Anteprima di Far Cry 2

Copertina Videogioco Far Cry 2
  • Piattaforme:

     PC, PS3, Xbox 360
  • Genere:

     Sparatutto
  • Sviluppatore:

     Ubisoft Montreal
  • Distributore:

     Ubisoft
  • Data uscita:

     23 ottobre 2008
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A cura di (andymonza) del
Poco prima di aprire la busta sigillata in cui giaceva la versione preview dell’attesissimo Far Cry 2, con la memoria siamo tornati per qualche istante al titolo originale.
Tale brevissimo flash back ci ha aiutato a vedere con più chiarezza quanta distanza il nuovo team di sviluppo abbia deciso di prendere dall’illustre predecessore: nei 10 minuti introduttivi in cui il nostro alter ego, opportunamente scelto tra otto possibili, siede sul sedile posteriore di un taxi che lo porta nel cuore dell’Africa, tale realtà balza letteralmente agli occhi. Le spacconate, l’ambientazione idilliaca, le improbabili svolte sci-fi, i colori vivaci e pastellosi: di tutto questo non v’è più traccia.
Al loro posto c’è un’Africa sporca, infetta, inospitale, in cui dovrete farvi strada a gran fatica. Inizierete la vostra avventura febbricitanti ed incapacitati, costretti a gestirvi le poche pallottole di una pistola, mentre i vostri nemici vi bersaglieranno coi lanciarazzi. Le armi, unico punto fermo di ogni FPS, si inceppano e scoppiano tra le mani. La malaria vi annebbia la vista.
Nei suoi primi, concitati minuti Far Cry 2 vi prenderà letteralmente a schiaffi, costringendovi a reagire. Sempre che vogliate sopravvivere.

La mia Africa
Scordatevi i documentari, scordatevi il cinema: l’Africa di Ubisoft non è da depliant, non è politically correct, e non è affatto ospitale. Qui, la vita vale meno delle pallottole che possono togliervela, e se volete comprare da bere, buttate le banconote e procuratevi dei diamanti grezzi.
L’iniziale giro in taxi, splendido espediente per immergere il giocatore sin da subito nell’habitat, fa luce sui delicati equilibri che fanno la differenza tra fragili armistizi e guerra aperta: due fazioni in lotta si contendono la supremazia sul territorio in una sorta di guerra fredda-ma-non-troppo, tra posti di blocco, ville fortificate e scambi di armi. Tramite i diari del protagonista, in parte leggibili durante il caricamento iniziale, ed in maniera più estesa dal menu principale, scopriamo che il nostro scopo è quello di uccidere uno spregiudicato trafficante d’armi che foraggia entrambe le fazioni di AK 47 ed RPG a volontà.

GPS addicted
Le prime missioni funzionano da tutorial, e ci permettono di familiarizzare con le meccaniche di gioco.
Di fondamentale importanza il tasto dedicato alla mappa, che farà comparire nelle nostre mani una carta topografica della regione ed un navigatore satellitare portatile; quest’ultimo sarà sempre presente anche sul parabrezza di tutte le macchine che prenderemo “in prestito”. Inutile dire che prima o poi vi capiterà di finire contro un albero, o dentro ad un fiume, per aver tenuto troppo gli occhi sul navigatore: risvolti educativi in un FPS militare…decisamente inaspettati. Oltre alla primaria funzione di navigazione, il GPS è dotato di una luce verde, che lampeggia con intermittenza crescente in prossimità di valigette contenenti diamanti, che converrà recuperare per accrescere il nostro portafogli. Mentre alcune sono completamente abbandonate, altre saranno ben difese, e recuperarle costerà ben più di qualche pallottola; ad ogni recupero, un contatore ci informerà su quante ne abbiamo già recuperate, e quante ne restano. Oltre all’orientamento, la mappa potrà aiutarvi nelle ricognizioni: premendo il tasto LT con la mappa estratta avrete a disposizione un binocolo. Con esso sarà opportuno dare uno sguardo da lontano agli accampamenti nemici prima di assaltarli, così da ottenere direttamente sulla mappa preziose indicazioni riguardanti depositi di munizioni, postazioni fisse e cecchini.
La struttura free roaming prevede un sistema a missioni, che riceveremo entrando in contatto con i molti personaggi non giocanti sparsi sul vasto territorio; si potrà affrontare una sola missione per volta. Un diario vi aiuterà a tenere traccia dell’attuale obbiettivo, segnandolo opportunamente anche su mappa e GPS.
Di minore importanza è invece la presenza del cellulare: invece che interattivo come quello visto nel recente GTA IV, esso è infatti utilizzabile solo in risposta, e per accettare certe missioni.

Friends will be friends
Man mano che vi aggirerete per le desolate lande africane conoscerete diverse persone, tra cui alcune che per interesse o simpatia vi offriranno i loro servigi in cambio di qualche “favore”. Una volta inseriti ufficialmente nella lista “buddies” (amici), essi si impegneranno a venirvi a recuperare in extremis qualora rimaniate incapacitati in una sparatoria. L’operazione di salvataggio avverrà tuttavia solo a due condizioni: la prima è che vi troviate in un’area sufficientemente vicina alla base del “buddie” di turno, la seconda è che l’abbiate allertato subito prima di andare in missione. Se entrambe queste variabili saranno soddisfatte, eviterete con successo il famigerato game over, ottenendo in sua vece una sequenza in cui l’amico di turno vi tirerà su da terra dove vi trovavate svenuti, e vi darà una mano ad eliminare i nemici ancora nei dintorni; questo espediente funziona bene, e rappresenta una piacevole alternativa all’altrimenti inevitabile caricamento. Il fatto perdipiù che il recupero non sia scontato, ma avvenga solo alle condizioni di cui sopra, riesce a mantenere la sfida sufficientemente alta, senza semplificare troppo lo svolgimento delle missioni.

La dura vita del mercenario
Le missioni che vi verranno affidate durante la vostra permanenza in Africa sono di stampo abbastanza classico; capiterà di dover recuperare documenti, distruggere provviste o spedizioni di armi, assaltare convogli di auto, o semplicemente uccidere qualcuno. Ogni volta che accetterete una missione da una delle due fazioni in lotta, uno dei vostri “buddies” ci farà una controproposta, spesso alzando la posta in gioco: starà a voi valutare quale strada seguire.
Altre missioni saranno disponibili presso le antenne GSM sparse sul territorio: avvicinandovi ad una di esse, ed estraendo il cellulare, potrete parlare con misteriosi mandanti dalla voce criptata che vi commissioneranno l’eliminazione di personaggi scomodi.
I 50 chilometri quadrati a disposizione sono inoltre ricchi di sbloccabili ed obbiettivi secondari: esplorando e conquistando avamposti e blocchi stradali vi imbatterete in alcuni hot spots, rappresentati da scatole attaccate ai muri; alcune di esse conterranno medikit, presso altre sarà invece possibile salvare la partita in corso.
Così come i posti di blocco, sarà possibile conquistare anche delle case, che una volta liberate dai nemici diverranno dei luoghi sicuri dove potremo recarci per una bella dormita; prima di coricarvi, sarà possibile puntare la sveglia all’ora desiderata, così da sfruttare al massimo il realistico ciclo giorno-notte.

Ferri del mestiere
Inutile girarci intorno, quella a cui vi troverete in mezzo è una vera guerra; senza i giusti ferri del mestiere non andrete da nessuna parte. Sparsi sulla mappa troverete dei trafficanti, che in cambio di diamanti grezzi saranno felici di condividere con voi il loro vasto arsenale. All’inizio avrete poca scelta, ma procedendo nell’avventura il parco armi si allargherà notevolmente. Una volta acquistati, i ferri saranno recuperabili in appositi magazzini, dove troverete anche scorte illimitate di munizioni. Con voi tuttavia, potrete portarne solo quattro, uno per categoria, richiamabili tramite il D-Pad: oltre al machete potrete liberarvi dei vostri nemici con armi corte (pistole o mitragliette), fucili d’assalto ed armi pesanti (mitragliatrici, lanciarazzi o lanciafiamme). A chiudere il quadro troverete un assortimento tra granate, molotov ed esplosivi, selezionabili con la pressione dell’analogico destro. Sarà anche possibile raccogliere le armi lasciate dai nemici caduti sul campo, ma esse si presenteranno arrugginite ed inaffidabili: si incepperanno spesso, e dopo un certo numero di colpi sparati vi esploderanno letteralmente in mano. L’arma più interessante risulta indubbiamente il lanciafiamme: al di là del suo indiscutibile fascino, esso diventa particolarmente duttile data la realistica riproduzione del fuoco e dei suoi effetti che il motore grafico di Far Cry 2 è in grado di inscenare. Le fiamme, completamente dinamiche, reagiscono in maniera reale all’ambiente circostante, divorando cespugli ed alberi, e muovendosi in direzione del vento.
Oltre alle armi, gli altri ferri del mestiere necessari alle vostre attività saranno i veicoli: oltre ad una varietà di fuoristrada (alcune dei quali godono dello sponsor della vera casa Jeep) avrete la possibilità di mettervi alla guida di veloci auto a ruote scoperte, e barche. Nel caso si danneggino, sarà possibile riparare i veicoli tramite la pressione del tasto Y in prossimità del motore.

Comparto tecnico
Dunia, questo il nome dell’engine creato dal team di sviluppo specificamente per Far Cry 2. Per quanto erede spirituale del Cry Engine, esso utilizza di fatto solo il 2 o 3 percento della tecnologia originale. La versione preview testata su Xbox 360 ci ha sostanzialmente soddisfatto, ma non stupito. Nonostante un’ottima modellazione poligonale, una linea dell’orizzonte di ampissimo respiro, e la gestione dinamica del fuoco, vi sono infatti altri aspetti decisamente meno curati: una fisica delle collisioni non perfetta, che concederà spesso e volentieri compenetrazioni poligonali tra gli oggetti, un comparto grafico con texture non sempre ben definite, passando per ombre scalettate ed afflitte da evidente aliasing. Fortunatamente, le esplosioni sono invece una vera festa per gli occhi, grazie ad effetti particellari davvero notevoli.
Il comparto d’illuminazione regala fantastiche albe e tramonti, impreziositi da bloom e lens flare. Apprezzabile anche la variabilità del tempo atmosferico, che vi sorprenderà a volte con veri e propri monsoni, riducendo notevolmente la visibilità sia a piedi che in macchina.
Il comparto audio presenta buoni effetti, e musiche di sottofondo né invasive, né troppo degne di nota, con dei piacevoli crescendo nelle situazioni più concitate.

Considerazioni finali
La lunga sessione di prova sulla versione preview di Far Cry 2 ha confermato la bontà del prodotto. L'elaborata introduzione e il setting originale contribuiscono a rendere questo seguito immersivo e coinvolgente.
Far Cry 2 non è mai accondiscendente nei confronti del giocatore e punta a metterlo in difficoltà, costringendolo ad agire d’istinto; il sistema di reputazione presso le fazioni, la lista dei “buddies”, e la dettagliatissima mappa con tutte le sue funzioni secondarie contribuiscono ad aggiungere profondità ad un gameplay che, seppur incentrato sugli scontri a fuoco, trova sfoghi esplorativi e tattici davvero graditi. Il comparto tecnico presenta ottimi dettagli, purtroppo non pienamente supportati da alcuni difetti alla base, che speriamo possano migliorare nell’ormai imminente versione finale, che attendiamo con ansia.
Resta da verificare la varietà o meno delle missioni, che andrà chiaramente a decretare una buona fetta della valutazione finale.
Ogni altro commento lo riserviamo per la recensione, che non tarderà ad arrivare. Stay tuned.

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