Recensione di Beijing 2008

Copertina Videogioco Beijing 2008
  • Piattaforme:

     PC, PS3, Xbox 360
  • Genere:

     Sportivo
  • Sviluppatore:

     Eurocom Entertainment
  • Distributore:

     Halifax
  • Lingua:

     Italiano
  • Giocatori:

     1-4
  • Data uscita:

     Disponibile
- Atmosfera ben riprodotta
- Movimenti degli atleti discreti
- Varietà di eventi proposti
- Difficoltà mal calibrata in alcune prove
- Sistema di controllo vecchio e stancante
- In singolo è praticamente inutile
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A cura di (Mastelli Speed) del
Le Olimpiadi rappresentano da sempre un momento magico per gli sportivi e non. Raramente si ha una concentrazione spazio-temporale di eventi sportivi tanto intensi quanto importanti ed altrettanto raramente il contatto tra realtà lontanissime rappresentate dalle più di 200 nazioni rappresentate ai giochi avviene in modo tanto continuato: c’è solo la competizione, la voglia di superare se stessi, di vincere l’oro.
Tutto questo avviene ogni quattro anni ed ogni quattro anni si presenta sugli schermi di Pc e console la trasposizione digitale di tutto quanto descritto finora, seguendo uno schema ormai consolidato e prevedibile.
Beijing 2008 non fa eccezione a tutto questo ed ha il compito quindi di far rivivere a noi giocatori le emozioni delle Olimpiadi cinesi cominciate l’8 Agosto.
Saprà meritarsi la medaglia d’oro nell’affollato calderone dei simulatori sportivi multievento?
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Cosa si può fare
Le opzioni possibili sono le solite e vanno dall’Allenamento in un singolo evento fino ai Giochi olimpici veri e propri passando per il multiplayer.
Gli eventi, ovvero il cuore pulsante del gioco, sono 38 divisi in cinque categorie diverse:

- Pista (comprendente 100,200,400,800,1500 metri, 100 e 110 ostacoli)
- Campo (comprendente Salto in alto, in lungo, con l’asta e triplo; getto del peso; lancio del disco, martello, giavellotto)
Sport acquatici (50 metri stile libero, 100 metri farfalla, dorso e rana; Tuffi da 3 e 10 metri)
Ginnastica - (Parallele, corpo libero, cavallo, anelli, trave e parallele asimmetriche)
Tiro - (Pistola da 10 e 25 metri, tiro al piattello Skeet)
Altro - (Tiro con l’arco, sollevamento pesi, inseguimento a squadre di ciclismo, tennis tavolo, judo, canoa K1)

Il numero di specialità à sicuramente una delle caratteristiche distintive del titolo e, se si pensa, che nel gioco dedicato alla scorsa Olimpiade, Athens 2004, erano solo 25 si ha l’idea dello sforzo profuso dagli sviluppatori.
Dicevamo prima della modalità Giochi Olimpici, che sicuramente è il fulcro del gioco per quanto riguarda il single player: all’inizio si dovrà scegliere una tra le 32 (un po’ pochine, a dire il vero) nazionali e successivamente si verrà catapultati nella schermata di assegnazione dei punti abilità. Avremo a disposizione 2000 punti da distribuire in varie abilità: grazie ai nostri risultati acquisiremo altri punti con cui potremo incrementarle ed avremo quindi la possibilità di effettuare prestazioni sempre migliori, fatto questo di vitale importanza anche perché, se non si riesce a passare un turno di qualificazione, dovremo dire addio a quella data specialità... oppure dovremo ricominciare tutto dall’inizio.
Per come è strutturata la modalità il fatto che si debba cercare la migliore prestazione in ogni disciplina è cosa anche gradita, ma diventa assolutamente insopportabile se alcune di queste sono di facilità estrema (le classiche come le corse su pista ed il nuoto), mentre altre sono superficiali e decisamente ostiche (le nuove aggiunte tennis tavolo, judo e canoa) come purtroppo avviene nel gioco.
Anche altre discipline, come il corpo libero ed i tuffi, si riducono ad un semplice gioco di tempismo e riflessi; nel primo caso si dovrà fare attenzione a premere nel momento giusto il tasto giusto, nel secondo dovremo assecondare la rotazione di una sfera che apparirà su schermo: un po’ poco, dato che esistono già i rhythm games ed in alcuni giochi esistono già sottogiochi simili (anche a GTA San Andreas si ballava premendo al momento giusto le frecce, tanto per dire).
Il sistema di controllo, di cui comunque parleremo diffusamente dopo, non aiuta di certo a migliorare la situazione.
Beijing 2008 fallisce, con l’intento di voler offrire tante discipline, nel calibrare in modo sbagliato le difficoltà delle varie prove ed è un peccato perché, invece, coglie in pieno quando si tratta di ambientazioni e sensazioni “olimpiche”.
Gli impianti sono riprodotti abbastanza fedelmente e la sensazione di “esserci” è abbastanza presente (il fatto che si possano sparare i fuochi d’artificio nella cerimonia d’apertura premendo un tasto, per esempio, è un trucchetto sostanzialmente inutile, ma carino).
Le cerimonie di premiazione sono plausibili e anche le varie “anime” delle discipline sono rese in modo soddisfacente: per fare un esempio non avremo un pubblico schiamazzante nelle gare di tiro al piattello o durante un esercizio alla trave, sport che richiedono grande concentrazione.

Come si può fare
Come da tradizione dei titoli multievento anche Beijing 2008 richiederà, per essere giocato, un certo sforzo per articolazioni e polpastrelli, nonché per tastiere e joypad anche se, nel caso della versione Pc, è fortemente consigliato l'uso di quest'ultimo.
“Button smashing” è la parola d’ordine quando si parla di questo genere di giochi anche se in Beijing 2008 perlomeno si cerca di variare un po’ la situazione: se per l’atletica ed il nuoto il sistema è sempre il caro e vecchio “premi x e y” nella ginnastica ci si aiuta con varie levette e grilletti: partendo però da questa considerazione dobbiamo dire che i giocatori console, sebbene certe gare rappresentino delle vere e proprie prove di resistenza anche per loro, sono più avvantaggiati dall’uso dei joypad.
Chi invece si accosta al gioco pronto a “spaccare” la tastiera su PC per battere il record dei cento metri si ritroverà quanto meno con un senso di delusione e con la sensazione di non essere minimamente calcolato: è possibile si cambiare i comandi ma nei menù tutte le funzioni possibili hanno vicino il corrispondente bottone da premere sul pad dell’ Xbox 360; in più c’è la beffa rappresentata dalla guida presente nel gioco prima delle gare in cui fa bella mostra di se ancora il pad dell’Xbox 360 su cui vengono indicati i bottoni da premere...insomma è vero che per godere di tutte le potenzialità dei moderni giochi sportivi spesso un pad è indispensabile, ma indicare almeno quali tasti della tastiera premere non sarebbe una cosa malvagia.
Tralasciando gli aspetti negativi, che minano non poco il giudizio complessivo sul prodotto, è altrettanto giusto sottolineare le potenzialità che Beijing 2008 ha sotto il profilo del multiplayer: si può giocare su internet (oppure creare una partita in LAN su Pc), ed in entrambe le occasioni sarà possibile sfidarsi fino ad un massimo di 8 giocatori per volta. Da sottolineare che il gioco in versione Pc si appoggia a GameSpy per la gestione delle partite online che saranno sicuramente il campo in cui Beijing 2008 ha qualche possibilità di essere ricordato anche dopo la conclusione della controparte reale della manifestazione olimpica.

Ma si deve proprio fare?
Passando alla parte tecnica c’è da dire che non è certamente questa la pecca di Beijing 2008: è vero che la grafica non presenta effetti particolarmente complessi e servirebbe un po’ di anti-aliasing in più ma in generale non va male: anzi meritano una menzione i movimenti dei vari atleti nelle diverse discipline, sempre plausibili e mai sopra le righe, frutto anche del lungo lavoro di motion capture fatto in sede di sviluppo.
Stonano invece le divise degli atleti che non corrispondono alle controparti presenti effettivamente ai giochi nella realtà e la resa del pubblico che è poco definito e un po’ “spalmato” sugli spalti.
Non mancano infine i pop up ufficiali che durante le gare informano sulle prestazioni e sui nomi degli atleti (che nel gioco non hanno nomi: tutti gli atleti gestiti dalla CPU si chiamano “CPU” seguito dal nome della nazione) corrispondenti alle controparti reali.
Il comparto audio invece è sotto la media: la musica nel main menù non è poi da scartare ma la telecronaca e gli effetti in game potevano sicuramente essere realizzati con maggior cura.
Da notare che in alcune occasioni alla telecronaca italiana si è sovrapposta quella inglese (poche volte a dire il vero) e che si poteva fare a meno degli annunci dello speaker ad inizio gara (sentir dire “Benvenuti alla prova di cavallo” fa sorridere la prima volta, ma poi no).
Recensione Videogioco BEIJING 2008 scritta da MASTELLI SPEED Ad inizio recensione avevamo accennato ad un’ipotetica conquista della medaglia d’oro da parte di Beijing 2008: ebbene il titolo targato SEGA non raggiunge l’oro e a malapena conquista il podio, grazie ad un’atmosfera azzeccata in quasi tutte le gare ed ai movimenti e gesti atletici degli atleti riprodotti piuttosto bene, mentre la grafica è senza infamia e senza lode.
Le “penalizzazioni” che fanno sfumare il sogno dell’oro a Beijing 2008 sono rappresentate dal sistema di controllo, a volte snervante e diventato ormai quasi anacronistico, la maldestra calibrazione del livello di difficoltà di alcune gare e la sensazione di superficialità che si avverte giocando, soprattutto in singolo.
L’unica ancora di salvezza, l’unica speranza di “ripescaggio” (tanto per rimanere in tema con la similitudine olimpica) è data dal multiplayer.
Ma, tolto questo e finite le Olimpiadi, Beijing 2008 sarà l’ennesimo titolo multievento sportivo che finirà nel dimenticatoio.
Un’altra volta...
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