Recensione di Legend of Spyro: l'Alba del Drago

Copertina Videogioco L'Alba del Drag
  • Piattaforme:

     PS3, Xbox 360
  • Genere:

     Platform
  • Data uscita:

     2 Novembre 2008
- Design eccellente
- Cooperativa ben studiata
- Combattimenti caotici e ripetitivi
- Volo mal sfruttato
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A cura di (andymonza) del
Con L’Alba del Drago gli sviluppatori Etranges Libellules affrontano il non facile compito di tirare le fila di una trilogia, Legend of Spyro, che sbarca sulla next-gen dopo due capitoli non proprio convincenti ad opera di Krome Studios.
Alcune delle features osservate nei mesi scorsi in fase di preview ci avevano convinto, facendoci sperare tutti in un grande ritorno del draghetto Spyro, le cui avventure hanno visto nel corso degli anni un triste ed inesorabile calo di qualità; vediamo come è andato il test definitivo.

Non c’è due senza tre
Il format della trilogia, così caro al mondo del cinema e di riflesso a quello video ludico, vuole che vi sia un primo capitolo introduttivo, un seguito che lasci da parte i convenevoli e sviluppi i personaggi ormai noti, ed un gran finale, che tiri le fila e dia degna conclusione all’opera. Giocando a l’Alba del Drago quest’ultimo intento è decisamente evidente: pescando a piene mani da tutto lo scibile fantasy a disposizione, ed in particolare da diverse icone visive del Signore degli Anelli secondo Peter Jackson, gli sviluppatori hanno cercato di donare al draghetto un finale epico, sfruttando al tempo stesso le nuove possibilità offerte dalle console di ultima generazione.
Le vostre avventure riprenderanno il via proprio dove si erano interrotte, con qualche gradita sorpresa; la prima è la piacevole compagnia di Cinerea, che i fan ricorderanno come antagonista del primo capitolo. Proprio a lei vi ritroverete incatenati al vostro brusco risveglio, dopo ben tre anni di prigionia in un cristallo magico. Purtroppo gli sviluppatori non hanno ritenuto opportuno introdurre adeguatamente la vicenda per chiunque non abbia giocato i primi due capitoli, rendendo del tutto sconsigliabile l’acquisto di L’Alba del Drago senza i due predecessori: i personaggi, tra protagonisti, antagonisti e comprimari non sono pochi, e la narrazione, seppur non originale, merita comunque di essere goduta seguendo la giusta cronologia.

Dynamic Duo
A pochissimi istanti dalla sequenza introduttiva il gamepay rivela tutta la sua natura action, gettandovi senza troppi preamboli nel pieno della battaglia. I controlli del corpo a corpo risultano da subito familiari: avrete la possibilità di concatenare attacchi rapidi e potenti in una serie di combo, al tempo stesso parando o schivando i colpi degli avversari. A queste classiche mosse vanno aggiunti i poteri elementari di Spyro e Cinerea; il vostro alter ego mantiene quelli già visti in passato, ovvero fuoco, elettricità, terra e ghiaccio, mentre la vostra compagna avrà il controllo su veleno, vento, ombra e paura.
L’utilizzo dei poteri elementari nei combattimenti fa emergere uno dei punti salienti del gameplay, ovvero la possibilità switchare da un personaggio all’altro in tempo reale; questa feature si rivela utile anche nelle fasi esplorative, dove spesso per raggiungere determinati punti dei livelli sarà necessaria un po’ di cooperazione. In questo senso, la possibilità per due giocatori di controllare ognuno un draghetto, dona maggior profondità al gameplay, e permette di divertirsi molto di più; l'intelligenza artificiale che controlla Cinerea in assenza di un secondo giocatore non è infatti eccezionale, nè in combattimento nè durante l'esplorazione. Il design delle ambientazioni è stato sviluppato attorno ad una delle novità più chiacchierate di L’alba del Drago, ovvero il volo: premendo rapidamente tre volte il tasto dedicato i draghetti potranno librarsi, ed all’occasione effettuare planate.
L’esplorazione trae giovamento da questa possibilità, anche se il design dei livelli vi impone alcune limitazioni che finiscono per renderla, se non secondaria, quantomeno assimilabile ad altre esperienze platform già viste in passato.
Per quanto i controlli siano intuitivi, anche le fasi di combattimento non riescono ad appassionare più di tanto, complice una distribuzione dei nemici che vi vedrà nella prima metà di gioco attaccatti da ogni direzione da vere e proprie orde, che anche a causa di una telecamera non ottimizzata ridurranno l’esperienza ad un mero e furioso schiacciatasti; da metà in poi la situazione cambierà bruscamente, proponendo gruppi di nemici più esigui, ma formati da avversari dotati di molta energia vitale. Questi scontri non rappresenteranno grosse sfide, ma saranno piuttosto oltremodo lunghi, andando dunque a spezzare eccessivamente il ritmo.
Le bossfights uniscono un notevole impatto visivo dovuto alle grandi dimensioni dei cattivoni, a modalità di gioco classiche, basate su un misto di attacchi a tempo, schivate e quick time events.
L’esplorazione dei livelli è incoraggiata dalla possibilità di raccogliere cristalli di salute e mana, quest’ultimo indispensabile per utilizzare i poteri elementari, e cristalli di esperienza, i quali permetteranno di potenziare gli incantesimi elementari e le mosse dei draghetti, e sbloccare pezzi delle loro armature.
Nel complesso il gameplay riesce ad intrattenere, e si rivela sufficientemente impegnativo, anche se i combattimenti mal distribuiti, le fasi platform meno innovative di quanto era lecito aspettarsi, ed una telecamera spesso fastidiosa finiscono per appiattire un po’ l’offerta.

Comparto tecnico
La componente grafica di L’Alba del Drago è stata molto curata, e si basa su un design che come anticipato prende ispirazioni da diversi brand fantasy cinematografici, puntando tutto sulla spettacolarità.
La varietà di ambientazioni è buona, e la palette di colori accesa e ben assortita.
Tecnicamente parlando, siamo di fronte ad una realizzazione discreta con modelli ben fatti affiancati a texture non proprio al top.
Molto meglio sul fronte audio, caratterizzato da una localizzazione in italiano convincente e ben fatta.
Recensione Videogioco LEGEND OF SPYRO: L'ALBA DEL DRAGO scritta da ANDYMONZA Legend of Spyro: L’Alba del Drago si rivela nel complesso un titolo molto meno innovativo e ricco di quanto le preview avevano suggerito. Nondimeno piacerà al pubblico più giovane e disposto a farsi trascinare per una decina di ore in un’esperienza platform e action classica. Peccato per una serie di difetti, quali l’intensità dei combattimenti mal assortita, il volo mal sfruttato e la telecamera mal funzionante, che finiscono per rovinare in parte i lati positivi.
Il consiglio di acquisto va soprattutto a chi ha provato i precedenti capitoli della saga, con il consiglio di trovare un amico con cui giocare: in due ci si diverte nettamente di più
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