Il 29 Settembre del 2005 nacque ufficialmente il gruppo Namco Bandai. Questa nuova entità è il risultato dell’unione delle due software house Namco e Bandai. Come spesso accade nel mondo videoludico di oggi, queste fusioni sono dovute per due motivi: finanziari e/o per diventare più competitivi sul mercato. Ufficialmente, Bandai ha acquisito Namco ma entrambe hanno un pari potere di decisione nella gestione dell’azienda.
La Namco Bandai è suddivisa in cinque unità più la Affiliated Business Group. La società in seguito ha acquisito la totalità di Banpresto e dei Namco Tales Studio.
Al giorno d’oggi possiamo quindi affermare che NBGI non è solo una software house ma anche una produttrice di: giocattoli (Bandai), parchi di divertimento (Namco), videogames (Namco Bandai Games), film d’animazione e materiale musicale (Bandai Visual, SunRise), cabinati per sale giochi (Namco America) e così via. Il tutto è in ogni caso riassunto nelle immagini che accompagnano lo speciale. Questo colosso è il risultato di due diverse aziende che nel passato hanno influenzato il mercato videoludico. Ma cos'hanno fatto Namco e Bandai prima della loro fusione? Scopritelo con noi.
Namco
Namco fu fondata a Tokyo nel 1955 da Masaya Nakamura sotto il nome di “Nakamura Manufacturing Ltd”. All’inizio l’azienda produceva cavalli giocattolo e simili per bambini. Nel 1971 la compagnia cambiò nome in Namco e acquisì la divisione giapponese di Atari nel 1974. L’acquisto portò la società nel mercato videoludico per la prima volta.
Namco Enterprises Asia Ltd. fu fondata in Honk Kong, seguita da Namco America Inc. con base in California. Nel 1978, Namco fece uscire sul mercato il suo primo arcade videogame chiamato “Gee Bee”.
Il 1980 fu l’anno della svolta grazie alla nascita di una delle più grandi icone del mondo videoludico: Pac-Man ideato da Toru Iwatani.
Quando Nintendo commercializzò il suo Famicom, Namco iniziò lo sviluppo di alcuni titoli per la console giapponese; il primo in assoluto fu Galaxian. Una piccola curiosità: in Giappone, Namco fece uscire i suoi lavori con il marchio Namcot.
L’ascesa continua
Namco fu la prima a sviluppare un prodotto multi-cabinato/multi-giocatore: Final Lap, nel 1987. Il titolo permetteva a otto sfidanti, divisi in due gruppi da quattro, di giocare in contemporanea. Nel 1988 il capitale della società ammontava a 5,500 milioni di Yen. Lo stato di salute era eccellente e grazie a esso, negli anni Novanta, Namco cominciò a vendere i suoi coin-op negli Stati Uniti tramite la divisione Namco America.
In Giappone le cose andavano ancora meglio grazie all’apertura di centri di divertimento come il Sennichimae Plabo, il Namco Wonder Eggs, Wonder Park e Wonder City.
Al giorno d’oggi Namco America detiene il maggior numero di cabinati presenti negli States. Sotto la sua amministrazione ci sono i nomi di software house come Sega, Midway e Konami. Questo primato è stato ottenuto grazie a una serie di fusioni e acquisizioni durante gli ultimi venti anni.
I capolavori Namco
Con l’avvento della grafica 3D grazie alla generazione a 32 bit, Namco pubblicò numerosi prodotti, i quali, divennero delle pietre miliari nella storia dei videogiochi. Nel 1993 fa il suo debutto Ridge Racer un simulatore di guida dallo stile arcade il quale sfruttava la computer grafica in 3D.
Il 1994 fu anche l’anno del primo Tekken. Nel corso degli anni uscirono altri due capitoli, sempre per Sony PlayStation, il terzo soprattutto godette di un successo incredibile. Nel 1995 fu il turno di Soul Edge (Soul Blade in Europa). Questa saga si è poi evoluta ed ha cambiato nome in Soul Calibur. Il primo arrivò nel 1999 su Sega Dreamcast e la qualità tecnica di quel gioco è ancor oggi stupefacente.
Queste due serie hanno dominato la scena dei picchiaduro 3D su console non solo in termini di qualità ma anche di vendite. Non possiamo non citare i due “light gun” sempre made in Namco: Point Blank e il mitico Time Crisis.
Time Crisis fu addirittura uno dei cabinati più giocati in assoluto, una vera pietra miliare del mondo arcade.
Sempre durante il dominio Sony, Namco creò altri due brand: Klonoa ed Ace Combat. Il primo era un platform di buona qualità, apprezzato dalla maggior parte della critica ma poco supportato negli anni. Ace Combat invece non ha bisogno di presentazioni. Portare le simulazioni di volo su console è stata una scommessa azzardata ma Namco ha vinto alla grande: Ace Combat 3 parla per lei.
Un altro franchise importante e di successo è quello della serie Tales Of. Arrivato al suo decimo anno di vita, il Gdr di casa Namco ha milioni di fans al suo seguito e ogni capitolo non manca in quanto a qualità e quantità.
Nel corso degli anni successivi si sono aggiunti brand come Xenosaga e Katamary Damacy.
Poco prima della fusione Namco godeva di ottima salute grazie alle ottime vendite dei suoi titoli di punta e al mercato dei cabinati. Namco America è la più grande catena di coin-op del Nord America. Un’azienda in ottimo stato che ha contribuito in maniera determinante nella storia dei videogiochi
Bandai
La Bandai fu fondata nel lontano 1950. L’azienda sin dai suoi primi anni di vita ha sempre trattato giocattoli. Negli anni Sessanta Bandai si espanse esportando i suoi prodotti con grande successo anche nei mercati esteri. L’ascesa continuò anche negli anni Settanta, periodo in cui fu fondata Bandai America Inc.
A partire dagli anni Ottanta, Bandai è divenuta l’azienda di giocattoli più grande del Giappone. Il colosso giapponese può inoltre contare sulle licenze che possiede sulla maggior parte delle serie televisive più amate come Gundam, Ultraman, Digimon, Sailor Moon e tante altre ancora.
A metà anni Novanta ci fu un tentativo di fusione con SEGA, ma tutto si concluse con un nulla di fatto, citando delle strane “differenze culturali” alla base del fallimento della trattativa.
La Bandai è suddivisa in diversi settori, ognuno con un mercato specifico.
Bandai Usa si occupa della commercializzazione di giocattoli nel territorio americano. I brand più famosi sono: Power Rangers, Ben 10 e prodotti similari. Bandai Visual produce e distribuisce molti “anime” popolari. Serie come Cowboy Bebop, Gundam, Big O, Escaflowne e altri ancora. Bandai Entertainment si occupa della distribuzione di anime in Nord America. Il suo compito non si limita solo al video ma si estende anche ai manga e al merchandising relativo. La sede principale è situata negli Stati Uniti, Cypress City, California. Cardass è invece la società responsabile dei giochi di carte basati sui franchise Bandai più popolari. Questo include Gundam, Naruto e Rangers Strike.
Una parentesi da Hardware House
Negli anni Novanta, Bandai ha prima collaborato con la Apple per creare il “Pippin” (un progetto fallimentare) per poi passare ad una console casalinga di sua proprietà, la “Playdia”, ma anche quest’ultima fu un fisco clamoroso.
Nel 1999 Bandai creò la console portatile WonderSwan. Nonostante l’upgrade in favore di una versione “color” e delle vendite discrete, la nuova arrivata non poteva competere con il Gameboy di Nintendo e il suo successore, il Gameboy Advance. Nel 2003 terminò quindi la produzione.
La fusione tra questi due colossi ha generato Namco Bandai. Uno, un gigante delle sale giochi e dal software milionario, l’altro uno dei più grandi produttori di giocattoli di tutto il Giappone. Il mercato videoludico di oggi richiede sempre più risorse in termini di talento, soldi e produttività; è per questo motivo che molte aziende sia per sopravvivere sia per crescere ricorrono all’unione tra vari gruppi. In futuro assisterete di certo ad altre grandi fusioni e Namco Bandai è l’esempio di come i tempi stiano cambiando. Prodotti prima abbinati solo ad un nome ma tecnicamente insufficienti sono adesso apprezzati da numerosi appassionati (citiamo quale esempio la popolare saga picchiaduro di Dragon Ball Z Budokai Tenkaichi) e molti altri arriveranno nel prossimo futuro, in favore di un flusso sempre più costante di giochi made in Japan