Recensione di Race Driver: GRID

Copertina Videogioco GRID
  • Piattaforme:

     PS3, Xbox 360
  • Genere:

     Guida
  • Sviluppatore:

     Codemasters
  • Distributore:

     Atari
  • Lingua:

     Italiano
  • Giocatori:

     1-12
  • Data uscita:

     Disponibile / NDS Agosto
- Modalità estremamente eterogenee.
- Giocabilità immediata.
- Ottima realizzazione grafica.
- Coinvolgimento Massiccio.
- Doppiaggio non all'altezza.
- Scelta auto limitata.
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A cura di (Tuono Blu) del
Finalmente uno dei titoli più attesi dagli amanti del mondo delle corse fa il suo ingresso sulle nostre console. Dobbiamo dire che, anche questa volta, gli aspetti da analizzare non sono affatto pochi, quindi tralasciamo i convenevoli e tuffiamoci subito alla scoperta di questo promettente Race Driver: GRID.
I veli sono stati tolti e dal garage Codemasters si vedono fuoriuscire solamente auto da sogno, vera gioia per gli occhi dei fan. Il rombo dei motori manda fuori giri il nostro bolide, le urla della folla in visibilio vengono straziate dalle turbine che pompano a mille e la griglia di partenza si ricopre di un’unica immensa fumata bianca, che lascia dietro di se una fragranza di pneumatici bollenti che squarciano i nostri sogni mentre quel maledetto semaforo verde sta per accendersi. Benvenuti nel mondo di GRID!

Sulla Griglia di Partenza
In Race Driver: GRID vi troverete a vestire i panni di un pilota praticamente sconosciuto che scalpita per farsi notare da sponsor, avversari e pubblico dando il meglio di sé sull’asfalto infernale delle competizioni internazionali più importanti del globo. Tutto questo con l’unico obiettivo di divertirsi a suon di sportellate, guadagnare cifre esorbitanti e magari (perché no?)… conquistare anche una bella ragazza dalle curve esplosive.

La modalità principale denominata “il mondo di GRID” vi catapulterà in una serie di sfide che vi porteranno a calcare i palcoscenici automobilistici più rappresentativi del paddock che conta (America, Giappone ed Europa). Ovviamente, non essendo un pilota di fama, l’inizio non si rivelerà una passeggiata; vi verranno proposte solamente delle misere alternative di gara che sarete obbligati a portare a termine con successo per poter accedere a leghe ben più importanti. Una volta terminata la gavetta però, il game sfodera come un fulmine a ciel sereno tutta la caratura che lo caratterizza, spalancandoci un universo fatto di innumerevoli competizioni, per una longevità definitiva veramente strepitosa.

Difatti, oltre alle gare tradizionali, il driver dovrà affrontare temibili sessioni di Destruction Derby (vi lasciamo immaginare quale sia l’obiettivo di questa modalità), prove a cronometro sul circuito, drifting race notturne nell’amato paese del Sol Levante e sfide 1vs1 su circuiti montani ad elevato coefficiente di difficoltà, in cui ogni errore comporterà una penalità.
Se ciò non bastasse, non dimentichiamoci dell’aspetto manageriale richiesto dal titolo. Tutti sappiamo che dietro il successo di un pilota, si nasconde un duro lavoro di scuderia e ci fa piacere svelarvi che i producer hanno pensato anche a questo. Create la vostra squadra da zero, datevi in pasto allo sponsor che promette più soldoni ed ingaggiate un compagno di scuderia giovane e promettente che vi faccia da spalla. Per rendere il concetto (come dicono i ragazzi di Codemasters): “It’s All About the Race”!

Arcade o Simulazione?
Inquadrare con certezza il genere di questo racing game si rivela una questione davvero difficile da affrontare e che solo un analisi meticolosa può lasciarsi alle spalle senza dubbi e facili ripensamenti. Race Driver: GRID a un primo impatto si propone come gioco arcade, ma è scavando nella giocabilità e nelle dinamiche di gioco che emergono i primi particolari che ci portano a rivedere questa tesi troppo semplicistica.
La fisica di guida, le risposte delle automobili ai nostro comandi e la caparbietà degli impatti sono stati progettati per infondere nel player una concezione di gioco che sfocia in un mix costellato di elementi arcade-simulativi che ci consegnano tra le mani un prodotto incastonato perfettamente a metà tra questi 2 generi, in cui l’unico vero vincitore finale risulta essere il divertimento. Dal nostro punto di vista questo aspetto specifico è da ritenersi come un fondamentale punto di forza, poiché attraverso questa difficile scelta gli sviluppatori di Codemasters sono riusciti a creare un game capace di prendere il meglio dei 2 stili realizzativi e soddisfare così sia gli hardcore gamers, sia i pionieri del driving simulator.

Comparto Tecnico
Una realizzazione grafica curata e particolareggiata all’inverosimile, fondata sull’evoluzione tecnologica del “DiRT Engine” si mostra dinnanzi ai vostri occhi come un’esperienza videoludica di forte impatto visivo, che vi porterà in breve tempo all’assuefazione sensoriale. Le auto sono realizzate magistralmente e la loro caratterizzazione sfocia in un culmine di differenti cromature davvero accattivanti. Una lode va spesa anche per i circuiti e la paesaggistica, poiché è qui che la progettazione tecnica raggiunge un livello di fotorealismo che oseremmo definire impeccabile.
Anche il comparto sonore risulta ottimo; le tracce che prendono vita da un mix dei più ricercati loop dell’elettronica, si sposano perfettamente con l’atmosfera palpabile in pista. Interessante si dimostra anche il sistema di radiocomunicazione con i box. In un primo momento questo particolare aumenterà notevolmente lo spessore della vostra esperienza di gioco (come se foste un vero pilota), ma a causa di una ripetitività distintiva del doppiaggio, con il passare delle ore non si potrà certo ritenere un punto a favore dell’eterogeneità sonora complessiva.
Recensione Videogioco RACE DRIVER: GRID scritta da TUONO BLU Race Driver: GRID si rivela un prodotto davvero entusiasmante e dobbiamo ammettere che anche questa volta i ragazzi di Codemasters non hanno deluso le nostre aspettative. L’ottima realizzazione grafica e la profondità delle modalità di gara oltre ad assicurare il divertimento, sfameranno la nostra voglia di asfalto per molto tempo. Peccato per alcune rifiniture finali non del tutto soddisfacenti, un parco macchine poco ampio ed un doppiaggio trascurato. In assenza di questi difetti (comunque ovviabili) ci troveremmo davanti ad un capolavoro assoluto. In definitiva, un titolo consigliato a chi vive di pane e motori ,ma anche a quell’utenza che ha voglia di riscoprire quanto sia eccitante correre spregiudicatamente al volante di un bolide da 500cv in un mix trascendentale di arcade e simulazione.
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