Rubrica Occhio Critico - Il Giappone non muore mai

A cura di (DottorKillex) del
Quando l'industria videoludica era in crisi profonda, nella prima metà degli anni '80, furono loro a tirarla fuori dalle secche, laddove in occidente nessuno vi investiva più.
Allo stesso modo, fino a due generazioni di console fa (ai tempi di Playstation 2 e GameCube, per intenderci), avevano trainato il mercato con una serie di prodotti passati alla storia, che ancora oggi vengono considerati pietre miliari.
Eppure è bastata una generazione sfortunata, la scorsa, per dare fiato ai loro detrattori, fino a spingersi ad affermare che il Giappone, videoludicamente parlando, era morto.
E invece, ancora una volta, come un'araba fenice, il paese del Sol Levante si riprende, senza clamore, il posto che gli spetta: forse è giunta l'ora che tante false sibille si scusino con gli sviluppatori giapponesi.
 

Il periodo buio
La scorsa generazione di console, con l'exploit di Xbox 360, la scelta di Nintendo di puntare al famoso “blue ocean” e il pesante ritardo accumulato da Sony nei primi anni di vita di Playstation 3, sembravano aver messo una pietra tombale sulla supremazia giapponese in ambito videoludico: il fiorire di generi come gli sparatutto in prima persona e i titoli esclusivamente multiplayer, per non parlare dei giochi di ruolo di matrice occidentale, testimoniava, secondo molti, come il Giappone non si fosse saputo adattare ai rapidi cambiamenti del mercato.
Nella percezione della massa videoludica, allargatasi enormemente durante l'innaturale, lunghissimo ciclo di vita della settima generazione di console, il Giappone stava rapidamente scivolando dal ruolo di protagonista assoluto della scena a quello di stanco comprimario, incapace di innovarsi e di proporre idee che sapessero catturare il mercato americano e quello europeo.
Dissezionando gli annali videoludici e soffermandosi a guardare i giochi, che dicono molto dello stato di salute di un dato mercato, l'inizio di generazione fu avaro di soddisfazioni per i patiti del gaming made in Japan, ma non privo di titoli che sono passati alla storia del medium, tra cui è impossibile non citare Super Mario Galaxy, Metroid Prime 3 e Metal Gear Solid IV, giusto per fare qualche esempio, ma anche canti del cigno della generazione precedente, come il terzo e quarto capitolo della saga di Persona di Atlus e The Legend of Zelda: Twilight Princess.
A partire dal 2009, anno in cui la generazione di console entrò davvero nel vivo, aumentando la base installata e con gli sviluppatori che prendevano confidenza con gli hardware a disposizione, le critiche si sono fatte sempre più aspre, e una situazione di stallo in effetti sembra essersi palesata: sviluppare su PS3 non era esattamente semplice, per via di un hardware potente ma poco flessibile per gli sviluppatori, e la console ammiraglia di Nintendo, che pure vendeva benissimo (tanto da generare meme sui social), aveva un pubblico agli antipodi rispetto al concetto classico di videogiocatore incallito.
E allora, se escludiamo le produzioni portatili (sulle quali torneremo), Demon's Souls, che diede il via ad una serie oggi amatissima, e Street Fighter IV, che non era perfetto ma ha avuto l'innegabile merito di riportare in auge i picchiaduro bidimensionali, il paese del Sol Levante arrancava, tra produzioni poco ispirate, budget limitati e tipologie di gioco stagnanti, divise tra l'azione pura e i clichè di JRPG tutti troppo simili tra loro.
Ma è proprio qui, che, dimostrando scarsa memoria storica, la stampa di settore (sì, è stata anche colpa nostra, ovviamente) ed il pubblico dimenticavano di fare esercizi di buon senso, come professava il maestro Trapattoni, e dicevano tutti “gatto” pur non avendolo nel sacco: come potevano un paio di anni bui oscurare quanto di buono aveva creato per decenni la scuola nipponica?
Quanta precipitazione c'era nell'affermare che il lato occidentale dell'industria, che pure stava innegabilmente crescendo, potesse sorreggere, da solo, la baracca?
In una sola parola, tantissima, e i primi segnali di quanto fosse grave l'errore di valutazione arrivarono già nel biennio 2010-2012, quando dal Giappone giunsero titoli di qualità cristallina come Super Mario Galaxy II, The Legend of Zelda Skyward Sword, Dark Souls, Xenoblade Chronicles e il mai troppo lodato Bayonetta.



Le sperimentazioni
Nel quadro generale, moltissimi (per non dire tutti...) hanno però tralasciato un mercato fondamentale per il Giappone, ovvero quello portatile, all'interno del quale, complici budget assai più contenuti e una maggiore libertà creativa lasciata ai team di sviluppo, la crisi avvertita in ambito casalingo non solo non c'è stata, ma ha anzi lasciato spazio ad una stagione di grandissimi successi, molti dei quali sono poi stati trasposti anche per le macchine maggiori.
Dal DS al 3DS, passando per PSP e, in misura minore, per la sfortunata PSVita, parliamo di centinaia di giochi di grandissima qualità, molti dei quali nuove proprietà intellettuali, la cui quasi totalità proveniva dal paese del Sol Levante.
Tra sistemi di controllo innovativi (la rivoluzione tattile di Nintendo ha fatto storia) e l'assenza di compromessi garantita dalle potenzialità tecniche delle due macchine portatili di Sony (entrambe all'avanguardia al momento del lancio), la scena portatile ha visto un fiorire di nuove tipologie di giochi, di spin off spesso migliori della serie originale, di seguiti spirituali, e non, che hanno racchiuso il meglio del genio nipponico.
Nel frattempo, sulle console da salotto, un'intera generazione di sviluppatori con gli occhi a mandorla faticava a trovare il suo posto, schiacciata dall'obsolescenza (spesso più percepita che reale) di alcuni generi-caposaldo come i giochi di ruolo a turni, i platform e le avventure.
Una carrellata rapida e senza alcuna pretesa di esaustività potrebbe comprendere titoli come Mario & Luigi: viaggio al centro di Bowser, tutti e tre i Castlevania bidimensionali, i due Advance Wars, New Super Mario Bros., The world ends with you, Dragon Quest IX, l'intera serie de il Professor Layton, Radiant Historia ed Elite Beat Agents per quanto concerne il DS; PlaystationPortable, dal canto suo, potrebbe rispondere con Metal Gear Solid Peace Walker (l'ho rigiocato recentemente e continuo a chiedermi come sia stato possibile infilare un tale capolavoro in un disco UMD), Jeanne d'Arc, Crisis Core Final Fantasy VII, Valkyria Chronicles II, l'eccellente remake di Tactics Ogre, ribattezzato Let us cling together, quello dedicato a Castlevania Dracula X, Kingdom Hearts Birth by Sleep, e i tre Patapon, che, da parte mia, spero di rivedere presto in edizione rimasterizzata.
Se crisi vera fosse stata, quindi, questi e tantissimi altri titoli di grande spessore non avrebbero fatto capolino per anni sulle console portatili di Nintendo e Sony, e questo spinge a chiedersi cosa frenasse allora gli sviluppatori giapponesi in altri campi: se dovessi scommettere, direi la lentezza cronica nello sviluppo, problema a tutt'oggi persistente ma comunque in via di miglioramento, che in ambito portatile incide assai meno che in quello casalingo, e l'affezione, a livello di “feticcio”, verso certi generi ludici, dei quali il grande pubblico occidentale riteneva di poter fare a meno, salvo poi ricredersi qualche anno dopo.
Dove, invece, la produzione giapponese ha visto un calo drastico, negli anni che hanno portato all'attuale generazione di console, è stato sicuramente nel numero delle uscite, e qui ci colleghiamo ai tempi di sviluppo biblici citati poc'anzi.
Nel mercato odierno sembra esserci sempre meno spazio per team di sviluppo che impiegano anni a completare i loro prodotti: The Last Guardian era diventato una barzelletta, ad un certo punto, e, personalmente, ritengo che Gran Turismo non abbia perso milioni di fan non per un calo qualitativo della serie, quanto piuttosto per l'atavica lentezza dei suoi tempi di sviluppo, che hanno lasciato milioni di appassionati a digiuno di titoli della serie per anni, un gap in cui Turn 10 si è inserita brillantemente con la sua serie Forza.



La rinascita
Gli ultimi tre o quattro anni hanno segnato un ritorno sulla cresta dell'onda del Giappone videoludico, con picchi clamorosi se limitiamo l'analisi agli ultimi dodici mesi: la rinascita di Fire Emblem nel 2013 ha fatto da apripista a titoli come Super Smash Bros. per WiiU, al secondo episodio di Dark Souls, a Bayonetta 2, Mario Kart 8 e Bravely Default, tutti dell'annata successiva.
L'attuale generazione di console, con lo strapotere di PS4, ha rimesso il Giappone al centro del disegno più ampio del mercato videoludico, favorendo una marea di produzioni e, soprattutto, gli investimenti, a lungo negati durante il lustro precedente; se a questo si aggiunge una nuova e talentuosa generazione di game designer, ecco che il presente (ed il futuro) non possono che tornare ad essere rosei.
E così si arriva all'ultimo biennio, costellato di titoli di portata straordinaria, che hanno costretto tantissimi detrattori a rimangiarsi parole proferite con troppa leggerezza: il 2015 è stato l'anno del quinto, tormentato, ma indimenticabile episodio di Metal Gear Solid, di quell'esclusiva scintillante che è Bloodborne, del ritorno di Pro Evolution Soccer a livelli qualitativi notevoli, di Super Mario Maker, del sottovalutato ma monumentale Xenoblade Chronicles X e dell'arrivo in occidente di una delle migliori visual novel degli ultimi anni, Steins;Gate.
L'anno scorso la dose di titoli indimenticabili è anche aumentata: da Dark Souls III all'eccellente riproposizione di Odin Sphere, dall'enciclopedico Fire Emblem Fates al successo insperato di Final Fantaxy XV, passando per il quasi vaporware The Last Guardian e Pokemon Sole e Luna, divenuti fenomeno di massa in pochissimo tempo.
Il resto è gloriosa cronaca delle ultime settimane: l'anno in corso è tutto targato Giappone, se è vero che tra Breath of the Wild, Persona 5, Nier Automata, Nioh, Yakuza 0, Puyo Puyo Tetris, Gravity Rush 2, Tales of Berseria e le raccolte dedicate a Kingdom Hearts, Danganronpa e Zero Escape, a moltissimi giocatori non bastano più le giornate da ventiquattr'ore.
Recensione Videogioco OCCHIO CRITICO - IL GIAPPONE NON MUORE MAI scritta da DOTTORKILLEX Se si vuole che il mercato videoludico continui a prosperare, producendo miliardi di fatturato e coinvolgendo fette sempre più larghe della popolazione, non si può prescindere dall'apporto dei team di sviluppo giapponesi, la cui visione del medium è profondamente diversa da quella di noi occidentali e, proprio per questo, preziosa per mantenere sempre un'offerta variegata e meno standardizzata possibile.
Se è innegabile che la scorsa generazione di console abbia segnato un periodo poco brillante per il paese del Sol Levante, è pur vero che in troppi hanno cantato il “de profundis” con troppa fretta: fortunatamente, questo 2017 sta smentendo anche i più scettici, e sta regalando agli appassionati una serie di prodotti di eccezionale qualità.
E adesso scusate, ma devo andare a spendere qualche altra ora a girovagare per le lande di Hyrule.
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  • Jovi
    Jovi
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    Articolo interessante, ad eccezione del fatto che per me il Giappone non ha mai perso la sua leadership (intesa anche come guida spirituale) nel mercato consolle, mai. Addirittura nell'articolo si parla di pietra tombale per la generazione PS3, non credo affatto sia stato così, tuttalpiù si potrebbe parlare di flessione, ma da qui a dire che questa flessione presagiva una catastrofe ormai prossima mi sembra esagerato. Il Giappone ha tanto da insegnare a noi per il mercato videoludico; è una questione culturale, che ha la sua estensione nei manga e negli anime. Per loro il divertimento è una cosa seria e ci mettono impegno da sempre. Il concetto di giochi tripla A è tutto occidentale, ed è basato essenzialmente sulla cultura del cinema holliwoodiano che stanzia cifre produttive astronomiche e vede i giochi più come investimenti da far fruttare che come divertimento. Senza il Giappone il nostro hobby preferito non sarebbe (allora come oggi) bello com'è.
  • WhiteDiablo
    WhiteDiablo
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    Originariamente scritto da pino cammino

    Non sono informazione, sono spazzatura. Non credo che serva pubblicare certe notizie che sembrano più uscite da novella 2000 che non da un sito videoludico.
    Notizie spazzatura tipo cosa?
  • InterTriplete
    InterTriplete
    Livello: 2
    Post: 3872
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    Splendido articolo, che tira le orecchie ai perditempo che si divertono a tifare contro (problemi loro) e la dice tutta, tra le righe, come Nintendo sia tuttora l'azienda più importante di questo settore. Switch sta rimettendo le cose a posto, dopo anni di confusione, di more of the same, di ritardi e di promesse non mantenute. Fateci caso, quando Nintendo "non fa paura" tutti si siedono. Ora che Nintendo è tornata sulla bocca di tutti "magicamente" stanno arrivando le esclusive promesse per anni anche altrove. Coincidenze? Può darsi. Non c'entra niente? Non credo proprio: è la storia che lo insegna. Una Nintendo in forma è sempre un bene per questo settore, per chi vuole divertirsi a 360 gradi (cosa che indubbiamente garantisce Nintendo con le sue peculiarità che nessun'altro osa - o può permettersi - di avere) ma anche per chi un prodotto Nintendo non lo comprerà mai per principio. E peccato per lui, o lei. Ovviamente chi capisce il senso di questa affermazione, è già un passo avanti...
  • MrSkellington
    MrSkellington
    Livello: 7
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    Originariamente scritto da Erny89

    ma c'e davvero bisogno di tutte quelle versioni di monster huneter che aggiungono poco o nulla? Ormai è diventato il call of duty delle portatili, ne esce uno ogni anno ma siamo sempre li quindi credo che per dare una scossa al brand ci vorrebbe un tripla a per console casalinghe, ma credo che non siano in grado di farlo. Su marvel vs campcom ho qualche dubbio dopo street fighter 5 anche se hanno dato rassicurazioni in merito ai contenuti. Comunque ci vuole qualche nuova ip e il ritorno di vecchie glorie da affiancare a questi "giochi sicuri"
    Si si assolutamente, devono muoversi. Monster Hunter 99 su 100 passerà su switch, quindi saranno obbligati a rifarlo, tra l'altro le vendite sono in calo. Per il resto vedremo, nn mi aspetto miracoli ma qualcosa di buono magari lo fanno, neanche re7 me l'aspettavo così
  • pino cammino
    pino cammino
    Livello: 6
    Post: 2295
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    Originariamente scritto da WhiteDiablo

    Cosa vuol dire dare risalto al marketing?Se esce una notizia su determinato gioco si pubblica,se ne esce un altra si pubblica,se sul quel determinato gioco escono 100 notizie si pubblicano perché sono informazione e un sito di videogiochi deve fare anche informazione,se di un altro gioco escono "solo" 10 notizie si pubblicano solo quelle 10 notizie,non é il sito che deve inventarsi le notizie per fare pubblicità un gioco o deve decidere quali pubblicare,é la software house che fa un comunicato e il sito lo riporta.
    Non sono informazione, sono spazzatura. Non credo che serva pubblicare certe notizie che sembrano più uscite da novella 2000 che non da un sito videoludico.
  • Erny89
    Erny89
    Livello: 9
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    Originariamente scritto da MrSkellington

    Konami io l'ho data per morta ormai, tolto mgsv i cui responsabili se ne sono andati a quando dobbiamo tornare per trovare un altro gioco fatto come si deve? 2010? Nn vedo molte speranze. Capcom qualche possibilità ce l'ha, re7 cmq è un bel gioco e un buon segnale dopo i capitoli tps, poi ha sempre Monster Hunter e ace attorney, anche i picchiaduro li sa fare ancora se nn rovina tutto con scelte assurde, vedremo Marvel vs Capcom come verrà​. Però si devono darci dentro e cambiare mentalità, rischiare di più è lucrare meno sui dlc, visto che tutte le altre big giapponesi ci stanno dando dentro con ottimi riscontri commerciali chissà che nn rinsaviscano anche loro
    ma c'e davvero bisogno di tutte quelle versioni di monster huneter che aggiungono poco o nulla? Ormai è diventato il call of duty delle portatili, ne esce uno ogni anno ma siamo sempre li quindi credo che per dare una scossa al brand ci vorrebbe un tripla a per console casalinghe, ma credo che non siano in grado di farlo. Su marvel vs campcom ho qualche dubbio dopo street fighter 5 anche se hanno dato rassicurazioni in merito ai contenuti. Comunque ci vuole qualche nuova ip e il ritorno di vecchie glorie da affiancare a questi "giochi sicuri"
  • Ringhio83
    Ringhio83
    Livello: 4
    Post: 143
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    Aldilà di Nintendo che con le sue serie di punta si è sempre superata io non è che veda tutto questo splendore... Le vere perle degli ultimi tempi per me sono state Bloodborne e DS3... Devo ancora recuperare Nier e Persona un po' mi ispira, ma mi sembra troppo dispendioso... E poi siamo sinceri si parlerebbe così tanto di questi titoli se dall'altra parte ci fossero i FF o i RE (per non parlare di Silent Hill e Metal Gear) di una volta? Io non credo... Io poi dal Sol Levante attendo Ni No Kuni II che se riuscirà ad eliminare i difetti del suo ottimo predecessore sarà certamente un gran JRPG...
  • Big_Boss199X
    Big_Boss199X
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    Originariamente scritto da sirkain

    a dire il vero Nintendo ha sempre tirato fuori capolavori, non ha mai avuto momenti di calo o buii eh... sono stati gl'altri ad averne, per poter fare cassa.
    Vedila così: c'è chi ha giochi un b ray da dieci anni e chi a difficoltà è arrivato all'Hd, chi invece ha solo giochi Pegi 12 e chi invece Pegi 16-18. Prospettive di vita o de gustibus, lealtà e spade bianche alla vista.
  • MrSkellington
    MrSkellington
    Livello: 7
    Post: 5998
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    Originariamente scritto da Erny89

    il ritorno del giappone sarà completo solo quando capcom e konami si sveglieranno. Capcom ha dato segni di vita ma dopo il mezzo flop di street fighter 5 non basta solo uno scopiazzato resident evil 7, ci vogliono maggiori investimenti su nuove ip e vecchie glorie da riproporre con solide idee. Mentre konami deve decidere se continuare a fare i videogiochi o continuare solo con pes perchè ormai è diventata ridicola, cioè quali sono i giochi annunciati da konami oltre al sicuro flop metal gear survive e pes? E quelli di capcom?
    Konami io l'ho data per morta ormai, tolto mgsv i cui responsabili se ne sono andati a quando dobbiamo tornare per trovare un altro gioco fatto come si deve? 2010? Nn vedo molte speranze. Capcom qualche possibilità ce l'ha, re7 cmq è un bel gioco e un buon segnale dopo i capitoli tps, poi ha sempre Monster Hunter e ace attorney, anche i picchiaduro li sa fare ancora se nn rovina tutto con scelte assurde, vedremo Marvel vs Capcom come verrà​. Però si devono darci dentro e cambiare mentalità, rischiare di più è lucrare meno sui dlc, visto che tutte le altre big giapponesi ci stanno dando dentro con ottimi riscontri commerciali chissà che nn rinsaviscano anche loro
  • tip
    tip
    Livello: 5
    Post: 807
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    Comunque uno dei motivi di questo risorgimento giapponese è che le persone sono più informate e seguono di più siti specializzati, non sembra ma fa tanto anche a livello di passaparola, magari un appassionato influenza dieci amici non appassionati e così via. Anche io sono dell'idea che finora il marketing è stato la base ed è ancora la base della gran parte delle vendite, non smetterò mai di citare console che vendono un macello al lancio senza giochi e altre con molte perle ma di nicchia che vengono bistrattate. Però vedere il successo commerciale di Persona 5 o Nier Automata fa riflettere, giochi così sono spesso usciti negli anni (non so se con una densità folle come quella di marzo), però semplicemente non si notavano, e non penso sia solo il marketing ad aver cambiato le cose, è molto simile a com'era prima per questi giochi. Lo stesso Zelda ha sempre venduto molto meno rispetto a BotW, che è stata una sorpresa per tutti. Sono contento del risalto che stanno prendendo questi fantastici titoli, e mi piace vedere che il pubblico è sempre più informato, in questo mi sembra si stia andando nella direzione opposta rispetto ad altri medium, e spero tanto sia così.
  • Erny89
    Erny89
    Livello: 9
    Post: 1854
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    il ritorno del giappone sarà completo solo quando capcom e konami si sveglieranno. Capcom ha dato segni di vita ma dopo il mezzo flop di street fighter 5 non basta solo uno scopiazzato resident evil 7, ci vogliono maggiori investimenti su nuove ip e vecchie glorie da riproporre con solide idee. Mentre konami deve decidere se continuare a fare i videogiochi o continuare solo con pes perchè ormai è diventata ridicola, cioè quali sono i giochi annunciati da konami oltre al sicuro flop metal gear survive e pes? E quelli di capcom?
  • WhiteDiablo
    WhiteDiablo
    Livello: 6
    Post: 2928
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    Originariamente scritto da pino cammino

    In realtà ho sentito molto più parlare di Lala land rispetto a molti film marvel/dc Per rispondere sia a te che a white diablo, no, non è normale che su un sito videoludico si dia troppo risalto al marketing su un dato videogioco, anche se per come stanno le cose è ormai la normalità, però mi preme sottolineare che un sito di videogames non è uno spazio pubblicitario riservato a certi videogiochi, ma dovrebbe essere un posto dove ogni videogioco sia trattato in maniera equa. Qui su spaziogames sono cosi prodighi a pubblicare certe notizie che le pubblicano anche come doppioni Certe notizie, poi in un mondo normale non dovrebbero interessare a nessuno, tipo dichiarazioni della domenica del solito sviluppatore che vuole il suo momento di gloria o rumors basati sul nulla (nessun giornale dovrebbe pubblicare notizie se non è certo dell'attendibilità), tutta roba che non da nessuna informazione importante ma serve solo per tenere alta l'attenzione del pubblico su certi titoli a discapito di altri.
    Cosa vuol dire dare risalto al marketing?Se esce una notizia su determinato gioco si pubblica,se ne esce un altra si pubblica,se sul quel determinato gioco escono 100 notizie si pubblicano perché sono informazione e un sito di videogiochi deve fare anche informazione,se di un altro gioco escono "solo" 10 notizie si pubblicano solo quelle 10 notizie,non é il sito che deve inventarsi le notizie per fare pubblicità un gioco o deve decidere quali pubblicare,é la software house che fa un comunicato e il sito lo riporta.
  • sirkain
    sirkain
    Livello: 4
    Post: 87
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    a dire il vero Nintendo ha sempre tirato fuori capolavori, non ha mai avuto momenti di calo o buii eh... sono stati gl'altri ad averne, per poter fare cassa.
  • pino cammino
    pino cammino
    Livello: 6
    Post: 2295
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    Originariamente scritto da ganodorf

    Si ma quello che dice white diablo (con cui concordo) è che il rilasciate materiale per news e articoli avviene da parte della software house non é che i newser se li inventano i contenuti. E se una sh è più brava di un'altra a fare marketing allora viene sovraesposta sulle testate...niente di trascendentale funziona così ovunque i videogames sono un'industria come un'altra. Prendi il cinema......senti parlare più dei film Marvel o di quelli che vincono gli oscar? Si chiama marketing e in Giappone gli unici a farlo DAVVERO bene sono quelli della Sony (e infatti dei loro prodotti si parla eccome).
    In realtà ho sentito molto più parlare di Lala land rispetto a molti film marvel/dc Per rispondere sia a te che a white diablo, no, non è normale che su un sito videoludico si dia troppo risalto al marketing su un dato videogioco, anche se per come stanno le cose è ormai la normalità, però mi preme sottolineare che un sito di videogames non è uno spazio pubblicitario riservato a certi videogiochi, ma dovrebbe essere un posto dove ogni videogioco sia trattato in maniera equa. Qui su spaziogames sono cosi prodighi a pubblicare certe notizie che le pubblicano anche come doppioni Certe notizie, poi in un mondo normale non dovrebbero interessare a nessuno, tipo dichiarazioni della domenica del solito sviluppatore che vuole il suo momento di gloria o rumors basati sul nulla (nessun giornale dovrebbe pubblicare notizie se non è certo dell'attendibilità), tutta roba che non da nessuna informazione importante ma serve solo per tenere alta l'attenzione del pubblico su certi titoli a discapito di altri.
  • tip
    tip
    Livello: 5
    Post: 807
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    Vorrei dire una cosa su Bayonetta, leggo spessissimo che il gioco è sottovalutato e non è lodato abbastanza... In realtà il gioco è lodatissimo e apprezzatissimo da chiunque ci abbia giocato, critica e pubblico concordano abbastanza, più che altro è poco conosciuto e un pò di nicchia, purtroppo.
caricamento in corso...
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