Recensione di The History Channel: Battle for the Pacific

Copertina Videogioco HC: Battle Pacif
  • Piattaforme:

     PC, PS3, Xbox 360
  • Genere:

     Sparatutto
  • Sviluppatore:

     Cauldron
  • Distributore:

     Halifax
  • Lingua:

     Italiano
  • Giocatori:

     1 - 12
  • Data uscita:

     Disponibile
- Ambientazione Realistica
- Missioni Eterogenee
- Troppo Breve
- On-Line Imbarazzante
- A Tratti Dispersivo
A cura di (Tuono Blu) del
Ci accingiamo a scoprire insieme l’ennesimo First Person Shooter che si presenta al nostro cospetto. Il genere degli sparatutto sembra oramai essere stato spremuto a più non posso ed è proprio per questo motivo che siamo un po’ scettici nell’aspettarci un titolo innovativo o che si riveli comunque di spessore; ma non è mai detta l’ultima parola. Activision in pieno clima primaverile decide di lanciare la sua freccia ad un difficile bersaglio quale è “Call of Duty 4” nel tentativo di spodestare il “Re degli Shooter-War” dal meritatissimo trono che presiede. Eccoci pronti quindi ad analizzare “History Channel: Battle for the Pacific”, il nuovo titolo sviluppato dagli studios della Cauldron (già autori di franchise come il discreto “Soldier of Fortune”) e supervisionato nella produzione dagli esperti storici del famigerato canale satellitare “History Channel”. Le premesse per un titolo che si dimostri efferato sia sotto gli aspetti tecnici sia per quanto riguarda il coinvolgimento sembrano proprio non mancare. “Battle for the Pacific” sarà la prima piacevole sorpresa di questo inizio di stagione? Ancora una volta siamo pronti a saziare la vostra curiosità.

Di nuovo nel bel mezzo della Seconda Guerra Mondiale
La vicenda ha luogo in una delle fasi più concitate della Seconda Guerra Mondiale. L’arcipelago delle isole pacifiche è la terra di disputa tra l’armata giapponese agli ordini dell’Imperatore e l’esercito americano (1944), pronti a scannarsi l’un l’altro per perseguire un unico obiettivo comune: conquistare l’egemonia militare. Sullo sfondo di uno scenario mondiale alquanto apocalittico anche noi abbiamo deciso di arruolarci nello “U.S. Army” come semplice soldato di fanteria, spinti da ideali liberali e convinti che un ritorno economico ci sarà per tutti se le sorti finali della guerra saranno favorevoli alla causa nazionale. Il conflitto ha inizio.
Sin da subito si può notare quanto le ambientazioni siano realistiche e di assoluto impatto visivo. I dettagli della natura che ci circonda e la cura meticolosa di qualsiasi particolare storico (armi, divise, mezzi ecc.) ricostruisce uno scenario d’assoluto coinvolgimento emotivo. La collaborazione con “History Channel” si fa sentire eccome! L’atmosfera di gioco si rivela davvero apprezzabile, non solo per gli appassionati del periodo, dotando il titolo di una valenza storica di assoluto spessore. Ci piace notare quanto un game di questo genere si possa rivelare divertente ed allo stesso tempo istruttivo. Le modalità disponibili sono la tipica Campagna e l’On-line di cui ci occuperemo più avanti.
Per quanto riguarda la “Campagna” essa ci tuffa subito nell’azione pura di un FPS. Le missioni si dimostrano ben strutturate ed eterogenee in quanto ognuna di esse ha un particolare obiettivo da raggiungere per essere portata a termine con successo. Così insieme al nostro team d’assalto sempre pronto a guardarci le spalle, dovremo affrontare la guerra di trincea eliminando l’orgoglioso esercito avversario, disattivare mine per fuggire dalle imboscate, proteggere aerei carichi di esplosivi dal fuoco nemico, esplorare la temibile giungla per sventare trappole mortali e svolgere altre accattivanti operazioni militari che garantiranno un coinvolgimento estremo a fronte di un’avventura storica che per quanto riguarda il valore epico non ha proprio eguali.

Bandiera Bianca
Se la descrizione di questi primi aspetti ci prospetta un titolo di assoluta qualità, è proprio nello svelare il fulcro di gioco che scopriamo i numerosi difetti che affligono “Battle for the Pacific”. Innanzitutto anche se la modalità campagna risulta curata e ben differenziata, la sua profondità viene preclusa fortemente dalla lunghezza della storia. Per effettuare tutte le missioni, se non siete nuovi al genere degli sparatutto, non ci vorranno più di 3/4 ore di gioco e già questo fattore si rivela un forte limite ad una possibile decisione d’acquisto. Il gameplay è improntato principalmente sui movimenti della squadra, quindi sarete obbligati a seguire il percorso deciso dal tenente e nel caso vi allontaniate troppo dal resto del team la missione verrà dichiarata fallita. A primo impatto questa problematica può sembrare di facile risoluzione con un po’ di semplice pratica iniziale, ma a causa di una meccanica di gioco imperfetta scoprirete voi stessi quanto sia difficile seguire gli spostamenti del vostro superiore. Infatti i suoi movimenti si rivelano frenetici ed inaspettati a tal punto che molto spesso vi ritroverete solitari in balia di un attacco nemico oppure sperduti in qualche corridoio di trincea. L’impotenza provata in questi frangenti si dimostra così frustrante da farci passare la voglia di effettuare una nuova partita. Inoltre i comandi non sono così intuitivi e d’istantaneo apprendimento come sarebbe lecito aspettarsi, facendo sembrare impacciato anche il più esperto dei player. La modalità On-line è strutturata con sufficienza ed a causa del basso bacino d’utenza che questo game ha riscontrato, incontrare altri player in rete risulta davvero difficoltoso.
Per quanto riguarda il comparto tecnico la realizzazione grafica nel complesso risulta discreta; cali di frame frequenti e qualche bug di troppo sono facilmente visibili per un occhio attento ma non intaccano comunque una sufficiente fluidità grafica. Gli effetti sonori ed i dialoghi dei protagonisti invece sono di ottima fattura.
Recensione Videogioco THE HISTORY CHANNEL: BATTLE FOR THE PACIFIC scritta da TUONO BLUBattle for the Pacific” rappresenta un’ottima ricostruzione storica di uno degli eventi più significativi del ventesimo secolo. Però quello che ci aspettiamo, da un titolo che vuole competere con un franchise eccezionale come “Call of Duty”, è certamente qualcosa di meglio. L’incredibile realismo raggiunto è una stupefacente sorpresa, ma se esso non viene supportato da un gameplay che sappia divertire ed una profondità di gioco adeguata gli sforzi fatti, non ne giustificano l’acquisto.
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