Recensione di Conan

Copertina Videogioco Conan
  • Piattaforme:

     PS3, Xbox 360
  • Genere:

     Azione
  • Sviluppatore:

     Nihilistic
- Buon sistema di combattimento
- Scontri con i boss divertenti!
- Tanto sangue e violenza su schermo
- Gameplay limitato
- Tecnicamente migliorabile
- Rigiocabilità nulla
Loading the player ...
A cura di (Meno D Zero) del
Conan va e distrugge
Entrato nell’immaginario collettivo fantasy grazie alla solida interpretazione sul grande schermo del granitico Swarzy, la massiccia figura di Conan, metà barbaro e metà mercenario, dotato di una ferocia e brutalità pari solo alla sua forza spropositata, è ora pronto a fare macelli, vivere avventure epiche e affrontare giganteschi nemici anche sulle console next gen.
Come nel più classico degli inizi videoludici da Metroid in giù, il nostro possente protagonista inizia il primo livello di gioco, che funge anche da tutorial, dotato di tutte le mosse del caso e con la sua bella armatura scintillante.
Proprio quando abbiamo preso confidenza col mondo di gioco e i suoi livelli, un mago cattivo ci deruba di tutto: il tutorial finisce e Conan viene privato delle sua preziosa armatura e soprattutto delle sue letali le armi, l’unica via, l’unico modo che LUI conosce, è quello di recuperare il tutto squartando ed uccidendo il più possibile.

Macelleria mobile
Conan è così, prendere o lasciare.
Fondamentalmente siamo davanti ad un puro action in terza persona, dove tutto quello che bisogna fare e massacrare gli avversari nella maniera più brutale e coreografica possibile, poco o nulla è riservato all’esplorazione dei vari livelli di gioco. Parecchio elementari e profondamente basici appaiono inoltre i vari puzzle proposti. Secondo la logica degli sviluppatori, il giocatore deve soltanto concentrarsi sul turbine di morte che Conan porta con se.
Le meccaniche di gioco quindi, spogliate da ogni velleità esplorativa, appaiono piuttosto grezze, ignoranti ma assolutamente divertenti: con il nostro massiccio personaggi si avanza per i livelli sterminando nemici come formiche. Il sistema di combattimento è parecchio simile a quello visto in titoli di maggior spessore come la serie di God of War: due tasti per gli attacchi pesanti e leggeri, uno per saltare e uno per afferrare il nemico mentre la leva analogica destra serve per fuggire velocemente da una situazione di pericolo.
Servono quindi pochi tasti e ancora meno minuti per dare il via ad una carneficina quasi senza precedenti nel mondo ludico: il sangue sprizza copioso e talvolta in maniera grottesca dai corpi mutilati, le braccia, le gambe e le teste dei nemici volano in aria tra fiotti rossi, l’area di gioco si tinge di sangue e parole enfatizzanti come massacro, spiedino e fettine compaiono su schermo, donando al tutto una certa macabra ironia al sangue.

Strumenti per l’omicidio
Quello che differenzia Conan dalla concorrenza è forse dato dal gran numero di combo che il protagonista può apprendere dopo un esborso di “moneta” trovata in appositi forzieri nascosti, ricevuta in dono dopo aver liberato vergini poco tali, o semplicemente uccidendo i nemici.
Fondamentalmente ci sono 4 tipi di armi con relativi attacchi: a spada singola (che prevede anche l’utilizzo dello scudo) a spada doppia, con armi a due mani ed infine le prese a mani nude, che permettono letteralmente di fare a pezzi l’avversario con la sola forza fisica o addirittura di lanciarlo verso elementi dello scenario come affilati pali di legno sistemati per l’occasione…
Spade, asce da guerra, spadoni enormi, lance, scimitarre…il campionario è piuttosto vario e comprende anche alcuni oggetti come enormi macigni o botti di legno che possono essere raccolte e lanciate verso il nemico per stordirlo, e freddarlo in seguito inchiodandolo al suolo con una letale mossa a tema.
Ogni arma, ogni stile di combattimento porta con se dei vantaggi e dei punti deboli: la maggior parte dei nemici presenti nel gioco va affrontata tenendo bene a mente questa strategia, dato che c’è un’arma adatta ad ognuno di loro. Il tutto serve a donare un certo spessore ludico ed evita in parte l’inevitabile ripetitività di fondo, dato che il sistema di combattimento è piuttosto semplice ma assolutamente galvanizzante: alternando attacchi e parate col giusto tempismo è possibile prodursi in spettacolari contromosse che permettono di uccidere all’istante il nostro avversario, ovviamente nella maniera più violenta e sanguinosa possibile.
Poi arriva il momento di confrontarsi con il boss di turno e le cose diventano davvero divertenti

Più sono grossi, più fanno rumore quando cadono
A parte il sistema di combattimento galvanizzante e coreografico, l’aspetto forse più riuscito di questo titolo è rappresentato dalle epiche battaglie contro i boss di fine livello.
Anche in questo caso il sopraccitato God of war è stato preso come punto di riferimento, ma i ragazzi di Nihilistic Software ci hanno messo decisamente del loro, dato che almeno un paio di scontri con altrettanti enormi boss di fine livello risultano memorabili: durano parecchi minuti e sono decisamente dinamici e spettacolari. Hanno la capacità di fondere assieme tutte le competenze minime richiesta da un videogiocatore: tempismo, prontezza di riflessi e un pizzico di intuitività, si perché per avere la meglio su di loro molto spesso bisognerà andare a tempo con dei mini-quick-time-event, schivare il loro attacco al momento giusto e soprattutto capire come sfruttare l’ambiente circostante a proprio vantaggio…
Nonostante la battaglia col boss finale del gioco possa risultare a tratti frustrante, in generale gli scontri con i boss risultano assolutamente divertenti e ben realizzati.

The dark side of Conan
Gli aspetti negativi quali sono? Tanto per cominciare il gioco tecnicamente non è esattamente uno splendore: abbiamo un Conan ipertrofico e discretamente dettagliato, dei mostri giganteschi realizzati altrettanto bene ma dei nemici ordinari piuttosto piatti e “finti” in quanto ad intelligenza artificiale ed animazioni. Gli scenari di gioco inoltre sono piuttosto limitati e circoscritti oltre che realizzati con pochissima verve da next-gen. Probabilmente ci si è voluti concentrare su altri aspetti del gioco, gameplay soprattutto.
Nella norma le musiche di accompagnamento, discretamente epiche per il genere e alterno il doppiaggio in italiano: la voce del protagonista è stata scelta male, ma altre sono azzeccate.
Gameplay divertente e relativamente semplice ma che non regge alla distanza, appare quindi piuttosto limitato e capace di intrattenere giusto per la manciata di ore necessarie per portare a termine il gioco.
Assente la parte live, se si esclude un’anonima classifica mondiale.
Recensione Videogioco CONAN scritta da MENO D ZERO Pur considerando i suoi pregi, il gioco nel complesso appare piuttosto “limitato”: a parte garantire massacri videoludici, offre ben poco altro. Non esiste praticamente spazio per l’esplorazione dell’ambiente, tecnicamente, se non consideriamo l’alta risoluzione, offre ben poco di next-gen, il doppiaggio in italiano ha degli alti e bassi mostruosi, e più in generale dopo averlo finito (7-8 ore di gioco, in media col genere) difficilmente lo si riprenderà in mano per un’altra partita. Resta comunque un’esperienza piacevole e divertente, consigliata agli appassionati del genere.
caricamento in corso...

 
 
SCREENSHOTS
SpazioGames.it - Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Monza dal 22/02/2008 con autorizzazione n.1907
© 1999 - 2012 GALBIT SRL TUTTI I DIRITTI RISERVATI - P.IVA 07051200967
Spaziogames.it utilizza i cookie per assicurarti la miglior esperienza di navigazione. Se desideri maggiori informazioni sui cookie e su come controllarne l'abilitazione con le impostazioni del browser accedi alla nostra Cookie Policy.