Ventennale Super Mario

cube, revolution
Francesco "Onilink" Sellitto - del 16/10/2005
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Tredici Settembre 2005: sono già passati venti anni da quando un buffo ometto con i baffi saltellava in un regno fatto di funghi enormi e colline sorridenti, di tartarughe volanti e draghi sputafuoco…
In Giappone l’occorrenza è stata festeggiata con un Game Boy Micro a lui dedicato, insieme ad una riedizione del mitico Super Mario Bros. Famicom Mini, Dottor Mario & Tetris e Mario Tennis, tutti per GameBoy.
In questo speciale vogliamo ripercorrere la storia del simpatico panzone italo-americano, iniziamo quindi il nostro omaggio all’icona per eccellenza del mondo dei videogiochi.

From Zero To Hero.
Tutto ebbe inizio nel 1980: la Nintendo era al lavoro su un arcade basato sulla figura di Popeye (Braccio di Ferro); tuttavia, per una serie di circostanze, insorsero dei problemi sulla licenza d’utilizzo del personaggio.
Occorreva quindi trovare in fretta un nuovo protagonista per il gioco.
Fortuna volle che fosse stato da poco assunto un ragazzo che, armatosi di carta e penna, elaborò il gameplay esistente ed ideò un nuovo protagonista per quel gioco che avrebbe fatto furore in America e Giappone.
Il neo-assunto era Miyamoto, e con lui nacque una leggenda… Non parliamo di Donkey Kong, il protagonista del gioco, ma del suo antagonista, Jumpman.
Un falegname panciuto armato di martello, con i baffi per delimitare la zona del naso e della bocca, con il cappello per nascondere i difficilmente rappresentabili capelli e con l’intento di salvare la sua fidanzata Pauline dalle grinfie di un gorilla lancia barili, sarebbe diventato di lì a poco il simbolo di una casa, e perché no, del videogioco stesso.
Il nome Mario (chiamato così grazie alla straordinaria somiglianza di Mario Segali, padrone dello stabile in cui si trovavano gli uffici Nintendo, con il panciuto eroe) lo acquista nel 1982, con l’uscita del titolo Donkey Kong Jr., in cui interpreta il ruolo del cattivo.
La Terza apparizione dell’idraulico nella quale guadagna famiglia (Luigi, il fratello) è un gioco che lo vede protagonista, Mario Bros.. L’anno è sempre il 1982.
Da qui a 4 anni Mario è l’eroe degli arcade e Game & Watch, interpreta cammei in vari titoli, ma è nel 1985 che l’idraulico ha la consacrazione: nasce Super Mario Bros. E il vero mito ha inizio!
Un platform a scorrimento orizzontale giocabilissimo con passaggi segreti, boss di fine livello, bonus, potenziamenti e tanto altro ancora si apprestava a scrivere un importantissimo capitolo nella storia videoludica.
Nel 1988 fa capolino sugli scaffali dei negozi il secondo capitolo della saga di Super Mario, tuttavia, a differenza del vero Super Mario Bros.2 giapponese arrivato poi in Europa sotto il nome di The Lost Levels (che rappresentava una versione ultradifficile del precedente titolo) in America prima ed Europa poi, viene commercializzata una versione riveduta e corretta del titolo, sempre Nintendo, Doki Doki Panic, che proponeva un gameplay basato sulle diverse abilità dei quattro protagonisti.
Passa un anno e sul mercato viene lanciato il geniale parto di Gumpei Yokoi: il Game Boy, console che poté vantare nella line-up di lancio un platform di Mario (Super Mario Land), che proponeva un gameplay alla Super Mario Bros., arricchito dall’utilizzo di veicoli e da un level design a dir poco splendido.


Il 17 non porta sfortuna!
Era la fine degli anni ’80, precisamente il 1989, l’attesa per la venuta del prossimo capitolo della saga dell’idraulico si faceva sempre più spasmodica, complice un film che mostrava per la prima volta un video in-game del gioco (Il piccolo grande mago dei videogames).
Tre mesi dopo l’uscita del film, faceva capolino nei negozi Super Mario Bros. 3: impostato sul gameplay del primo capitolo, il terzo seguito proponeva un’azione non lineare nella scelta dei livelli di gioco, un’alta varietà di mondi, tanti bonus da gestire saggiamente e nemici a palate… e una nuova tuta da lavoro!
Di questo titolo furono vendute 17 milioni di copie nel mondo, e questo record rimane imbattuto tutt’ora.

Nuova Super console, nuovo Super Mario!
Nel 1991 viene lanciato il Super Nintendo.. e poteva debuttare una console della casa di Kyoto senza il suo bel Super Mario? Certo che no, infatti a far compagnia nei negozi il nuovo gingillo Nintendo vi era Super Mario World, che proponeva, oltre ad una grafica migliorata, un gameplay arricchito da nuove mosse, nuovi poteri, una maggiore libertà d’azione, tantissimi livelli segreti… e Yoshi, il dinosauro mangione, protagonista tra l’altro del delizioso Super Mario World 2: Yoshi’s Island (1995).
Passa un anno e sul Game Boy viene proposto Super Mario Land 2, con uno stile grafico ed un gameplay che ricordano molto da vicino quelli visti in Super Mario World ( incredibile, se paragonato al primo capitolo), con le ovvie limitazioni hardware che il portatile imponeva.
Nello stesso anno (1992) nasce Super Mario Kart, spin-off su pista che vede la combriccola del regno dei funghi a darsi battaglie a suon di bonus e power-up.
Il 1993 vede la trasposizione con grafica migliorata delle prime tre avventure di Mario su Snes, con inclusa la possibilità di giocare( per la prima volta per i videogiocatori del vecchio e del nuovo continente) il “vero” SMB2, rinominato per l’occasione The Lost Levels.
Infine, nel 1996, Mario debutta nei giochi di ruolo, con lo splendido Super Mario RPG, curato dalla Squaresoft.

Mario acquista una nuova dimensione!
L’uscita del Nintendo 64 (1996) segna un nuovo capitolo della saga dell’idraulico italo-americano più famoso del mondo e consegna una pietra miliare nelle mani degli acquirenti di Super Mario 64.
Mario per la prima volta acquista la terza dimensione, gestita finalmente con un controllo adatto (l’analogico, innovazione intorno alla quale si sviluppa il gameplay del gioco), introduce nuove scelte di gameplay (mondo principale dal quale accedere ai livelli in maniera non lineare, struttura a missioni) che diventeranno lo standard in giochi di questo tipo.
Il Nintendo 64 è anche la console che dà vita ai vari spin-off con protagonista Mario e la sua banda: Mario Kart 64, Mario Party (il gioco dell’oca re-inventato dall’idraulico), Mario Golf, Mario Tennis, Paper Mario (ottimo platform-rpg dalla grafica particolare) e Super Smash Bros (l’ultimo titolo non ha certo bisogno di presentazioni!).
Il portatile che accompagna questa generazione, il Game Boy Color, non vanta titoli “marieschi” di rilievo, se escludiamo ovviamente la riedizione del primo Super Mario Bros., con aggiunte, ricchi premi e cotillions…

Il nuovo millennio.
L’uscita del nuovo Game Boy Advance (Giugno 2001) viene accompagnata dalla riedizione della seconda avventura dell’idraulico italo-americano, Super Mario Advance: Super Mario Bros. 2.
La lineup del nuovo portatile della Nintendo non spicca tutt’oggi per originalità nei titoli marieschi, abbiamo infatti la riproposta, con le modifiche del caso, di tutte le avventure bidimensionali del nostro eroe, compresa la trasposizione dei vari spin-off che tanto successo hanno avuto sulle console casalinghe, come ad esempio Mario Kart Super Circuit, oppure Mario Golf, od anche Mario Party, o l’imminente Mario Tennis.
Tutto questo non ha però precluso l’uscita di titoli originali studiati apposta per la console, come ad esempio Mario & Luigi: Superstar Saga, delizioso rpg, seguito ideale di Super Mario RPG; Mario vs. Donkey Kong, una ri-proposizione in chiave moderna del primo titolo di Miyamoto; infine il deludente Super Mario Ball, minato da una giocabilità non propriamente eccelsa…

Mamma Mia al cubo!
Nel mese di Marzo 2002 il Gamecube fa il suo debutto in Europa, e ad accompagnarlo c’è .. un titolo di Luigi, il fratello tremebondo di Mario, protagonista di un’avventura tutta sua, tra fantasmi, aspirapolvere e scienziati pazzi.
Per la venuta del panciuto idraulico s’è dovuto aspettare qualche mesetto, Ottobre, per essere precisi, ma l’attesa non è stata vana.
Armatosi di Splac 3000, Mario si rende protagonista di un titolo (Super Mario Sunshine) innovativo a suo modo (aggiunta di un oggetto che accompagna il protagonista, mondi che cambiano da missione in missione), ma non rivoluzionario come la sua prima avventura tridimensionale.
Ovviamente tutte le incarnazioni dei vari spin-off sono passate sul cubo (Mario Kart Double Dash, un gioco di kart in team; Mario Tennis, Mario Golf, Super Smash Bros. Melee, Paper Mario 2), con in più l’aggiunta di nuovi brand, come gli ormai prossimi Mario Baseball e Super Mario Strikers.

The Next Generation.
Ormai la nuova generazione (portatile e home) di console sta per arrivare, ed il DS fa da apripista alle macchine che ospiteranno Mario, con la trasposizione, riveduta e corretta, di Super Mario 64.
La macchina a doppio schermo ospiterà inoltre, in un futuro per nulla remoto, titoli come Mario Kart DS, New Super Mario Bros., Mario & Luigi Superstar Saga 2, e chissà quanti altri titoli con protagonista il nostro eroe.
E per il Revolution? Nessuna notizia, si sa solo che Miyamoto sta lavorando ad un gioco “che sta al
controller del Revolution come Super Mario 64 sta al controller del Nintendo 64”..

Here we go!!!
Venti anni di successo per una mascotte sono davvero tanti, scrivere altre parole ora sarebbe inutile, come sarebbe inutile sperare che l’omino coi baffi ci regali altri momenti di spensieratezza e divertimento…perché queste non sono speranze, sono certezze; la certezza che in un mondo di bulli & pupe virtuali, di muscolosissimi eroi dannati e di formosissime maschiacci, un buffo italo-americano con i baffi ci stupisca ancora… Mammamia!
Tanti auguri Super Mario!
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