Anteprima di Crash Bandicoot: Mind over Mutant

Copertina Videogioco Crash MoM
  • Piattaforme:

     PS3, WII, Xbox 360
  • Genere:

     Platform
  • Sviluppatore:

     Free Radical Entertainment
  • Distributore:

     Vivendi
  • Data uscita:

     Ottobre 2008
A cura di (Shiryo) del
Ahhh come si gioca con i platform!
Tra alti e bassi, i platform hanno accompagnato la crescita della maggior parte dei bambini a partire dagli anni '80. Oggi si aggrappano ormai solo ad alcuni personaggi unici ed indimenticati, capaci con il loro carisma di rinnovare interesse per una formula ormai poco utilizzata, tenendola in vita. Nonostante la sempre più rara nascita di prodotti del genere, il platform non è morto: basta fare una rapida capatina sul web per scoprire intere community dedicate ad un singolo personaggio, fremere d’attesa per l’uscita del’ultimo capitolo delle sue avventure. Crash è uno di quei personaggi, e Crash Bandicoot: Mind over Mutant è il gioco che i fan non vedono l’ora di acquistare.

Qualcosa di nuovo, qualcosa di classico
Dopo il divertente Crash of the Titans, Crash fa finalmente il suo ritorno. In questa occasione avremo a che fare con lo storico nemico Neo Cortex, ovviamente impegnato nella distruzione del mondo attraverso l’utilizzo di tecnologie di controllo mentale. Il gioco ripropone parte della formula introdotta dal predecessore, in aggiunta a nuove divertentissime possibilità.
Riferendoci alla versione Xbox 360 testata, oltre a pugni standard e calci rotanti, avremo il tipico attacco roteante, che si effettuerà tramite la rotazione dello stick analogico destro. Iniziata l’animazione possiamo proseguire a girare, continuando a compiere 360° sullo stick. L’unico limite sarà il senso di nausea di Crash, che finirà per fermarsi e rimanere intontito, se esagereremo con questo tipo di manovra. Durante la fase rotativa premendo il tasto di salto effettueremo balzi di altezze maggiori, ed una volta in volo potremo effettuare un ulteriore manovra offensiva con la pressione del tasto d’attacco, che ci permetterà di atterrare violentemente sul terreno, o su chiunque si trovasse sfortunatamente sulla nostra traiettoria. Divertente il sistema di “counter”: tramite la pressione, con tempismo, del tasto dei calci, potremo schivare un attacco nemico con un acrobazia, per poi contrattaccare in maniera letale. Molto intreressante la possibilità di scavare nel terreno in alcuni punti predeterminati, e viaggiare sottoterra per superare luoghi impervi, fattore che amplia lo spessore del level design. Come in Crash of Titans, avremo modo di prendere il controllo dei nemici più grossi, una volta storditi, usando le loro abilità per proseguire in zone altrimenti irraggiungibili. Utile in questo caso la possibilità di “assorbire” il nemico catturato, cosi da utilizzare normalmente Crash nelle fasi in cui non sia necessario il supporto della nostra preda, per poi richiamarlo qualora se ne senta il bisogno.

Graficamente quasi ottimo, musicalmente si può migliorare
Se c’è qualcosa di Crash Bandicoot: MoM che si fa davvero apprezzare è la caratterizzazione dei personaggi, già resa unica dai precedenti capitoli, oltre che le animazioni del personaggio principale. Le movenze di cui è capace sono divertenti da realizzare e non mostrano alcuna incertezza grafica o stilistica. Potremo apprezzare piccoli esilaranti dettagli durante l’avventura: aggrappandoci ad una sporgenza e spostandoci lentamente, vedremo le dita del protagonista muoversi in maniera davvero fumettistica. La rotazione e l’eventuale senso di nausea di Crash sono molto simpatici, come anche le animazioni legate all’attesa del protagonista, visibili qualora abbandonassimo il pad per qualche minuto. I nemici catturati e che piloteremo sono anch’essi molto ben sviluppati e caratterizzati. La versione di preview ha mostrato evidenti rallentamenti nelle fasi di combattimento in concomitanza dell’eliminazione dei nemici, evento accompagnato da un esplosione di luce e di palline bonus raccoglibili che sembrano mettere in difficoltà il motore 3D, ma è piuttosto palese che tali difetti verranno corretti prima della pubblicazione.
Il level design è anch’esso di qualità, con scenari coloratissimi molto divertenti da esplorare. La telecamera riuscirà quasi sempre ad inquadrarci in maniera ottimale, nonostante non se ne abbia il diretto controllo. Quest’ultima scelta è probabilmente sgradita agli hardcore gamers del 3D, ma utile a non rendere frustrante l’avventura ai più giovani, a chi non è espertissimo di videogame, o a chi desideri semplicemente un titolo divertente ma non troppo impegnativo. Unica pecca che potrebbe rendere a tratti complicato il gameplay, è la necessità di dover porre grande attenzione ai filmati di intermezzo, dove spesso verrà indicata la strada da percorrere: perdere di vista lo schermo o tagliare una di queste fasi, significherebbe vagare alla ricerca del punto da raggiungere per diversi minuti, con relativo senso di disagio, anche perché la mappa che ci indica il nostro obiettivo primario non riesce, talvolta, ad essere sufficientemente esplicativa.
A livello musicale le basi sono tutte molto divertenti, ognuna ci accompagnerà lungo aree determinate, il che significa una buona varietà, ma grande ripetitività qualora ci si fermasse qualche minuto nella stessa zona.

Giocabilità retrò, ed un po’ di RPG che non fa mai male
In quest’ultimo capitolo della saga di Crash ci muoveremo per livelli piuttosto lineari con scopi precisi, seguendo incarichi ricevuti attraverso il dialogo con i personaggi non giocanti. Si va dal raccogliere un determinato numero di oggetti, sino a salvare i nostri amici più cari dal diretto controllo mentale del diabolico Cortex. Sarà possibile tornare sui propri passi in qualsiasi momento esplorando luoghi già visti, alla ricerca di bonus dimenticati in una sorta di free-roaming, seppur con percorsi lineari. La natura platform non viene comunque mai sconfessata, e sarà quindi necessario saltare di piattaforma in piattaforma, raccogliendo quanti più globi luminosi possibile. Collezionarli non vorrà dire avere solo grande soddisfazione personale, ma potenziare il proprio personaggio, permettendogli ad esempio di toreare più a lungo prima di star male o avere un energia fisica maggiore. La fusione di questi elementi tipici dei giochi di ruolo è molto semplificata ed ogni upgrade avverrà automaticamente, ma aggiungono profondità ad una formula diversamente datata.

Baluardo videoludico
Quando una categoria di giochi ha pochi portabandiera, la speranza comune per il bene di un intero genere video ludico è che l’attesa di un nuovo capitolo di un franchise storico venga ripagata con un titolo di qualità. Crash Bandicoot: Mind over Mutant sembra essere sulla buona strada, mostrando già in preview un ottimo stile, elementi classici da Platform fusi egregiamente con semplici elementi RPG, oltre a caratteristiche sbloccabili come costumi alternativi, atte ad estendere la longevità del gioco, insieme alla possibilità di cooperare con un amico, un'innovazione unica nel genere. L’attesa da parte degli amanti del platform è maggiore di quanto chiunque non segua il genere possa immaginare: con qualche piccola miglioria sul versante fluidità, i fan avranno presto tra le mani il gioco che si aspettano.
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