Recensione di B-Boy

Copertina Videogioco B-Boy
  • Piattaforme:

     PS2, PSP
  • Genere:

     Rhythm Game
  • Sviluppatore:

     Sony
  • Distributore:

     Sony
  • Data uscita:

     Disponibile
-Colonna sonora
-Animazioni realistiche
-Un buon titolo sui b-boys
-Grafica funzionale
-Poca varietà di sfide
A cura di (Onilink) del
C’è un mondo con cui noi gente comune entriamo in contatto di rado, se non agli angoli delle strade.
Un mondo fatto di gente vestita con pantaloni bracaloni, magliette da basket di 4 taglie più grandi, rasta, berrettini a zuccotto (non ricordo il nome, perdonatemi) e musica hip hop, tanta musica…
E naturalmente un pavimento, una strada levigata o quant’altro vada bene per ballare in maniera acrobatica…ecco il mondo della break dance visto da un profano (certo, vedere l’ottava stagione di South Park cambia la vita).

Gli hai dato una bella lezione.
B-Boy, il titolo in esame sviluppato dai FreeStyleGames per conto di SCEE, punta al lato agonistico della disciplina: due tizi ballano, a turno, l’uno di fronte l’altro, e chi balla meglio vince la sfida. Ovviamente la cosa è presa parecchio sul serio dai personaggi in questione e perdere ad una di queste sfide comporta lo stesso scorno di ricevere una bella calata di pantaloni in pubblico: non è bello quindi.
Il titolo Sony si prefigge di far rivivere agli appassionati e non l’agonismo presente nella Break Dance, ci sarà riuscita o sarà un buco nell’acqua? Scopriamolo insieme.

Il mondo a passi di danza.
Una volta inserito il dvd del gioco e creato il nostro salvataggio su memory card, ci verrà posto innanzi il menù di scelta: la grafica è alquanto spoglia, se vogliamo escludere lo sfondo “graffitaro”.
Iniziando dagli extra, potremo scegliere tra: "Come Giocare", "Filmato Promo", "Connessione USB" e "Credits".
La prima voce racconta sia il tutorial vero e proprio, che un paio di filmati che mettono in pratica ciò che avremo imparato.
Nel tutorial sopra citato avremo un saggio tamarrone che non è Chef (non so se rappresenti un personaggio vivente –credo di no- ma devo dire che è vestito con “classe”) che dividerà con noi tutte le sue conoscenze sulle basi dell’hip hop; eccole descritte nel seguito.
Le croci direzionali servono per muovere il personaggio.
Le mosse base sono il Top Rock, eseguibile con il triangolo (come spiega il tutorial è la mossa base, tutti i passi in piedi si collegano ad esso, si usa in combo con la crocetta per eseguire azioni diverse, come l'indian steps od il march steps); il six step, eseguibile con la X (base del footwork, si usa in tutti i movimenti di gambe).
Esistono poi le power moves, atte ad entusiasmare il pubblico.
Quella base, il windmill (mulino, giravolta a terra con gambe all’aria per i non esperti) si effettua con il cerchio, e tutte le power moves si creano con questa.
Ai piedi del personaggio è situata la ruota del ritmo: serve a tener tempo della musica, ai fini del gameplay premendo L1 od R1 a tempo quando tale ruota è bianca: mentre si sta effettuando un Windmill, si può effettuare il più a lungo possibile questa acrobazia.
Nell'esauriente tutorial, l'ultima mossa base che ci viene insegnata è il freeze: nella sua versione base, il Baby Freeze, si effettua con il quadrato. Una volta fatta la mossa si usano i tasti L1 ed R1 per tenere al centro della figura la barra apparsa.
Il nostro insegnamento è quasi finito ed ecco che impariamo le transizioni, ossia come collegare direttamente due o più mosse, ricordandoci che alcune mosse si collegano specificatamente con altre, mentre quelle base possono essere concatenate senza limitazione. Detto ciò il truzzone ci saluta e possiamo dedicarci alle sfide.
La curva di apprendimento delle varie mosse presenta comunque una certa pendenza; occorre tempo ed esercizio per acquisire dimestichezza con i comandi che, di primo impatto, non disarmano in ogni modo più della configurazione di tasti assegnata ad un Devil May Cry a caso.
Altre scelte disponibili negli extra sono il filmato promo, un video promozionale di pochi secondi; la connessione USB, che serve per linkare la versione casalinga di B-Boy con quella PSP; i credits,che mostrano gli sviluppatori che hanno dato vita al titolo.
Abbiamo poi le opzioni, che comprendono: opzioni audio, trucchi (nel caso si venga a conoscenza di un codice segreto), salvataggio automatico, la possibilità di caricare una partita e il settaggio delle vibrazioni controller.
Dopo aver parlato del companatico, arriviamo alla modalità principale: Vita da Hip Hop, altrimenti detta “Carriera”.
Messoci quindi dinanzi un editor, potremo creare il nostro b-boy (o nel caso del gentil sesso, la nostra b-girl) come più ci aggrada… di certo non è un editor completo come può esserlo quello di uno smackdown a caso, ma gli stereotipi del genere ci sono tutti e ad un utente di bocca buona potrebbe andar bene anche così.
Confermato il nostro avatar ci viene proposto un filmato che mostra diversi guru del settore presenti nel gioco e che probabilmente dovremo affrontare durante la nostra carriera.
Partiremo quindi da un appartamento di periferia (chiamato laboratorio), che sarà il nostro quartier generale e sede della prima sfida contro il nostro mentore già visto nel tutorial.
Consultando il computer potremo vedere le varie mail che ci mandano amici ed avversari, una bacheca (la lista delle sfide disponibili), il wall of fame ed infine un jukebox, dove potremo cambiare la musica che ci accompagna nelle nostre decisioni.
E’ possibile inoltre allenarsi, e migliorare (e far salire di livello) le nostre abilità, in modo da essere facilitati nel corso di una sfida.
Sfida che si articola nel raggiungimento di determinati obiettivi, posti sotto forma di medaglie, più medaglie di maggior valore si conquistano rispetto l’avversario maggiore sarà la valutazione finale.
Nel corso delle sfide si acquisteranno nuove mosse che, tramite l’opzione “Libro delle Mosse”, sarà possibile assegnare ad una determinata combinazione di pulsanti.
Oltre alle mosse è possibile assegnare provocazioni ed aperture speciali agli appositi tasti.
Le sfide non si basano su singoli contendenti, è possibile organizzare incontri di 2 vs 2: il gruppetto in tal caso si denominerà crew e le condizioni di vittoria rimangono le stesse.
Ultima opzione del laboratorio, è la possibilità di cambiare il look del personaggio.
Tornando al menù principale, l’ultima scelta rimasta è il b-boy jam, una modalità arcade in cui cimentare la nostra bravura in diversi tipi di sfida.
Il gameplay, data la natura del gioco, si macchia di una certa ripetitività di fondo che presto può annoiare chi cerca un titolo variegato, ma nel suo contesto si comporta comunque con discreta sufficienza; certo che una maggior varietà di missioni avrebbe giovato senza alcun dubbio al titolo… certo, le mosse da sbloccare sono tante e diverse, ma ci vuole di più.

Guarda fratello stai vestito troppo bello.
Graficamente il titolo non supera la sufficienza: d’accordo, le texture sono anche buone, ma la pochezza poligonale che accompagna il modello dei ballerini, combinato con le oscene animazioni del pubblico fa storcere il naso non poco.
Buona la telecamera, che non fa perdere di vista l’azione, ottime le animazioni dei protagonisti.
Nota positivissima per il sonoro, la compilation sembra azzeccata per il titolo in questione e, sebbene il genere musicale non rientri nei miei preferiti, solleva (di poco però) le sorti del titolo, buoni anche i campionamenti degli insulti (od incitamenti) del pubblico (e per insulti od incitamenti intendo “buuu” o “heeee”).
Recensione Videogioco B-BOY scritta da ONILINK In effetti il solito rithm-game, nulla di più, nulla di meno... Qualche mossa acrobatica, una colonna sonora appetibile ed un gameplay accessibile ai più possono rendere il titolo degno di considerazione, ma solo ai fan del genere e chi sa cosa vuole acquistare.
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