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FUEL

FUEL

In principio fu Test Drive Unlimited...

Anteprima

PC, PS3, X360

Guida arcade

Italiano

Leader

5 Giugno 2009

A cura di Amedeo “Zephiro” Marciano del 11/04/2009
Sono molte le cose destinate a mutare aspetto e forma in modo sostanziale in questi anni. Fra queste c’è sicuramente il concetto di race-game che, come spesso accade, correrebbe il rischio di diventare obsoleto se non ci fossero talentuosi sviluppatori pronti a seguire nuove idee ed implementare soluzioni innovative . Tralasciando qualche meritevole eccezione (Gran Turismo in primis), la nuova generazione ha elaborato a suo modo lo schema di gioco di corse tradizionali, elevandolo in un contesto più ampio, ed in certi casi, assolutamente impensabile. Da un paio di anni a questa parte, infatti, è emerso prepotentemente il sand-box gaming, una struttura di level design che mette a disposizione dell’utente un ambiente di gioco quanto mai vasto e privo di vincoli se non quelli legati alla particolare tipologia di gioco.

Sebbene legata in modo quanto mai indissolubile al genere action o adventure, l’etichetta di free-roaming (termine analogo per indicare la libera esplorazione) ha invaso recentemente anche il mercato dei race-game. Il capostipite di quest’ultima mania, potrebbe essere stato Test Drive Unlimited, titolo uscito qualche anno fa che permetteva una discreta esplorazione dell’isola delle Hawaii in cui era ambientato. Nonostante non sia ricordato come un capolavoro, il titolo Atari ha avuto l’indubbio merito di innovare un genere ormai in carenza di idee da molto tempo, la cui struttura ha lasciato segni evidenti, tanto da essere ripresa e manipolata in seguito da qual fenomeno che poi si è rivelato essere Burnout Paradise. Non basta però un ambiente liberamente esplorabile per rendere un titolo affascinante e divertente, ma l’ultima fatica Codemasters promette davvero scintille, prendendo a piene mani il concept di giochi come Motorstorm e il recente Pure, per dar vita ad un mix irresistibile, perlomeno sul piano teorico. Riusciranno gli ambiziosi e semisconosciuti sviluppatori Asobo Studio a creare la giusta miscela di spettacolarità e divertimento ? Scopriamolo assieme in questa anteprima sull’imminente FUEL.

Un gioco maestoso
Le prime notizie divulgate ufficialmente dai produttori fanno letteralmente impallidire al confronto qualsiasi gioco uscito finora, anche la meraviglia targata Criterion. Presentato anni addietro come una semplice tech demo, il titolo Codemasters oggi è una realtà tale da costringere a rivedere i futuri canoni per la valutazione di giochi sul genere destinati a venire. Il concetto è semplice ma disarmante nella sua complessità di realizzazione: un unico ambiente vastissimo di circa 14.400 km quadrati liberamente esplorabile, in cui si disputano corse che definire spericolate sarebbe riduttivo. Il tutto senza alcun percorso predefinito. La spaventosa dimensione dell’ambiente di gioco non è la sola cosa da tenere d’occhio, perché i programmatori hanno deciso di arricchire il tutto inventando uno scenario futuro in cui la Terra, ed in particolare l’America, è stata sconvolta da disastrosi e bruschi cambiamenti climatici tali da modificarne la morfologia. L’incipit narrativo non sarà, come troppo spesso accade in certe produzioni, un pretesto per mettersi in gara, ma influirà in maniera diretta sulle meccaniche di gioco. Innanzitutto le gare saranno ambientate in paesaggi letteralmente presi di mira da catastrofi climatiche di ogni foggia, quali temporali maestosi, tornado, acquazzoni dirompenti, tempeste di sabbia e neve, nonché nebbia a foschia. Tutto questo non sarà un semplice decoro suggestivo ed anomalo agli scenari di gioco, ma fornirà ben presto motivo di preoccupazione donando imprevedibilità e varietà alle sfide. Immaginate per un momento, infatti, di aver rincorso il vostro avversario per diversi chilometri cercando un estenuante sorpasso, quando dinnanzi vi si parerà un gigantesco tornado in grado di spazzare letteralmente via una desolata abitazione, costringendovi ad una brusca quanto imprevista sterzata onde evitare la stessa fine, e avrete chiaro il quadro degli eventi previsti dal gioco.
Il gameplay ricalcherà in modo più o meno fedele quanto apprezzato in Burnout Paradise, con una mappa enorme in cui si terranno gli eventi in particolari zone in cui dovrete recarvi per partecipare; in questo caso, però, avremo a disposizione diverse ed utili opzioni per raggiungere il luogo designato. Prima fra tutte, ed ovviamente immancabile data la natura del titolo, sarà quella di recarvi percorrendo la strada guidando fino a destinazione grazie al GPS integrato, oppure richiamare un pratico elicottero in grado di trasportarvi sul posto immediatamente. Quest’ultima opzione si rivela fondamentale per non dover percorrere tutto il tragitto mancante, costringendo il giocatore a diversi minuti di guida solo per arrivare a destinazione, data la vastità dello scenario. La cura riposta dai ragazzi di Asobo, non è limitata soltanto alle cifre, ma è evidente anche in termini di gioco praticamente in ogni aspetto. Realizzare un ambiente tanto vasto, infatti, porta con sé la sfida di riempirlo adeguatamente di cose da fare, per non correre il rischio di annoiare il giocatore. A tal proposito l’esplorazione della mappa di gioco premierà i più meticolosi con sfide secondarie, paesaggi mozzafiato da trovare, e scorciatoie utili in gara.
Tornando strettamente ai numeri, altri dati diffusi dagli sviluppatori parlano di circa 70 gare, 100 eventi a cui partecipare e di un orizzonte visivo di 40 km, praticamente impressionante dal punto di vista visivo.

Modalità di gioco e considerazioni tecniche
Sul fronte della giocabilità, la modalità principale sarà la Carriera grazie alla quale potrete prendere confidenza col vasto mondo messo a disposizione dai programmatori. Ogni gara vinta darà un certo numero di “fuel”, la moneta del gioco, spendibile per decorare il nostro personaggio o il nostro mezzo. Non è previsto, però, alcun tipo di tuning o di trick-system. Sebbene il gioco suggerisca le gare iniziali, nulla vieta di esplorare l’ambiente alla ricerca di altre prove, segreti, o semplicemente perché si ha voglia di farlo. E’ prevista, infatti, una modalitàFree Tour in cui si potrà scorazzare liberamente per la mappa. Quasi tutte le gare saranno basate sul modello collaudato dei check-point, tuttavia la varietà resta assicurata dalla non linearità dei percorsi di gioco e dai diversi approcci dei veicoli coinvolti. Sebbene il GPS indichi il percorso ideale da tenere a seconda della tipologia di veicolo (non solo dell’ambiente di gioco), il giocatore sarà libero di esplorare l’area in cerca di utili e impreviste scorciatoie. Il modello di guida è prevalentemente arcade, scelta azzeccata per un titolo così sopra le righe, e risulta diverso a seconda del veicolo scelto. Ci saranno sei classi di mezzi con cui gareggiare, ognuna dotata di pro e contro, ricalcante quanto visto in Motorstorm. Oltre i classici motoveicoli e buggy, avrete a disposizione le muscle cars, i famelici monster trucks, SUV e una non meglio identificata categoria di veicoli speciali, con cui dare vita a sfide entusiasmanti.
Gli scenari di gioco sono quanto di più vasto ed imponente si sia mai visto: deserti assolati, rovine fatiscenti, città desolate, foreste, picchi innevati e quant’altro faranno da altare suggestivo alle sfide previste, regalando al titolo Asobo un ulteriore fascino. Boschi impervi, dune, laghi, salite ripide e discese scoscese, oltre che svariate migliaia di chilometri di strade completano lo spettacolo visivo offerto dai talentuosi designer. Ciliegina sulla torta: tutto quanto presente nel gioco, è stato sviluppato da immagini satellitari ufficiali, e saranno non pochi i luoghi familiari in cui gareggerete, fra i quali il Grand Canyon, il parco nazionale Yosemite, il cratere di Salt Lake, la Monument Valley e tanti altri, facilmente riconducibili alla realtà.
Anche se la Carriera richiederà diverso tempo per essere portata a termine, e scoprire tutti i segreti sparsi nella mappa ancora di più, i programmatori hanno ideato anche un pratico Editor per permettere la creazione di gare personalizzate. Basterà piazzare fino a trenta checkpoint nell’area di gioco, invitare i propri amici per aumentare a dismisura la già notevole longevità del titolo. La modalità Online messa a disposizione dagli sviluppatori, permetterà, infatti, fino a 16 giocatori di darsi battaglia in percorsi stabiliti o creati dagli utenti, e sarà accessibile in tempo reale dal single-player, sulla falsariga del pluri-citato Burnout Paradise.

Se il lato puramente giocoso del titolo è stato assicurato dai numerosi contenuti discussi, ciò che spaventa di più in un progetto tanto esteso ed innovativo, è l’incredibile quantità di dati necessari ad essere manipolata contemporaneamente. Creare precedentemente tutto l’ambiente di gioco nella sua vastità e complessità morfologica non sarebbe stato possibile se non sfruttando diversi blueray, cosa irrealizzabile che avrebbe snaturato lo spirito immediato di FUEL, pertanto tutti gli scenari sono sviluppati da appositi algoritmi procedurali. L’Intelligenza Artificiale promessa dagli sviluppatori vi darà del filo da torcere soprattutto nello scegliere il percorso migliore. Nonostante non sia possibile sbilanciarsi più di tante in fase si anteprima, il titolo mostra già un impatto visivo affascinante, alternando ottimi scorci panoramici e dettagli di detriti, polveri ed altri effetti particellari il tutto mantenendosi ai 30 frame costanti. Piccolo neo riscontrato un eccessiva scalettatura nelle ombre, ma nulla che possa intaccare la qualità generale del titolo se il frame-rate dovesse mantenersi a buoni livelli di fluidità.

L'ambizioso progetto targato Codemasters sembra avere tutte le carte in regola per stupire il mercato, grazie ad una vastità esplorativa senza pari ed uno schema di gioco particolarmente libero. Che il titolo abbia potenziale non c’è dubbio, basti vedere la spettacolarità offerta dagli scenari, dai cambiamenti climatici in tempo reale e dal ciclo giorno/notte per redensi conto della cura profusa dagli sviluppatori. In realtà ciò che resta da verificare è la caratura tecnica, ovvero quanto il famigerato motore ACE riesca a gestire fluidamente il tutto, e quanto, infine, sia divertente e duratura la formula di gioco offerta. Come tutti i grandi progetti il margine di rischio è alto ed in questo caso lo è ancora di più una volta che si è creato un certo hype a riguardo. Tuttavia restiamo fiduciosi per FUEL sicuri che del titolo se ne parlerà per molto tempo a venire. Restate con Spaziogames per seguirne tutti gli sviluppi.

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