Recensione di BUTCHER

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PC, PS4, Xbox One
  • Genere:

     Sparatutto
  • Sviluppatore:

     Transhuman Design
  • Data uscita:

     5 Ottobre 2016 (PC) - 9 Maggio 2017 (PS4) - 10 Maggio 2017 (Xbox One)
- Una vera sfida
- Veloce ed adrenalinico
- Ottima colonna sonora
- Tecnicamente povero
- Scarsa longevità
A cura di (Gwonam) del
Negli anni '90 uscì un titolo che rivoluzionò il mercato videoludico, aiutando a diffondere la passione per gli sparatutto in prima persona e venendo anche ricordato per la sua brutalità e violenza: stiamo naturalmente parlando del vecchio e mai dimenticato Doom. Il titolo di cui vi parleremo oggi, BUTCHER, non è un FPS, ma è dichiaratamente un prodotto ispirato a quel periodo.


La macellazione ha inizio
Prodotto da Transhuman Design, lo stesso team che ha lavorato a King Arthur’s Gold, questo titolo è uno sparatutto 2D rapido, difficile, brutale e adrenalinico, in cui interpreteremo un cyborg (chiaramente ispirato ai celebri Terminator dell’omonima saga cinematografica) in missione per eradicare l’ultima traccia di umanità rimasta nel mondo. Non abbiamo usato a caso la parola difficile: questo gioco rappresenta una vera e propria sfida, inadatta a coloro che vogliono un prodotto leggero da godersi con spensieratezza, e basti pensare che lo slogan del gioco è: “La difficoltà più facile è Difficile”. O almeno, lo era inizialmente: in seguito a lamentele di diversi utenti PC che richiedevano una difficoltà più semplice o perlomeno “normale”, il team ha risposto implementando la modalità W.I.M.P. (per pappamolle, letteralmente), con cui il gioco assume un livello di difficoltà tremendamente facile, annullando ogni possibile senso di sfida. Il gioco è interamente giocabile dall'inizio alla fine e non subisce particolari variazioni (se non costanti agevolazioni al giocatore), però sconsigliamo chiaramente di provarlo a questo livello di difficoltà visto che è da reputarsi unicamente come “scherzo” da parte degli sviluppatori e, a nostro parere, annulla anche buona parte del divertimento finale.


Obiettivo: fare a pezzi l’umanità
In tutto dovremo attraversare 5 mondi, con 4 livelli a testa, per poi arrivare al boss finale per un totale di 21 scenari complessivi. Il gameplay può essere descritto come similare ad un’unione tra Hotline Miami e Broforce: l’azione è estremamente rapida e occorreranno riflessi sempre pronti; non subiremo morti a causa di un colpo solo ma se non faremo attenzione, sopratutto negli ultimissimi livelli di gioco, potrebbero bastare 2 secondi al massimo per ritrovarci dall'avere vita ed armatura al massimo a venire annientati dai nemici (o dalle diverse trappole presenti) e dover ricominciare il livello da capo. Questo perché non sono presenti checkpoints all’interno dei livelli, non eccessivamente longevi; il trial and error sarà dunque di fondamentale importanza, per memorizzare attentamente movimenti e mosse dei nemici e prepararsi di conseguenza. Per riuscire nella nostra missione avremo a disposizione diverse armi, sbloccabili avanzando all’interno dei livelli ed ognuna con le proprie munizioni: un fucile a pompa, utile nelle brevi distanze e per far fuori in un colpo solo la maggior parte dei nemici presenti; un fucile d’assalto per situazioni in cui sarà presente un corposo numero di nemici, ideale anche per stordire momentaneamente alcuni nemici per poi finirli con un’arma più efficace; un lanciafiamme per essere particolarmente efficaci su nemici concentrati in determinate zone; un lancia granate, arma particolarmente devastante e con pochissime munizioni disponibili; ed infine, ma non per importanza, un fucile laser che con colpi caricati è in grado di riuscire ad eliminare in un colpo la maggior parte dei nemici più impegnativi, utilizzabile solamente (e per dei buoni motivi) nei livelli finali del gioco. Avremo a disposizione anche una motosega utilizzabile all'infinito, ma che sfrutteremo unicamente per non sprecare munizioni quando dovremo gestire i civili (ucciderli spesso ci fornirà vita extra) ed aprire passaggi bloccati.


Sei stato... macellato
I controlli di gioco appaiono inizialmente bizzarri, ma dopo un po’ ci si farà l’abitudine: utilizzeremo naturalmente il tasto R2 per sparare, ma per saltare non useremo il tasto X (sfruttato invece per attivare i pulsanti, unica cosa che viene spiegata nel “tutorial” di gioco e che fa capire ulteriormente l’intenzione degli sviluppatori), bensì L2. Questa scelta non è casuale: vi sono numerose piattaforme all’interno dei livelli, e vi saranno in continuazione nemici da sparare con conseguenti proiettili da evitare; per spiegare il gameplay in poche parole possiamo quindi dire che se rimarrete fermi, sarete già morti. E' comunque possibile attivare il salto con la levetta sinistra in alto, ma sconsigliamo la scelta in quanto potrebbe rendervi più vulnerabili contro nemici sopra di voi. Cambiare armi, purtroppo, non è rapido come dovrebbe essere: attraverso un ciclo prestabilito potrete scegliere le diversi armi equipaggiabili utilizzando i tasti Quadrato e Triangolo per scorrere all'equipaggiamento successivo. Non esiste alcun metodo per pre-impostare un’arma, ad esempio, sulla croce direzionale, cosa che ha rappresentato non poche difficoltà durante le fasi più adrenaliniche della campagna. Un’altra nota negativa riguarda la grafica, fin troppo semplice e povera: seppur il sangue e le viscere degli umani uccisi vadano a ricoprire efficacemente i livelli di gioco, non si riescono ad apprezzare pienamente a causa di un’eccessiva banalità del motore grafico, non dissimile da molti prodotti indie ad oggi usciti sul mercato PC. Anche la longevità non è eccezionale: la campagna può durare dalle 3 ore in su, se sarete particolarmente bravi (o se giocate al livello più facile) perfino 2 ore, ma l’unica cosa ad accrescere realmente la durata del titolo è la difficoltà e la volontà, se lo desiderate, di trovare tutti i teschi presenti nella maggior parte degli stage. Una piacevolissima nota da sottolineare è invece la colonna sonora, veramente ben fatta e carica al punto giusto, in grado di rendere ancora più eccitanti le nostre sfide.
Recensione Videogioco BUTCHER scritta da GWONAM In conclusione, non possiamo dire che BUTCHER rivoluzioni il mercato videoludico. Ma complessivamente il titolo ci ha divertiti ed è decisamente positivo, nonostante la grafica povera e qualche dettaglio a livello di gameplay che poteva essere gestito meglio. Un gioco sicuramente non adatto alla massa, ma che dovrebbe regalare soddisfacenti ore di divertimento a quei giocatori in cerca di una sfida.
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