Speciale Legend of Zelda Story: Prima Parte

A cura di (Onilink) del
L’anno appena trascorso è stato molto importante per la serie di Zelda: tra il ventennale della saga, l’attesissima uscita di Twilight Princess e l’annuncio di Phantom Hourglass, non si può dire che sia stato un anno povero di notizie riguardanti l'universo Zelda… ah si, non dimentichiamo dell’uscita su suolo nipponico del simpatico Tingle RPG.
In “concomitanza” dell’uscita di Twilight Princess, ci è sembrato doveroso scrivere uno speciale su una delle punte di diamante di casa Nintendo.
Premetto che, per causa di spazio limitato, molti degli argomenti verranno trattati in maniera non superficiale, ma nemmeno tanto approfondita: pensate che ognuno dei temi presi in considerazione è materiale di discussione di interi siti dedicati!
Prima di cominciare, iniziamo a descrivere brevemente cosa è The Legend of Zelda.

Zelda: il videogioco
Fondamentalmente quando parliamo di un gioco “alla Zelda” parliamo di un adventure con elementi di GDR; il personaggio quindi deve esplorare diversi luoghi, ed ha la possibilità di crescere in statistiche, che nel gioco verranno rappresentate con tuniche, scudi, spade, barra della magia (se presente) e cuori (l’energia vitale).
Nel corso dell’avventura dovremo risolvere degli enigmi per proseguire, e degli oggetti speciali ci verranno in aiuto, ognuno con delle proprie caratteristiche,
Il mondo di Zelda si divide fondamentalmente in due parti: l’overworld, formato da immense vallate (o isole), villaggi pieni di personaggi che ci affideranno delle missioni o saranno disposti a venderci qualcosa, e dei mostri sporadici; e l’underworld, composto da intricati labirinti pieni di enigmi da risolvere con l’aiuto di bussola, mappa ed oggetti vari. Ogni dungeon è presieduto da un boss che di norma può essere sconfitto con l’aiuto dello strumento trovato nel sotterraneo.
Zelda è soprattutto un’avventura di cui il giocatore è protagonista; Link, l’eroe della serie, altro non rappresenta che l’utente che lo manovra. Egli non parla, fa parlare noi al suo posto, e le sue avventure sono le nostre, imprese in un regno fatato, in un crescendo di emozioni che difficilmente lasceranno il cuore del giocatore, anche a partita finita.
Ed ora, i giochi che fecero la leggenda.

The Legend Of Zelda (NES 1987)
Primo gioco della serie, nasce in Giappone su Famicom Disk, un add-on per il Famicom in grado di leggere speciali floppy disk riscrivibili.
Ne viene riproposta una versione su cartuccia per Famicom, negli USA ed in Europa compare sul mercato unicamente in cartuccia, dorata per l’occasione.
La trama è semplice ed efficace: Gannon (si, la prima volta il nome dell’arcinemico conta due enne) irrompe nel regno di Hyrule con il suo esercito di demoni, e riesce ad impossessarsi della Triforza della forza, un amuleto dai mistici poteri. Tuttavia non è l’unico artefatto esistente; la principessa Zelda ne custodisce un secondo, la Triforza della saggezza, che viene però spezzata in otto frammenti e nascosta in altrettanti labirinti, nascosti per il regno.
Gannon, credendo che la Triforza fosse ancora in possesso della principessa, la rapisce; la governante, Impa, riesce a fuggire, inseguita dagli scagnozzi del re del male. Quando tutto sembra perduto, compare un giovane che riesce a mettere in salvo la vecchia balia, e, ascoltata la storia di Zelda, decide di intraprendere l’eroica missione... inizia così la leggenda.
The Legend of Zelda è il primo gioco (dopo Metroid, pubblicato sempre su Famicom Disk) a proporre un sistema non lineare, un intero mondo da esplorare e non suddiviso in livelli, ed un sistema di salvataggio svincolato dalle obsolete password.
Nel vecchio e nuovo continente l’ultima caratteristica verrà mantenuta su cartucce grazie ad una memoria tampone.
Zelda offre un primo assaggio della saga: sotterranei da esplorare e risolvere (sebbene gli enigmi non fossero proprio “tali”, bisognava tutt’al più eliminare i nemici di una stanza, oppure bombardare pareti guidati dalla fortuna), luoghi nascosti, potenziamenti ed oggetti.
The Legend of Zelda è tutt’ora disponibile per: Game Boy Advance (Nes Classic) per la cifra di venti euro, nella Zelda Collection per una cifra variabile, (dipende da chi ve la vende, veniva infatti data in regalo in diverse occasioni, quindi non si trova nei negozi) ed infine nel Wii Shop per la cifra di cinque euro.

Zelda II : The Adventure of Link (NES 1988)
Secondo capitolo della saga, continua la storia del primo Zelda. In Giappone è stato pubblicato unicamente su Famicom Disk, negli USA ed in Europa abbiamo la “solita” cartuccia dorata.
E’ passato qualche anno dalla sconfitta di Ganon (nel secondo capitolo il nome si trasforma in quello definitivo), Hyrule è in ricostruzione. Nel giorno del sedicesimo compleanno di Link, si forma un simbolo sulla mano dell’eroe. Chiamata subito Impa, la donna riconosce il segno, il marchio del prescelto. Link e l’anziana balia vanno al castello del nord, dove, nascosta da una porta, giace una donna addormentata.
Impa, aperta la porta con il potere celato dal simbolo comparso, spiega all’eroe la situazione: la ragazza che si trova su quel letto altri non è che la principessa Zelda, di un tempo ormai passato.
Si narra che la Triforza, il magico amuleto, era inizialmente composta da tre parti: coraggio, forza e saggezza. Le ultime due erano rimaste nel castello; la Triforza del coraggio, invece, era stata nascosta dal re, onde evitare che un animo malvagio potesse impadronirsene.
Zelda, che conosceva il luogo dove risiedeva l’artefatto, venne incalzata dal fratello, desideroso di avere per sé l’immenso potere garantito dalla Triforza completa, ma non soddisfò le sue richieste. Nel tentativo di estorcerle l’informazione per conto del principe, un mago gettò un maleficio sulla principessa, e poi spirò.
Resosi conto della tragedia successa a causa della sua ambizione, il principe portò Zelda nelle sue camere, speranzoso che un giorno potesse aprire di nuovo gli occhi.
Impa, terminata la storia, consegna a Link un cofanetto, contenente una pergamena che solo il prescelto è in grado di leggere e sei cristalli.
Questi cristalli, come scritto nella lettera, devono essere posti in sei statue risiedenti in sei palazzi, solo così la forza bloccante che sigilla l’ultimo palazzo, che custodisce la Triforza del coraggio, potrà essere spezzata; ed una volta ricomposta il miracoloso artefatto, la principessa potrà essere risvegliata.
Link allora decide di compiere l’impresa, incurante del fatto che gli sgherri di Ganon infestano ancora Hyrule: il re del male tornerà, se sulle sue ceneri verrà versato il sangue dell’eroe.
Adventure of Link presenta una struttura atipica per la serie: negli esterni il mondo è visto dall’alto alla Final Fantasy, con i nemici rappresentati da ombre, e Link stilizzato come un piccolo bambolotto.
Nelle fasi di combattimento, abbiamo una meccanica molto simile a Metroid (arma a parte), c’è una visuale laterale ed il sistema di potenziamenti va a punti esperienza e livelli (per un massimo di otto livelli –non complessivi, ovviamente- si upgrada la difesa, l’attacco e si riduce, in proporzione, il consumo di magia).
Viene introdotta la barra della magia, la possibilità di visitare villaggi e parlare con personaggi non giocanti, risolvere sub quest, ed i soliti dungeon, il tutto però visto di lato.
Non è l'episodio migliore, ma insieme al primo getterà le fondamenta per quel che sarà l’epocale A Link to the Past.
Zelda II: The Adventure of Link è disponibile attualmente per Game Boy Advance ( venti euro) e nella Zelda Collection, cifra variabile, dipende dal venditore.

The Legend of Zelda: A Link To The Past (SNES 1992)
Nuova console, nuovo Zelda. Qualche anno dopo il discusso secondo capitolo, Miyamoto e compagni sfornano quello che diventerà il più bello (e ricco) Zelda in 2D mai uscito.
La storia inizia in un tempo lontano, dove la vita non era ancora comparsa sulla terra: tre dee scesero su queste aride lande e portarono vita, prosperità e saggezza, lasciando un magico amuleto, la Triforza, in grado di realizzare i desideri dei mortali.
Molti, nei secoli, tentarono di far proprio questo immenso potere, nessuno vi riusci… tranne una persona, Ganondorf Dragmire, il re dei ladri.
Ci fu una lunga e cruenta battaglia, ma Ganondorf venne sigillato in un altro mondo, il Golden Realm.
Il prezzo da pagare per la sconfitta del nemico fu la perdita della Triforza, che risiedeva in quella dimensione.
Tanto tempo è passato da allora ed il regno di Hyrule prospera in tempo di pace.
L’arrivo di uno stregone cambia però la situazione: entrato nelle grazie del re, si insedia a palazzo… Ma il re scompare, le guardie del palazzo diventano ostili ed una forte tempesta turba il sonno di Link, un giovane del regno.
Lo zio, cavaliere del regno, viene chiamato a palazzo, tuttavia il ragazzo viene svegliato da una voce che chiede aiuto: è la principessa Zelda.
Armatosi di una torcia, Link corre al castello, per verificare l’accaduto….
A Link to the Past descrive le caratteristiche ormai classiche di un titolo della serie Zelda: dungeon da risolvere con l’ausilio della materia grigia e degli oggetti trovati all’interno, pezzi di cuore (che formano poi portacuori) da trovare risolvendo subquest ed esplorando, villaggi (ehm, villaggio) da visitare, boss imponenti da sconfiggere, la dualità dei mondi da esplorare (il mondo luminoso e quello oscuro), ecc…
La visuale è a volo d’uccello, splendida la mappa in mode7, ricercato l’uso dei colori per rappresentare le due terre messe a disposizione dal gioco. Semplicemente stupendo.
The Legend of Zelda: A Link to the Past è disponibile per Game Boy Advance, in lingua italiana, ad un prezzo di quaranta euro (ma anche meno, visto che è in giro da ben tre anni), e sarà disponibile, per la cifra di otto euro, sulla Virtual Console Wii, anche se sarà scaricabile la versione originale del gioco, ovvero in lingua inglese.

The Legend of Zelda: Link’s Awakening (GB 1993)
Zelda è principalmente un titolo multipiattaforma (Nintendo), non poteva quindi il Game Boy classico deficitare di un capitolo della serie nella sua line-up.
E’ passato qualche anno da quando Ganon è stato sconfitto, per prepararsi ad una nuovo pericolo Link si imbarca alla ricerca di un potente maestro con il quale esercitarsi
Riuscito nell’intento, mentre è sulla via del ritorno il nostro eroe incappa in una tremenda tempesta, che lo fa naufragare su una strana isola, sovrastata da una montagna con un grande uovo.
Una ragazza, simile alla principessa Zelda, lo ritrova svenuto sul bagnasciuga, e lo porta nella propria dimora…. al suo risveglio, Link dovrà riuscire a trovare il modo di andar via dall’isola, in un mondo a metà tra il sogno e la realtà.
Il gioco in sé è un piccolo miracolo: una mappa grande quanto e forse più del Light World di ALTTP è stata memorizzata in una piccola cartuccia del Game Boy. Certo, i nemici ed i personaggi sono più stilizzati che altro (ma comunque riconoscibilissimi), l’azione di gioco viene frammentata a causa del continuo cambio di oggetti (più che altro a causa del design dei dungeon che impongono il settaggio continuo di accessori diversi), vengono però aggiunti nuovi strumenti che ampliano le possibilità di gioco.
Grafica ovviamente in scala di grigi; piccola, grande perla nel mare delle killer application del Game Boy.
Attualmente non è possibile, se non dedicandosi al retrogaming, recuperare il titolo, disponibile, nella sua ultima incarnazione, per Game Boy Color, con l’aggiunta di un nuovo dungeon.

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