Recensione di Burnout Paradise
PC, PS3, Xbox 360

- Una città interamente esplorabile
- Interfaccia di gioco intuitiva
- Ottima esperienza online
- Realizzazione tecnica di primo piano
- Facile sbagliare strada nelle gare
- Troppo tempo per cambiare auto
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A cura di Davide Spotti (Spetz) del
Aggiornamento: Ultimate Box
Ad un anno dal rilascio di Burnout Paradise sulle piattaforme next-gen, Electronic Arts rilascia esclusivamente per l’Europa un nuovo bundle, che sotto il nome di Ultimate Box raccoglie tutte le espansioni rilasciate sotto forma di DLC negli scorsi mesi, ed una nuova modalità chiamata Party Pack.
Contestualmente, il titolo viene finalmente rilasciato anche per piattaforma PC.
E’ bene specificare che la Ultimate Box non rappresenta un acquisto da considerare da parte dei possessori del gioco originale: tutti i suoi contenuti sono infatti disponibili come DLC, compreso l’ultimo Party Pack.
Quest’ultimo aggiunge una nuova modalità multigiocatore offline: iniziando una partita in questa modalità occorre innanzitutto impostare il numero di giocatori da 2 ad 8. Fatto questo passo si avrà accesso a tre modalità distinte, Skill che richiede di guidare effettuando drift ed altre manovre al limite, Stunt che richiede di effettuare salti e giri della morte nel classico sistema combo, e Speed che semplicemente richiede di totalizzare il miglior tempo. Non c’è la possibilità di scegliere gli eventi né le condizioni di vittoria durante i match, dunque le partite hanno un effetto decisamente causale, che le rende ogni volta diverse.
Questa modalità non convincerà di certo i detrattori ad acquistare il gioco, ma si tratta comunque di una divertente aggiunta al già ricchissimo carnet offerto dal titolo originale.
Ad essa vanno ad aggiungersi i già noti DLC Cagney e Bikes, ed una nuova opzione che consente di ricominciare le gare dal menu di pausa.
La versione PC si è dimostrata solida quanto a performance anche su macchine di fascia media, presentando la stessa fluidità e dettaglio delle versioni console.



Una città ai vostri piedi
In questi anni Burnout ha ricoperto una posizione di riferimento nell’ambito dei racing game di stampo arcade, iniziando abbastanza in sordina con il primo episodio, ma risultando un must già dal suo sequel. Criterion Games non ha mai dormito sugli allori del successo, cercando di partorire sempre qualche idea nuova che potesse arricchire l’esperienza sia dal punto di vista grafico che da quello dei contenuti.
Con Burnout Paradise il franchise segna una svolta abbastanza netta, non limitandosi più ad offrire una serie di modalità e sfide da portare a termine su dei singoli tracciati, ma lasciando piena libertà di movimento al giocatore per mezzo del free roaming.

Dj Atomica di Crash FM vi dà il benvenuto
Nelle prime fasi di gioco, è piuttosto normale rimanere spiazzati da quanto ci viene offerto: un’intera città a nostra completa disposizione per compiere ogni genere di pazzia possibile e immaginabile, a bordo di ancora più spettacolari e tamarre auto da gara. Non che non lo sapessimo anche prima dell’uscita del titolo nei negozi, ma un conto è averne l’idea, ben diverso invece provarlo in prima persona. Anche la demo uscita poche settimane fa non è riuscita, per la sua portata limitata, a trasmettere tali sensazioni. A darvi le prime dritte riguardo alla città ed alle sue caratteristiche, oltre ad istruirvi sugli aspetti basilari del gameplay, ci penserà la voce decisa e sprezzante di DJ Atomica che, direttamente da Radio Crash FM, non esiterà a complimentarsi con voi quando inizierete a vincere le prime gare, oppure a spronarvi nel caso in cui facciate fatica nel portare a termine un particolare evento.
La mappa cittadina è importante per avere un riferimento in relazione ai percorsi da seguire e la suddivisione dei vari isolati. Sostanzialmente esistono due aree distinte: da un lato l’ambientazione urbana vera propria, che si caratterizza per i suoi quartieri ed una maggiore concentrazione del traffico e delle vie percorribili, mentre dall’altro l’area montana, ricca di grandi rettilinei ma anche tortuosi e lunghi tornanti, oltre a numerose scorciatoie dense di salti mozzafiato. La varietà non manca, vista l’ampiezza della mappa, anche se comunque, in alcuni tratti, gli sviluppatori hanno ripreso idee precedenti reinterpretandole e adattandole alle nuove esigenze. Parliamo, ad esempio, del Lone Peak, come anche delle strade nei pressi della spiaggia, che ricordano vagamente alcuni circuiti del passato.
I semafori presso gli incroci sono fondamentali in quanto sono proprio questi ultimi a permettervi di attivare le varie gare disseminate ovunque all’interno della città. Sarà sufficiente avvicinarsi con la propria vettura per poter leggere qual è l’obbiettivo specifico, mentre premendo i tasti L2 e R2 si passerà direttamente all’azione pura. Le modalità di gara sono cinque, e svariano tra il tradizionale e l’innovativo. Anzitutto la Gara, nella quale non sarà più sufficiente arrivare sul podio per avanzare nel proprio livello di esperienza. A Paradise infatti non esiste risultato diverso dalla vittoria ed ogni altro piazzamento non ha alcuna valenza sostanziale. Abbiamo poi la Furia Stradale, basata sul numero di Takedown che riusciremo ad infliggere ai nostri avversari, e la Prova Stunt, dove sarà necessario superare un tetto di punti realizzando ogni tipologia di combo, che spazia dall’effettuare lunghi salti al compiere derapate, schivate e testacoda ai limiti dell’impossibile. Infine Uomo nel Mirino, in cui il nostro veicolo dovrà resistere ai numerosi attacchi di potenti vetture nere, e la Sfida Strada Rovente da compiere obbligatoriamente con la macchina richiesta nel momento in cui si giunge nei pressi dell’incrocio.
A queste si aggiungono poi una varietà di opzioni aggiuntive come la pirotecnica modalità Spettacolo, con cui si darà vita alle consuete catene di incidenti, in grado di coinvolgere decine di veicoli. Questa volta è indispensabile premere il tasto del turbo per far saltare il rottame della propria auto in direzione di quelle che sopraggiungono, cercando di non esaurirlo. Ogni via possiede le sue statistiche e i suoi primati, quindi dopo aver superato i compiti principali, ci si potrà sbizzarrire con l’immenso groviglio di strade presenti. Infine, disseminati sul territorio, ci sono ben 400 cancelli da sfondare, 50 super salti da concludere senza schiantarsi durante l’esecuzione e 120 cartelloni pubblicitari da rompere.

Patente a punti?
In Burnout Paradise verranno affidate delle patenti per qualificare il proprio livello di esperienza. Si inizierà con una di prova e poi vincendo gli eventi si potranno sbloccare quelle successive, fino ad arrivare al livello elite. Pertanto, ogni competizione vinta farà scalare un punto da quelli che mancano per raggiungere il livello successivo. Per di più, tutti coloro che dispongono di una Playstation Eye riusciranno a scattare improbabili foto da affiggere con orgoglio alla Driver License.
I veicoli a disposizione sono in tutto 75 e, come di consueto, si passerà dalle auto più semplici ma meno veloci, ai veri mostri della strada, che richiedono riflessi fulminei per la loro rapidità. I modelli svariano tra le categorie Stunt, Velocità e Resistenza, a seconda del tipo di competizione che si deve svolgere.
Il fornitore ufficiale non è propriamente il massimo trattandosi dello sfasciacarrozze, che vi metterà in mano un vero e proprio catorcio. Sarà poi vostro compito passare dal meccanico a darle una ripulita generale, oltre a fare il pieno del Turbo. Compiere tali operazioni non è per niente complesso, bisogna semplicemente passare all’interno delle apposite aree e in un attimo la macchina sarà nuovamente pronta a gettarsi in pista, seguendo una procedura che ricorda vagamente le stazioni di ripristino dello scudo energetico per le navicelle visto in Wipeout Fusion. Questi punti saranno perfettamente identificabili sulla mappa, assieme agli sfasciacarrozze, dai quali si deve tassativamente tornare per cambiare vettura. Senza dubbio questo è uno dei punti deboli del gioco, poiché vi costringerà ad attraversare larghi tratti della città e quindi poi a cercare nuovamente l’evento specifico che vi interessa.
La pianta delle strade è visibile anche mentre si gioca, grazie ad un GPS posizionato in basso a destra sullo schermo, che orienterà la vostra corsa. Anche in questo caso poteva essere fatto uno sforzo in più dagli sviluppatori, magari mettendo un riferimento che ruotasse di volta in volta nella vostra direzione, mostrandovi il senso di marcia esatto. Al contrario spesso e volentieri si incappa in errori nella scelta della strada proprio perché diventa più complicato orientarsi. I molti tracciati ed, in generale, i tanti chilometri di strada, ricchi di scorciatoie, salti e piano diversi, rendono più complicato memorizzare i percorsi o prendere dei riferimenti fissi da utilizzare costantemente. Da un altro punto di vista però, questo non può che accrescere il livello di sfida e di interesse del giocatore, stimolato ad imparare a memoria il maggior numero di vie, tunnel e sopraelevate.

L’online
L’esperienza online è il fulcro del gioco, mettendovi a disposizione l’intera esperienza in single-player. L’interfaccia è semplice ed intuitiva, dal momento che sarà sufficiente aprire il menù con i tasti direzionali del joypad, ed in qualsiasi momento potrete tuffarvi in rete, senza dover attendere nelle fastidiose lobby. Basterà semplicemente scegliere una stanza e automaticamente sulla vostra mappa compariranno gli indicatori degli avversari. A questo punto, potrete ingannare l’attesa per la gara vera e propria ingaggiando alcune sfide con gli altri utenti, cercando di ottenere la miglior derapata, il miglior salto o il numero più elevato di schivate, o ancora avviare la modalità Spettacolo, cercando di avvicinarvi o superare il record online presente in quella determinata via. Una volta che l’host avrà impostato la corsa, verrete trasportati al punto di partenza prefissato. Se doveste invece preferire la gestione di una stanza, non dovrete fare altro che crearne una nuova ed aspettare le visite, in assoluta libertà di movimento. Sono selezionabili i percorsi previsti anche nella modalità single-player, oppure dei tragitti alternativi fissati dall’utente, con un punto di partenza, un numero prefissato di checkpoint, ed un punto d’arrivo.
Se doveste subire un Takedown, attraverso la PS Eye si riuscirà ad inviare una foto al proprio avversario. Lo stesso vale per chi arriva al primo posto al termine di una gara. Capiterà così di vedere espressioni stralunate e ricche di esaltazione dei giocatori di tutto il mondo, ma anche di indirizzare una serie di “simpatici gesti” ai vostri amici che vi stanno sfidando e magari vi hanno appena fatto sfracellare contro un muro. E’ anche possibile verificare in tempo reale la loro presenza online ed invitarli a giocare.
Per quanto concerne la fluidità non abbiamo riscontrato alcun problema di lag anche quando la stanza è al massimo della sua capienza, quindi possiamo affermare con certezza che le esperienze online ed offline si equivalgono sostanzialmente in tutto dal punto di vista qualitativo. Non manca nemmeno la consueta classifica dei migliori utenti, suddivisa in Il Migliore al Mondo, Prova a Tempo e Spettacolo.

Comparto Tecnico
Dal punto di vista grafico non si può che essere soddisfatti del lavoro svolto da Criterion. I modelli delle auto sono estremamente dettagliati, oltre a possedere un grande numero di livree differenti ed è uno spettacolo osservare le ombre dell’ambientazione circostante che si riflettono sulla carrozzeria. Gli incidenti sono il momento più esaltante, in cui si comprende la differenza tra i vecchi e i nuovi modelli. Questi ultimi godono di un assemblaggio molto più complesso, con un numero di pezzi deformabili nettamente più elevato rispetto al passato. Basta capottarsi per vedere il tetto che si piega in modo realistico, oppure i vetri creparsi in più punti non appena urtiamo violentemente il guard-rail o un palo della luce. Gli scenari sono altrettanto suggestivi, mostrando un gran numero di edifici e di strade stratificate, oltre ad una discreta quantità di traffico, variabile in base alla zona in cui ci troviamo. Peccato che anche in questa edizione non sia stato implementato il pilota all’interno del veicolo, che appare abbastanza impersonale senza qualche allegro pazzoide poligonale al suo interno. Speriamo che nei prossimi episodi, Criterion abbia qualche simpatica idea anche in questo ambito.
L’interattività con gli ambienti è ottima, ed è possibile devastare lampioni, panchine, segnali per i “lavori in corso”, cancelli e tabelloni pubblicitari, oltre ai veicoli ovviamente. Infine i filmati degli incidenti sono realizzati molto bene, inquadrando con efficaci immagini rallentate le fasi di collisione, che in tal modo rendono l’idea del lavoro che c’è alle spalle di questo gioco e la grande differenza rispetto ai titoli che giravano sui precedenti hardware.
Recensione Videogioco BURNOUT PARADISE scritta da SPETZ Burnout Paradise appare differente dai suoi predecessori, non soltanto per le novità nella sua struttura di gioco, ma anche perché inizia in sordina, sorprendendo al primo impatto con le nuove meccaniche. Questa sensazione lascia rapidamente spazio a un crescente senso di appagamento, specialmente quando si inizia ad assumere confidenza con i percorsi, a memorizzare parte dei tracciati, a scovare nuove scorciatoie e sbloccare veicoli più performanti. La longevità è uno dei punti forti, garantendo parecchie ore per il completamento della modalità in single player e una giocabilità praticamente infinita nelle sfide in rete. Non mancano comunque i difetti, come il funzionamento del GPS e l’impossibilità di cambiare auto quando vogliamo, dovendo necessariamente passare dallo sfasciacarrozze.
Criterion ha fatto la sua parte, ora tocca a voi armarvi di pazienza e dominare le strade. Il Paradiso vi attende.
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