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Mobile Suite Gundam Thunderbolt December Sky

Mobile Suite Gundam Thunderbolt December Sky

Quando sentirai del jazz, sarà il segnale del mio arrivo

Recensione
A cura di Paolo “DjPralla” Gimondi del 15/05/2017
Dal 1979 ormai è passato parecchio tempo, ma c’è qualcosa che gli appassionati non riescono a togliersi dalla testa: Gundam. I robottoni di Sunrise sono un prodotto unico nel loro genere, capaci di evolversi, rimaneggiarsi ed essere sempre d’attualità, in modo tale da poter piacere sempre agli appassionati e ai nuovi arrivati. Nell’ultimo periodo però il franchise stava vivendo una perdita d’identità, con serie animate a metà tra il drammatico e il comico. Da qui è nata una netta scissione tra i due filoni, lasciando alla TV il lato più comico e destinando invece al cinema il versante più drammatico, che va ad esplorare le problematiche dell’uomo, condendo il tutto con grandi scontri.

L'umanità in autodistruzione
Da questi presupposti nasce la serie Mobile Suit Gundam Thunderbolt che raggruppa i primi quattro episodi distribuiti online in un unico lungometraggio sottotitolato December Sky. Gli avvenimenti fanno parte del così detto Secolo Universale e si svolgono in concomitanza con la prima storica serie TV. Le vicende seguono la battaglia tra la Federazione Terrestre e il Principato di Zeon nella colonia Side 4, nel Settore Thunderbolt. Lo scontro in queste aree è portato avanti da un lato dalla Fratellanza di Moore che raccoglie gli esuli della colonia Side 4 distrutta dall’attacco di Zeon, e sull’altro fronte invece c’è la Divisione dei Non Morti che altro non è che un distaccamento dell’esercito di Zeon composto esclusivamente da soldati feriti in precedenti battaglie e che vivono con degli arti amputati. Il tema generale della pellicola è quello della vendetta, che scorre nelle vene dei membri della Fratellanza di Moore che vogliono ad ogni costo riavere indietro la loro patria, e trovano in Io Fleming la testa ti ponte per sfondare nelle linee nemiche. Non solo Io freme dalla sete di vendetta, ma viene completamente galvanizzato dal pilotare un Mobile Suit, diventando così lui stesso un’arma pronta ad esplodere una volta schierato in campo. A contrastarlo dall’altro lato c’è Daryl Lorenz, un ragazzo che ha perso entrambe le gambe in guerra ed ora si è riscoperto cecchino d’eccezione.

Più potenza, più dolore
Da queste premesse la pellicola prova a raccontare di un mondo distrutto dalla guerra, di persone che hanno perso la propria umanità negli scontri, di vendetta che accumula vendetta. Se ciò che spinge Io e Daryl a combattere in primo luogo è l’onore per la patria, in pochissime battute diventerà l’esplicita voglia di uccidersi a vicenda per vendetta. Anche le due comprimarie femminili vivono il dramma dello svolgersi degli eventi; da una parte c’è Cladia, amica d’infanzia e amante di Io, che al comando della Fratellanza dei Moore si addossa l’obbligo di dare ordini che porteranno a morte certa i suoi soldati, trauma che difficilmente riesce a gestire a mente lucida. Al fianco di Dayl invece c’è Karla, scienziata che anela con tutta sé stessa la morte di Io ed è costretta da Zeon a sviluppare sempre nuove macchine da guerra, fino a far diventare i soldati delle vere e proprie cavie. Una storia che non ha vie d’uscita, che non ha dei momenti di tregua, che non da speranze per il futuro: è un susseguirsi di scontri, morti, armi più potenti e di nuovo scontri. Non esiste una divisione di buoni o cattivi, sia il Full Armor Gundam pilotato da Io che il Psycho Zaku pilotato da Daryl non sono macchine definitive, ma servono solo ad aumentare la capacità di fuoco di due eserciti che hanno perso la loro condizione umana per votarsi completamente alla guerra.

In definitiva Mobile Suit Gundam Thunderbolt December Sky è un film che non risparmia niente allo spettatore. Pone come filo conduttore la musica jazz che permea ogni scena della pellicola, ma il più delle volte serve ad offuscare l’orrore costante della morte con cui questi ragazzi sono costretti a vivere. Se siete appassionati del franchise questa è un’occasione ottima per sentire sulla propria pelle quanto siano atroci le vicende che circondano i robottoni di Sunrise. Se è la prima volta che vi avvicinate, potreste comunque apprezzare un film dal taglio registico particolarmente maturo, che cerca di mescolare il più possibile musica, azione e sentimenti umani. In ogni caso non potrete che uscire dalla sala con un peso enorme sul cuore.

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