacolare scivolata sulle ginocchia, attivabile invece con la pressione del tasto B. Non poteva mancare il wall run, attivabile invece con LT. In uno dei livelli mostratoci, ambientato in un caratteristico Dojo, ci siamo fatti un’idea di come queste movenze possano convivere: l’esecuzione in sequenza dà infatti origine a vere e proprie combo, con tanto di nomi delle mosse e punteggio esplicitati a lato dello schermo tanto a confermare la assoluta personalità “sopra le righe” di cui il titolo si fregia.
Come da programma, i punti accumulati permetteranno lo sblocco di nuove mosse acrobatiche, e l’upgrade delle armi della protagonista, che alle pistole standard con munizioni infinite aggiungeranno un medio assortimento di mitragliatori e fucili a pompa, dotanti invece di pallottole contate.
L’interazione con l’ambiente permette di esibirsi in mosse ancora più spettacolari, come lanciarsi in avanti sparando dopo essersi dondolati appesi ad una barra orizzontale, magari concatenando un wall run nel mezzo ed una bella chiusura in scivolata.
Molto interessante è la particolare impostazione dedicata alla mira: lo sguardo è libero tramite analogico, e va ad influire sulla mira del braccio destro, mentre la pistola impugnata nella mano sinistra andrà in lock on automatico sul bersaglio, permettendo di effettuare i cosiddetti Double Dealer, ovvero uccisioni doppie simultanee.

Da casello a casello
Per quanto eccezionalmente “stiloso“ quanto a design e curato nell’offrire un’esperienza action acrobatica di grande eleganza, la natura di Wet ne fa un’esperienza comunque molto lineare, laddove per non annoiare il giocatore l’unico espediente possono essere livelli avvincenti, colpi di scena e cambi d’ambientazione in rapida successione. Un esempio di questa filosofia creativa è un notevole livello ambientato in autostrada, dove miss Malone si trova all’inseguimento di un bersaglio in fuga in macchina, abbondantemente difeso da decine di scagnozzi a bordo di svariati veicoli, dotata solo delle sue eccezionali capacità acrobatiche per compensare la mancanza di un mezzo.
Un’esplosiva miscela di live action e brevi quick time event fa da ossatura per questa sequenza; mentre la telecamera si concede ben più di un virtuosismo, passando dagli abitacoli al livello dell’asfalto alla protagonista senza soluzione di continuità, il giocatore si trova sospeso a metà tra una memorabile cut scene ed una sequenza d’azione di ottimo spessore, dovendo gestire con cura il salto da un’auto all’altra e le sparatorie al rallentatore, e trovandosi coinvolto nei vari incidenti che ne seguono, sempre sul filo del rasoio.

Non fatela arrabbiare
A confermare la volontà degli sviluppatori di variare il più possibile un’offerta ludica fondamentalmente classica e lineare, c’è una speciale modalità denominata Rage Mode, una sorta di stato di berserk in cui Rubi entra in determinati momenti della storia. Esplicitata con un breve sequenza montata alla Kill Bill - schizzo di sangue in faccia, primo piano sull’occhio sbarrato, colori e musica psichedelici – questa modalità comporta l’aumento della forza e della velocità di attacco dell’affascinante killer, lasciandosi andare ad una follia cromatica degna del citato Kill Bill con una strizzata d’occhio a Sin City e Madworld. Sullo sfondo completamente rosso spiccheranno i personaggi abbozzati in nero, mentre il sangue zampillerà bianco e copioso.
Quando interrogati sul perché abbiano deciso di legare l’attivazione di questa modalità a determinati momenti della trama piuttosto che fornire un utilizzo più libero, gli sviluppatori hanno sostenuto che l’utilizzo continuo del Rage Mode avrebbe minato decisamente la difficoltà del gioco, perdipiù andando a rovinarne la particolarità, rendendolo più uno strumento utile al procedere che un momento “artistico” ed emozionante da inserire nei punti giusti della trama.

Valore aggiunto
La campagna singolo giocatore verrà ulteriormente variata dalla presenza di differenti tipi di nemici e dalle bossfights che richiederanno diverse tattiche per essere affrontati. A questo si aggiunge la presenza delle Battle Arena, ovvero specifiche porzioni di livello dove la protagonista si troverà bloccata ed incalzata dai nemici. L’unico modo per fuggire sarà distruggere o attivare una certa quantità di interruttori sparsi per l’arena, mentre il continuo incalzare dei nemici si renderà un’ottima scusa per dare il meglio di sé nel combattimento acrobatico, peraltro reso ancor più intenso da un design specificamente pensato per questi momenti.
Se la modalità singolo giocatore si attesta su una durata nella media per un action, ovvero 10/12 ore, gli sviluppatori si sono preoccupati di inserire modalità alternative in modo da garantire qualche chance di allungare la vita del prodotto; la casa-base di Rubi, ovvero un affascinante cimitero di aerei, diventerà un luogo perfetto dove allenarsi, prendendo parte ad un numero ancora imprecisato di sfide trial che permetteranno di perfezionare le tecniche di combattimento ed acrobatiche.

Comparto tecnico
La telecamera virtuale di Wet, notevolmente sporcata da una vistosa grana filmica, inquadra ambienti molto convincenti per design, come ad esempio il Dojo e l’autostrada. Si nota comunque una netta carenza di pulizia a livello di texture, ed una sostanziale mancanza di dettaglio che tende a far apparire i livelli un po’ spogli. Notevole la modellazione facciale dei protagonisti, che risulta in un’ottima recitazione virtuale nelle numerose cut scene.
Il tempo che ci separa dall’uscita del titolo è indubbiamente sufficiente per sistemare e ripulire a dovere, mentre dal punto di vista concettuale il lavoro svolto è senza dubbio accattivante: non mancano musiche a tema, e piccole perle come le schermate di caricamento sostituite con brevi video pubblicitari in stile anni ’70, ovviamente conditi con tagliente umorismo.
L’effettistica sonora è di buon livello, e di qualità si preannuncia anche il doppiaggio, con Malcolm McDowell (l’Alex di Arancia Meccanica) nei panni del bad guy di turno.
Recensione Videogioco WET scritta da ANDYMONZA Il primo sguardo a Wet dopo che Bethesda l’ha accolto sotto la sua ala rivela un prodotto stilisticamente molto maturo e consapevole dei suoi scopi. L’atmosfera tarantiniana è riprodotta con classe e perizia, riuscendo nel non facile intento di dare in ogni caso un’impronta personale al prodotto, che abbracci il citazionismo senza diventarne però vittima.
A livello di puro gameplay, la linearità è palese, ma sembra che gli sviluppatori stiano facendo di tutto per sopperire a questa (almeno per alcuni) mancanza, con la promessa di una campagna singolo giocatore che lasci senza fiato; la sequenze in autostrada è senza dubbio un ottima premessa.
Nel complesso, un titolo da tenere d’occhio, e su cui non vediamo l’ora di mettere le mani di persona.

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