Recensione di Blitz: The League II

Copertina Videogioco BlitzThe League2
  • Piattaforme:

     PS3, Xbox 360
  • Genere:

     Sportivo
  • Sviluppatore:

     Midway
  • Data uscita:

     Disponibile da novembre 2008
- Accessibile, divertente ed immediato
- Modalità carriera ricca di sorprese
- Troppo semplice per gli appasionati
- Clash ed unleashed troppo enfatizzati
- Comparto tecnico datato
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A cura di (andymonza) del
Da sempre il football è considerato uno sport violento, le cui meccaniche portano ad un contatto fisico brutale ed estremamente “maschio”.
Blitz: the League II, seguendo le orme del predecessore, esaspera questo concetto e, presentandosi come alternativa arcade al simulativo Madden di EA, mischia sport e violenza pura, fatta di caviglie slogate e crani rotti, con tanto di disgustosi close-up alla CSI. Il tutto senza dimenticare un aperto ammiccamento all’utilizzo di droghe in campo. Se Oltreoceano questo titolo ha scatenato un mare di critiche, data l’evidente dissacrazione di uno degli sport a Stelle e Strisce per eccellenza, la scarsa considerazione che il football riceve in Italia permette di valutare questa rivisitazione a metà tra arcade, satira e critica senza moralismi di sorta.

Soldi, droga e donne: questo è football signori!
Al di là dell’ovvia modalità Quick Match, il cuore di Blitz: The League II è senza dubbio la modalità Carriera; essa si sviluppa seguendo una vera e propria storia, con tanto di cut-scene che ci introdurranno ai personaggi. Ci ritroveremo nei panni di “Franchise” (che vi piaccia o meno, questo sarà il vostro nome), un giovane talento sportivo a tutto tondo che cercherà di farsi strada nel mondo del football professionistico.
Al nostro fianco avremo dei veri e propri squali, che non lasciano dubbi sul parere degli sviluppatori riguardo al mondo del football: primo tra tutti è il nostro agente, il cui aiuto diventerà fondamentale durante la nostra vita sportiva.
Come tutte le carriere sportive che si rispettino, anche la nostra comincerà con una conferenza stampa, dove le nostre risposte alle 9 domande che ci verranno poste dai giornalisti presenti andranno a decretare il ruolo che avremo una volta in campo (sia in difesa che in attacco) ed alcune nostre caratteristiche fisiche; questa interessante mimesi della scelta delle peculiarità del nostro alter ego funziona bene, e ci cala subito nell’atmosfera del gioco.
Terminato questo breve ma importante preambolo potremo sceglierci nome (di scarsa rilevanza, dato che saremo comunque conosciuti come Franchise) e città di provenienza. Sulla base di quest’ultima sarà possibile originare la nostra squadra, dandole un nome, un simbolo, ed una divisa personalizzabile per colore.
A questo punto potremo affrrontare il Campionato, scandito dagli allenamenti che ci permetteranno di migliorare una qualità a scelta tra quelle dei nostri compagni per ogni settimana. Senza dimenticare, inoltre, la possibilità di scommettere sulle stesse partite.
Altro importante fattore saranno le chiamate del nostro agente, che ci informerà di eventuali contratti di sponsorship: una volta sottoscritti, questi accordi andranno onorati con particolari prestazioni in campo, come, ad esempio, un determinato numero di touchdown. Oltre alle ovvie ricompense in denaro, gli accordi con le case produttrici di articoli sportivi ci forniranno equipaggiamenti speciali con tanto di bonus, come scarpe che garantiranno maggiore velocità in corsa.
Altra peculiarità che caratterizza l’inusuale gameplay è l’accesso a varie droghe dopanti, di cui sarà possibile gestire l’assunzione da parte dei nostri compagni di squadra, fino a tre per settimana; la lista di Juices è piuttosto lunga, ed esse variano per prezzo e livello di legalità. Ovviamente, più saranno illegali, maggiori saranno i benefici che ne trarremo in campo, ma il rischio di essere scoperti dalla Lega sarà sempre in agguato.
Man mano che guadagnerete fama, avrete accesso a giri sempre più esclusivi e facoltosi, dove, come si conviene ad uno sportivo famoso, potrete trovarvi una bella ragazza. Queste ultime potranno essere sedotte con particolari prestazioni campo, al fine di ricevere in cambio altrettante prestazioni a letto (da non perdere le cut-scene dedicate...), nonché una serie di bonus ed upgrade, come contratti di sponsorship esclusivi o droga a prezzi stracciati.
L’amalgama di tutti questi elementi, che si fondono in una trama ricca di corruzione, scandali e tradimenti, dona a Blitz: The League II una personalità unica e ne fa un'inedita esperienza in campo sportivo.

Ogni maledetta Domenica
Al di là del contorno narrativo e satirico, Blitz: The League II è un gioco di football e la maggior parte dell’azione si svolge in campo. L’eredità del predecessore si fa sentire soprattutto nell’indicatore del Clash (lett. “scontro), che si riempirà man mano che compiremo azioni ben eseguite. Premendo il grilletto sinistro durante un’azione, l’indicatore così accumulato ci fornirà un rallentamento del tempo utile per muoversi tra gli avversari, e ci darà la possibilità di compiere spettacolari mosse evasive in combinazione con i tasti frontali. Alcune spettacolari mosse, o esultanze forniranno invece delle icone, che compariranno a schermo: collezionandone 6, avremo a disposizione l’Unleashed, ovvero uno speciale sprint che ci permetterà di andare dritti al touchdown quando attaccheremo, o di spaccare ossa alla grande se ci troveremo in difesa. Se da una parte queste due specialità rendono il gameplay divertente e spettacolare, dall’altra allontanano Blitz: The League II da quello che è il football, ovvero un gioco fatto di forza, riflessi e schemi tattici; invece di preoccuparci della disposizione in campo dei nostri compagni, tutto quello che dovremo fare sarà tenere l’indicatore del Clash sempre pieno: tanto basterà ad assicurarci la partita.
Gli infortuni giocano un ruolo fondamentale: i tackle più violenti produrranno danni notevoli, spesso filmati “dall’interno”, con disgustosi close up di ossa frantumate e tendini spappolati; qualora l’infortunio dovesse interessare uno dei nostri, potremo perfino giocare al dottore, cimentandoci in minigame semplici ma azzeccati, la cui buona riuscita ridurrà la durata del ritiro del giocatore interessato.
Tolte queste particolarità, il feeling in campo è rimasto pressoché il medesimo del predecessore: i tackle sono ancora troppo facili da eseguire, i tiri non prevedono l’utilizzo degli analogici, ma solo la pressione di una sequenza di tasti: tutto insomma è votato alla semplificazione più pura, tanto da rendere Blitz: The League II accessibile davvero a tutti.
La stessa squadra portata avanti durante la campagna single player potrà essere messa in campo anche online, per intense sfide 1 VS 1 dove emergeranno tutte le differenze di gestione del team, garantendo svariate ore di gioco con gli amici.

Comparto tecnico
La nota più dolente di questo titolo è senza dubbio il comparto grafico: i modelli dei giocatori sono piuttosto scarni e poco naturali, e le texture li fanno spesso apparire “plasticosi”, soprattutto sotto l’acqua. Le animazioni vivono di un forte contrasto tra quelle al rallentatore, davvero godibili, e quelle durante la partita in tempo reale, che appaiono spesso legnose ed innaturali.
Decisamente meglio il comparto audio: per chi conosce l’inglese, il commento presenta sufficienti linee di testo da non essere (quasi) mai ripetitivo. Anche il campionamento degli effetti non delude, ed una colonna sonora a metà tra l’hip hop e l’hard rock accompagnerà efficacemente la navigazione dei menu.
Menzione particolare per la grafica di quest'ultimi e per le cut scenes che vi accompagneranno durante la modalità carriera e che impreziosiscono la presentazione generale del gioco rendendolo davvero accattivante.
Recensione Videogioco BLITZ: THE LEAGUE II scritta da ANDYMONZA Blitz: The League II riesce nell’intento di riproporre la sua visione scanzonata e satirica del football, rendendolo accessibile a tutti e divertente. Peccato per alcune tare genetiche ereditate dal predecessore, come un’eccessiva semplicità nello sviluppo delle partite, ed un utilizzo eccessivo di clash ed unleashed. La nota davvero dolente rimane comunque il comparto grafico, decisamente sotto la media odierna. Fortunatamente la campagna è ricca di spunti originali e divertenti, e longeva, ed il multiplayer alza ulteriormente la durata. Il consiglio va ovviamente agli appassionati di football che stanchi della simulazione cercano un prodotto più rilassato e leggero, ma la grande accessibilità di questo titolo lo rende davvero adatto a chiunque desideri un po’ di sport in (molta) salsa arcade.
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