Speciale Call of Duty, tutta la storia

A cura di (Dark Nightmare) del
Call of Duty è un franchise che, ormai, tutti conoscono; è stata una delle serie più iconiche nate e cresciute durante la settima generazione di console, e ad oggi può contare su una nutrita schiera di fan, ma anche di detrattori. 
Nonostante infatti la recente direzione futuristica abbia fatto storcere il naso a molti (non a caso ci troviamo di fronte a un ritorno alle origini quest'anno), è innegabile che Call of Duty rimanga un brand importante, nel bene e nel male. Per questo motivo vogliamo riattraversarne la lunga storia, che ha inizio quasi quattordici anni fa, nel lontano 2002.


Da Medal of Honor a Call of Duty
Siamo a gennaio, EA aveva appena rilasciato il nuovo capitolo di una delle sue IP più acclamate, Medal of Honor: Allied Assault. Il gioco ebbe un enorme successo di critica, al punto da essere considerato, ancora oggi, tra i migliori esponenti della longeva serie. A stupire, però, fu il fatto che questo capitolo così iconico fosse sviluppato da un team relativamente inesperto, chiamato 2015, Inc., ma ancora più strano fu il fatto che questo team non sviluppò in seguito nessun altro capitolo della serie, nonostante il successo del suo primo sforzo. La motivazione è presto detta: la maggior parte dei membri del team dette vita a un nuovo studio che prese il nome di Infinity Ward, inizialmente posto allo sviluppo di un altro capitolo della serie di Medal of Honor e capitanato dagli ex-designer di 2015, Inc. Vince Zampella e Jason West. L’esperienza del team con EA non era stata delle migliori, come si può evincere da alcune interviste rilasciate in passato; per questo, quando i ragazzi del neonato studio si trovarono di fronte ad una proposta di lavoro di Activision, accettarono senza pensarci due volte.
Activision voleva espandersi e in particolare voleva contendersi il trono degli sparatutto bellici, strappando lo scettro ad EA. Per questo, Activision dette loro un compito tanto semplice a dirsi quanto complesso a farsi : creare un gioco migliore di Medal of Honor, il cosiddetto “MoH killer”, come venne chiamato il progetto nelle fasi iniziali. Ad Ottobre del 2003, questo progetto raggiunse finalmente gli scaffali dei negozi: Call of Duty uscì in esclusiva PC, ottenendo un enorme consenso di critica e pubblico. La strada da fare era ancora lunga, ma Infinity Ward aveva appena gettato le basi di quella che, di lì a qualche anno, sarebbe diventata una delle serie più famose di sempre. Activision non esitò a dare a Infinity Ward il compito di portare avanti la serie: così, mentre due studi esterni si occupavano di portare il brand su console, con Call of Duty: L’Ora degli Eroi nel 2004 e Call of Duty 2: Big Red One nel 2005 (quest’ultimo sviluppato da Treyarch), Infinity Ward si mise al lavoro sul nuovo capitolo principale. 


Call of Duty 2 uscì nell’autunno del 2005, portando per la prima volta la serie principale su console, visto che il titolo uscì sia su PC che su Xbox 360. Il gioco riscosse un successo ancora più grande di quello del predecessore, complice una campagna in single player memorabile, nella sua durata contenuta, e un multiplayer che, seppur ancora agli albori, sapeva intrattenere a lungo. Call of Duty 2 rappresenta l’inizio della serie come la conosciamo: una campagna breve ma spettacolare, l’abbandono dei medikit in favore dell’autorigenerazione della salute: tutti elementi che sarebbero diventati caratteristici della serie.
Activision voleva puntare molto sulla sua neonata gallina dalle uova d’oro, al punto da voler rendere il brand un appuntamento annuale. Per farlo, però, occorreva un secondo team, in modo da poter dare a ciascun titolo un periodo di sviluppo abbastanza lungo. Per questo, Activision si affidò a Treyarch, studio con cui già aveva collaborato in numerose occasioni, e gli affidò lo sviluppo del capitolo successivo: Call of Duty 3. Il gioco non fece che aumentare ulteriormente il bacino d’utenza della serie, portando una nuova, spettacolare campagna nella Seconda Guerra Mondiale, unita a un multiplayer con più giocatori e più mezzi di quanto fatto dalla serie fino a quel momento. Qualcuno già criticava l’eccessiva somiglianza con i titoli Infinity Ward, complice il fatto che, in quel periodo, gli sparatutto a tema Seconda Guerra Mondiale erano all’ordine del giorno. Di lì a un anno, però, Call of Duty sarebbe stato pronto a compiere il passo decisivo, stupendo pubblico e critica e raggiungendo finalmente l’obiettivo di Activision.


Il dominio del mercato
Call of Duty 4 vinse su tutti quanti: non solo per il cambio di rotta per la serie, con lo spostamento del setting dalla Seconda Guerra Mondiale a un’ambientazione contemporanea, ma anche per l’innalzamento della qualità rispetto al passato, soprattutto in ambito multiplayer. Se, infatti, il gioco presentava una campagna degna di nota nella sua brevità, con alcune missioni rimaste nel cuore degli appassionati (parlo di quelle in cui si impersona il capitano Price), è stato il multiplayer a rendere Call of Duty 4 un punto di svolta, non solo per la serie ma per l’intero panorama videoludico su console. L’introduzione delle classi personalizzabili, dei cosiddetti perks, di un sistema di avanzamento di livelli: tutto questo contribuì a ridefinire il concetto di multigiocatore online per il mondo delle console che, ai tempi, si stava ancora abituando a questa grande novità. Per questo il gioco ha una grande importanza storica, un'importanza che gli è valsa l’affetto duraturo degli appassionati, come ha testimoniato la trepidazione per l’uscita della versione rimasterizzata su PS4 e Xbox One. Con questo capitolo, Activision aveva definitivamente trovato il modo per surclassare Medal of Honor, e così fu. Dopo la breve parentesi di World at War, la serie si spostò in pianta stabile in setting moderni, sia con i sequel diretti di Modern Warfare che con i primi due Black Ops e Ghosts. Tutti questi capitoli sono figli di quel Call of Duty 4 che tanto aveva riscritto la storia della serie, e la cui impronta è visibile anche in tutti i sequel usciti fino ad oggi. Ciascuno di essi è stato accompagnato da un successo di vendite, successo che ha contribuito in modo determinante a fare ciò che Activision si era imposta fin dal principio: “eliminare” Medal of Honor. Il brand di EA, infatti, complice un mal riuscito tentativo di trovare una nuova identità, è stato messo a riposo dopo due deludenti capitoli che nulla hanno potuto contro il dilagante successo della saga di Activision. Già a partire da World at War, anche Call of Duty ha cominciato ad avere una nutrita schiera di detrattori, con le critiche rivolte principalmente alla brevità delle campagne, alla mancanza di innovazioni nel comparto tecnico e nel gameplay. Nonostante questo, però, la serie ha continuato a godere del largo consenso di critica e pubblico, vivendo quella che potremmo definire una vera e propria epoca d’oro, che l’ha portata sulle vette delle classifiche di vendita software.


La svolta futuristica
Treyarch, però, decise di imprimere una seconda svolta alla saga con l’introduzione di elementi futuristici, che fecero la loro comparsa già con Black Ops II. Sebbene ancora fortemente ancorato al presente, il gioco costituì certamente la base per i capitoli futuristici che sarebbero seguiti da lì a qualche anno, vale a dire Advanced Warfare, Black Ops III e il recente Infinite Warfare. Questa seconda svolta, c’è da dirlo, ha diviso gli appassionati molto più che in passato: se, da un lato, c’è chi ha apprezzato il gameplay, ancora più frenetico  e votato al competitivo, c’è anche chi non è riuscito a digerirne il cambio di rotta. Se, in precedenza, i primi erano superiori ai secondi, di recente le cose sembrano cambiate, al punto che Activision ha deciso di puntare su un ritorno alle origini. Al di là della qualità dei singoli titoli, ciò che conta è come questo periodo abbia contribuito a cambiare l’immagine di Call of Duty presso i giocatori, perlopiù in negativo: se già prima la serie vantava molti detrattori, per i motivi elencati prima, con gli ultimi capitoli anche una parte dei fan storici sembra aver voltato le spalle alla ormai longeva saga militare. Certo, non parliamo di un crollo delle vendite, ma possiamo dire che il trono che la serie si era guadagnata ha cominciato a traballare un po’ come, a suo tempo, successe a Medal of Honor. Per questo motivo comprendiamo appieno la volontà di tornare a quella Seconda Guerra Mondiale che era stata la culla del suo successo, ma non possiamo sapere se e quanto questo cambio di rotta contribuirà a riavvicinare molti fan alla serie Call of Duty. Quello che possiamo fare è sperare di trovarci, a novembre o giù di lì, con un ottimo gioco tra le mani, che magari ci faccia ricordare le migliori esperienze che quest brand ci ha saputo donare nei suoi ormai quattordici anni di onorata carriera.
Recensione Videogioco CALL OF DUTY, TUTTA LA STORIA scritta da DARK NIGHTMARE Call of Duty è ormai una serie con ben più di un decennio sulle spalle, una serie che ha conosciuto le luci della ribalta e ha goduto di un enorme successo, non sempre meritato. Activision riuscì nello scopo di rubare il trono di re degli fps che per lungo tempo appartenne a Medal of Honor; ma la ruota, si sa, gira per tutti, e oggi è proprioCall of Duty a sentir tremare il suo regno che, fino a poco tempo fa, sembrava destinato a durare per sempre.
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  • Andre87
    Andre87
    Livello: 2
    Post: 59
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    ho giocato al primo call of duty, era stupendo e innovativo nel single player e fantastico nel multy con cerca e distruggi giocato seriamente, l'espansione poi era un capolavoro ed e' proprio con call of duty che ho iniziato a giocare online..anche il secondo era fantastico, e' stato bello fino a modern warfare 2, il 3 gia' mi aveva stufato, questo lo prendero'
  • prandy
    prandy
    Livello: 6
    Post: 518
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    Io subito non apprezzai il cambio di rotta fatto col 4, ma poi giocando l'mw2 multiplayer offline con 4 amici mi sono ricreduto. Ma da black ops 2 invece non l'ho proprio più apprezzato, volendo rendere il gioco futuristico e inventando cose e armi a cazzo. Magari li avrei apprezzati di più con sole armi a laser o davvero staccate dai giorni nostri..... Comunque son contento del nuovo capitolo, mi manca troppo la seconda XD spero nella rimasterizzazione di big rd one, l'unico gioco del genere che conosca con armi italiane.
  • waltw
    waltw
    Livello: 3
    Post: 1876
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    non ho nessun hype anche perchè se ne avessero parlato prima di bf1, avrei potuto anche sperare in qualcosa di decente, ma cosi', mi sa tanto di cambio di rotta all'ultimo...
  • gennarorevenger
    gennarorevenger
    Livello: 2
    Post: 291
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    Mammamia chi si ricorda il primo Medal Of Honor ? Con 4 pixel sullo schermo ma un comparto audio da 80:1 ??
  • giuseppe1892
    giuseppe1892
    Livello: 1
    Post: 4
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    Originariamente scritto da evelyntayron

    Bellissimo articolo!!
    grazie per aver lasciato un commento che non sia un insulto a call of duty
  • Vroe
    Vroe
    Livello: 4
    Post: 120
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    Originariamente scritto da fabdragonball

    I "veri" call of duty sono dal primo fino al quattro e basta gli altri sono schifezze.
    Includerei anche il primo black ops, il vietnam non era male come ambientazione
  • fabdragonball
    fabdragonball
    Livello: 5
    Post: 1203
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    I "veri" call of duty sono dal primo fino al quattro e basta gli altri sono schifezze.
  • evelyntayron
    evelyntayron
    Livello: 2
    Post: 0
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    Bellissimo articolo!!
  • Big_Boss199X
    Big_Boss199X
    Livello: 4
    Post: 877
    Mi piace 7 Non mi piace -1
    Originariamente scritto da pino cammino

    La rovina di questa saga è l'uscita annuale e poco importa che ci siano 3 studi a lavorarci sopra, quando ogni nuovo cod ha quasi lo stesso gusto del precedente. Ubisoft l'ha capito con AC e si è presa qualche anno di pausa. Chiaramente la mossa di Activision con il nuovo Cod è quella di acchiappare i nostalgici cercando nel contempo di mantenere i fan accaniti che oggi ha la serie. Ad ogni modo non basta cambiare l'ambientazione per rinfrescare una serie che sono svariati anni che si basa sulle stesse meccaniche sia nel multiplayer che nella campagna. Raramente c'è stato coraggio nelle loro scelte (forse l'unica eccezione è stata BO2), ed oggi il gameplay che propone Cod è vecchio, cosi come il motore che lo anima che a livello di fisica ed interazione è fermo a quanto visto in Cod 2. Non ho mai capito come fanno Activision ed i vari studi a guadagnare caterve di soldi e non svecchiare mai la base del gioco, ma d'altronde se vendono cosi tanto chi glielo fa fare? Sono anni che vedo questa serie essere pluripremiata ingiustamente sia dalla critica che dal pubblico, non ho mai visto qualche giornalista dare una stangata alla serie dicendo quello che un pò tutti sappiamo... E' sempre la solita roba da anni.
    Concordo, alla fine cambiano gli ingredienti ma è sempre la stessa minestrina riscaldata. L'ultimo Cod che ho comprato risale a Black ops 1 e ogni anno ho la possibilità di giocare un nuovo capitolo a casa di un mio amico. Per quanto ci lavorino dietro 3 team alla fine della fiera è sempre la stessa roba trita e ritrita. I problemi dello svecchiamento delle meccaniche, la fisica, la casualità delle morti online sono sempre le stesse. Cod fa leva sulla massa e su gente che non ha l'occhio allenato su altri fps o giochi di vario genere. Più che altro da COD WWII mi aspetto il solito americano stereotipato che farà fuori interi eserciti da solo con il suo fidato Thompson. Sarebbe bello vedere anche un minimo di maturità e vestire i panni di: un nazista SS, un giapponese o un ebreo detenuto. Tanto per la politica queste cose non le vedremo mai.
  • pino cammino
    pino cammino
    Livello: 6
    Post: 2295
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    La rovina di questa saga è l'uscita annuale e poco importa che ci siano 3 studi a lavorarci sopra, quando ogni nuovo cod ha quasi lo stesso gusto del precedente. Ubisoft l'ha capito con AC e si è presa qualche anno di pausa. Chiaramente la mossa di Activision con il nuovo Cod è quella di acchiappare i nostalgici cercando nel contempo di mantenere i fan accaniti che oggi ha la serie. Ad ogni modo non basta cambiare l'ambientazione per rinfrescare una serie che sono svariati anni che si basa sulle stesse meccaniche sia nel multiplayer che nella campagna. Raramente c'è stato coraggio nelle loro scelte (forse l'unica eccezione è stata BO2), ed oggi il gameplay che propone Cod è vecchio, cosi come il motore che lo anima che a livello di fisica ed interazione è fermo a quanto visto in Cod 2. Non ho mai capito come fanno Activision ed i vari studi a guadagnare caterve di soldi e non svecchiare mai la base del gioco, ma d'altronde se vendono cosi tanto chi glielo fa fare? Sono anni che vedo questa serie essere pluripremiata ingiustamente sia dalla critica che dal pubblico, non ho mai visto qualche giornalista dare una stangata alla serie dicendo quello che un pò tutti sappiamo... E' sempre la solita roba da anni.
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