Recensione di FaceBreaker

Copertina Videogioco FaceBreaker
  • Piattaforme:

     PS3, WII, Xbox 360
  • Genere:

     Sportivo
  • Sviluppatore:

     EA Canada
  • Giocatori:

     1-2
  • Data uscita:

     5 Settembre 2008
- Importazione volti eccezionale
- Personaggi caratteristici
- Stile fumettoso ed umoristico
- Divertente in multyplayer...
- ...ma frustrante in Single Player
- IA degli avversari prevedibile
- Pochi personaggi
- Editor poco profondo
- Deformazioni facciali precalcolate
A cura di (Shiryo) del
EA Sports con la sua divisione Freestyle ci presenta un altro titolo basato su uno sport reale, ma con connotazioni puramente arcade. Questa volta tocca alla Boxe, il più nobile degli sport, essere trasformata nel più scorretto e dissacrante fighting game arcade degli ultimi anni.

FaceBreaker è un titolo che, già dal momento della distribuzione della demo, si presentò caratterizzato da uno stile fumettistico, personaggi strampalati ed una giocabilità facile e immediata. Il tutto accompagnato da un Editor dotato di un'apposita modalità per importare volti reali. Con l'uscita della versione definitiva le promesse fatte dalla demo si sono concretizzate, portando purtroppo con sé anche un generale senso di insoddisfazione. Vediamo perché.
Il titolo, che si aggiunge alla schiera di giochi Freestyle di EA Sports, mantiene ovviamente lo stile della serie, proponendo una boxe solo ispirata allo sport reale. I match, mantenendo le impostazioni standard, sono incontri di 3 rounds dai quali esce vincitore chi mette al tappeto per primo l’avversario 3 volte (il classico KO Tecnico), o chi riesce a mandarlo definitivamente KO attraverso la mossa finale di ciascun character, la cosiddetta Facebreaker di cui approfondiremo il funzionamento più avanti. Al termine del terzo round, qualora non ci sia un vincitore, la vittoria viene stabilita attraverso un ultimo round Sudden Death, senza tempo limite, dove vince chi, di fatto, resta in piedi per ultimo.
I controlli sono intuitivi: con la leva sinistra ci spostiamo sul ring mentre un doppio tocco indietro o avanti ci farà allontanare/avvicinare velocemente all'avversario. Prendendo come riferimento la versione Xbox 360, abbiamo il tasto X per per gli attacchi alti ed A per quelli bassi. Y è l’attacco più potente, generalmente un uppercut. Con B spingiamo l’avversario all’angolo, RT è dedicato alla parata ed LT alla provocazione. Le uniche varianti da conoscere sono la schivata alta e bassa, ottenibili tenendo premuto il relativo tasto di attacco, ed il contrattacco, da eseguire con tempismo usando i tasti attacco contemporaneamente alla pressione della parata. La meccanica prevede che si eseguano con successo numerose combo, grazie alle quali riempire una sorta di termometro collocato nella parte bassa dello schermo. Ad ogni tacca ottenuta potremo scatenare una devastante manovra d’attacco, tanto scenografica e dannosa quanto più alto è il termometro al momento dell’esecuzione, premendo una combinazione di pugni simili, ad esempio A+A e chiudendo con Y. Qualora riuscissimo a realizzare la combinazione con il termometro al massimo, otterremmo la mossa finale di cui parlavamo precedentemente, ovvero la Facebreaker, capace di chiudere il match in qualsiasi momento. Ovviamente ottenere la possibilità di eseguire tale manovra è tutt’altro che semplice: il termometro infatti si azzera ogni qual volta si venga colpiti, il proprio colpo venga parato, o passi qualche secondo senza che si stiano eseguendo attacchi andati a segno. Questo sistema si rivela quindi il principale incentivo all’attaccare senza remore tattiche, portando come risultato un'estrema velocità di gioco.

Preparatevi a prendere tantissime mazzate
Il menù iniziale è molto stiloso: lo sfondo è un montaggio dei character presenti, leggermente animato, dove le opzioni vengono evidenziate da un contorno tipico delle strisce fumettistiche. Le musiche in sottofondo sono tutte canzoni a tema, di cui vedremo l’autore nell’angolo in basso a destra vicino al logo EA Sports, mantenendo cosi lo stile delle ultime produzioni della casa. Le scelte disponibili sono Fight!!, Brawl for it all, Xbox Live, Couch Royale, Boxer Factory, Bragging Rights ed Extras. La modalità “Fight!!” è la classica partita singola, per uno o due giocatori, in cui possiamo selezionare il personaggio desiderato e l’avversario, siano essi character predefiniti o creati ex novo, e l’arena dove combattere, modificando se vogliamo il regolamento dell’incontro decidendo la quantità e durata dei round, il danno infitto dai colpi, la velocità di gioco, ed i KO necessari per vincere tramite “KO Tecnico”. Grazie alla possibilità di modificare praticamente tutti i parametri di gioco, questa modalità risulta gradevole, permettendo di impostare i ritmi dell’azione secondo i propri gusti e le proprie abilità. “Couch Royale” dà la possibilità di creare un torneo con un numero di partecipanti locali che va da 2 a 6. Le regole modificabili purtroppo non sono più le medesime della modalità a match singolo: qui avremo modo di selezionare il numero di “teste” da ottenere per vincere, i Knock Out necessari alla vittoria per KO tecnico, la casualità o meno nella scelta del ring, il mantenimento dei KO nel corso dei match e solo due preset di velocità predefinite, Normale o Extreme. La limitazione nella scelta libera della velocità di gioco e dei danni risulta assolutamente incomprensibile, considerato che si tratta di una modalità per giocatori umani, che potrebbero essere tutti d’accordo nel ritenere il gioco base troppo veloce, preferendo in comune accordo di selezionare un ritmo diverso. Discorso simile avviene in “Brawl for it all”, la modalità storia. Qui il nostro scopo sarà ottere le quattro cinture da campione disponibili; procederemo quindi ad una serie di combattimenti con character predefiniti, tutti introdotti da un breve monologo, purtroppo non sottotitolato, sino ad arrivare al match per la cintura, il più ostico. Oltre alla totale mancanza della modifica delle regole, qui nascono i primi serissimi problemi del gioco: anche alla difficoltà inferiore, il livello di sfida generale dei combattenti è superiore a quello della modalità “Fight!!”. Se inizialmente supereremo in maniera brillante i primi due avversari, portando a casa un titolo facile, proseguendo verso la seconda cintura troveremo sfidanti ben più determinati ed un incontro per il secondo titolo contro un energumeno esageratamente duro a cadere, in un match che saprà essere frustrante fin da subito, richiedendo decine di tentativi per essere superato.
Questi elementi portano il titolo ad essere assolutamente limitato: mentre l’impatto arcade e fumettistico del gioco darebbe modo di credere ad un “gioco per tutti”, i limiti nella scelta delle regole in praticamente tutte le modalità e l’incomprensibile scelta di attribuire alle stesse difficoltà differenti, rende l’esperienza single player limitata al match singolo per una buona parte di utenza, che potrebbe non riuscire mai ad apprendere abbastanza bene le meccaniche del titolo ed arrivare a superare solamente il secondo gradino della modalità storia.

Spaccarsi la faccia tutti insieme è sicuramente più divertente che da soli
Come già evidenziato, alcune scelte sbagliate in termini di bilanciamento hanno reso piuttosto limitata la qualità delle modalità single player, destinandone molti aspetti unicamente ad una fetta ristretta di hardcore gamer, disposti a sopportare la frustrazione pur di ottenere tutto da un gioco; ma anche passando sopra ai difetti già citati, il gioco in singolo perde appeal quando ci accorgeremo che l’IA degli avversari è quantomeno limitata, al punto da rendere alcuni personaggi assolutamente odiosi da affrontare. Romeo, ad esempio, è una sorta di torero spagnolo che sarebbe potuto essere sfruttato in maniera migliore: per tutto l’incontro non farà altro che mantenere una posizione di parata, limitandosi a contrattaccare con più o meno intensità, proporzionalmente al livello di difficoltà scelto. Si, è vero che questo gli da quell’aspetto da torero, che attende il toro con il suo drappo rosso, lo schiva e lo colpisce, ma è non assolutamente divertente da sfidare, dato che proporrà sempre il medesimo stile d’attacco, ed affrontarlo più volte darà una continua sensazione di Deja-Vu; cosi come Vodoo, l’energumeno a cui dovremo strappare la seconda cintura, tenterà spesso di allontanarci per poi colpirci con un globo luminoso che ci toglierà il controllo per qualche secondo. Anche in questo caso, dopo qualche incontro avremo imparato a memoria la sua sequenza. Bastano pochi minuti per aver ben chiara la situazione generale: ogni personaggio attacca in maniera predefinita, con un IA standard, e l’aumento o diminuzione della difficoltà modifica solamente il numero di combo con cui attaccheranno e, ancor peggio, influisce evidentemente sulla percentuale di possibilità che un nostro colpo venga parato, contrattaccato o vada a segno. Poco profondo, in effetti.
Con tutta questa serie di difetti, è la modalità multi giocatore a risollevare le sorti di un titolo che altrimenti avrebbe giocabilità e longevità gravemente insufficienti. Affrontare un giocatore umano, sia esso locale o online, da molto più stimolo, non avendo davanti un pupazzo dai movimenti sempre identici. Grazie alla possibilità di creare boxers originali, partecipare a scontri online sarà sempre interessante, trovandoci davanti i personaggi più disparati, repliche di VIP o originali. La possibilità di creare tornei personalizzati aggiunge linfa vitale al gioco… anche grazie a piccole feature come la possibilità, battendo l’avversario con una mossa finale, di ottenere un trofeo da collezionare con la faccia deformata del fighter battuto.

Qua ci si (ri)mette la faccia!
Sicuramente uno degli aspetti più interessanti del titolo è la Boxer Factory, che da la possibilità di creare nuovi personaggi importandone i volti tramite Live Vision o uploadando un immagine sui server EA tramite interfaccia Web. Partiamo dicendo che EA ha dato molta importanza, anche mediatica, a tale funzione, rendendola assolutamente grandiosa sia nel funzionamento che nelle possibilità offerte. Dopo aver portato l’immagine nel gioco, dovremo applicare dei cursori sui punti richiesti, seguendo le linee guida date da un immagine esemplificativa, come posizione delle pupille, dei lati della bocca e via dicendo. Terminata l’operazione possiamo già procedere al render del viso, oppure caricare anche un’immagine di profilo, cosi da dare proporzioni ancora più realistiche. I tempi di attesa per la generazione del volto sono estenuanti, avendo caricato entrambe le inquadrature, dovremo aspettare circa 15 minuti, che scendono a poco meno di 10 con la sola immagine frontale. Il risultato è però quasi sempre assolutamente perfetto. In fase di test sono stati importati volti sia di persone reali, sia di personaggi dello spettacolo o politici tramite immagini reperite sul Web. La somiglianza ottenuta è incredibile già a volto appena importato, seppur senza capelli. Una volta ottenuto il “clone”, potremo aggiungergli il taglio di capelli più indicato, e se vogliamo anche barba, baffi, basette, trucco e modificare il colore degli occhi, accedendo poi ad un pannello in cui rendere il volto più o meno caricaturale. I diversi tipi fisici a disposizione sono invece purtroppo predefinite: possiamo infatti scegliere solo 12 corpi, che non sono altro che quelli dei character predefiniti del gioco. La scelta di un fisico donerà in automatico anche il relativo stile di combattimento al personaggio creato, fattore piuttosto limitante. La scelta dei vestiti è anch’essa poco varia. A dispetto dei combattenti del gioco, dotati di costumi stravaganti e di accessori assurdi, quelli creati avranno solamente la classica “divisa” da pugile, con Boxers e guantoni, a cui potremo dare delle trame predefinite, colorabili però a piacere. Il top della modalità lo raggiunge il supporto fornito alla community tramite i server EA, che sempre più prende l’aspetto di un’ammiraglia in ambito videoludico: potremo mandare le nostre creazioni sui servers dedicati e scaricare quelle degli altri utenti sia attraverso il menù del gioco, sia navigando sul sito ufficiale e mettendo direttamente il download in attesa, scaricando in seguito. Anche nel sistema di condivisione non manca però la pecca: l’upload di personaggi pressoché identici è già diventata un abitudine, tanto da avere la netta sensazione che vi siano decine di utenti il cui unico scopo è scaricare boxers, modificarli solo nello stile dei capelli (a volte neppure quello) e ri-uploadarli con il proprio nome come creatore. Questo annulla del tutto la soddisfazione di ottenere voti positivi dagli utenti sul proprio lavoro, oltre che creare un'immensa confusione al momento del download, in quanto apparentemente non vi è nessuno adibito alla mansione di controllo e moderazione dei contenuti.
Recensione Videogioco FACEBREAKER scritta da SHIRYO Face Breaker è un titolo che fa del suo immediato gameplay e della creazione/condivisione di character aggiuntivi i suoi punti di forza. Purtroppo, scelte sbagliate e alcuni difetti evidenti, rendono il titolo godibile solamente in multiplayer, dove ci sarà sicuramente da ridere picchiandosi con amici vari, magari utilizzando i propri alter-ego virtuali perfettamente ricreati su schermo. L’audio è composto da movimentate canzoni d’autore che coinvolgono, accompagnando le fasi del match a dovere, ma che diventano presto ripetitive, cosi come i suoni dei colpi, tutti abbastanza simili. Graficamente, considerando anche l’ottimo import dei volti, oltre alla caratterizzazione dei personaggi originali, il voto è positivo per il titolo, che però perde spessore a causa di animazioni molto simili tra loro, eccezion fatta per i colpi speciali e il numero ridotto degli stessi personaggi originali, che poteva sicuramente essere maggiore, dando cosi più basi per la creazione di boxers editati differenti.
Un gioco da consigliare solo se si hanno amici interessati a quello che può sicuramente essere un divertentissimo party-game, perché da soli, con FaceBreaker, c'è il rischio di annoiarsi presto.
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