Recensione di Castle Crashers

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PS3, Xbox 360
  • Genere:

     Arcade
  • Sviluppatore:

     The Behemoth
  • Lingua:

     Italiano
  • Giocatori:

     2-4
  • Costo:

     1200 Microsoft Points
  • Data uscita:

     31 agosto 2010
-Assolutamente esilarante
-Curva d'apprendimento ottima
-Molto longevo
-Gestione limitata delle armi
-Alcuni piccoli errori di traduzione
-Problemi sul Live (temporanei)
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A cura di (Shiryo) del
L’estate 2008 si dimostra davvero la più importante per quanto riguarda i titoli Arcade.
Dopo aver atteso poche settimane in più rispetto al capolavoro Braid, possiamo finalmente mettere le mani sull’ultima fatica de The Behemot, ovvero l’attesissimo Caslte Crashers, titolo di natura Beat-em-Up (o meglio Hack-and-Slash secondo alcuni), ma con un sapiente mix di elementi tipici dei GDR di stampo medievale, quali livelli di esperienza, magie da potenziare, soldi da raccogliere ed armi sbloccabili.

Primo impatto
Sin dalla schermata iniziale abbiamo subito un riassunto di quello che sarà tutto il gioco: musica maestosa, scenari di battaglia medievale (anche se ci saranno delle sorprese più avanti), soldati e fuoco, il tutto però con personaggi dall’aspetto cartoonesco e dagli occhi strabuzzanti, che strapperanno ben presto i primi sorrisi.
Le modalità selezionabili sin da subito sono Partita Locale, Xbox Live Gioco, Statistiche giocatore, Classifiche, oltre alle ormai solite scorciatoie per scaricare eventuali contenuti aggiuntivi e gli immancabili comandi per tornare al menù Xbox Live Arcade.
In Partita Locale troveremo 3 principali funzioni, selezionabili tramite un menù molto simpatico.
Castle Crashers è la modalità storia e prende il nome dal titolo. Vi immergerà in quello che è il mondo del gioco, da soli o sino a 4 giocatori contemporaneamente, con la possibilità di scegliere tra 4 personaggi disponibili da subito; a detta dei producer, nessuno di loro ha volutamente alcun nome, cosi che ognuno possa impersonarsi in uno di loro o chiamarli come preferisce. Rispettando la loro teoria e lo stile di gioco assurdo, diremo che abbiamo quello rosso che lancia i fulmini, l’arancione che lancia il fuoco, quello azzurro che lancia il ghiaccio e uno verde che lancia il veleno. Ognuno di loro ha quindi un elemento magico che lo differenzia, oltre al colore dell’armatura e all’arma con cui inizia l’avventura.
Da notare, che per chiunque possegga Alien Hominid HD, sempre per Xbox Live Arcade, il gioco offre sin dalla prima accensione un ulteriore personaggio utilizzabile, ovvero l’alieno giallo protagonista del titolo, di cui parleremo più avanti.
Altra modalità disponibile nel menù per singolo giocatore è l’Arena. In questo campo di battaglia dovremo semplicemente difenderci dalle -quasi- infinite orde di nemici che ci attaccheranno, in puro stile gladiatorio. Nonostante questo menù ad accesso diretto, le arene si incontrano anche durante la normale modalità storia.
L’ultima modalità disponibile è Più che mai, una modalità tanto assurda quanto divertente nella sua semplicità. Ci troveremo a tavola con altri quattro concorrenti, siano essi CPU o giocatori locali, dove lo scopo sarà mangiare il più velocemente possibile le pietanze che ci vengono proposte, finendo i piatti a disposizione prima degli avversari. Per far questo dovremo alternare la pressione dei tasti X e Y rapidamente, premendo invece A una volta terminata la portata, per ottenere la successiva. Sicuramente un mini-game non molto longevo in sé, ma assolutamente ben integrato nello stile del gioco ed ottimo mezzo per spezzare un po’ l’azione, oltre che i polpastrelli.
La modalità XBOX Live Gioco, dal titolo poco elegantemente tradotto, ripropone essenzialmente le possibilità della partita locale, ma dando modo di giocare con gli altri utenti connessi al sistema Live. In questo caso, nell’arena e nella gara di pasti, c’è la possibilità di fare una partita del giocatore o classificata, mentre per la modalità storia avremo modo di connettere prima il numero dei partecipanti locali e poi di integrare quelli mancanti tramite la ricerca di una partita veloce, personalizzata, oppure creata da noi.
Aspetto di importante valutazione è il menù “Statistiche giocatore”: in questo pannello potremo vedere il livello di esperienza raggiunto da ognuno dei nostri personaggi, i soldi raccolti, l’energia massima disponibile, l’arma utilizzata ed i progressi di ognuna delle quattro aree migliorabili, ovvero Forza, Magia, Difesa ed Agilità.

Tempo di combattere
Entrati nella modalità storia, Castle Crashers mostra l’inconfondibile stile delle produzioni The Behemot, facendoci subito capire di essere fratello maggiore di Alien Hominid HD, sempre prodotto da The Behemot, per quanto riguarda musiche, impatto umoristico ed aspetto grafico. Ancora una volta, inoltre, il titolo è disegnato a mano con la supervisione di Den Paladin, designer dei personaggi. L’azione di gioco inizia e si svilupperà per tutto il titolo in maniera rapita e costante, in un vortice di epica demenzialità, in cui i personaggi su schermo proferiranno il minor numero possibile di parole, lasciando parlare per loro scenario e situazioni al limite dell’assurdo. Ogni area che percorreremo nel gioco va osservata attentamente, non tanto alla ricerca di particolari oggetti -per quanto ce ne siano molteplici nascosti- ma per cogliere ogni minimo e folle comportamento dei characters non giocanti.

Cartone animato interattivo
Graficamente parlando, la resa è ottima, praticamente identica a quella di Alien Hominid HD, cosa che permette di svolgere le azioni di gioco senza alcun rallentamento neppure quando su schermo sono presenti decine di piccoli mostri saltellanti. L’effetto da cartone animato che il titolo utilizza permette a tutto l’ambiente di avere un impatto scanzonato, divertente e mai violento, seppure di fatto diventeranno centinaia le mutilazioni e le decapitazioni che realizzerete già dopo qualche minuto di gioco. I personaggi, a partire dai protagonisti sino ai nemici più grossi, hanno tutti un aspetto demenziale, alternando la totale mancanza di espressività dei loro volti, a reazioni esagerate degli stessi visi e dei corpi: dopo pochi livelli di gioco, qualcuno rischierà di cadere dal divano di casa propria a causa delle risate, provocate dal comico comportamento di alcuni animali spaventati in una foresta.

Musiche Tecno-Medievali?!
La colonna sonora mescola in maniera perfetta musiche epiche e di battaglia degne di colossal cinematografici, a dei loop strampalati con acuti ed effetti molla, rendendo ogni area più coinvolgente, sia essa zona di battaglia, o un negozio in cui acquistare armi ed oggetti, accompagnati da melodie rilassanti. Gli effetti audio riescono a non essere ripetitivi soprattutto per quanto riguarda i suoni prodotti dai colpi, abbastanza vari e differenti in relazione all’attacco che si effettua. La sensazione è che grazie agli stessi effetti audio si percepisca ancora maggiormente tutta stravaganza del titolo, ma che allo stesso tempo si venga caricati in maniera tanto significativa dalle basi incalzanti, da farsi rapire nell’azione tanto da dimenticare in alcuni frangenti che si sta giocando un titolo prettamente cartoonesco.

Ma è giocabile o è come quell’altro...?
Domanda abbastanza ricorrente se si naviga un po’ sul web cercando info su Castle Crashers.
Per “quell’altro”, ci si riferisce ovviamente al fratello maggiore Alien Hominid HD ed alla sua estrema difficoltà: nonostante il titolo avesse un impostazione di gioco più da shooter, viene preso in causa per il confronto da più utenti. E’ con grande felicità e sorpresa che si può dire che l’ultimo figliolo di mamma Behemot è assolutamente bilanciato in termini di difficoltà, con una curva d’apprendimento assolutamente ben progettata e ottime idee in termini di giocabilità che rendono l’esperienza non frustrante. Durante le prime fasi di gioco sono infatti limitati i colpi che possiamo sferrare, cosi come sono limitati i nemici che ci affrontano. Questo permette di entrare in sintonia con i controlli in maniera naturale, fino all’upgrade del personaggio ai livelli successivi, dove sbloccheremo nuove combo utili a disfarci del numero esponenzialmente sempre maggiore di nemici davanti a noi. La scelta di non far perdere alcun punto vita al personaggio in caso di semplice contrasto con le animazioni degli avversari, ma unicamente in caso di un attacco ricevuto, permette di muoverci tra folti gruppi di nemici senza perdere salute in maniera esagerata, e permettendo quindi tattiche sino ad ora impossibili in altri giochi del genere, dove la piorità è cercare di non essere mai circondati. In Castle Crashers avremo la possibilità di parare ed attaccare anche in mischia, sfruttando all’occorrenza prese e lanci per allontanare gli avversari.
Altro importante fattore da sottolineare è l’ottimo bilanciamento dei danni relativi agli attacchi: molto più alto il danno di attacchi da terra o in salto, mentre bassi i danni relativi ad attacchi utili a colpire più avversari. Questo evita il continuo utilizzo della stessa mossa, cosa che renderebbe il titolo semplice e noioso.
Ben bilanciato anche l’utilizzo delle magie, che vanno dalla possibilità di un colpo potente, che sarà disponibile da subito e che utilizzerà una grande quantità di una sorta di “mana” autoricaricabile, sino ad attacchi rapidi dal consumo minore che saranno utili a spezzare chi ci contrasta dalla lunga distanza, ma che sbloccheremo attraverso il potenziamento del fattore magia, attraverso l’esperienza accumulata in combattimento.

Animali, oggetti e personaggi.. voglio tutto!
Durante il gioco incontreremo differenti animali simili a Pokemon che il gioco chiama “Occhi di Animali”, anche se l’impressione è di un errata traduzione dall’originale “Animal Orbs”, che meglio sarebbe stato traducibile in Sfere Animali o qualcosa di simile. Non a caso sono piccoli esseri falle fattezze ispirate a reali animali, ma fluttuanti e in linea di massima tutti abbastanza deformati da assomigliare a dei palloni. Una volta trovati, ci seguiranno per tutto il gioco, uno alla volta, offrendoci le loro abilità. Per scoprire che tipo di aiuto ci portano, sarà necessario andare dal Fabbro, dove sarà presente una veterinaria che ci spiegherà i loro pregi. Nello stesso laboratorio veterinario c’è una sorta di stalla in cui verranno recapitati tutti gli orbs sbloccati, cosi da poterli sostituire all’occorrenza, o anche solo vedere la propria collezione in tempo reale.
Siamo comunque da un Fabbro e quindi non possono mancare le armi: nella stessa area è infatti presente una rana gigante legata... si avete letto bene... all’interno della quale, entrando dalla bocca (per fortuna), troveremo tutte le armi acquistate o conquistate nel gioco, con la possibilità di vedere che tipo di miglioramento/peggioramento portano alle nostre abilità e che caratteristiche uniche hanno, riferendomi a supporti magici, maggiore possibilità di rompere crani eccetera. Il problema è che non tutte le armi possono essere usate da tutti i personaggi, il che limita in maniera abbastanza forte la scelta tra le 40 disponibili ottenibili se saremo in grado di trovarle tutte. Addirittura alcuni personaggi, come il protagonista di Alien Hominid di cui parlavamo all’inizio, sono completamente esenti dalla possibilità di cambiare arma. Questo seppure giustificato dall’unicità del personaggio, che utilizza una versione modificata della suo tipica pistola verde, allungata e resa somigliante alla lancia utilizzata nei giochi medievali, lo rende meno vario, soprattutto paradossalmente per chi lo ha ottenuto all’inizio del gioco come bonus per l’acquisto del precedente gioco di The Behemot, in quanto con molta probabilità verrà scelto da molti, grazie al suo carisma, come primo personaggio utilizzato, togliendo però la soddisfazione di vivere la prima avventura in maniera completa.. anche perché non viene assolutamente spiegata in-game questa limitazione, per cui verremo portati a continuare a giocare pensando di dover raggiungere determinati livelli di abilità per poter cambiare arma, salvo accorgerci a metà gioco che così non è.
A proposito di personaggi sbloccabili, è proprio questo l’ultimo fattore di cui parleremo. Nel gioco sono disponibili 20 characters utilizzabili. Considerando i 4 iniziali e l’alieno giallo, sono 15 i misteriosi guerrieri da reperire nel gioco. Alcuni verranno aggiunti alla lista semplicemente salvandoli dalle grinfia dei nemici, altri attraverso un sistema particolare di ricerca di tesori, effettuabile scavando con una pala nelle varie locazioni del gioco. Ognuno di loro è differente per quanto riguarda aspetto e utilizzo di magie, oltre che, come detto poco su, sulla possibilità di utilizzare specifiche armi.
In qualsiasi caso è bene sottolineare che l’avvenuto sblocco di un Animal Orb, di un'arma o la stessa raccolta di soldi, è condiviso tra i personaggi utilizzabili, e sebbene cambiando personaggio nel menù iniziale si ha una modalità storia distinta, ognuno di questi elementi è utilizzabile liberamente raggiungendo l’area del Fabbro, cosa che evita l'eventuale frustrazione del dover ricominciare completamente da capo a cercare ogni elemento con ogni character sbloccato.

Si ma... difetti?
Considerando la natura Arcade del titolo, c’è davvero poco di cui lamentarsi, a parte la limitazione sulle armi, che può essere valutata in maniera soggettiva. Di oggettivo purtroppo c’è da evidenziare qualche difficoltà a livello di Live. Alcuni giocatori hanno avuto problemi legati a Lag e disconnessioni, tanto da rimanere molto delusi. C’è da dire però, che facendo un salto sul sito ufficiale, uno spiritoso annuncio realizzato con lo stesso stile in-game, ci spiega che i server al lancio sono collassati a causa del sovradimensionato accesso.. il che vuol dire, in altre parole, che il gioco sta facendo un gran successo già dopo un solo giorno dal lancio. Con un po’ di pazienza i server verranno sistemati e potremo giocare tutti senza relativi problemi.
Recensione Videogioco CASTLE CRASHERS scritta da SHIRYO Castle Crashers è un vero sogno per gli amanti del genere, soprattutto per chi ha amato Alien Hominid HD da cui eredita lo stile unico. La curva di apprendimento è ottima e permette a chi ha avuto problemi con il precedente titolo di The Behemot di giocare senza frustrazioni, ma allo stesso tempo di trovare una giusta e stimolante sfida dalla metà del gioco in poi. La longevità è garantita dalla durata della modalità storia, oltre che dalla possibilità di giocare online e alla voglia che verrà di sbloccare tutto quello che il gioco nasconde, magari portando tutti i personaggi al massimo livello... sempre condiderando che difficilmente Behemot farà mancare contenuti aggiuntivi scaricabili. L’umorismo incontenibile del titolo è un mix di genialità sotto l’aspetto audio, video e citazioni che il gioco fa ad opere cinematografiche e non... chi ha un buon background sotto questo aspetto saprà cogliere riferimenti davvero esilaranti.
Non si può non consigliare Castle Crashers, nonostante i problemi relativi all'online (in riparazione) e nonostante condivida con BRAID, non solo il periodo di uscita, ma anche il prezzo “speciale” di 1200 Microsoft Points... sicuramente li meritano entrambi, ma la cosa inizia a far temere ad un nuovo standard...
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