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Va(le) Pensiero

Va(le) Pensiero

Un day one forse poco galattico

Rubrica
A cura di del
Questo fantasmagorico mese di marzo che ricorderemo per delle uscite videoludiche imponenti volge al termine. In coda a titoli come Horizon: Zero Dawn (che non so voi, ma a me dà l’impressione di essere uscito una marea di tempo fa), Breath of the Wild, Nier Automata, c’è Mass Effect Andromeda, di cui trovate la recensione a cura del nostro Yuri qualche pagina accanto a questa.
Non voglio rovinarvi il piacere di godere del lavoro fatto dal mio collega, quindi vi basterà sapere che il giudizio sul titolo è generalmente positivo. In ogni caso, il discorso che mi accingo a fare riguarda più l'attesa verso il day one, un racconto dei giorni (e degli anni) precedenti al prossimo 23 marzo.
Il fatto è che, per una serie di motivi, nonostante abbia la mia copia per PlayStation 4 pronta per essere ritirata al day one, non riesco ad essere eccitato per l’arrivo di Mass Effect Andromeda.



Anti-hype
Mass Effect è una delle mie saghe videoludiche preferite. Anzi, la sparo grossa, forse Mass Effect è LA saga videoludica. Per costruzione della storia e pianificazione è forse l’unica vera saga blockbuster che i videogiochi abbiano avuto nell’epoca recente. Come molti ritengo il secondo capitolo il migliore, e come altrettanti ho trovato poco efficace il finale, seppure l’idea di base fosse giusta ed interessante, e ancora peggio la “patch-spiegone” applicata qualche tempo dopo da Bioware per assecondare i piagnistei di parte del pubblico. Proprio come nel cinema, a riconfermare la sua natura da “blockbuster”, in un trilogia il secondo episodio è il migliore ed il terzo è il peggiore del trio.
All’arrivo delle prime notizie su quello che, all’epoca, si chiamava Mass Effect 4, ho avuto i primi spasmi in alcune parti del corpo. Seppure con quel finale lì fosse difficile immaginare un seguito delle avventure del Comandante Shepard, in qualche modo Bioware stava riportando in auge il suo più grande franchise. È successo però che, contrariamente alle aspettative, Andromeda non è stato lanciato in pompa magna come tutti ci aspettavamo. Voglio dire, l’Assassin’s Creed più scadente di turno degli ultimi anni (scegliete voi quale, io non ci casco) ha avuto decisamente più promozione in confronto.
Prima c’è stato un breve teaser, poi una (deludente) demo in 4K su PlayStation 4 Pro, poi i classici trailer di gameplay e cinematografici di turno. Da un lato Bioware ed Electronic Arts, vista la natura complicata della saga e l’eredità di Shepard, hanno portato avanti una campagna di promozione molto silenziosa, tacendo volutamente su tanti aspetti del gioco, da quelli più tecnici ai più artistici. Solo in occasione del lancio della Iniziativa Andromeda abbiamo iniziato a sapere qualcosa del gioco in termini di trama, molto tardi rispetto alla media. Questa cosa è un bene, in un certo senso, perché mi ricorda il lancio “a sorpresa” di Fallout 4 da parte di Bethesda, con il titolo in uscita di lì a qualche mese. È anche un male perché, lo sapete, nella situazione attuale del mercato videoludico sapersi vendere è più di metà dell’opera.
Arriviamo quindi alla mia situazione in cui, a meno di una settimana dal day one e qualche giorno dall’inizio dei giochi per i possessori di Xbox One con EA Access, non riesco ancora ad essere “voglioso” di mettere le mani su Andromeda. E non è colpa di Zelda che sto divorando ogni giorno, mi sono fatto una bella auto-valutazione, ve lo giuro.



Il troppo stroppia
Il problema è di natura personale, ovviamente. Non prendo neanche in considerazione tutto quel bailamme di assurdità venuto fuori nei giorni scorsi. Il fatto principale è che, forse, non c’era tutto questo bisogno di nuovi Mass Effect. Io sono lo stesso che era perplesso riguardo l’annuncio di The Last of Us – Part II, alla fine. Il primo titolo della saga è uscito nel 2007, dieci anni fa, che per la velocità con cui viaggia il mondo dei videogiochi si può tranquillamente moltiplicare per 1,5. C’è stata una grande trilogia conclusasi tre anni dopo, o anche cinque anni fa volendo, e l’industria è andata avanti. Abbiamo visto tante altre saghe, grandi blockbuster e piccole produzioni diventate rapidamente oggetti di culto per la stragrande maggioranza dei giocatori (vedi Dark Souls), e molti di questi nuovi prodotti hanno anche preso spunto da Mass Effect, vuoi per il sistema delle scelte o per alcune soluzioni di gameplay (vedi Destiny). Insomma: sono cresciuto, siete cresciuti, l’industria è cresciuta.
Andromeda è esattamente come il reboot di un grande franchise cinematografico: non necessario, ma comunque apprezzabile se fatto decentemente. È stato progettato proprio in questo modo, dalla costola di Mass Effect 2 a livello temporale, con la voglia di portare un mood alla “Guardiani della Galassia” a livello di storia, visto che fin da subito lo studio specificò come la trama di Andromeda sarebbe stata più leggera della trilogia originale.
Mass Effect è riuscito a rimanere impresso nei giocatori di tutto il mondo, in chi l’ha giocato e in chi ne ha sentito soltanto parlare. Ce l’ha fatta nonostante quei 15 minuti finali che hanno messo a dura prova buona parte dei giocatori, annientando i buoni propositi di altrettanti. Se Andromeda sarà un best seller e al pubblico piace, si partirà con una nuova trilogia, se ne esce male, però, Mass Effect verrà ricordato dalla nuova generazione di giocatori solamente come quel gioco con le brutte animazioni. Peccato per Shepard però, che invece era un grandissimo protagonista, si muoveva comunque male ogni tanto insieme ai suoi compagni (ma era il 2007 e ancora il mondo non si era riempito di programmatori e 3D artist come oggi), ma ci ha fatto vivere una grandissima storia. Speriamo dunque che la sua astronave non si schianti su un pianeta di Andromeda.

Con Andromeda, fin dal primo annuncio è mancato "l'effetto wow" avuto all'epoca con il primo Mass Effect. Da un lato spero che Mass Effect Andromeda risulti essere un capolavoro, oggi come tra qualche tempo. Per zittire un po’ i complottisti, quelli che l’hanno crocifisso per la mancanza del doppiaggio in italiano, quelli che “fate i cosplayer a casa vostra”. Dall’altro, spero che Bioware possa trovare un'altra sua dimensione al di fuori di Mass Effect, così da portarci verso galassie (metaforiche) non ancora esplorate.

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