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GhostBusters - Il videogioco

GhostBusters - Il videogioco

E chi chiamerai?

PS3, PS2, WII, X360, NDS

Avventura

Completamente in italiano

Namco Bandai

Disponibile

A cura di Maykol “Zart” Robuschi del 18/12/2007
Rule #1 Don't Cross the Streams!
A distanza di ben 18 anni dalla sua ultima comparsa nei botteghini mondiali, il brand Ghostbusters viene riesumato da Vivendi Universal, riportando in auge uno dei più grandi successi cinematografici degli anni '80. Per chi ancora non conoscesse questa scoppiettante commedia-fantascientifica americana, i Ghostbusters sono un gruppo di quattro persone specializzate nell'acchiappare fantasmi e altri esseri ectoplasmatici grazie all'ausilio di potenti apparecchiature fantascientifiche in grado di contenere e inibire qualsiasi creatura paranormale.
La pellicola originale del 1984, diretta da Ivan Reitman (“Sei giorni sette notti”, “La mia super ex-ragazza” e “I gemelli”) riuscì a crearsi una fanbase planetaria talmente compatta da riuscire a convincere il creatore della serie a scrivere un ulteriore capitolo dedicato ai quattro acchiappafantasmi. Nel 1989 uscì il deludente seguito “Ghostbuster II”, decisamente meno ispirato del capitolo precedente, ma comunque apprezzato dai fan del prequel e da molti altri neofiti. Chiaramente all'epoca le trasposizioni videoludiche non si fecero attendere, e come la storia ci ha insegnato, i tie-in si rivelarono parecchio deludenti. Nonostante questo, il fenomeno “Ghostbusters” non si arrestò con i due film: libri, graphic-novels dedicate, e ben tre serie animate continuarono a tenere vivo il ricordo degli eroi di Manhattan.
I Ghostbusters entrarono a far parte della “pop-culture” degli anni '90, e ancora c'è chi canticchia il tema musicale della serie animata sotto la doccia.
Passarono gli anni, il fenomeno sembrò non potersi arrestare, la serie dedicata ai buffi uomini armati di laser acchiappaspettri riscosse consensi non solo dai nostalgici fans di fine anni '80, ma anche dalle nuove leve generazionali, fra serie animate, fumetti e quant'altro potesse attirare l'adolescente medio: “Ghostbusters are not dead”, qualcuno si sarebbe lasciato sfuggire di bocca. E proprio per questo, Dan Aykroyd, ideatore della serie e sceneggiatore di entrambi i film, continuò ad insistere per un terzo capitolo, in grado di concludere il circolo narrativo dedicato a Peter, Raymond, Egon e Winston – i nomi dei quattro protagonisti sopra menzionati – e poter così passare il testimone della serie alla nuova generazione, un gruppo di nuovi ghostbusters, più giovani e – chiaramente – in grado di richiamare a sé un target d'utenza il più ampio possibile. Per disguidi con Bill Murray, attore che nella serie interpreta Peter Venkman, il film non si poté mai girare, e nonostante le indiscrezioni dessero la sceneggiatura del terzo episodio già pronta per essere interpretata, il progetto finii nel dimenticatoio. In realtà Aykroyd non si diede per vinto, e decise di sperimentare le prodezze grafiche della nuova tecnologia cinematografica: da terzo film in computer grafica a videogioco di nuova generazione, il passo fu breve. Vivendi nel frattempo, acquistata la licenza per lo sfruttamento del marchio “Ghostbusters” da Columbia Pictures, finii per bloccare lo sviluppo di un titolo particolarmente “ispirato” alla serie, da parte di una casa di sviluppo slovena, la ZootFly (Panzer Elite Action) . E così, la serie riprese vita: il vecchio cast dei due film omonimi venne radunato, Aykroyd si mise al lavoro sulla sceneggiatura e Vivendi – che ricordo essere sussidiaria di Sierra Entertainment – mobilitò due team di sviluppo differenti: Terminal Reality e Red Fly Studio. Dal 1984 al 2007, il passo, è breve.

Who ya gonna call?
Il brand GhostBusters è una di quelle tanto decantate “Galline dalle uova d'oro”, e Vivendi, evidentemente, questo lo sa bene. Proprio per questo pare aver deciso di creare due versioni del gioco: una, indirizzata alle console di nuova generazione; l'altra invece, destinata a PS2, Nintendo WII e Nintendo DS. Le informazioni riguardanti lo sviluppo dei due titoli sono coperte dal più stretto riserbo, ci è dato solo sapere che la storyline sarà la medesima per entrambe le versioni.
In quella dedicata alle console di nuova generazione sarà implementato un motore fisico e le situazioni saranno permeate da un'atmosfera maggiormente cinematografica, come si poteva facilmente dedurre dalle maggiori possibilità grafiche di PS3 e XBOX 360.
E' stato ufficializzato che la versione dedicata a PS2 sarà un porting diretto della versione WII, l'assetto grafico si rifarà ad uno stile maggiormente cartoon e gran spazio sarà dedicato a sessioni di gioco in multiplayer cooperativo. Ogni personaggio, infatti, sarà caratterizzato da abilità uniche, come la capacità di scovare fantasmi al di là dei muri, la possibilità di correre più velocemente, ecc. ecc. Non dimentichiamoci, inoltre, che il setting metropolitano introduce un sacco di possibilità davvero interessanti: l'intero stage, infatti, subirà continue modificazioni, in quanto l'ectoplasma, una volta manifestatosi, potrà modificare a proprio piacimento l'intera ambientazione, rendendo così l'esplorazione sempre diversa e appagante. Sarà presente, inoltre, un elemento mutuato da Clock Tower 3 e altri illustri esponenti del generere survival horror: la barra del “panico”. Essa, una volta svuotata, renderà il protagonista scelto completamente incontrollabile, rendendolo vulnerabile per un piccolo intervallo di tempo: manifestazioni ectoplasmatiche improvvise costelleranno la vostra ostinata esplorazione fra le numerose location suburbane che il titolo renderà accessibili. Vivendi, infatti, pare intenzionata a rilasciare sul suolo americano questo interessante tie-in in occasione – guarda caso - della festa di Halloween.

A distanza di quasi vent'anni, i Ghostbusters tornano alla ribalta grazie alla tenacia di uno sceneggiatore e all'inossidabile successo che accompagna da sempre questo tipo di produzioni nell'ambito videoludico. Vivendi ha tra le mani una grande licenza, speriamo che lo sviluppo proceda senza intoppi e che i due team riescano a sfruttare l'innegabile carisma dei quattro protagonisti per sottolineare la validità di un brand che, nonostante gli anni, continua ad essere al passo con i tempi.
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