Recensione di Snake Pass

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PC, PS4, SWITCH, Xbox One
  • Genere:

     Puzzle game
  • Data uscita:

     29 marzo 2017
- Idea originale
- Coloratissimo e allegro, un piacere per occhi e orecchie
- Dura poco e passerete circa metà del tempo a maledire la telecamera
- Controlli veramente ostici al primo impatto
- Manca una mappa
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A cura di (Tahva) del
I platform in tre dimensioni stanno vivendo, in questo periodo, una sorta di seconda giovinezza: dopo avervi parlato, qualche giorno fa, di Yooka-Laylee, oggi è la volta di Snake Pass, la più recente fatica del noto team Sumo Digital. In un mondo coloratissimo tutto da scoprire, il platform ricco di enigmi del team già autore di LittleBigPlanet 3 ha dalla sua una freccia che sprizza personalità da ogni angolo: nel gioco, sarete un serpente. E i serpenti non saltano—i serpenti strisciano.


Striscia di qua, striscia di là
Proprio il fatto che Snake Pass vi faccia vestire i panni del simpaticissimo Noodle risulta essere croce e delizia dell'esperienza di gioco: muovervi realisticamente come un serpente, costretti a ondeggiare di qua e di là e ad attorcigliarvi per percorrere le altezze è un'esperienza unica che distingue il gioco da qualsiasi altro. All'altro lato della medaglia, però, ha richiesto dei controlli non immediati, che vi porranno di fronte ad una curva d'apprendimento molto molto ostica. Una volta introdotte, il gioco dà subito per scontato che padroneggiate le possibilità di movimento del vostro alter-ego strisciante, facendovi ritrovare più di una volta con un enorme punto interrogativo in testa. Servirà quindi tempo—e, soprattutto, tanta, tantissima pazienza—per riuscire ad avere pienamente controllo di Noodle, per farlo arrampicare, attorcigliare e irrigidire intorno ai rami giusti, per raggiungere quell'area che stavate puntando da un bel po'. Fino ad allora, l'esperienza ludica camminerà sulla sottile linea che divide un level design che vi sfida a fare del vostro meglio e la più pura frustrazione: tenetene conto, in caso pensiate di regalare il gioco a qualche giovanissimo dotato di poca pazienza che potrebbe lanciarvi dietro il controller.
A prescindere dal suo sistema di controllo, il gioco non vuole in alcun modo risultare elementare: per questo motivo, recuperare i tre oggetti sparsi in ogni livello per procedere nel successivo (e, se volete, anche tutti i collezionabili celati di qua e di là) richiederà concentrazione e pensiero, piuttosto che un semplice buttarsi e andare per tentativi. In caso di morte del povero Noodle avrete la possibilità di riprendere dal check-point più vicino, ma sappiate che di solito significa anche ricominciare una eventuale arrampicata, tra tronchi rotanti, braci che bramano di arrostire le vostre carni e spuntoni minacciosi. Nulla di scontato, quindi, ma livelli severi come si facevano una volta, che vogliono sfidarvi ad essere un serpente e a pensare come tale. Peccato però che siano solo quindici e che, nonostante la possibilità di ripeterli per affrontare anche il time attack, ci sia il rischio che padroneggiate pienamente i controlli quando buona parte degli stage sarà stata già completata. Nulla, in ogni caso, vi vieta di riprovarli, magari per raggiungere quei collezionabili a cui proprio non eravate riusciti ad arrivare in precedenza.
Sarebbe stata gradita, tra le altre cose, una mappa: i livelli non sono mai lineari e vi consentono di scegliere liberamente verso quale area volete dirigervi. Sebbene i tre oggetti che dovete raccogliere per proseguire siano evidenziati da una colonna di luce, vi troverete in qualche caso a ripercorrere involontariamente un'area già esplorata o, peggio ancora, a faticare a trovare il punto in cui dovete depositare gli oggetti una volta che li avrete ottenuti. Non si tratta di un difetto che mina seriamente l'esperienza di gioco, ma che vi farà comunque perdere qualche minuto a vuoto in attesa di ritrovare l'orientamento.


Questione di punti di vista
Nel corso del nostro viaggio nel mondo di Snake Pass, sono diverse le cose che abbiamo apprezzato, al di là dell'originalità del concept di base: la direzione artistica, ad esempio, è un trionfo di colori ed una gioia per gli occhi, con i modelli di Noodle e del suo amico colibrì che sembrano appena sbarcati da un film d'animazione. Vale la pena citare, tra le altre cose, che con i tasti direzionali potete anche modificare l'espressione facciale del vostro amato serpentello, proprio à la LittleBigPlanet, magari per divertirvi a catturare qualche screenshot con delle facce buffe adorabili.
Alla direzione artistica gradevolissima resa viva da Unreal Engine 4 si somma anche una colonna sonora magnetica ed eccellente, firmata da nientemeno che David Wise—ve lo ricorderete sicuramente per i suoi lavori su Donkey Kong Country o su Battletoads. I brani sono davvero gradevoli e non vi stancherete mai di ascoltarli, nemmeno quando sarete al cinquantesimo tentativo di attorcigliata per raggiungere il punto in cui volete andare.
Dove il gioco pecca davvero tanto, anche al di là della curva di apprendimento che riteniamo dovesse essere bilanciata meglio, è nella telecamera. Lo sforzo apprezzabile di offrire sequenze platform e puzzle impegnativi viene troppo spesso vanificato da una telecamera sconcertante, che risulterà essere il maggior ostacolo tra voi e la riuscita del percorso a cui state dando vita. Procedere, ad esempio, da un tronco all'altro mentre vi arrampicate sarà davvero frustrante, quando la telecamera si porterà in un punto cieco e potrete vedere al massimo la vostra coda, non avendo idea di verso dove stiate effettivamente avanzando. Seppur lo stick destro sia preposto alla gestione e all'aggiustamento della telecamera, la cosa risulta estremamente ostica nelle fasi di arrampicata: per fare un esempio, ci siamo trovati in un punto in cui premevamo L2 per stringerci intorno al tronco, con il dito pronto su R2 per proseguire in avanti, il pollice sinistro sullo stick sinistro per direzionarci e un altro dito su "X" per alzare la testa e sporgersi verso l'alto. In condizioni del genere, a meno di non avere una terza mano, riuscire a gestire con precisione anche lo stick destro risulta veramente complesso. Era quindi fondamentale che gli sviluppatori curassero meglio i movimenti spontanei della telecamera, per assicurarsi che Snake Pass fosse un gioco che può far perdere la pazienza (e state certi che lo farà) perché è impegnativo e non vi prende mai per mano, non perché non riuscite più a vedere cosa state facendo.
Recensione Videogioco SNAKE PASS scritta da TAHVA Snake Pass è un gioco di grande originalità che vi porrà in mano un sistema di controllo del serpente realistico ma complesso e difficile da padroneggiare. Serviranno pazienza e qualche livello di pratica per godersi appieno le strisciate e le arrampicate di Noodle, che in un mondo di stage ingegnosi ricchi di trappole e molto severi, dovrà però vedersela anche con un nemico davvero sgradito: la telecamera del gioco. Armatevi quindi di pazienza per questa originalissima reinterpretazione dei platform 3D che, spalleggiata anche da un comparto artistico e musicale davvero ben fatti, saprà farvi divertire—ma anche innervosire.
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