Recensione di Samurai Warriors 2 Empires

Copertina Videogioco SW 2 Empires
  • Piattaforme:

     PS2, Xbox 360
  • Genere:

     Azione
  • Sviluppatore:

     Koei
  • Distributore:

     Halifax
  • Lingua:

     inglese
  • Giocatori:

     1
  • Data uscita:

     disponibile
- La fase gestionale risulta piuttosto ben fatta e divertente... - ...ma per il resto si tratta del solito gioco di sempre
- Tecnicamente scarso su 360
A cura di (Fabfab) del
A pochi mesi dall’uscita di Samurai Warriors 2, che nella sua incarnazione per Playstation 2 avevo reputato un buon titolo, eccoci di fronte all’inevitabile versione strategica appartenente al filone degli Empires. Evidentemente in Koei non conoscono il significato dell’espressione “Un bel gioco dura poco”…

Come per tutti gli altri episodi della serie Empires, Koei prende di peso motore grafico e giocabilità dal titolo originale (in questo caso “Samurai Warriors 2”), vi aggiunge una componente strategica divertente da gestire, ma decisamente all’acqua di rose per un appassionato di strategici veri, e quindi butta il prodotto sul mercato: come si suo dire, ottiene il massimo del risultato con un minimo sforzo.

Il titolo Koei ci proietta nel Giappone del XVI secolo, il periodo delle guerre civili che porteranno alla nascita dello shogunato Tokugawa. Come nell’originale picchia duro, troviamo una commistione di personaggi e fatti realmente accaduti ma debitamente romanzati, uniti a parti della fantasia. La mappa del Giappone è stata divisa tenendo presente i vari feudi presenti all’epoca ed obiettivo del giocatore è sempre quello di prevalere sul nemico e diventare il nuovo shogun. La modalità principale di gioco è la Campaign, caratterizzata da sette scenari ambientati in diversi periodi storici: battle of Kawanakajima (1561), the Unification of Kyushu (1561), the Unification of Chugoku (1561), the Unification of Kansai (1561), the Unification of Chubu (1561), the Unification of Kanto (1561), and the Unification of Tohoku (1561). Il conflitto narrato nei vari scenari può essere su scala locale oppure nazionale; inoltre è presente una modalità Free che permette di affrontare uno scenario completamente libero. Da segnalare anche la disponibilità di una modalità multiplayer a 2 che permette ad un paio di giocatori di collaborare durante le battaglie, mediante classica schermata divisa a metà.

Il gioco si divide in due fasi: una prima a turni, in cui decidere le mosse da fare, seguita a ruota dalla fase d’azione in prima persona, in puro stile Samurai Warriors; come da tradizione degli strategici, durante la fase gestionale si dispone di una visuale sulla mappa dell’intero Giappone e di un menù contestuale con le varie opzioni a disposizione.
All’inizio del proprio turno, al giocatore vengono concesse tutta una serie di scelte politiche e diplomatiche mediante il sistema delle cards, una delle caratteristiche della serie Empires. Ogni nostro generale, infatti, ci proporrà un paio di opzioni, riassunte in cards che descrivono cosa succederà e ne illustrano i benefici (commerciare con l’estero e guadagnare più soldi, arruolare nuove truppe per aumentare gli effettivi dell’esercito, ecc.). Fortunatamente rispetto al passato, in cui la scelta era rigidamente determinata e al giocatore non veniva lasciata alcuna libertà, in alternativa ai consigli dei vari generali al giocatore è concessa anche la possibilità di determinare egli stesso la propria politica, scegliendo le cards che più preferisce. Per i più pigri, invece, è possibile delegare tutte le faccende gestionali ad un consigliere delegato, il che permette di concentrarsi unicamente sulla battaglia.
Gli aspetti su cui si può intervenire sono discretamente numerosi: possiamo decidere di fortificare un territorio, aumentarne la posizione, addestrare le truppe, migliorare l’efficacia delle armi, arruolare condottieri o soldati, riscuotere tasse speciali, commerciare con altri paesi, acquisire strategie in battaglia o persino aumentare il livello di cultura nei nostri possedimenti promuovendo iniziative come cerimonie del tè o riunioni. Ogni intervento attivo richiede un costo in denaro, quindi è sempre bene bilanciare spese ed entrate.
Oltre alle scelte di politica interna è possibile decidere come rapportarsi con gli altri clan, determinando alleanza strategiche, decidendo quali territori invadere oppure se, al contrario, accorrere in aiuto di un alleato. Inoltre se invasi a nostra volta, dovremo difendere i nostri territori se vogliamo mantenerne il controllo.
All’inizio del gioco si hanno a disposizione poche di queste cards, ma col procedere del gioco se ne rendono disponibili molte altre, permettendoci così di variare le strategie di gioco. Da tenere sempre presenti, inoltre, anche i disastri naturali, come terremoti, inondazioni o carestie, che colpiscono ciclicamente i vari territori, magari azzerando i nostri interventi sul campo.

Una volta esaurita la fase di preparazione, si scende direttamente sul campo di battaglia assumendo il controllo di uno dei condottieri a nostra disposizione. In questa fase il gioco è identico a Samurai Warriors 2, dunque invito i lettori che ancora non conoscessero la saga ad andare a leggere il mio articolo dedicato al suddetto gioco. Ci sono comunque delle differenze, riassumibili sostanzialmente in campi di battaglia più piccoli e suddivisi in numerose “basi” da conquistare e difendere, che rappresentano una delle chiavi di volta per vincere la battaglia perché il loro possesso influisce direttamente sul numero di truppe in campo.
Altro elemento inedito è rappresentato dalle cards tattiche che, se utilizzate prima di una battaglia, comportano malus ai nemici oppure bonus alle nostre truppe, come maggior potenza d’attacco o in difesa, oppure maggiore velocità di spostamento o resistenza allo scoramento. Anche gli avversari dispongono delle medesime cards, che gioca prima di scendere in campo. Dunque si tratta di una questione di mera fortuna, se l’avversario gioca una card migliore della nostra, rischiamo di condurre la battaglia in netto svantaggio, ma vale anche il contrario.
Durante la battaglia è possibile dare pochi, semplici comandi alle nostre truppe mediante la croce direzionale: è possibile ordinare loro di seguirci in battaglia, di difendere le basi, di attaccare oppure lasciarli nelle mani dell’I.A.
Sostanzialmente ci si trova comunque ad affrontare la solita battaglia di molti contro pochi, in cui è la potenza del nostro personaggio a fare la differenza, anche se è sempre consigliabile tenere d’occhio l’andamento della battaglia, onde evitare di perdere il nostro accampamento principale solo perché troppo proiettati all’attacco.
Al termine di ogni scontro il nostro personaggio e gli altri condottieri guadagnano esperienza ed ottengono potenziamenti, diventando via via sempre più efficaci in battaglia. Abbinando i potenziamenti ottenuti in battaglia a quelli ottenibili durante la fase gestionale, potremo disporre di validi combattenti con i quali portare a compimento l’unificazione del paese.

Resta da parlare della grafica, ma anche in questo caso non posso fare altro che rimandare alle recensioni di Samurai Warriors 2 per 360 e PS2. Diciamo che ancora una volta i possessori della console Microsoft si troveranno di fronte ad un gioco per PS2 portato in alta risoluzione, ma con tutti i limiti che ne conseguono, a partire dal nebbione, per proseguire con paesaggi spogli e poco vari. L’abilità dei grafici della Koei rendono comunque molto belli a vedersi sia i personaggi che le numerose sequenze d’intermezzo che illustrano le vicende, ma di certo si poteva fare di più su di una console di nuova generazione.
La longevità è accettabile, ma limitata dallo scarso numero di modalità a disposizione. Esiste anche un editor di personaggi, per creare il proprio condottiero da utilizzare in battaglia, ma è davvero ancora troppo limitato nelle opzioni per risultare davvero soddisfacente.
Recensione Videogioco SAMURAI WARRIORS 2 EMPIRES scritta da FABFAB Samurai Warriors 2 Empires rappresenta una variante strategica dell’omonimo titolo action che pur basandosi su meccaniche ormai note, riesce comunque a risultare ancora divertente, o almeno questo vale per quei giocatori non ancora stanchi della serie Koei. La fase gestionale non è malvagia e risulta sicuramente la più approfondita tra tutti gli Empires visti finora, ma troppo spesso si ha la sensazione che le nostre scelte influiscano poco o nulla sull’andamento degli eventi: insomma, rappresentano una variante interessante, ma il fulcro rimangono sempre i combattimenti. Peccato che oltre alla modalità principale non ci sia molto altro da fare, a tutto discapito della longevità.
caricamento in corso...
SCREENSHOTS
SpazioGames.it - Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Monza dal 22/02/2008 con autorizzazione n.1907
© 1999 - 2012 GALBIT SRL TUTTI I DIRITTI RISERVATI - P.IVA 07051200967
Spaziogames.it utilizza i cookie per assicurarti la miglior esperienza di navigazione. Se desideri maggiori informazioni sui cookie e su come controllarne l'abilitazione con le impostazioni del browser accedi alla nostra Cookie Policy.