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Nex Machina

Nex Machina

Cyberpunk from Hell

Recensione
A cura di del
Nex Machina ti fa sudare le proverbiali sette camicie. Non per modo di dire, non è la classica metafora utile per etichettare un gioco dallo spiccato tasso di difficoltà, ma nel bel mezzo della breve sessione necessaria per portare a termine il twin stick shooter sviluppato dai ragazzi finlandesi di Housemarque, mi sono ritrovato davvero umido come un anfibio appena uscito da uno stagno, con il pensiero che correva veloce al che cosa fare quando sarei stato colpito dall’inevitabile attacco epilettico, mentre le mie pupille schizzavano impazzite lungo tutto lo schermo, nel disperato tentativo di evitare dei teschi rosa fluo, dei raggi laser acidi e dei sosia meno amichevoli di Emilio è Meglio. Basterebbero queste poche righe per descrivere cosa sia e i pregi di Nex Machina, uno sparatutto frenetico con visuale isometrica, sviluppato dalla stessa software house che negli scorsi anni ci ha regalato adrenalina allo stato puro grazie ai vari Alienation e Resogun, ma che per l’occasione torna alle radici del genere, ripercorrendone la strada fino ai tempi dei coin op: questo viaggio ha una guida d’eccezione, Eugene Jarvis, padre di pietre miliari come Defender e Robotron: 2084. Le buone premesse ci sono tutte.
 

Tutto semplice, tutto perfetto
La storia di Nex Machina, quella di un futuro cyberpunk distopico in puro stile anni’80, dove le macchine hanno ormai messo in ginocchio i pochi umani sopravvissuti, non è che un sottile velo che ricopre le due, al massimo tre ore di gioco necessarie per portare a termine il titolo. Non è nemmeno il pretesto per fare fuoco e abbattere le orde di robot e le infinite diavolerie che compongono gli schemi, perché come in tutti i giochi dove abbiamo speso centinaia di gettoni non vi è la minima traccia di un filmato introduttivo, né un abbozzo al perché la Terra come noi la conoscevamo sia oramai un pallido ricordo. Non se ne sente il bisogno: semplicemente, si preme start e si inizia a giocare, in un trip mentale a base di bullet hell, scivolate ed esplosioni, il tutto mentre nelle cuffie - necessarie per godere al meglio dell’esperienza di gioco - rimbombano note elettroniche distorte dal ritmo incessante, un vero martello che scandisce ogni singola azione dell’alter-ego virtuale. Nex Machina si differenzia dai suoi predecessori, non ha alcuna velleità narrativa come Dead Nation, né si affida all’esplorazione come Alienation, ma si sviluppa lungo un centinaio abbondante di schemi, raggruppati in cinque mondi, ognuno dei quali culmina nella classica boss fight, contro robot antropomorfi sempre più bellicosi mano a mano che la loro barra dell’energia cala. Schemi, mondi e boss fight: se non fosse ancora chiaro, Nex Machina è un vero e proprio tributo al passato dei videogiochi, quando per divertirci non avevamo bisogni di onanismi videoludici attorno allo sviluppo interiore dei personaggi o al fotorealismo. Lo scopo di Nex Machina è assoluta purezza: eliminare tutti i nemici presenti nello schema, salvare qualche superstite prima che qualche robot lo elimini e soprattutto ottenere il punteggio più elevato per scalare le classifiche. I livelli sono inoltre puntellati di segreti nascosti, di ulteriori umani da portare in salvo, di radiofari da abbattere, insomma, di pretesti per non abbandonare il pad dopo aver completato la prima run. La verità è però meno romantica: l’esperienza di gioco si esaurisce dopo poche ore, a meno che non abbiate un amico in carne ed ossa con cui condividere gioie, dolori e le numerosi morti, perché l’opera di Housemarque supporta la co-op in locale con tanto di schermo condiviso. Peccato per l’assenza del multiplayer online, una potenziale spinta per macinare ore e ore di gioco assieme a sconosciuti amanti dei twin stick shooter sparsi per tutto il mondo. In questo senso, anche la modalità Arena non aggiunge moltissimo, con una riproposizione degli stessi schemi, sui quali si innestano alcune varianti in tema di nemici, alle volte più veloci, resistenti e pericolosi. I tre livelli di difficoltà - più il quarto sbloccabile - rendono meno stringato Nex Machina, avvolgendo il giocatore di una spirale di competizione anche contro sé stesso, per vedere se sia capace di sopravvivere alle orde fameliche fatte da ammassi di bulloni e ingranaggi utilizzando soli dieci crediti, come proposto nella difficoltà Esperto. 
 

Nessuna pausa
Nex Machina è un gioco difficile, ma mai scorretto, anche se la difficoltà non è sempre ben calibrata, non tanto per dei picchi ingiustificati, ma per una complessità che pare andare alle volte a singhiozzo mentre si avanza nei mondi: si può tranquillamente rimanere bloccati per un po’ di minuti in una stanza del secondo stage, mentre con agevolezza si mandano all’aria tutti i nemici che affollano il mondo successivo. Lo stesso accade anche per le boss fight, l’apice dell’adrenalina e della frenesia, in cui le dita prendono fuoco sul pad rovente e dove il cervello metabolizza i pattern differenti, sempre più pericolosi e letali: personalmente, ho trovato molto più complesso quella sorta di Donkey Kong metallico che non il fabbro robot e le sue seghe circolari che concludono la sezione successiva. In tutto questo caos, sarebbe facile confondere Nex Machina per un gioco esclusivamente sopra le righe e dai toni esagerati ma privi di solide basi: la realtà è che i ragazzi di Housemarque hanno svolto un lavoro di raffinata cura sul level design, in arene sempre più claustrofobiche, delimitate dai raggi laser sparati da torrette fisse o in movimento. In questi ambienti è lo stesso giocatore che deve crearsi i suoi spazi in un sapiente gioco di posizionamento, dove rimanere fermi nella stessa zona per più di pochi decimi di secondo equivale a morte certa. Nex Machina gioca con chi fissa lo schermo, lo obbliga ad adattarsi a situazioni mai uguali, a studiare le abitudini dei molti nemici, a fare suoi i ritmi e le cadenza di ogni arena, a capire in che modo sfruttare al meglio i tanti poteri e le armi secondarie sparse lungo tutti i livelli. Come in tutti gli shooter, non mancano infatti abbondanti power up, tali da rendere l’anonimo protagonista dell’avventura futuristica una vera e propria macchina da guerra, tra scivolate esplosive, bombe da far deflagrare al momento opportuno, spade laser, lanciarazzi, scudi e fuoco multiplo. Nex Machina è il perfetto connubio tra immediatezza e profondità, tutti i comandi sono racchiusi tra i due stick e i dorsali, con cui effettuare le scivolate e usare le abilità speciali, eppure questa semplicità racchiude un lento processo di apprendimento, in cui il giocatore, senza nemmeno accorgersene - se non per i numerosi game over - diventa tutt’uno con il proprio personaggio. 

L'elettronica che ci voleva 
Lo stile grafico di Nex Machina segue gli stessi canoni, unendo una semplicità complessiva ad ambienti ricchi e vari, in un tripudio di luci e flash, con una palette dai colori accesi e vivaci, indispensabile per trasmettere quelle sensazioni tipiche retro-futuristiche tratteggiate da tonalità acide e fluorescenti. Anche le musiche sono ricreate tenendo a mente i medesimi tratti estetici e la colonna sonora composta da Ari Pulkkinen - lo stesso composer alle spalle di Resogun e Trine solo per citare un paio di lavori - riesce ad imprimere una decisiva spinta che trascina il giocatore dentro un mondo dinamico, in cui non vi è un attimo di pausa per tirare il fiato.
  • + Ti fa esplodere i timpani e sanguinare gli occhi
    + Sapiente level design
    + Tanti powerup
    + Una scarica di pura energia
    + Difficile ma mai scorretto
  • - Pochi contenuti
    - Niente multiplayer online
    - Difficoltà non sempre progressiva
voto
8

Nex Machina è il gioco perfetto per una sessione di gioco breve, ma in cui concentrare una dose di azione, di esplosioni e di ritmo tali da saziare l’appetito videoludico per un bel po’ di tempo. Peccato che quando la fame torna, Nex Machina non ha molto altro da offrire, come molti altri suoi elementi, la co-op in locale è un tributo ai tempi che furono, ma la presenza di una più moderna modalità online avrebbe di certo garantito una maggiore longevità, che forse in futuro verrà raggiunta tramite nuove modalità ed espansioni. Sulla qualità non c’erano molti dubbi, la bravura di Housemarque nel creare sparatutto che paiono uscire dall’inferno è cosa ben nota e per l’occasione è stato scomodato addirittura Eugene Jarvis: Nex Machina è un twin stick shooter che prende a piene mani dal passato, lo reinventa e restituisce al giocatore un’esperienza intensa, appagante e complicata al punto giusto.

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