Questo sito si avvale di cookie per le finalità illustrate nella privacy policy. Effettuando un'azione di scroll o chiudendo questo banner, presti il consenso all'uso dei cookie OK
Bloodstained

Bloodstained

Gli echi del passato

Provato
A cura di del
In vista dell’E3 2017, 505 Games ci ha chiamato a raccolta nei suoi studi di Milano per farci conoscere in anteprima assoluta le novità che porteranno alla fiera losangelina. Tra i tre titoli presentati, abbiamo avuto così il piacere di vedere lo stato dei lavori di Bloodstained Ritual of the knight, titolo nato dalle ceneri di Kickstarter e dalla mente di Koji Igarashi, con l’unico obiettivo di riportarci in tutto il loro splendore i grandi classici del genere, di cui lo possiamo considerare uno dei fondatori. I risultati ottenuti ai tempi della raccolta fondi furono a dir poco strepitosi, circa 5.5 milioni di dollari e 65000 bakers.
Durante lo sviluppo, un po’ più travagliato del previsto, si è stati costretti a rimandare la data di lancio, fissata al tempo a marzo di quest’anno, e cercare una partnership che potesse supportare l’avanzamento indipendente dei lavori. Risolti questi problemi nell’incedere della produzione, siamo ora pronti a dirvi quello che abbiamo visto durante la breve sessione di hands-on a cui abbiamo partecipato lunedì scorso.



Un cenno all'ambientazione...
Siamo nel diciottesimo secolo, la rivoluzione industriale imperversa nelle terre inglesi e gli alchimisti possiedono le capacità di evocare demoni. Gebel, in particolare, ha scatenato una maledizione in grado di portare l’inferno in terra, sottraendo le vite a tutti gli orfani di quelle regioni. Noi, in particolare, prenderemo il ruolo di Miriam, anch’essa orfana ma vittima di una piaga diversa che la trasformerà con il tempo in cristallo, al risveglio di un sonno durato oramai più di dieci anni. L’obiettivo sarà semplicemente quello, avventurandosi sempre più in profondità nei segreti del castello dell’antagonista, di fermare questa maledizione.
Le ambientazioni gotiche echeggiano forti nel titolo, che in ogni suo elemento richiama con forza la cultura dark che impreziosisce le storie della Londra Industriale: un setting che nelle tinte è quanto di più vicino possa essere a Igarashi, che fin dalle prime definizioni su Bloodstained, ha sempre ammesso di voler giocare in casa. Fatte le dovute premesse torniamo a concentrarci su quello che abbiamo visto durante la prova a disposizione.
 


... e ora alla nostra prova
Senza importanti preamboli narrativi prenderemo il controllo di una Miriam a livello 15, quindi non al principio della sua avventura, ma ancora lontana dall’aver appreso tutte le meccaniche magiche e non del gioco. Difatti quest’ultime le otterremo proprio all’inizio di questa sezione, rompendo i cristalli ad essi dedicati. Tra l’altro, può anche capitare di recuperare una magia che si origina a partire dall’abilità del nemico sconfitto, in modo da rendere il personaggio adatto a qualunque tipo di situazione e nemico.
Da lì in poi ci addentreremo nelle piattaforme del gioco, saltando e affrontando i nemici che si parranno di fronte a noi. La mappa sarà sempre visibile in alto a destra, e andando a scoprire diverse zone troveremo dei forzieri contenenti consumabili e nuovo equipaggiamento, in questa build principalmente armi. Queste ultime di ben nove tipi, tutte con range e danno differenziati per riuscire ad arricchire le meccaniche ruolistiche del titolo che, tra livelli, setup delle armature e un’infinità di statistiche, sembrano davvero molteplici.
Quanto siano davvero importanti nella progressione della partita, è tutto da vedere in sede di recensione con il titolo finito tra le mani. Quello che possiamo sicuramente comunicarvi è che abbiamo provato ad affrontare il boss di fine stage, un demone dalle forme di donna tanto sensuali quanto grottesche, dopo una speed run e dopo una prova più tranquilla ed esplorativa. In entrambi i casi non siamo riusciti a portare a termine lo scontro, nel primo caso per una mancanza di forza nel personaggio, nel secondo per un bug, ma con un rapporto di danni inflitti e inferti completamente diverso che ci faceva ben sperare.



Relativamente alla componente esplorativa, il titolo sembra più curato e ricco di come lo ricordavamo. Oltre alle classicissime piattaforme in sequenza e raggiungibili salto dopo salto, ci saranno meccanismi per raggiungere zone segrete legati anche ai nemici, tanto che nella build a un collega è capitato di ritrovarsi quasi per sbaglio in un punto della mappa separato da noi da una porta, semplicemente saltando in groppa a un’arpia che lo stava attaccando.
Sul fronte tecnico il gioco ci è sembrato pulito, anche se lontano dal possibile completamento, dati i molteplici placeholder a sostituire i definitivi assets di gioco.
  • [+] Un tuffo nel passato
    [+] Atmosfera gotica avvincente

Bloodstained: Ritual of the Night prosegue il suo sviluppo con un incedere più lento del previsto, ma lo stato attuale dei lavori lascia comunque ben sperare per un futuro più roseo. La sensazione old-school e gli infiniti richiami al passato del gioco sono il segno distintivo di questa produzione, e sono letteralment evidenti per tutti i giocatori che hanno passato la loro infanzia con pane e Castlevania. Vi rimandiamo comunque all'imminente E3 per ulteriori novità

0 COMMENTI