Recensione di Turok

Copertina Videogioco Turok
  • Piattaforme:

     PS3, Xbox 360
  • Genere:

     Sparatutto
  • Sviluppatore:

     Propaganda Games
  • Data uscita:

     5 febbraio 2008 (USA) / 8 febbraio 2008 (PAL)
- Atmosfera suggestiva
- Ottimo multiplayer
- Frenetico
- Giocabilità mediocre
- Comparto tecnico migliorabile
- I.A. altalenante
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A cura di (Falconero) del
Le origini del franchise “Turok” risalgono al 1997 quando Iguana Entertainment rilasciò Turok: Dinosaur Hunter su PC e Nintendo 64; questo primo titolo, che aveva come protagonista un misterioso guerriero capace di viaggiare nel tempo, ebbe subito successo, attestandosi tra i migliori sparatutto dell’epoca. A distanza di soli dodici mesi, consapevoli dei consensi ottenuti con la loro “opera prima”, i ragazzi di Iguana tornarono prepotentemente sul mercato con un sequel: Turok 2: Seeds of Evil. Il parere del pubblico, ma soprattutto della critica, fu nuovamente positivo ma nonostante tutto, qualcosa iniziò ad andare storto. Quando nel 2000 fu rilasciato Turok 3: Shadow of Oblivion apparve chiaro come le buone idee dei primi due capitoli della serie, non fossero state riproposte nella maniera che tutti si aspettavano. Ebbe così inizio il graduale declino del franchise che, con Turok Evolution toccò definitivamente il fondo. Ora, a distanza di oltre sei anni da quel drammatico “flop”, le sorti della serie sono state messe nelle mani di Propaganda Games. I nuovi sviluppatori saranno riusciti a risollevare le sorti del "cacciatore di dinosauri" con il nuovo Turok? Scopriamolo insieme.

Una spiacevole sorpresa
In quest’avventura vestirete i panni del tenebroso Joseph Turok, un ex-terrorista ora arruolatosi nella Whiskey Company. Dopo la fuga di Roland Kane, suo mentore, nonché suo capo ai tempi del gruppo Wolfpack, Joseph viene spedito in missione nello spazio per catturare e riportare alla base il fuggitivo. La missione sembra procedere senza alcun problema quando ad un tratto, proprio in prossimità del pianeta da raggiungere, l’astronave della Whiskey Company viene colpita e costretta ad un atterraggio di fortuna. Una volta a terra, il protagonista scopre una drammatica realtà: il pianeta oltre ad essere “controllato” da un’imprecisata forza militare, è popolato da innumerevoli dinosauri, molti dei quali aggressivi. Ha così inizio una disperata lotta per la sopravvivenza che porterà il coraggioso protagonista a fronteggiare varie tipologie di nemici, dai “classici” soldati geneticamente modificati, al terribile T-Rex, predatore per antonomasia. Portare a termine la missione non sarà quindi una cosa facile; pensate di farcela?

Rambo mi fa un baffo
Il titolo dispone di un buon numero di armi utilizzabili, che vanno dalle canoniche mitragliatrici, ai più appaganti lanciafiamme e lanciagranate. Nonostante tutto questo “ben di Dio”, dopo pochi minuti dall’inizio della vostra partita, vi renderete conto che le migliori armi a vostra disposizione, non saranno quelle figlie di una tecnologia estremamente avanzata, ma due strumenti assolutamente insospettabili: un arco munito di frecce esplosive ed un semplicissimo coltello. Proprio quest’ultima arma, spesso fin troppo trascurata in gran parte degli FPS, rappresenta senza ombra di dubbio la vostra “arma letale”, in quanto vi permetterà di stendere con un solo colpo qualsiasi creatura di dimensioni relativamente contenute. Questo aspetto del gameplay, pur essendo innegabilmente affascinante, si dimostra avvilente e surreale col il passare delle ore. Se per esempio, affrontando un velociraptor, doveste decidere di usare un mitragliatore, potreste talvolta dover sprecare un intero caricatore prima di riuscire ad eliminarlo; al contrario, utilizzando il coltello, vi basterà premere il trigger laterale al momento giusto per attivare una breve sequenza in perfetto stile fatality (Mortal Kombat ndr.), che vi mostrerà tutta la brutalità del protagonista mentre mette istantaneamente al tappeto il suo avversario. Tali situazioni potranno presentarsi anche a parti invertite, ovvero quando sarete colti di sorpresa da un attacco nemico; in casi come questo, appariranno sullo schermo determinati tasti che, se premuti con la giusta precisione e velocità, vi permetteranno di rovesciare le sorti del combattimento, mediante spettacolari contrattacchi.
Il resto delle armi si rivelano alquanto appaganti, nonostante qualche problema di puntamento nelle situazioni di gioco più concitate. Come detto in precedenza, avrete a disposizioni numerosi strumenti di morte, ma purtroppo talvolta dovrete fare i conti con l’apparente invincibilità dei nemici; in alcuni frangenti infatti, a causa delle impercettibili reazioni degli avversario dopo un colpo subito, potreste avere l’impressione che i vostri proiettili non vadano assolutamente a segno. Questo aspetto, sicuramente marginale ai fini del gameplay, potrebbe far storcere il naso ai videogiocatori più esigenti visto che, a fronte di una sostanziale penuria di munizioni, sprecare un caricatore in più, solo per essere sicuri di un eliminazione, potrebbe rivelarsi fatale in momenti di reale bisogno.

Ci sei o ci fai?
Uno degli aspetti che vi lasceranno più perplessi avanzando nel corso dell’avventura è la bizzarra intelligenza artificiale dei nemici “umani”. Durante le prime ore di gioco, uccidere qualsiasi guardia si dimostrerà infatti un gioco da ragazzi, visto che, difficilmente, nessun avversario sarà in grado di opporsi alla vostra avanzata in alcun modo. Noterete manovre di attacco semplici e prevedibili e strategie di difesa spesso incomprensibili. Fin qui niente di strano, o meglio, niente che non si sia già visto in gran parte degli sparatutto attualmente disponibili sul mercato. Il “problema”, se così vogliamo chiamarlo, sorge quando improvvisamente, e sottolineo, improvvisamente, i vostri avversari si trasformeranno in vere e proprie macchine da guerra, inarrestabili in fase offensiva e dotate di una mira che farebbe invidia al miglior John Wayne. Dopo ore passate a massacrare nemici con estrema facilità, trovarvi di fronte a nemici che “sanno quello che fanno” potrebbe spiazzare gran parte dei videogiocatori, suscitando spesso un notevole senso di frustrazione dovuto alla necessità di abituarsi al nuovo livello di difficoltà.
I vostri scontri con la “fauna locale” saranno invece molto avvincenti e tutt’altro che semplici sin dalle prime ore di gioco; com’è lecito aspettarsi, la complessità dei combattimenti salirà in rapporto al numero ed alla tipologia del dinosauro affrontato, dando all’utente la possibilità di imparare gradualmente come fronteggiare una determinata specie. L’intelligenza artificiale delle creature giurassiche è certamente uno degli aspetti più riusciti del prodotto; appare chiaro come gli sviluppatori si siano concentrati sulla realizzazione di comportamenti realistici, nel tentativo di dare al giocatore una vera sensazione di immersione nella realtà proposta. Noterete ad esempio branchi di velociraptor sempre in gruppo, che comunicheranno costantemente durante le loro fasi di caccia; potreste incorrere in feroci lotte tra due specie che si contendono una preda; o ancora, potreste assistere ad un titanico scontro tra un T-Rex ad un manipolo di uomini che cercano di difendere la propria base. In Turok il gioco non ruoterà intorno a voi, ma al contrario sarete voi a partecipare alla vita del pianeta. Tenetelo a mente!

Comparto Tecnico
Dal punto di vista tecnico, Turok si attesta su dei buoni standard senza però eccellere, nonostante l’utilizzo di un motore grafico come l’Unreal Engine. Dal punto di vista grafico la realizzazione complessiva si dimostra altalenante. La cura dei dettagli per ciò che concerne i modelli poligonali dei personaggi e degli avversari da fronteggiare (in primis i dinosauri) è davvero notevole, sebbene alcune animazioni lascino un po’ a desiderare. Al contrario, la resa grafica delle ambientazioni appare incostante e approssimativa; alcuni dei luoghi in cui vi troverete a combattere, saranno infatti affascinanti e molto suggestivi, mentre altri si riveleranno scarni ed incapaci di proporre un impatto visivo adeguato al contesto circostante. Le sequenze “speciali” di combattimento, ovvero quelle dove la telecamera si muove in maniera dinamica per enfatizzare gli attacchi mortali del protagonista, si dimostrano fondamentali per accrescere l’immersione ed il coinvolgimento di gioco. Vedere il vostro alter-ego digitale massacrare a coltellate un nemico apparentemente inarrestabile, sarà una delle situazioni più appaganti che abbiate mai sperimentato in un videogioco. In definitiva, rimane purtroppo l’amaro in bocca per alcuni elementi che, se curati in maniera più adeguata, avrebbero garantito un’esperienza videoludica ai limiti del puro realismo.
Per quanto riguarda il comparto audio, la realizzazione è sostanzialmente sufficiente. Il doppiaggio, completamente in Italiano, appare purtroppo scadente ed incapace di emozionare, specialmente durante le sequenze di intermezzo; fortunatamente nel corso delle battaglie, gli scambi di battute tra Turok e i suoi compagni sapranno regalarvi un sorriso, senza però riuscire mai a coinvolgervi totalmente. Gli effetti sonori, così come i “rumori” dei dinosauri, sono di buona fattura e si dimostrano adeguati all’ambiente circostante, impreziosendo, in maniera tutt’altro che marginale, l’atmosfera giurassica proposta da Propaganda Games.

Multiplayer
A fronte di una modalità principale non particolarmente longeva, il multiplayer si dimostra una delle fonti di maggior interesse tra quelle proposte. E’ possibile dedicarsi alle canoniche modalità di gioco, quali deathmatch, deathmatch a squadre e cattura la bandiera o in alternativa testare le proprie abilità in Assalto e Guerra, entrambe con obiettivi molto particolari quali l’infiltrazione nella base nemica. A rendere l’atmosfera di gioco più coinvolgente e pericolosa ci penseranno i dinosauri che ricopriranno il ruolo del terzo incomodo in ogni vostro scontro. Oltre a preoccuparvi dei vostri nemici, dovrete quindi fare molta attenzione a eventuali “imprevisti” che potrebbero presentarsi nel corso di uno scontro. La presenza di creature ostili potrà però essere sfruttata anche a vostro vantaggio; proprio come nella modalità principale, attirando l’attenzione di un dinosauro verso uno qualsiasi dei vostri nemici, avrete infatti notevoli possibilità di liberarvene. Ottenere la propria vendetta per mano di un velociraptor non ha prezzo, credetemi!
In aggiunta a queste modalità “tutti contro tutti”, è inoltre possibile sfruttare un interessante opzione cooperativa, che permette di intraprendere tre livelli inediti in compagnia di un amico.
Recensione Videogioco TUROK scritta da FALCONERO Le buone idee spesso non bastano per “creare” un capolavoro. Turok si dimostra un FPS valido che purtroppo, a causa di qualche difetto relativo al gameplay e alla realizzazione tecnica, non riesce ad emergere dalla mediocrità che attanaglia gran parte degli sparatutto di nuova generazione. Nonostante tutto, la buona longevità, impreziosita da un valido multiplayer online, garantirà un’esperienza di gioco piacevole e duratura a qualsiasi appassionato di FPS. In definitiva, se foste intenzionati ad aggiungere uno sparatutto alla vostra collezione, Turok potrebbe rivelarsi un buon acquisto, ma se al contrario steste cercando un vero e proprio capolavoro, vi consiglio di orientarvi altrove.
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