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Terminator Salvation - The Videogame

Terminator Salvation - The Videogame

Essere parte della resistenza...

Hands on
A cura di del
La saga di Terminator, a 25 anni di distanza dall'uscita del primo capitolo con protagonista Arnold Shwarzenegger, è ancora una delle più amate a livello internazionale riuscendo, nonostante un terzo film dalla qualità discutibile, a conquistare un numero sempre maggiore di fan. Dopo la conferma di un ulteriore seguito cinematografico con protagonista Christian Bale, nei panni di un John Connor impegnato nella Resistenza contro Skynet ormai padrona del mondo, è stato annunciato da qualche tempo anche il relativo tie-in, che, come accade spesso in questi casi, promette di far dimenticare predecessori di contestabile livello (fatto salvo, forse, per il discreto Terminator 3: Redemption) proponendosi come un action in terza persona originale e dalle valide peculiarità.

Unitevi alla resistenza
Sviluppato da Grin Studios con la collaborazione congiunta di Equity Games ed Halcyon Games, Terminator Salvation - The Videogame si è finalmente mostrato in versione giocabile ad un recente evento per la stampa organizzato da Warner Bros. Interactive Entertainment, allo scopo di spiegarne al meglio le caratteristiche tramite la corposa presentazione di Cor Lazouras, ammaliante presidente di Halcyon Games, e da una prova pad alla mano affiancati da Gunnar Johansson, simpatico Media e Brand Manager per Grin Studios, il tutto seguito dalla consegna di una versione preview che abbiamo avuto modo di testare in un secondo momento con maggiore calma.
Durante l’intera presentazione, il fulcro principale attorno al quale è sembrato ruotare il concept di gioco è la necessità di saper gestire i propri movimenti per mettere in difficoltà un’intelligenza artificiale di tutto rispetto (d’altra parte, è pur sempre gestita da Skynet), che non darà scampo al giocatore, colpendolo con raffiche di proiettili in pochi secondi qualora questi non sappia usare sapientemente le coperture e, soprattutto, non sappia affrontare le singole situazioni facendo leva sulla presenza degli altri membri della resistenza. Se da una parte, infatti, vi sono le minacce gestite da Skynet, ormai quasi vincitrice nella guerra di conquista del mondo, dall’altra è ancora ben presente la Resistenza umana, seppur costantemente decimata, che dovrà opporsi al totale sterminio sfruttando ogni mezzo a disposizione. Sicuramente la preparazione tattica è uno di questi; ad un sistema di copertura che approfondiremo più avanti, si affianca una gestione automatica dei compagni che, fondamentalmente, faranno fuoco di copertura o attireranno lo sguardo dei vari Robot, mentre il protagonista tenterà di raggiungere posizioni utili per colpire i nemici in punti deboli predefiniti, dove corazze dalla resistenza minore cadranno in pezzi più facilmente, permettendo di distruggere le parti sensibili delle pericolose macchine.
L’intento dello staff di sviluppatori è stato quello di creare situazioni in cui l’inadeguatezza del singolo protagonista dinnanzi a mostri tecnologici tanto avanzati fosse palese e, proprio per questo, diventasse necessario muoversi circospetti e sfruttare ogni tattica militare che il gioco è in grado di offrire. Questa sensazione è ben trasmessa da semplici ma funzionali scelte: tra queste il fatto che, durante ogni fase di sparatoria, la barra d’energia normalmente visibile sparisce con una rapida dissolvenza, lasciando il giocatore all’oscuro di quanti colpi possa subire, salvo poi ricaricarsi automaticamente a conflitto terminato. Questo espediente dona una certa tensione dovuta al fatto che sporgersi per sparare o uscire da una copertura, è in ogni caso un rischio troppo altro da correre, in quanto inconsapevolmente il protagonista potrebbe avere la barra di vita piena, oppure solamente pochi millimetri di energia residua. L’altra peculiarità è che, raggiunte aree predefinite, gli attacchi subiti giungeranno a 360° e non solo frontalmente. Questo porta il giocatore a dover cambiare continuamente copertura e non solo a stazionare attendendo i nemici frontalmente. Lo spostarsi rapidamente da una copertura all’altra diventa quindi essenziale per sopravvivere, anche per via di altre due scelte valide, ovvero coperture distruttibili e quindi utilizzabili talvolta solo per qualche secondo, ed armi spesso dotate di una quantità ridotta di munizioni, che volutamente contrasta con l’ampia presenza di fucili, mitragliette e lanciamissili sparsi sul campo. Questi strumenti di morte possono essere addirittura intravisti in trasparenza attraverso i muri, proprio allo scopo di notarne rapidamente la posizione per correre a raccoglierne uno, favorendo quindi un ritmo di gioco elevato, dove star fermi qualche secondo equivale a morte certa, soprattutto al livello di difficoltà maggiore.

Skynet non darà tregua
Restando in tema di difficoltà, un dubbio che ha colto qualche fan della serie è come venisse giustificato dal gioco (e dal film) il fatto che soldati dotati di sole armi piuttosto classiche, riuscissero a distruggere abbastanza agevolmente eserciti di Macchine, quando sappiamo che nei tre lungometraggi celebri, un singolo modello di Terminator bastava per impegnare i protagonisti molto a lungo. Il tutto si spiega grazie ad una collocazione temporale che vede Skynet quasi vincitrice del conflitto mondiale contro gli umani, ma non ancora tecnologicamente avanzata da produrre gli esoscheletri resistenti del T-800 (Arnold Schwarzenegger, Terminator), del T-X (Kristiania Loken, Terminator 3) o la lega polimetallico-mimetica del T-1000 (Robert Patrick, Terminator 2), e quindi costretta a produrre in serie dei modelli costituiti da acciaio resistente, ma comunque danneggiabile. Tutto questo giustifica, peraltro, la totale mancanza dei modelli (e degli attori) sopracitati.
Nonostante neppure la tecnologia laser/plasma sia ancora stata distribuita militarmente, le sole armi balistiche in dotazione basteranno per difendersi più o meno agevolmente dai Terminator. Diciamo "più o meno agevolmente" perché, a detta di Cos Lazouras, Terminator Salvation vuole essere un titolo che permetta anche un fan della saga televisiva non totalmente avvezzo ai videogiochi di prendere il pad in mano e divertirsi senza frustrazione, grazie ad un livello di difficoltà che, settato su Facile “diventa davvero molto facile”, ha spiegato. Ovviamente gli hardcore gamers non hanno da preoccuparsi, dato che il livello Normale basterà a regalare la giusta sfida a tutti i giocatori più scafati, mentre per la modalità Difficile lo stesso presidente promette “il livello di difficoltà maggiore mai avuto per un gioco su Terminator". Considerando quanto fossero ardue alcune fasi del già citato Terminator 3: Redemption, se questo fosse vero, sinceramente preferiremmo fermarci alla difficoltà Normale.

Imbracciamo i fucili
Per quanto riguarda il comparto tecnico, dobbiamo dire che è presto per disamine definitive, dato che la versione preview provata mostrava un buon aspetto generale, dove lo stile visivo dei film è stato perfettamente trasposto, a cui si affiancano però anche alcuni elementi grafici migliorabili, come qualche animazione dei compagni poco fluida, esplosioni non particolarmente ispirate o sparizioni nel nulla dei nemici una volta distrutti, tramite un effetto non del tutto coinvolgente; niente comunque che non sia migliorabile da qui alla pubblicazione. Sicuramente ben realizzati i modelli dei robot, che risultano tanto più simili agli umani nelle fattezze e dimensioni, tanto più sono evoluti, e che si compongono di differenti aree distruttibili separate tra loro. Lanciando una granata o usando esplosivi, le solide placche che compongono la loro armatura saltano in maniera credibile, permettendo quindi di colpire i punti deboli anche frontalmente e senza aggiramento.
Per quanto riguarda i controlli ci limitiamo a dire che i tasti ricalcano fedelmente quelli dei recenti action in terza persona, con i grilletti adibiti a mira e sparo, il tasto B (o cerchio per PS3) utile a cambiare arma, Y (triangolo) dedicato all’interazione, come nel caso del sollevamento di compagni feriti, X (quadrato) per la ricarica e con A ( X su PS3) utile attivare il sistema di copertura. In quest’ultimo caso, una volta al riparo dietro un elemento dello scenario, basterà arrivare a sporgersi verso uno tre lati per veder apparire un menù a mezzaluna, diviso in 7 spicchi che indicano altrettante coperture disponibili nei dintorni. Inclinando lo stick verso una direzione, il relativo spicchio rimane scuro se nella traiettoria non è presente alcuna copertura, illuminandosi se invece è possibile cambiare nascondiglio. Se cosi fosse un’ulteriore pressione di A (X su PS3) farà muovere automaticamente il character verso il riparo selezionato, aggirando la copertura attuale oppure scavalcandola. Il sistema permette spostamenti velocissimi, anche se crediamo sia necessaria un po’ di pratica dato che, inizialmente, la sensazione è che il tutto si risolva in una contestualità eccessiva. Nonostante la mancanza di uno scatto veloce, la rapidità di corsa viene gestita direttamente dall’inclinazione dello stick analogico adibito allo spostamento.
Come accennato in precedenza, l’Intelligenza Artificiale sembra poter diventare uno dei pregi del titolo, dato che da quanto abbiamo avuto modo di vedere, i compagni sembrano autosufficienti e capaci di attirare concretamente l’attenzione dei robot quando il giocatore necessita di aiuto, cosi come di attaccarli alle spalle quando è il protagonista a tenerli occupati. Le stesse macchine di Skynet appaiono piuttosto attente dato che se Connor procederà alzandosi ed abbassandosi continuamente dalle coperture, le unità-killer continueranno a tracciarne la posizione ricordandosi dove l’hanno visto l’ultima volta, mentre se il capo della resistenza saprà muoversi senza farsi vedere, queste ne perderanno traccia scoprendo il fianco ad attacchi letali.

Qualche mancanza a cui abituarsi
Concludiamo con alcuni elementi dichiaratamente assenti nel gioco finale sui quali è bene fare chiarezza per togliere ogni dubbio. Primo tra questi è l’utilizzo quasi totale delle licenze dei protagonisti del film Terminator Salvation che ha permesso la trasposizione di fattezze e voce di quasi tutti gli attori originali, fatto salvo per il protagonista Christian Bale, il quale s’è rifiutato di far parte del progetto, "inspiegabilmente", secondo Lazouras. Se da una parte il poter utilizzare le caratteristiche fisiche dell’estroso attore avrebbe portato sicuramente hype aggiuntivo, dall’altra il presidente di Halcyon ha spiegato che ritiene la mancanza non determinante, e che anzi l’immedesimazione del giocatore nei confronti di un John Connor dalle sembianze originali, tanto più se circondato dagli attori originali del film, finisce per essere paradossalmente maggiore. Una teoria condivisibile in effetti. Purtroppo una valida teoria per giustificare anche l’assenza della modalità cooperativa online non è stata data, e dispiace sapere che tale funzione non sarà presente, soprattutto dopo aver provato la co-op locale, giocabile per ora solo in split screen orizzontale, che si è dimostrata divertente proprio grazie a meccaniche di gioco che ben si adattano al gioco a due. La mancanza di multiplayer si estenderà anche ad ogni altra funzionalità online, dato che secondo un criterio già sentito, l’impegno del team è stato dedicato unicamente al comparto Single Player e Co-op locale, e che eventuali modalità multigiocatore sono da valutare nel futuro, in ogni caso solo in forma Downloadable Content.

Terminator Salvation - The Videogame, sarà sicuramente un action in terza persona interessante dato che, a un’atmosfera intrigante, invero ereditata dalla saga cinematografica, affianca dinamiche di gioco originali e valide, oltre a sessioni tipiche e consolidate per il genere come lo sparare da postazioni fisse. Per valutare se l' "assemblaggio" di licenza cinematografica e qualità del gioco risulterà capace di "terminare" ogni dubbio residuo sui tie-in o meno, dobbiamo aspettare il mese di giugno, quando il gioco uscirà in contemporanea con l'omonimo film. In ogni caso non mancheremo di fornirvi ogni aggiornamento possibile.

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