Anteprima di Dante's Inferno

Copertina Videogioco Dante's Inferno
  • Piattaforme:

     PC, PS3, Xbox 360
  • Genere:

     Azione
  • Sviluppatore:

     EA Redwood Shores
  • Distributore:

     EA
  • Lingua:

     Italiano
  • Giocatori:

     1
  • Data uscita:

     5 Febbraio 2010
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A cura di (Krauron) del
Composta nella prima metà del quattordicesimo secolo, la Comedìa (l’aggettivo Divina è stato aggiunto dal Boccaccio) è indubbiamente l’opera letteraria italiana più famosa e probabilmente quella maggiormente conosciuta oltre i lidi nostrani.
Riflesso di una arcaica (ma brillante) società medievale, quest’opera suscitò fin da subito molto clamore per come venivano trattate le tematiche sacre.
Il viaggio di Dante è comprensibile mediante due chiavi di lettura, una superficiale dove ogni elemento mitologico vale per quello che rappresenta, ed un altro allegorico che richiama significati celati.
Per uno studioso, il secondo modo di interpretare l’opera è un imperativo. Per degli sviluppatori di videogiochi invece basta far riferimento alle mostruosità, al clima di tensione ed alle oscure presenze per dar vita ad un prodotto appetibile. Se poi questi signori vengono etichettati affianco ad un certo Dead Space, allora la retta via non dovrebbe essere smarrita.

L’Amor che move il sole e l’altre stelle
Gli sviluppatori hanno ben chiaro di trovarsi di fronte ad un'opera colossale, tanto che il loro obiettivo è di far maturare questa produzione in un vero e proprio franchising esteso, (con tanto di film e graphic novel al seguito) mentre voci di corridoio vogliono in un prossimo futuro anche i capitoli riferiti al Purgatorio ed al Paradiso, qualora il gioco dovesse sbancare le previsioni di vendita. Sta di fatto che la controparte videoludica dell’opera italiana più famosa non deve assolutamente sfigurare né correre il rischio di essere snobbata dai puristi del genere. A tal proposito i punti nevralgici che il team sta trattando con maggiore dedizione sono quattro: l’impostazione generale, i personaggi, lo sviluppo della trama e il suo rapporto con ciò che è stato narrato secoli orsono. A tal proposito la vicenda è stata riletta in chiave “giocosa”, cercando la giusta via di mezzo tra libertà di inventiva e veridicità delle fonti. Ciò significa, in sostanza, che molti elementi sono stati presi di forza dagli scritti antichi, mentre anche quelli inventati di sana pianta seguono un filo logico di comunanza ed attendibilità. Confermata dunque la presenza di Virgilio, Minosse, Cerbero e tutti le “guest stars” principali, a cui si affiancheranno demoni appena sfornati e new entry dalla spiccata personalità; questa ventata di aria fresca non è da intendere come un apice di presunzione da EA, bensì la consapevolezza che lo stesso capolavoro medievale è incentrato soprattutto sull’introspezione e su una sorte di “stasi” che mal si adatta ad una riproduzione ludica (in special modo action). Indubbiamente non mancheranno i momenti di riflessione su argomenti maturi (come la morte, il peccato ecc..) e di dialogo con le anime “innocue”, anche per il semplice motivo di sottolineare il processo di redenzione del nostro eroe; Dante infatti non è questo stinco di santo fedele ad un archetipo cattolico. Basti pensare che non inizia la propria odissea casualmente in una selva oscura, ma in quanto di ritorno da una crociata e con la voglia matta di congiungersi in matrimonio con la propria Beatrice.
Purtroppo lo spettacolo che si presenterà dinnanzi sarà scioccante: non solo la sua amata è stata brutalmente uccisa, ma la sua anima pare in balia di Lucifero in persona. Una morte fisica e spirituale che il noto poeta non può accettare. Rinvenuta la Falce della Morte, egli decide di scendere sino alle profondità dell'inferno per salvare l'amata, sfidando l’incarnazione stessa del male. E’ dunque l’Amore, quello con la “A” maiuscola, a giustificare e caratterizzare il suo periglioso percorso. Purtroppo, essendosi macchiato del sangue di numerose vittime, dovrà espiare prima i suoi peccati e redimersi dalle malefatte compiute. E questa è la chiave di lettura metaforica per intendere un viaggio che segnerà per sempre il nostro alter ego.

Ma per trattar del ben ch'i' vi trovai, dirò de l'altre cose ch'i' v'ho scorte
Eccolo dunque in una demo scendere nelle profondità degli Inferi, mentre pareti composte da ossa di scheletri compongono un lugubre quadro d’atmosfera. Tutti intorno gemono e stridono di dolore eterno i dannati, ai quali è stata negata la grazia divina. Nemmeno il tempo di atterrare che il Sommo Poeta viene celermente accerchiato ed attaccato da una vastità considerevole di nemici (con un frame rate mai incerto ma sempre costante anche nelle situazioni più concitate). Per fortuna se la sa cavare egregiamente: con X salta, con Quadrato attacca in maniera “leggera”, con Triangolo ci va giù pesante e con Cerchio afferra un nemico per distruggerlo grazie a svariate combo. Combinando questi tasti con R2 si scateneranno attacchi dalla media e lunga gittata anche con l’ausilio di una sorte di croce luminescente imbevuta di potere sacro. Infine con L1 darà vita ad incantesimi di varia natura.
Ciò che davvero sorprende è il ritmo d’azione: sembra infatti che non ci sia un minuto di respiro, e la stessa falce verrà usata con la stessa leggiadria con la quale Kratos maneggia le Lame del Chaos. Gli Indemoniati (nel senso letterale del termine) avranno a loro volta i mezzi necessari per metterci i bastoni tra le ruote, potendo contare sia su una notevole velocità di offesa che sul mero vantaggio numerico. Come se non bastasse, le fila nemiche contano pure elementi di un certo calibro, tanto poderosi quanto letali; in questo caso la strategia migliore da adottare comprende Quick Time Events per salire in groppa al demonio di turno, per poi finirlo con una combo oppure utilizzare la sua possanza per creare confusione nel reparto avversario.
In questo clima di luoghi comuni e sensazioni sparse di dejà vu, spicca una novità decisamente interessante. Il concetto chiave per intendere questa trovata è da ricercare nei collegamenti semantici del “libero arbitrio” e dello sconto della pena. Difatti secondo questo principio, gli essere umani sono liberi di fare le proprie scelte senza che queste ultime siano predeterminate dalla nascita da alcuna entità soprannaturale. Ovviamente in chiave cattolica ciò significa che il “prezzo da pagare” verrà scontato nell’aldilà, secondo un bilancio tra buone e cattive azioni.
Se nell’universo dantesco le anime dannate erano costrette a patire per l’eternità, in Dante’s Inferno il protagonista per un attimo prende le veci di Dio, potendo decidere se annullare completamente uno spirito o dargli un’altra possibilità di salvezza. A seconda dell’esattezza della scelta attuata (con un tempo di decisione abbastanza irrisorio), verrete ricompensati con un tot di “essenze” che vi permetteranno di potenziarvi come meglio credete.
Tra un uccisione ed un’altra, varrà la pena fermarsi a notare quanta cura è stata riposta per trasmettere quel pathos di indicibile sofferenza e atrocità. Anche il minimo dettaglio vi ricorda che “la città dolente” è tutt’altro che un luogo confortevole, rammentandovi di tenere sempre la guardia alta. Anche perché lo stesso Lucifero è presente in ogni cerchio che visiterete, e la sua presenza non passerà di certo inosservata, specialmente nelle battute conclusive.
Recensione Videogioco DANTE'S INFERNO scritta da KRAURON Anche se stracolmo di reminescenze di gameplay di altre saghe (in primis God of War), Dante's Inferno stupisce per la volontà di non lasciare nulla al caso e per la cura riposta anche nel più piccolo dettaglio. Il coinvolgimento pare garantito fin da questi primi assaggi, e se ci aggiungiamo una sceneggiatura (permettetemi la licenza) d’”autore” e rivisitazioni oculate di personaggi storici, allora il più è fatto.
Insomma, i presupposti ci sono per inserire questa produzione EA nel Paradiso dei migliori titoli action. Avrà l’ispirazione giusta per superare il Purgatorio dei classici cliché del genere? Per ora sappiamo solo che il vero Inferno è solo l’attesa…
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