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The Walking Dead: A New Frontier - Ep. V

The Walking Dead: A New Frontier - Ep. V

La famiglia è tutto. Purtroppo

Recensione

PC, PS4, SWITCH

Avventura grafica

20 dicembre 2016

A cura di del
The Walking Dead: A New Frontier giunge alla sua conclusione con From the Gallows, episodio che ha il compito non semplice di sintetizzare e cercare di chiudere le varie linee narrative aperte nel corso dei quattro episodi precedenti. Come se la saranno cavata Javi, Clementine e tutti gli altri in questa quinta avventura? Andiamo subito a scoprirlo, cercando anche di tirare le somme della terza stagione del titolo Telltale nel suo complesso.



Una rivoluzione andata male
Il finale del quarto episodio proponeva forse una delle scene più riuscite dell’intera stagione, con il precipitare degli eventi che hanno portato Richmond sull’orlo del disastro. In tutto ciò, Javi deve far fronte a molteplici minacce, e soprattutto gestire il rapporto con il fratello David, sempre più al limite e dai comportamenti violenti e poco controllabili. Spesso, nel corso delle recensioni degli episodi di questa terza stagione, ci è capitato di paragonare alcuni aspetti dell’avventura Telltale alla serie televisiva AMC. In questo senso, possiamo dire che anche questa volta il personaggio di David ci ha ricordato chiaramente quello di Shane, vero e proprio caposaldo delle prime stagioni dello show TV, dotato di un carattere indomabile. Questo ultimo episodio, d’altro canto, sembra concentrarsi molto sul rapporto tra i due fratelli, fino ad arrivare alla proposizione di scene anche molto importanti dal punto di vista emotivo, che metteranno il giocatore alle strette. È un finale che vive di pochi momenti lenti, questo From the Gallows, e che anzi consente al giocatore di plasmare ancora più nel dettaglio il personaggio di Javi. Pur con le consuete ed evidenti forzature, dobbiamo dire che le decisioni prese negli scorsi episodi ci hanno lasciato in dono delle conseguenze abbastanza visibili, fino ad arrivare a numerosi finali dall’alto impatto emozionale. Se non ci vedete necessariamente entusiasti per quello che, comunque, si propone come uno dei migliori episodi della serie, di poco vicino al secondo, è per lo sgradevole dubbio che ci hanno lasciato in dono le sequenze conclusive (un consiglio: non chiudete il gioco appena arrivati ai titoli di coda). Se, infatti, il finale della seconda stagione chiudeva tutte le linee narrative protagoniste della serie per aprirne di nuove, questo From the Gallows non darà tutte le risposte, pur schiudendo nuove prospettive. Il nodo, come sempre, è rappresentato da Clementine, e dal suo ruolo di (molto) ingombrante personaggio secondario, ora peraltro ancora più ricco di sfumature a causa dell’entrata nella piena adolescenza.



Perché ho fatto quello che ho fatto?
Questo ultimo episodio di The Walking Dead: A New Frontier è stato clemente con i nostri nervi: i comportamenti insopportabili (e a volte inspiegabili) di alcune figure diminuiscono per quantità, mentre sale il livello del confronto tra Javi, David e Kate, che non fatichiamo a definire come la figura forse meglio riuscita di questo nuovo ciclo di personaggi. Vi è da constatare poi (finalmente) l’assenza dei flashback con protagonista Clementine, sempre troppo prolissi e fallimentari nel regalare le emozioni che chiaramente gli sceneggiatori volevano comunicare. Non mancheranno, in ogni caso, le scene veramente drammatiche e ben scritte, con protagoniste figure che, in qualche modo, si è imparato a conoscere. Certo, dobbiamo ammettere candidamente che della sorte di molti protagonisti secondari ci è importato veramente poco – e questo è un demerito del gioco, non mancanza di empatia da parte nostra – ma tutto sommato l’impatto complessivo è convincente. Ci ripetiamo: quello che ci frena dal giudicare From the Gallows come un ottimo episodio non è la mancanza di patos o momenti da ricordare; il problema è che il gioco cerca di dare una conclusione concreta ad alcune linee narrative, peraltro riuscendoci, ma allo stesso tempo lascia aperte altre vicende, ne propone di nuove e ne riapre di ancora più vecchie, in quello che ci pare essere un quadro narrativo un po’ disordinato. È questa precarietà che, francamente, non consente di investire totalmente le proprie emozioni nei personaggi di più recente comparsa.



Ci sono anche gli zombi, ogni tanto
Utilizziamo questo ultimo paragrafo per considerazioni di carattere sparso: per prima cosa, gli zombi finalmente avranno un ruolo centrale, dopo un’assenza prolungata per buona parte del quarto episodio. In secondo luogo, vanno segnalati alcuni momenti scenografici di buon livello, in cui il movimento della telecamera è ben accompagnato da musiche dalla presenza discreta, ma sempre ben presente. Spendiamo una parola, infine, sull’annosa questione della localizzazione, sottolineando ancora una volta la dolorosa assenza di qualsivoglia traduzione ufficiale in italiano. Far fuori zombi allegramente è ancora una questione per anglofoni, almeno fino all’arrivo dei rimedi degli appassionati.
  • + Tanti finali più o meno coerenti con le scelte compiute
    + Momenti toccanti
    + Buona cura scenografica
  • - Un certo disordine narrativo nel complesso
    - Il dubbio che si tratti di una stagione interlocutoria è forte, considerato anche il ruolo di Clementine
    - Ancora una volta, solo in inglese
voto
7,5

Il sospetto che ci è balzato alla mente una volta arrivati alla fine di questo From the Gallows è che l’intera stagione di The Walking Dead: A New Frontier abbia avuto un valore tutto sommato interlocutorio. È vero, il gioco chiude alcune linee narrative centrali, e lo fa anche in modo ottimo, regalando diversi finali che in qualche modo rispecchiano alcune delle nostre decisioni. Allo stesso tempo, però, rimangono in sospeso dubbi legati a questa e alla passata stagione, per un quadro che non riesce a sbloccare il dubbio relativo a Clementine, parsa sempre al limite tra l’essere il più importante dei personaggi secondari, o il più sacrificato dei personaggi primari, consideratone il potenziale. Una stagione che vive i suoi momenti migliori nel secondo e nell’ultimo episodio e che propone, però, un gameplay senza grandi variazioni, oltre che l’annosa mancanza della localizzazione in italiano, e comprimari che non riescono ad incidere.

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