Speciale Legend of Zelda Story: Terza Parte

A cura di (Onilink) del
The Legend of Zelda: The Minish Cap (GBA 2004)
Ultimo cronologicamente, ed ultimo per contratto (sembra) capitolo di Zelda sviluppato dai Flagship Studios, su Game Boy Advance.
Tanto tempo fa, il mondo era invaso dai mostri, e la brava gente era terrorizzata al sol pensiero di mettere piede fuori casa. Un giorno dei piccoli Picori scesero dal cielo, donando ad un eroe una spada ed una luce dorata, con il quale l’uomo sconfisse le tenebre; nei secoli a venire gli uomini custodirono la spada, venerandola.
Passa il tempo, la storia divenne leggenda. Zelda, principessa attuale del regno di Hyrule, va a trovare il suo amico di infanzia Link, figlio del fabbro Smith. Entrambi devono recarsi alla fiera del villaggio, dove si terrà un torneo, il vincitore potrà avere una spada forgiata dal fabbro e l’onore di vedere la sacra spada… tuttavia il vincitore di questo anno non sembra avere buoni propositi…
Minish Cap in effetti è in tutto e per tutto uno Zelda classico, con i suoi dungeon, i suoi oggetti (alcuni di quelli nuovi sono anche divertenti da usare) ed i suoi enigmi, con sottoquest annesse.
Vera novità del gioco è la possibilità di ridursi di dimensione, fino a diventare un folletto. Con questa nuova statura le cose verranno proposte da un nuovo punto di vista, con sbocchi per nuovi enigmi e simpatiche scorribande.
L’eccessiva facilità del titolo mina la longevità, tuttavia il gioco è visto nell’ottica del portatile, quindi da veloci partitelle, in ogni modo il 100% porta via sempre un po’ di tempo in più.
Colorata e pastellosa, la grafica si rifà a The Wind Waker, mentre il sonoro riprende un po’ tutti i temi della saga.
The Legend of Zelda: The Minish Cap è disponibile per Game Boy Advance, al prezzo di circa quaranta euro.

The Legend of Zelda: Four Sword Adventures (GC 2005)
Espansione riveduta e corretta del gioco multiplayer per Game Boy Advance, FSA viene pubblicato per Gamecube in una voluminosa confezione contenente un cavo Game Link.
La storia prende piede esattamente alla fine del prequel, e vede la Principessa Zelda andare al santuario della Quadrispada a causa di un cattivo presagio, qui viene rapita da un essere d’ombra simile a Link. Tocca quindi all’eroe riportare l’ordine nelle terre di Hyrule e salvare ancora una volta la principessa.
Diamo per scontate le caratteristiche di Four Sword per GBA, che qui vengono in qualche modo potenziate ed ampliate, e concentriamoci sull’interfaccia che il gioco propone: è possibile affrontare l’avventura in single player con o senza GBA come joypad, nel primo caso verrà visualizzato sulla tv ciò che appare sulla console portatile; oppure giocare una partita in multi, fino a quattro persone, possibile solo se ogni partecipante è dotato di GBA.
Lo schermo del Game Boy si attiva solo quando un giocatore entra in un interno, evitando di far sapere agli altri partecipanti cosa si stia combinando nelle case, o grotte.
Lo stile grafico mescola sprite visti in A Link to the Past con altri presenti in Four Sword, e prende in prestito effetti speciali da The Wind Waker, il tutto fuso armonicamente in un’orgia di tinte pastello.
In Giappone, a differenza degli USA e dell’Europa, oltre alla modalità Avventura, e alle Sfide tra Ombre (una sorta di sfida), è presente anche una specie di caccia al tesoro, omessa fuori dal continente nipponico per problemi di lingua (il gioco faceva uso del parlato).
The Legend of Zelda: Four Sword Adventures è disponibile per Gamecube (e quindi retrocompatibile con il Wii) ad un prezzo di circa cinquanta euro.

The Legend of Zelda: Twilight Princess (GC-Wii 2006)
Era l’E3 2004 quando questo gioco fu presentato al grande pubblico: le urla non si contavano (invece noi abbiamo contato i giorni che abbiamo dovuto attendere, ah se li abbiamo contati), ed ora è finalmente nei negozi.
La storia, stranamente per la serie, non ha un prologo: Link, un pastorello di un villaggio fra le foreste, è stato scelto per consegnare un dono alla famiglia reale, al castello di Hyrule. Però qualcosa prima della partenza va storto, ed il nostro eroe si ritrova nei selvatici panni (pelo) di un lupo…
Che c’è da dire in più su questo titolo che non sia già stato detto? E’ uno Zelda all’ennesima potenza, poco da obiettare, però…
Premettiamo una cosa: TP non ha gli oggetti di Ocarina of Time, ne ha altri, utilizzati per gli enigmi presenti; non ha la storia di Ocarina of Time, e non pretende di essere Ocarina of Time.
Questo Zelda ha una storia diversa, fa leva su sentimenti ed emozioni diverse, è logico che se uno mangia un’arancia credendola una mela non sarà soddisfatto di ciò che ha assaporato, anche se il frutto è di buona qualità.
Detto questo, lanciamo un piccolo "j’accuse" a questo Zelda; Hyrule è grande, certo, molto grande, e volendo evidenziare questo aspetto, quasi tutti i frammenti di cuore sono nascosti in giro per le terre, riservandone pochi per le subquest, che sono scarse e non di altissima qualità (non da buttare, comunque).
Adesso parliamo delle qualità del titolo: un sistema di combattimento molto più profondo e tecnico, una struttura dei dungeon meno contorta e più lineare, ma non per questo semplice, i soliti nuovi oggetti (e rivisitazioni dei vecchi), l’utilizzo di Link lupo, ed i combattimenti a cavallo (purtroppo limitati a poche occasioni, sarà per un’altra volta).
The Legend of Zelda: Twilight Princess è disponibile per Gamecube e Wii, ad un prezzo di circa cinquanta-sessanta euro.

Svisti e mai visti
La cosa verrà trattata in poche righe, e tratta dei tagli avuti negli Zelda, o per lo meno, di quelli che abbiamo conosciuto grazie ad Internet.
Parlando del nuovo Twilight Princess, sono scomparsi i Moblin, una foresta che circondava Link in compagnia di un cane, e una specie di Doshin the Giant che poteva essere un albero deku, ma tant’è.
Il taglio più consistente si è però avuto con il project Zelda 64: inizialmente Ocarina of Time era previsto per 64DD, una periferica per Nintendo 64 che supportava speciali dischi magnetici da 64 mega.
Il gioco era in fase di progetto molto più ampio, con un ambiente deformabile (se si abbatteva un albero rimaneva il ceppo in maniera permanente), con più dungeon e più subquest. Purtroppo la periferica non ebbe successo, ed il gioco fu adattato in una cartuccia da 32 mega.
Altra questione non risolta è il famoso progetto Ura Zelda: si pensava ad un’espansione di OOT su 64DD, per rilanciare la periferica, ma il sviluppo non andò mai in porto.
In Wind Waker abbiamo, su un disco bonus, Master Quest (un remix dell’originale Ocarina of Time) che, a detta della Nintendo, è il famoso Ura Zelda.

Gli innominabili
Ne avrete sentito parlare, li avrete visti su E-bay, vi sarete chiesti cosa fossero: ecco tutta la verità.
Nintendo, a causa di controversie con la Philips, fu costretta a cedere la licenza del marchio Zelda per tre titoli, usciti sulla console Cd-i.
I tre “giochi”, di Zelda potevano vantare solo il nome, per quanto brutti erano fatti, inoltre in ben due capitoli il protagonista non era Link, ma rispettivamente l’astronomo di corte e la principessa Zelda.
I nomi sono: Zelda: The Wand of Gamelon, Link: The Faces of Evil e Zelda’s Adventure… se li conosci, li eviti.

Gli illustri dimenticati
Oltre ai classici su console e “quella roba” che avete conosciuto nel paragrafo qui sopra, esistono altri videogiochi legati al mondo di Zelda, che però, per una ragione o per l’altra, sono sconosciuti al grande pubblico.
Iniziamo con il Game & Watch: è disponibile (o meglio, "era") sul mercato un Game & Watch legato alla saga, in cui, riprendendo lo stile di Zelda II, Link doveva far fronte ad otto draghi per recuperare la triforza del coraggio.
Altri caduti nel dimenticatoio sono i due Zelda per Satellaview, una periferica del Snes: non tanto si sente la mancanza del porting di A Link to the Past, con qualche sprite e protagonista cambiato, quanto del remake con i controfiocchi del primo Zelda, rifatto interamente con grafica 16 bit. Si spera e si prega che la virtual console ci metta una pezza.
Infine abbiamo Navi Tracker: una caccia al tesoro in salsa zeldiana, omessa nelle versioni occidentali di Four Sword Adventures, anche qui il Wii potrebbe dire la sua.
Vorrei poi ricordare l’uscita, prossima sul territorio europeo, di Tingle RPG: non sarà uno Zelda vero e proprio, ma è un buon gioco e neanche tanto male.

La timeline
Come far scornare tra loro i fan di Zelda? Semplice, metteteli a discutere della timeline. Esistono varie ipotesi sulla linea temporale che dovrebbe connettere i vari episodi della serie: si parte da chi dice che i vari capitoli sono sconnessi, chi vuole l’esistenza (dietro suggerimento del buon Aonuma) di una doppia timeline, chi invece preferisce mettere tutto su un unico flusso temporale.
Ovviamente anche il sottoscritto ha una propria teoria, che qui non dirò per ovvii motivi, tuttavia invito chiunque voglia approfondire l’argomento ad iscriversi al nostro forum.

Non solo videogiochi
Come qualsiasi prodotto di successo che si rispetti, anche Zelda ha dalla sua un bel po’ di gadget raffiguranti il suo marchio.
Nella seconda metà degli anni ’80 il brand poteva già godere di una collezione di cinque statuine (un po’ bruttine a dir la verità) di plastica, asciugamani ed una linea di cereali in comproprietà con un certo signor Mario Mario.
E’ però da Ocarina of Time che Zelda acquisisce vera e propria linfa commerciale: pupazzi di diversa grandezza, portachiavi, gashapon, thumbstrap per cellulari, statuine da dipingere, manga, colonne sonore, riproduzioni limitate di armi e quanto altro ancora possa far impazzire un fan della serie hanno accompato l’esordio di (quasi) ogni capitolo della serie fino ad oggi.
Ultima, ma non ultima, una serie di (costose) statue da collezione, raffiguranti i più famosi personaggi comparsi nella serie.

Il futuro della serie
Come evolverà la saga negli anni a venire? Un assaggio di ciò che ci aspetterà lo potremo vedere nel coloratissimo Phantom Hourglass per DS.
Il titolo in questione mescola il gameplay degli episodi bidimensionali ad una grafica tridimensionale, adattando il tutto al touch screen: con il pennino si comanda il personaggio, si scrivono appunti sulla mappa, si usano oggetti e si colpiscono i nemici, a Natale (prossimo) sui nostri due schermi.
Possiamo ipotizzare una serie di spin-off (in tal caso il buon Tingle RPG ha già fatto da apripista in questa direzione), tuttavia su console casalinga cosa ci attende è un mistero; mistero che (si spera) verrà svelato in occasione del prossimo E3, ma non ci metterei la mano sul fuoco.

Cosa dire arrivati fin qua… la leggenda ci ha accompagnato per venti anni, e chissà per quanti altri sarà là, sui nostri schermi, a farci impugnare una spada, vestiti di una tunica verde, eroi di un regno e salvatori di una principessa che non c’è, ma esiste; effimeri eppur reali protagonisti della storia più vecchia del mondo, di una leggenda tramandata nei secoli…The Legend of Zelda.
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