Recensione di Phantasy Star Universe

Copertina Videogioco PSU
  • Piattaforme:

     PC, PS2, Xbox 360
  • Genere:

     Gioco di ruolo
  • Sviluppatore:

     Sonic Team
  • Lingua:

     Giapponese
  • Giocatori:

     1-6
  • Data uscita:

     Disponibile
-I fan adoreranno l'online -Versione offline evitabile
-Identico al prequel
-Comparto tecnico scadente
-E' in inglese
A cura di (rspecial1) del
Non sembra essere trascorso molto tempo da quando feci i miei primi passi sul pianeta Ragol, dopo aver scelto il mio alter-ego virtuale tra le varie razze presenti, insieme ai miei compagni di avventura; giocavamo online su quella meravigliosa macchina chiamata Dreamcast, ultimo gioiello regalatoci dalla Grande S. Ed eccoci qui oggi, dopo tanto tempo, a parlare di un nuovo episodio di Phantasy Star per Xbox 360, PC e Playstation 2, consapevoli che le cose sono cambiate molto nel frattempo e che Sega riesce ad inserire la sua magia sempre più di rado. Con la consapevolezza di trovarci di fronte ad una delle saghe di giochi di ruolo che ha fatto la storia del genere e la felicità del Megadrive, ci apprestiamo quindi ad analizzare questo doppio prodotto, perché, a differenza delle passate edizioni, questa volta il Sonic Team ha deciso di creare una modalità offline di un certo spessore che potesse accontentare anche coloro che dell’online non ne vogliono sapere.

Tutti su Gurhal
Ethan Weber e la sorellina Lumia stanno festeggiando insieme a tutto il popolo la ricorrenza per la sigla della pace nell’universo dopo la lunga e dolorosa Grande Guerra. Un giorno in cui gioire e ricordare con nostalgia i tempi duri in cui le battaglie la facevano da padrone. Di sicuro uno di quei giorni in cui non ti attenderesti mai che una misteriosa razza aliena, i Seed, decidano di interrompere tutto, attaccando e bombardando ogni cosa; decisamente non una cosa di tutti i giorni ritrovarsi dal festeggiare la pace a dover lottare per la sopravvivenza, tutto in pochi attimi. La storia di questo nuovo capitolo inizia in modo abbastanza scontato, non appena le nubi si dirameranno, il giovane Ethan si accorgerà che la sorellina non c’è più e di conseguenza dovrà iniziare un lungo viaggio per la galassia di Gurhal per ritrovarla…e visto che c’è salvare il mondo sarebbe cosa assai gradita. Lineare e piatta, senza il minimo coinvolgimento, questa è la trama che farà da sfondo alla modalità offline di Phantasy Star Universe, attraverso 12 capitoli che ci terranno compagnia per circa una cinquantina di ore. La giocabilità della modalità storia è identica a quella dell’online, le uniche cose che cambieranno saranno l’aumento di livello del personaggio che avverrà in modo molto più automatico e che terrà conto dello scenario in cui ci troveremo, per il resto si tratta di un action RPG con i combattimenti che si svolgono in tempo reale. Molto bella la divisione del gioco in capitoli televisivi, un tocco di originalità del Sonic Team che ha deciso di presentare ogni livello come se fosse una puntata di un cartone animato, o serie televisiva, con tanto di sigla iniziale e finale; purtroppo la ripetitività dei combattimenti con i Seeds e dei vari dungeon presuppone che il gioco sia impostato per aumentare la potenza del vostro personaggio, invece ci troviamo di fronte alla modalità di gioco per il single player, che ovviamente non si adatta per nulla alla situazione e finisce inesorabilmente per rendere la storia un semplice tutorial per introdurci alle prime fasi della modalità online, onestamente cinquanta ore sono tante facendo sempre le stesse cose, senza colpi di scena e con una storia che non riesce a coinvolgere il giocatore neppure a mettercisi d’impegno. Se poi consideriamo che i due compagni che ci ritroveremo al fianco sono guidati unicamente dalla CPU ed hanno un IA pari a quella di Hamtaro avete capito che il divertimento non è presente neppure a volerlo cercare attentamente; si nota proprio la mancanza del classico tocco Sega, manca la sua magia e la cosa si sente pesantemente.

Ricordando Ragol
Eccoci finalmente in quella che è di fatto la vera essenza del titolo, il gioco online. Per chi camminava con un party sulle terre di Ragol o che bazzicava la Pioneer sembrerà di tornare a casa, con il titolo che ci propone le medesime cose, scelta della propria razza tra le quattro a disposizione ((Human, Newman, Cast e Beast) ed il ruolo che assumeremo tra l’hunter, il ranger ed il force (da notare che con il primo aggiornamento queste passano a sette, dandoci la possibilità di cambiare tipologia una volta terminata quella scelta inizialmente). Pronti a diventare un Guardian, uno dei guerrieri che proteggono la galassia cercando di mantenere intatta la pace, ci ritroveremo cosi nel nostro mondo virtuale con le sue lobby, i nostri party da creare con altri cinque amici con cui comunicare ed iniziare le varie missioni per guadagnare esperienza e punti. Da notare che in questo capitolo è stato introdotto un negozio online persistente nel quale lasciare i nostri oggetti in vendita anche quando saremo offline, un metodo carino per guadagnare soldi o essere utili a qualcun’altro. Il titolo ci richiederà semplicemente di andare in una zona e ripulirla dai nemici, tornare nella lobby e potenziare le nostre armi e caratteristiche, nonché ti badare al nostro robottino personale nutrendolo a dovere. All’interno della base operativa, una vera e propria città virtuale, ci sarà un po’ di tutto, dai negozi al centro medico, un mondo virtuale insomma degno dei vari MMO che però risente troppo di una struttura di gioco vecchia di anni (dal 1999 per la precisione) e che non può competere nè con i nuovi titoli del genere nè cercare di catturare il giocatore con il vecchio fascino presente nelle passate edizioni e completamente assente questa volta.

Next cosa?
La Sega di sicuro non solo non è riuscita a donare a Phantasy Star Universe quel qualcosa in più che riesce a coinvolgere il giocatore e lasciarlo incollato al pad, ma si è messa anche d’impegno per portare su Xbox 360 e PC un titolo tecnicamente inappropriato. Se già la versione Playstation 2 lascia a desiderare, sebbene con il comparto grafico che richiama molto lo stile della serie a quello passato, con un utilizzo di poligoni e dettagli approssimativo e simile a quello visto su Dreamcast, la controparte PC e Xbox 360 è decisamente indegna; sebbene la console Microsoft supporti l’alta risoluzione non ci sono miglioramenti di alcun genere alla controparte per console Sony, neppure un misero filtro. Considerate che su Xbox Live non sempre io gioco fila liscio, con qualche sporadico lag di tanto in tanto, e che dovrete pagare un abbonamento di 9 euro mensili oltre il Live Gold ed ovviamente il gioco stesso, ci si attendeva e pretendeva decisamente di più dal Sonic Team. Il comparto audio è quasi un copia/incolla di quello ascoltato nel prequel, con delle musiche decisamente buone e degni effetti sonori azzeccati, ma rimane proprio il fatto che siano quelli del precedente episodio a lasciare un po’ perplessi, passi infatti per i campionamenti audio ma persino le musiche sono invariate.

Versione PC
Requisiti Consigliati

Pentium IV 2.6 Ghz, 512 MB di RAM, scheda grafica GeForce 4, Windows 2000/XP

Requisiti Minimi

Pentium IV 1.6 Ghz, 256 MB di RAM, scheda grafica GeForce 4, Windows 2000/XP
Recensione Videogioco PHANTASY STAR UNIVERSE scritta da RSPECIAL1 Questo nuovo capitolo della saga dedicata al mondo di Phantasy Star è stata rimandata più volte ed attesa da noi europei con la speranza di ritrovarci con un sequel degno di quel capitolo tanto innovativo e magico uscito su Dreamcast, e non solo. Resta quindi l’amaro in bocca ad ogni appassionato dover constatare come ciò che ci ritroviamo di fronte è un gioco piatto e monotono, quasi un update senza nessuna innovazione a livello di gameplay e con un comparto tecnico che risulta essere inadeguato su Playstation 2 ed inaccettabile su Xbox 360 o PC. Per tutti coloro che hanno amato il primo, e sono rimasti comunque legati alla saga, resta sicuramente d’interesse la modalità online, visto che quella offline potevano anche risparmiarsela, data la piattezza della stessa, per riassaporare in parte le vecchie emozioni non senza un pizzico di rammarico per l’ennesima occasione sprecata da Sega.
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