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Atelier Firis

Atelier Firis

Un viaggio per diventare alchimisti

Recensione

PC, PS4, PSVITA

Gioco di ruolo

2 novembre 2016 Giappone

A cura di del
Atelier è una delle saghe di JRPG più longeve della storia videoludica: includendo solo i capitoli principali ed escludendo remake e spin-off, si possono contare ben 17 titoli, rilasciati dal 1997 fino ad oggi. L’arrivo di Atelier Firis: The Alchemist and the Mysterious Journey, già uscito in Giappone a inizio novembre dell’anno scorso e solo recentemente arrivato anche in territorio europeo ed americano, corrisponde al diciottesimo capitolo di questa fortunata serie. Scopriamo insieme di che si tratta e se a 2017 inoltrato questa serie può ancora dire la sua.

Voglia di uscire fuori
Si tratta del secondo capitolo della trilogia “Mysterious” e, quindi, di un sequel diretto di Atelier Sophie, rilasciato da noi poco meno di un anno fa. Vogliamo comunque tranquillizzare i neofiti della serie: non è necessario aver giocato necessariamente Sophie per poter apprezzare questo capitolo: potreste non cogliere alcune delle evidenti citazioni, ma il titolo si fa giocare ugualmente senza troppi sforzi. 
Interpreteremo Firis, la giovane omonima ragazza cresciuta a Ertona, un villaggio nascosto all’interno delle montagne e quindi oscurato dal pericoloso mondo esterno: il suo sogno è sempre stato quello di poter uscire dal suo paese e viaggiare. All'inizio dell'avventura, nel villaggio arriverà Sophie, protagonista del precedente titolo, e Firis scoprirà di avere un innato talento per l’alchimia, riuscendo a combinare diversi materiali per creare oggetti con cui poter aiutare se stessa e le persone intorno a lei. Grazie a questa sua nuova abilità, riuscirà finalmente a ottenere il consenso per uscire dal villaggio, accompagnata dalla sorella maggiore Liane che le farà da scorta, ma ad una condizione: avrà un anno di tempo per arrivare a Reisenberg e superare l’esame per ottenere la licenza di alchimista. Se fallirà, o se non riuscirà ad arrivare all'esame in tempo, dovrà tornare al villaggio senza fare storie.



Corsa contro il tempo
E’ proprio su quest’ultimo punto che, almeno inizialmente, siamo rimasti delusi: avevamo elogiato il precedente capitolo proprio perchè si era finalmente liberato dai vincoli temporali, e la notizia del loro ritorno non ci ha fatto fare proprio salti di gioia. Per fortuna, il time limit è davvero molto generoso e anche ben gestito all’interno della storia, tanto che ci comunque il tempo di godere del panorama circostante, esplorandolo  in libertà. Un limite generoso, però, resta sempre e comunque un limite, quindi il nostro consiglio è quello di non sottovalutare eccessivamente le tempistiche necessarie: fate sempre attenzione all'orologio e cercate di non concentrarvi troppo sulle sidequests, limitandovi a raccogliere i materiali necessari e completare il vostro obiettivo principale.
E’ evidente dunque che gli sviluppatori di Gust abbiano cercato di trovare un compromesso per accontentare i puristi della serie, così come coloro che si approcciano per la prima volta al franchise. L'esplorazione e tutte le missioni secondarie non andranno però a perdersi per sempre, dato che una volta superato l’esame saremo finalmente liberi di poter apprezzare tutto ciò che abbiamo lasciato indietro senza preoccuparci delle tempistiche.


Viaggio alla scoperta dell’alchimia
Il focus del gioco è incentrato non solo sulla destinazione finale e sul completamento della storyline principale, ma sul viaggio stesso: l’esplorazione di queste aree molto vaste alla ricerca del maggior numero di materiali possibili, possibilmente esplorando anche i diversi dungeon alla ricerca di oggetti più rari, è incredibilmente soddisfacente e divorerà la maggior parte del nostro tempo. Abbiamo molto apprezzato una delle novità di Atelier Firis, ossia l’atelier portatile: potremo sfruttare una delle zone predisposte per montare il nostro accampamento, depositare tutti gli oggetti raccolti, riposarci e sfruttare l’alchimia per creare nuovi oggetti. La fase di alchimia è rimasta perlopiù invariata rispetto al precedente capitolo, unendo alla raccolta di materiali una sorta di puzzle game alla “tetris” per combinarli nella miglior maniera possibile e ottenere ottimi risultati. Non dimenticatevi però del limite di tempo. Alcuni oggetti infatti richiederanno anche diversi giorni in-game per giungere a completamento e, per quanto ben fatto, perdersi nel crafting degli oggetti potrebbe diventare problematico.

Non solo creativi, ma anche strategici
Come avrete sicuramente capito, non aspettatevi storie epiche su un mondo in pericolo che va salvato o cose del genere: la trama è incentrata principalmente sulla crescita della nostra giovane protagonista, facendo da contorno a quella che è l'esperienza alchemica del gioco. Trattandosi di un gioco di ruolo, le battaglie svolgeranno comunque un ruolo importante: avremo a disposizione un solo tipo di formazione in cui piazzare il nostro team: un personaggio davanti a tutti (preferibilmente un “tank” difficile da abbattere), altri due personaggi poco dietro e la nostra Firis obbligatoriamente nelle retrovie. Non abbiamo purtroppo la possibilità di decidere tra diverse formazioni offensive o difensive e non potremo neanche spostare Firis di posizione, a dimostrazione di una scarsa libertà su questo fronte. Potremo vedere l’ordine in cui i personaggi attaccheranno attraverso una barra posizionata nella parte destra dello schermo, venendo addirittura avvisati nel caso il nemico si stia preparando a una mossa speciale. Ogni nostra azione caricherà un’altra barra speciale posizionata nella parte sinistra, e quando essa sarà carica potremo attivare il Chain Burst Attack: usando più personaggi che possono attaccare consecutivamente prima dell’azione di un nemico o skill apposite e oggetti, i nostri colpi diventeranno molto più potenti. Nel caso l’attacco di un nemico sia indirizzato a Firis, e nel caso la barra del Chain Burst sia abbastanza carica, si potrà scegliere di sacrificarne una piccola parte e utilizzare uno dei nostri personaggi per proteggerla, prendendosi l’attacco. Capire quando è il momento di utilizzare una determinata abilità, oggetto, o addirittura fuggire se non si è all'altezza, può fare la differenza tra la vita e la morte; nel caso tutti i punti vita dovessero finire, saremmo comunque rispediti all'ultimo atelier utilizzato, perdendo buona parte dei materiali raccolti fino ad allora, non incapperemmo dunque in alcun game over, ma saremo comunque puniti per aver osato troppo.



La bellezza del mondo
Da un punto di vista stilistico l’atmosfera fiabesca del titolo convince, sopratutto nelle zone dove la vegetazione è ricca  e rigogliosa.  Anche il framerate è rimasto fisso, calando raramente e solo in zone particolarmente colme di nemici e materiali; in termini di dettaglio, però, il livello è scarso e mostra i segni di un motore di gioco ormai datato. Se i personaggi principali sono ben curati e facilmente riconoscibili, ai classici NPC non è stato riservato lo stesso trattamento: un atteggiamento prevalentemente nipponico che, purtroppo, non sembra destinato a trovare una conclusione.  Anche la colonna sonora risulta decisamente gradevole da ascoltare, risultando indicata per ogni sessione del gioco. Un bonus sicuramente gradito è la possibilità di cambiare le tracce per i diversi eventi del gioco (come le battaglie e la musica all’interno dell’atelier), scegliendo anche tra musiche provenienti dal precedente capitolo. Purtroppo anche Atelier Firis non è stato localizzato in italiano e siamo costretti a sconsigliarne l’acquisto a coloro che non conoscono la lingua inglese.
  • + Tanti ambienti da esplorare
    + Alchimia ben realizzata
    + Buona colonna sonora
    + Storia leggera ma gradevole
  • - Tecnicamente datato
    - Può diventare ripetitivo
    - Solo in lingua inglese
voto
8

Con Atelier Firis: The Alchemist and the Mysterious Journey gli sviluppatori hanno cercato di mettere d’accordo sia i puristi della serie che i nuovi potenziali fan della saga. Il risultato è ben riuscito: ci sono stati molti miglioramenti rispetto al precedente capitolo e anche il ritorno del limite temporale, che potrebbe fare storcere il naso, non è poi così frustrante e si adatta bene a una prima run del giocatore. Un titolo sicuramente di nicchia, ma degno dell’attenzione di tutti gli appassionati.

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