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The Walking Dead: A New Frontier - Ep. III

The Walking Dead: A New Frontier - Ep. III

Sopra la legge, sotto la media

Recensione
A cura di del
I primi due episodi di The Walking Dead: A New Frontier, esordio della terza stagione della serie Telltale, ci avevano lasciato buone sensazioni complessive, ma un dubbio relativo al ruolo di Clementine, coinvolta da scelte che ci obbligavano a trattarla quasi come se fosse un personaggio qualunque, conosciuto magari da solo qualche minuto. Abbiamo pertanto approcciato questo terzo episodio, chiamato Above the Law, con tutta la curiosità del caso, ma invece di dissipare i dubbi questa ora abbondante di gioco ne ha fatti emergere di altri. Prima di continuare, vi informiamo come al solito del pericolo di enormi spoiler sulla trama dei primi due episodi, e anche sulla serie TV.



Fratello mio!
Il grande twist della fine del secondo episodio vedeva l’entrata in scena di David, fratello del protagonista Javi, e presunto capo dei New Frontier, la banda di loschi figuri incontrati nei primi atti. Un finale che tutto sommato lasciava spazio ad aspettative che, però, non si sono rivelate del tutto fondate. Diciamo subito che questo terzo capitolo non ha la carica drammatica né del primo episodio, né soprattutto del secondo: in effetti, la sensazione è che nonostante siano successe molte cose, l’intero atto sia considerabile un episodio interlocutorio, che non ha regalato particolari scossoni. O meglio, il gioco sembra fare di tutto per cercare più volte un sussulto, ma dobbiamo confessare come questa volta i personaggi non ci siano sembrati del tutto convincenti. La dinamica che coinvolge Javi, Kate e David appare un po’ troppo scontata, e in realtà non così legata alle azioni che avevamo compiuto nei primi due capitoli. Il ritrovamento del marito, infatti, rappresenterà per Kate un problema non da poco: seppur con ruoli e svolgimento leggermente differenti, tutto il discorso ricorda molto quando, durante le prime puntate della serie televisiva, Rick riusciva a rintracciare la moglie Lori, già impegnata con il rude Shane. Nel frattempo, i personaggi di supporto francamente non ci hanno del tutto convinto, a cominciare da David, fino ad arrivare a Jesus, ma anche a Clementine. In generale il gioco vuole regalare una sensazione di incertezza diffusa, disseminando indizi e depistando il giocatore che, man mano che passa il tempo, deve sempre più avvicinarsi a una decisione definitiva. Anche in questo caso, però, la tensione che dovrebbe accompagnare le scelte più importanti dell’episodio non è particolarmente presente, e quelle che secondo il gioco avrebbero dovuto rappresentare gli enigmi morali più evidenti, per noi sono stati di risoluzione abbastanza immediata.



Le cose sono due: o non ci ricordiamo, o non l’hanno mai detto
E Clementine? L’abbiamo lasciata nel secondo episodio col cuore sempre più arido e un atteggiamento combattivo. Dobbiamo dire, in effetti, che la ragazzina ha rappresentato il motivo di maggiore interesse dei primi episodi, a causa di un’evoluzione psicologica che la rendeva allo stesso tempo familiare ed estranea. L’effetto sorpresa, in questo terzo capitolo, ormai è svanito, e ci lascia in dono un flashback in cui il titolo continua a mostrarci cosa la nostra eroina ha dovuto patire nel periodo che va dalla fine della seconda stagione all’inizio della terza. Questo espediente, però, non funziona molto: il grande inghippo è che il gioco, in tutto questo atto, cerca di farci affezionare e far provare sentimenti per personaggi che, semplicemente, o si conosce da troppo poco, o di cui si ignora o si è dimenticata l’esistenza. La sequenza che riguarda il passato di Clementine, in questo senso, pare essere esplicativa di quanto detto, e ci ha lasciato con una sensazione tutto sommato di indifferenza. La carica drammatica che dovrebbe accompagnare il tutto non è quasi presente, e anche la decisione più importante di questo tratto di episodio pare superflua. Insomma, l’episodio scorre via in poco tempo – poco più di un’ora pare veramente troppo poco, anche per un episodio Telltale – e non sembra riuscire a dare uno scossone particolare; i personaggi non riescono a convincere pienamente e, anzi, in certe particolari dinamiche il gioco sembra voler procedere nella direzione esattamente opposta a quella che noi abbiamo cercato di dare, fin dal primo episodio, a uno specifico rapporto. Possiamo salvare almeno le sequenze finali, allora? Non del tutto, considerato che non giungono a coronamento di un climax degno di questo nome, e anche un po’ a sorpresa. Anche qui, infatti, quanto accaduto non ci ha sconvolto più di tanto, considerato lo scarso feeling provato in rapporto alla quasi totalità dei personaggi presenti. Dal punto stilistico, allora, molto meglio i titoli di testa, che iniziano a fare luce su aspetti della storia per ora ignorati nei primi due capitoli. Poco da dire sul gameplay, che non riesce a sostenere la narrazione in maniera convincente: anche i quick time event, in alcuni frangenti, sembra abbiano subito un impoverimento nelle dinamiche di esecuzione.
  • + Sequenze iniziali stilisticamente apprezzabili
  • - Evoluzione psicologica dei personaggi poco convincente
    - Decisioni che non coinvolgono dal punto di vista emotivo
    - Troppo corto, anche per gli standard del genere
voto
6,5

Questo terzo episodio di The Walking Dead: A New Frontier non ci ha convinto: la sensazione è che il titolo cerchi in tutti i modi di farci prendere decisioni che in senso oggettivo sono drammatiche, ma che sul piano soggettivo non sembrano avere un particolare impatto, perché coinvolgono personaggi tutto sommato anonimi. Le scelte più importanti da compiere ci hanno lasciato indifferenti, e nessun personaggio sembra aver beneficiato di una crescita psicologica degno di tale nome, compresi Javi e Clementine. Un atto che si presenta, così, interlocutorio, e che si conclude con una sequenza non sostenuta da un climax particolarmente degno. Appare tutto un po’ artefatto, quasi scontato, e con poco mordente. Si salvano le sequenze iniziali, se non altro sul piano stilistico, mentre il gameplay non riesce a sostenere appieno il tutto.

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