Recensione di Metal Arms: Glitch In The System

Copertina Videogioco Metal Arms
  • Piattaforme:

     PS2
  • Genere:

     Platform
  • Sviluppatore:

     Swingin'Ape Studios
  • Distributore:

     Leader S.p.a.
  • Lingua:

     inglese
  • Giocatori:

     1-4
  • Data uscita:

     21.11.2003
- Giocabile e divertente
- Buona grafica
- Doppiaggio ottimo
- Umorismo azzeccato
- Alcuni punti frustranti
- Piccole imperfezioni nel motore grafico
- Texture in bassa risoluzione e scarsamente definite
A cura di (Yurixxx86-Zico) del
Dura la vita del robot...
Specialmente se sei un piccolo esserino alto all’incirca mezzo metro, senza il benchè minimo ricordo della tua vita, afflitto da malfunzionamenti e pesanti manie egocentriche.
Senza contare il trascurabile dettaglio di aver rivisto finalmente la luce all’interno di un pianeta del quale non conoscevi nemmeno l’esistenza, schiavizzato nella sua interezza da un perfido dittatore che estende il suo potere in ogni dove e che ha la seria intenzione di distruggere tutto ciò che possa frapporsi tra lui e il dominio assoluto.
Ora... già la trama di per sé può non sembrare originalissima: non si riuscirà mai a capire perchè in ogni parte dell’universo vi debbano sempre essere astri in pericolo, anti-eroi pronti a tutto per fermare il cattivone di turno ed esplosioni al limite dell’assurdo; se a questo aggiungiamo che il pianeta nel quale ci troviamo si chiama Stella Di Ferro, e la città nella quale ci risvegliamo prende il nome di Droid City, si può capire come in sede di progettazione la fantasia degli sceneggiatori sia venuta meno.

Un pianeta piccino picciò
Piccolo, piccolissimo, davvero minuscolo, eppure al centro di furiose battaglie combattute all’ultimo bullone dalle 2 razze che lo abitano.
Parlo ovviamente di Stella Di Ferro, piccolo globo metallico che in un remoto passato fu generato e colonizzato dai Morbots, antiche e mitiche figure, della quale esistenza si vocifera tuttora.
I Morbots, in seguito alla creazione di questo mondo, si ritirarono sottoterra, continuando a produrre la necessaria energia che dava vita al pianeta stesso e permetteva l’esistenza di una civiltà nata in superfice, i Droidi per l’appunto.
Essi, riuscirono ad evolversi militarmente e tecnologicamente tramite l’ausilio dei minerali che risiedevano all’interno di Stella Di Ferro, che nei secoli furono estratti ed utilizzati per fini puramente sociali, permettendo il progredire della vita in quelle terre inizialmente ostili.
Come sempre accade però, un imprevisto turba la quiete dell’intero eco-robo-sistema; una disattenzione, un secondo di distrazione e l’equilibrio del pianeta viene spezzato dalla genesi di una creatura tanto brutta quanto malvagia, il Generale Corrosiv.
La creature prese forma in seguito ad un’improvvisa esplosione scaturita dal negativo esito di un esperimento condotto dal Dottor Exabolt, del quale si persero le tracce dopo l’accaduto.
Il bot militare assunse il comando di un’esercito di Droidi guerrieri, specificatamente programmati per il militarismo (i Mil) e con essi raggiunse in breve la carica di imperatore assoluto.
Ma come sempre avviene in questi casi, dove c’è un tiranno da sconfiggere vi è la formazione di un gruppo di ribelli, scampati alla schiavitù in seguito alla presa di potere del dittatore.
Scampati alla schiavitù perché? Perchè la stragrande maggioranza dei Droidi che abitavano Stella Di Ferro furono catturati e deportati in miniere, mentre i coraggiosi che provarono a ribellarsi furono presto disattivati, nonchè demoliti e riciclati per la creazione di nuove unità paramilitari.
Fortunatamente, uno sparuto numero di robot scampò alle perlustrazioni e riuscì a nascondersi, formando un gruppo di ribellione che dopo l’iniziale fortuna, ora si trova in cattive acque; la maggior parte dei Droidi ribelli sono stati scovati e catturati, restano solo il comandante Aloi, pochi compagni d’avventura e lui, Glitch, quel piccolo esserino metallico reclutato per necessità senza la minima idea di chi fosse, dall’aria sperduta e vagamente tranquilla... Niente di più sbagliato!
Il tutto è raccontato in una stupenda (e se dico stupenda intendo stupenda, eccezionale per regia e umorismo) presentazione, realizzata col motore grafico in-game.
La prima parte di essa è realizzata in bianco e nero, con immagini “invecchiate” da effetti grafici ottimi, le quali scene sono montate come in una sorta di “tg anni ‘50”. Spiegarlo a parole è dura, è davvero bella, ed è usata come pretesto per inserire nei banchi di memoria di Glitch la storia che da quel momento in poi lo vedrà coinvolto.

Datemi un lanciarazzi e vi libererò il mondo
Parafrasando il detto di Archimede (chi sta pensando a quello di Topolino a letto senza cena!) “Datemi un punto d'appoggio e vi solleverò il mondo”...
Glitch, quello che fino a 10 minuti fa sembrava il più tenero robottino mai esistito, quando si tratta di sparare non è secondo a nessuno!
E bisogna ammettere che i programmatori hanno cercato in tutti i modi di assecondare questa sua indole, inserendo una moltitudine di armi dalle straordinarie capacità di distruzione.
Un arsenale decisamente in linea con la “natura” circostante bisogna dire.
Nomi come: Impallinatore, Sparachiodi, Laser Minerario, Repp, Squartatore, Bomba al magma, Scioglimacchia (si, avete letto bene, e non parlo di un detersivo!), si sposano alla grande con l’atmosfera ironica dell'avventura.
Attenzione però a non farsi ingannare, l’umorismo è ben lungi dall’essere fanciullescamente comico.
Parolacce, toni accesi e aggettivi non esattamente "carini" saranno all’ordine del giorno nei dialoghi, opportunamente tagliati da quel “bip” tanto caro ai puristi della censura.
Questo non inficia l’aria generale che si respira durante il gioco, alquanto divertente e priva di riferimenti volgari, ma per dovere di recensione ci tenevo a sottolineare che non si tratta di un prodotto così “scanzonato” come potrebbe apparire.
Il gameplay trae origine dalle basi degli sparatutto 3D; inquadratura dietro le spalle del protagonista (liberamente modificabile tramite lo stick analogico destro), un mirino a fuoco, adrenalina e tanto, tanto, tanto piombo su schermo!
Il divertimento in Metal Arms raggiunge l’apice nel corso delle frequenti sezioni all’aperto, con una marea di nemici e un quintale di munizioni da riversargli addosso; peccato per qualche leggero - nonchè sporadico - rallentamento nelle fasi più concitate.
Piacevole, interessante, spassoso, buffo, allegro ma alle volte alquanto ostico, al limite della frustrazione.
Tutti questi aggettivi mi aiutano ad indicare quanto variabile sia la difficoltà di Metal Arms, che in media non è mai eccessiva, ma in alcuni punti subisce un’impennata degna del miglior Valentino Rossi!
I livelli di gioco sono davvero ottimi, progettati molto bene nel loro insieme e nel cammino prefissato che dovremo seguire, dotati di un’ottima geometria e soprattutto, cosa importantissima, mai banali o ripetitivi, a tutto vantaggio del player, che raramente si stanca di giocare per mancanza di interesse o di stimoli.
La varietà di nemici che dovremo affrontare non è certo incredibile, dato che le varianti di avversari non sono poi tantissime, una decina circa o poco più, animati da una buona I.A. che raramente si fa cogliere impreparata dalle nostre azioni. Avanzare alla Rambo sperando di sopravvivere non condurrà a nulla di buono. Spesso, dopo esser morti svariate volte, dovrete imparare a memoria l’ubicazione dei nemici e adottare buone strategie per renderli inoffensivi senza esporsi al fuoco di troppi soldati contemporaneamente.
Un grande pregio inoltre è che non vi sono punti ciechi nella visuale, ovvero in molti altri giochi capita che vi siano cosiddette “zone morte” nel campo visivo a 360° degli antagonisti, e basta entrare in una di esse, che l’avversario non reagirà neanche se gli sparerete da 2mt di distanza: in Metal Arms questo non è presente, i Mil avversari sapranno subito la vostra posizione e si organizzeranno di conseguenza, anche doveste sparargli dall'altro lato dello schermo.
E sempre a proposito dei Mil, essi saranno danneggiabili in diversi punti del corpo, con reazioni differenziate in base alle parti colpite; fate fuoco alla testa di un robot e lo vedrete contorcersi sparando all’impazzata senza che vi possa localizzare, davvero pregevole. Altra chicca è inoltre la possibilità di inserirsi nella memoria di altri bot tramite l’utilizzo di apposite console, e servirsene per ripulire l’area prima di entrarci di persona.
In alcuni livelli poi, Metal Arms vi metterà alla guida di veicoli più o meno corazzati, con i quali aiutarsi nella propria opera di distruzione. Si tratta di parti divertenti, integrate perfettamente nel gameplay, che spezzano un pochino il ritmo, creando un giusto diversivo alla solita azione a scorrimento.
Ultima - ma non meno importante - nota concernente la giocabilità, va fatta per le modalità multiplayer, 7 in tutto; esse sono: Rissa tra bot (classica modalità deathmatch, con limite di 10 uccisioni), Rissa bot tempo (chi infligge più uccisioni in 15 minuti), Mischia possesso (gara al controllo dei bot con guinzagli e granate reclutatrici), Re della collina (Bisogna conquistare un’area e mantenerne il controllo per 2 minuti), Collina in moto (come prima, ma con la collina in movimento!), Spy ‘n stick (Dove si possiede solo un’arma (sparachiodi) e il mirino telescopico), Bomba fionda (dove dovremo centrare con la fionda caricata ad esplosivi, i bot avversari: divertentissima!). Il tutto, ovviamente, è tramite spleet-screen.
Sarà possibile sbloccare livelli multiplayer extra per le modalità sopra citate tramite dei chip segreti sparsi per i livelli di gioco nella modalità "campagna single player". Raggiunto un determinato quorum si sbloccherà un livello, raggiunto il quorum successivo se ne renderà disponibile un altro e così via.

Bulloni, giunture, una chiave numero 15 e tanto olio di gomito
Che ci volete fare? Ho una fantasia alquanto fervida!
Tecnicamente Metal Arms è un titolo molto valido e decisamente godibile.
Tutto è stato curato, i personaggi, gli scenari e quant’altro compare su schermo è costituito da un alto numero di poligoni; in particolare i Droidi sono realizzati splendidamente: ricchi di dettagli e particolareggiati con la dovuta attenzione. Stessa cosa dicasi per le costruzioni poligonali nelle quali ci muoveremo, ricche di effetti di luce eccellenti e con un pregevole uso degli effetti particellari per sottolineare esplosioni o distruzioni varie. Uniche pecche (leggere a dir la verità) sono alcune imperfezioni nel rilevamento delle collisioni (che molto raramente si manifesterà), e alcuni sfarfallii nelle zone più vaste, in generale una gran buon lavoro comunque.
Peccato non si possa esser altrettanto soddisfatti delle texture, che risultano spesso poco definite, sfocate e non all’altezza del resto del comparto tecnico. Questo difetto, si manifesta più sugli scenari che sui personaggi, i quali fanno mostra di texturizzazioni decisamente migliori.
Il comparto audio è davvero buono, un doppiaggio ben recitato e divertente, sia per i personaggi principali che per quelli secondari (un esempio vale più di mille parole: “Cercavi aiuto Glitch? Beh, l’hai trovato lo stesso!), ma, soprattutto, interamente localizzato in italiano. E a proposito del doppiaggio vorrei citarvi una piccola chicca, il doppiatore dei bot secondari ha una voce paurosamente simile a quella che “sfoggiava” Grande Puffo nelle celebri serie a cartoni (se non è la stessa persona, è libera di mandarmi una mail d’insulti!).
Gli effetti sonori non brillano per originalità ma in uno sparatutto non è un elemento primario, poichè durante le fasi più action sarà l’ultima cosa alla quale penserete.
Recensione Videogioco METAL ARMS: GLITCH IN THE SYSTEM scritta da YURIXXX86-ZICO Bravi Swinging Ape!
Questo studio di sviluppatori poco conosciuti ha saputo regalarci un piccolo gioiellino, che si discosta dal sovraffollamento di titoli mediocri usciti recentemente.
Peccato non vi sia stata, e non v'è tuttora, abbastanza pubblicità alle spalle di questo ottimo prodotto, che quasi sicuramente passerà inosservato ai più.
Ed è un vero peccato, Metal Arms: Glitch In The System possiede tutto ciò che un videogame deve avere per entrare nel novero dei titoli consigliabili a tutti, appassionati e non del genere.
Se volete un consiglio spassionato compratelo, non lasciatevi ingannare dal fatto che possa sembrare un gioco per bambini, o che non sia reclamizzato.
Il prodotto merita attenzione da parte della critica e del pubblico, e questo è l'importante!
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