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The Bourne Conspiracy

The Bourne Conspiracy

Non sara' Matt Damon, ma mena come un fabbro

PS3, X360

Azione

Italiano

Vivendi

27 Giugno 2008

A cura di Diego “Songoku” Castelli del 18/05/2008
Operazione interessante questo The Bourne Conspiracy. I ragazzi di Vivendi hanno preso un franchise conosciuto, un successo letterario e cinematografico, per dare fascino al loro nuovo prodotto. Allo stesso tempo, però, hanno evitato di ricalcare un film particolare, recuperando parte della prima pellicola (e del primo libro) ma inventando molto e lasciando da parte il volto di Matt Damon. Così evitano che venga applicata al gioco l’ormai famigerata etichetta di “tie in”, che fa storcere il naso alla maggior parte dei videogiocatori più accaniti. Mica stupidi…

Quanta magia in un solo tasto
La versione del gioco da noi provata, non ancora definitiva, consente però di confermare appieno quello che si era intuito ormai da tempo: la punta di diamante di The Bourne Conspiracy sono i combattimenti corpo a corpo. I tasti principali sono tre: A per ripararsi, X per i pugni leggeri e rapidi, Y per i colpi più pesanti. Ma è con B che scatta l’entusiasmo: dopo aver caricato a sufficienza la barra di adrenalina (basta menare pugni per vederla riempirsi) è possibile premere B, dando vita a una mossa speciale che atterra l’avversario o, nel caso dei boss, diminuisce notevolmente la sua energia. Le mosse speciali di Bourne sono fantastiche, sempre veloci, varie e coreografiche, un puro concentrato di spettacolarità cinematografica. Ogni volta, l’eroe usa l’ambiente circostante per inventarsi nuovi modi di eliminare il nemico, e le possibilità previste dagli sviluppatori sono davvero molte. Vi basteranno pochi minuti di gioco per cominciare ad agire solo in funzione della prossima volta in cui potrete premere il tasto B. Fortunatamente, la cosa capita molto spesso.
Altro elemento ben implementato sono i quick-action event, quei momenti in cui occorre premere rapidamente il tasto mostrato sullo schermo per far compiere al personaggio una particolare azione: il sistema è usato durante i combattimenti (ad esempio per evitare certi colpi quando si è circondati), ma anche nelle scene di fuga e inseguimento, e riesce sempre a essere efficace e a tenere alta la tensione.

Se la qualità dell’intero gioco fosse uguale a quella dei combattimenti a mani nude, saremmo di fronte a un titolo da comprare all’istante. Purtroppo non è così, visto che nelle altre sezioni si notano alcuni difetti più o meno evidenti.
La trama è piuttosto buona: intelligente l’idea di ispirarsi per il 40% alla storia di The Bourne Identity, mentre il restante 60% sono flashback appositamente scritti e progettati per il gioco. Tuttavia la narrazione nuda e cruda non è il fulcro del titolo: molto presto vi accorgerete di correre semplicemente da un punto all’altro seguendo le indicazioni date dall’Istinto di Bourne (che evidenzia sullo schermo nemici, oggetti importanti, strade da percorrere), nell’attesa di poter menare le mani o assistere a qualche scena particolarmente spettacolare.
Al momento, ricordando che siamo ancora di fronte a una versione non completa, c’è un grosso problema con le armi da fuoco. Bourne, come è ormai consuetudine in molti action e sparatutto, ha la possibilità di ripararsi dietro muri, casse, bidoni, da cui può sporgersi per sparare. Detto che il ritmo rallenta parecchio in questi momenti, perdendo un po’ del fascino adrenalinico della serie, il guaio vero riguarda il sistema di puntamento, che è macchinoso e frustrante: il mirino è molto difficile da gestire, e troppo spesso ci si sente poveri ubriachi, piuttosto che addestrati agenti segreti. Ci sarebbe anche un barlume di mira automatica, ma il sistema per ora non funziona egregiamente. Ad ingigantire il problema arriva la resistenza dei cattivi ai colpi, decisamente troppo elevata: assurdo che ci vogliano cinque o sei proiettili in pieno petto per abbattere un operaio in tuta da lavoro.
Lo stesso combattimento corpo a corpo non è esente da difetti, per quanto sia l’elemento più riuscito di tutto il gioco. Al di là di una certa rigidità dei personaggi, tipo pugili dell’Ottocento, il problema si presenta quando Bourne è circondato da più nemici: siccome le scazzottate sono obbligatoriamente “uno contro uno”, la presenza di un soldato armato a venti centimetri da Jason rappresenta morte certa, perché non possiamo in alcun modo ordinare a Bourne di abbandonare la lotta per fuggire o difendersi.
Più in generale, possiamo imputare al titolo un’eccessiva linearità d’azione: vero che il genere action non pretende chissà quali possibilità esplorative, ma il gioco scorre comunque su binari troppo rigidi.

Comparto tecnico
Dal punto di vista audiovisivo, The Bourne Conspiracy presenta alti e bassi. Il protagonista è ben disegnato, ed è azzeccata l’idea di far vedere le ferite sul suo volto, quando viene colpito ripetutamente. Ben realizzata anche l’acqua, protagonista di diverse location, e gli effetti di riflesso. Purtroppo non si può dire lo stesso della vastità delle ambientazioni, quasi sempre molto limitate; dell’interazione con lo scenario, pressoché nulla se non si conta la possibilità di ripararsi dietro gli oggetti negli scontri a fuoco; del livello di dettaglio e della corposità delle texture, entrambi poco oltre la sufficienza. I modelli poligonali degli altri personaggi non fanno certo gridare al miracolo, e tendono a essere un po’ troppo simili tra loro, boss a parte. Nella versione da noi provata si notano anche alcuni cali di framerate e caricamenti un po’ lunghi, ma possiamo sperare che questi problemi vengano risolti o quantomeno limati prima della release definitiva.
Discorso simile per il sonoro: da una parte troviamo gli effetti relativi ai combattimenti a mani nude, ancora una volta molto appaganti e del tutto simili a quanto si sente nei migliori film d’azione; dall’altra troviamo musiche nella norma e altri effetti sonori che non lasciano a bocca aperta, specie quelli relativi alle armi da fuoco. Nel complesso, comunque, il comparto sonoro rimane abbastanza soddisfacente.

Conclusioni
La lista dei difetti non deve scoraggiare troppo: The Bourne Conspiracy sarà per molti una gradita sorpresa. Il suo maggior pregio è avere un’anima propria, che lo lega ai libri e ai film ma senza asservirlo ad essi. Una legittimità che si incarna soprattutto in un sistema di combattimento semplicissimo ma realmente appagante e spettacolare, che riesce a essere sempre vario e divertente malgrado l’elevato numero di ripetizioni. Peccato, dunque, che altri elementi del gioco siano stati sviluppati con maggiore superficialità, dal sistema di mira poco preciso all’eccessiva linearità d’azione, passando per un comparto tecnico solo sufficiente. Detto che aspettiamo la versione definitiva per dare un giudizio conclusivo (andrà valutata bene anche la longevità degli 11 livelli totali), si può comunque ipotizzare che The Bourne Conspiracy saprà interessare chi voglia un gioco d’azione immediato e accattivante, senza troppe pretese ma capace di offrire qualche ora di divertimento e una buona dose di pestaggi tamarrissimi.
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