Recensione di Ghost Recon Wildlands

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PC, PS4, Xbox One
  • Genere:

     Sparatutto
  • Sviluppatore:

     Ubisoft Paris
  • Data uscita:

     7 marzo 2017
- Mondo di gioco enorme
- Ricco di attività a ogni angolo della strada
- Resa della guerriglia di strada efficace
- Coinvolgente in coop
- La narrativa rischia di passare in secondo piano
- Qualche bug di troppo
- Intelligenza artificiale mediocre
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A cura di (Buddybar) del
Arrivato al principio del weekend con quasi 50GB sulle spalle di download, siamo riusciti nelle prime ore di gioco a scalfire la superficie di Ghost Recon Wildlands che, a conti fatti, ci è parso un gioco vasto e variegato, necessitante di ben più tempo per essere approfondito a dovere, sia in singolo ma soprattutto in cooperativa. Non volendo dunque tuffarci in considerazioni definitive troppo affrettate per un gioco di questa portata, ci affideremo al format della Recensione in Corso per darvi le nostre prime, generali, impressioni.


L'arte dell'essere letali
Ghost Recon Wildlands ci catapulta in una Bolivia avversa, costantemente afflitta da una guerriglia tra il cartello Santa Blanca, le omertose forze dell'ordine, i ribelli e noi, soldati fantasma con il solo compito di sovvertire questo regime semi-dittatoriale. 
Le fazioni sono fin da subito chiare, i rapporti pure. Le strade non sono posti sicuri e l’appartenenza a una di queste realtà è una lotta continua per la sopravvivenza. Essere decisivi sarà il paradigma di tutta l’avventura, silenziosi quando necessario, ma sempre letali in costante lotta contro El Sueno, punta estrema della piramide criminale sotto cui tutto il narcotraffico boliviano ha luogo. Per arrivare in cima sarà necessario trovare tutti i luogotenenti del cartello e, uccidendoli, sgretolare così l’edificio a partire proprio dalle sue fondamenta. Un pretesto più che interessante per giustificare le scorrazzate per il mondo di gioco, enorme e ricco di qualsiasi tipo di attività, ma che, per quanto costantemente presente tramite molteplici espedienti narrativi (radio, dossier e cutscenes), non sembra voler decollare oltre all’essere sfondo delle nostre vicende. L'altra faccia della medaglia, però, è che ciò lascia molta più libertà nel perdersi per la mappa in assalti e incursioni, rendendo l'azione il vero fulcro del gioco. In ogni momento è possibile intraprendere qualunque tipo di missione senza “attivarla”, ma semplicemente dirigendosi verso il posto indicato e seguendo quanto visibile a schermo, sia essa primaria o secondaria. 
Delle prime ce ne sono due tipi, uno basato sul recupero dell’intel necessaria per trovare la locazione delle missioni, mentre il secondo basato sulla parte esecutiva delle stesse, che possono variare dall’eliminare un convoglio, all’interrogare un criminale per darci dettagli aggiuntivi sul cartello. Queste, in particolare, ci porteranno ad avvicinarci pian piano agli scagnozzi di El Sueno, facendoci così progredire nella nostra scalata.
Le secondarie, invece, possono essere ancora più variegate, con diversi tipi di missioni contestuali o itineranti per la mappa, mentre altre utili per recuperare in alcuni edifici particolari informazioni sulla locazione di determinate risorse. In generale comunque, che sia un assalto armato o un’incursione letale, in tutte ci sarà da farsi largo tra le fila nemiche fino all’obiettivo.
L'altro punto di forza di Ghost Recon Wildlands è, difatti, la vastità del mondo gioco e le ore di divertimento garantite per tutti coloro che troveranno interesse nelle sue dinamiche, sperando ovviamente che l'eccessiva quantità non faccia sfociare tutto ciò in un’eventuale sensazione di noia.


Il primo approccio al gameplay
La prima cosa che ci viene chiesta di fare, una volta lanciato Ghost Recon Wildlands, è creare il nostro alter ego virtuale. La natura online del titolo dà il là a una personalizzazione sufficientemente profonda che ci renderà unici fra il pubblico dei videogiocatori. Il gioco nelle fasi iniziali, privo delle dinamiche introdotte dai bonus alle abilità o dai perks particolarmente vantaggiosi che vedremo nel dettaglio una volta arrivati al completamento dell’avventura, si fa ampiamente giocare. Lo shooting regala un buon feeling, anche se ci vuole un attimo per adattarsi al continuo passaggio della mira alla prima persona. L’azione poi dovrà essere sempre preceduta da un opportuno scouting della zona. Marchiare i nemici non solo ci porta ad averli sempre segnalati sulla mappa, ma anche a farli vedere ai nostri compagni di squadra per organizzare opportune tattiche di avanzamento. Spesso servirà sincronizzarsi per l’eliminazione delle guardie per riuscire a superare i pattugliamenti più serrati.
L’intelligenza artificiale dei nemici in modalità normale non è particolarmente brillante, ma la difficoltà complessiva non è bassa in quanto viene bilanciata dal numero degli avversari e dei rinforzi una volta ingaggiato il fuoco e dalla loro potenza d’attacco. Più volte ci siamo trovati a morire per un piccolo errore in fase di avanzamento, venendo così soverchiati dalle forze nemiche. Il sistema di guida sembra più che buono soprattutto a bordo dei mezzi di terra, mentre gli elicotteri ogni tanto tendono a scappare di mano. 
Fin da subito è palese che il gioco sia stato pensato principalmente per il gioco cooperativo ed esso si dimostra estremamente valido proprio quando siamo portati a combinare i nostri sforzi per riuscire a scardinare le difese nemiche durante un assalto. Qualora giocassimo in singolo, verremmo sostenuti da tre NPC, che ci accompagneranno nell’avventura sino alla comparsa di un amico nella nostra partita, ma l’esperienza non riesce in ogni caso a eguagliare quella di un team ben assortito.


Uno sguardo alla tecnica
Sul versante tecnico, il gioco è purtroppo ancora un po’ problematico, con la vastità dell’open-world che lascia spazio a bug di vario tipo, alcuni anche esilaranti, e a un matchmaking non sempre perfetto su ps4. Quando funziona, però, il sistema di ingresso e uscita dalle partite è totalmente seamless ed estremamente fluido.
Le montagne boliviane hanno una discreta resa grafica di cui apprezziamo più la ricchezza del mondo di gioco, con avamposti molto frequenti e un’abbondante vegetazione, piuttosto che il mero dettaglio grafico. 
In questa fase iniziale siamo stati accompagnati da una colonna sonora efficace, guidata dal ritmo della radio locale, come il buon vecchio Far Cry 4 insegna, che alterna canzoncine boliviane a discorsi retorici di El Sueno, ottimamente doppiato in italiano dall’immancabile Luca Ward.
Recensione Videogioco GHOST RECON WILDLANDS scritta da BUDDYBAR Sebbene questo sia solo un primo sguardo a Ghost Recon Wildlands, su cui vogliamo certamente dedicare più tempo per riuscire ad approfondirlo per bene, siamo stati in grado di carpire un buon numero di informazioni per darvi un quadro, perlomeno generale, di quella che è l'offerta ludica del titolo. Tra gli argomenti che abbiamo tralasciato in questa recensione in corso segnaliamo la dinamica di crescita del personaggio e di potenziamento dell'arsenale, nonchè un discorso più organico sulla qualità definitiva della narrativa e della longevità del titolo.
Il gioco, comunque, nonostante un lato tecnico ancora ballerino può vantare una quantità di contenuti enorme e dà il meglio di sè nelle partite giocate in cooperativa. Tornate sulle nostre pagine nei prossimi giorni per saperne di più.
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    Commenti: 17 - Visualizza sul forum
  • giacomo25
    giacomo25
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    secondo me dovrebbero modificare 3 cose: 1.impronte veicoli e persone perchè senza assomiglia veramente a un gioco della play 3 e le luci delle macchine che restano accese all'infinito anche se distrutte 2.bug clamorosi 3.la grafica globale se riescono ad eliminare queste cose il gioco sarebbe perfetto
  • buddybar
    buddybar
    Redattore
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    Originariamente scritto da faxspin

    Ma la cooperativa è solo online o anche offline?
    Solo online
  • faxspin
    faxspin
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    Ma la cooperativa è solo online o anche offline?
  • DoubleBarrel
    DoubleBarrel
    Livello: 4
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    Originariamente scritto da buddybar

    Al giorno d'oggi la grossa sfida sta nello stratificare un titolo al punto da renderlo godibile per chi cerca un divertimento leggero e profondo per chi cerca una sfida continua e appagante.
    Cosa riuscitissima in Nier: Automata e che stranamente nella relativa recensione non è stata presa minimamente in considerazione. Glielo fai tu il càzziatone a Gottlieb da parte mia ?
    Riguardo a Wildlands condivido pienamente che non si possa recensire in fretta e furia.
  • TylerDurden
    TylerDurden
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    E' "Always Online" come The Division e For honor?

  • Livello: 0
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    Originariamente scritto da mat80
    Buddy ho letto da qualche parte che tramite la pressione di uno dei due stick è possibile mantenere la terza persona anche durante le sparatorie, è vero?
    Si te lo confermo,è possibile passare alla terza persona ma è leggermente defilata sopra la spalla se non ricordo male
  • mat80
    mat80
    Livello: 5
    Post: 590
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    Buddy ho letto da qualche parte che tramite la pressione di uno dei due stick è possibile mantenere la terza persona anche durante le sparatorie, è vero?
  • pino cammino
    pino cammino
    Livello: 6
    Post: 2295
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    Il gioco secondo me, qualche cosa di interessante la propone. Credo che giocato in coop con qualche amico possa divertire, ma onestamente è innegabile che sotto diversi aspetti il gioco sia mancante ed anche qui non si va oltre la ormai "tradizionale" realizzazione degli open world. Poi quelli che fa Ubisoft di solito si assomigliano un pò tutti nelle meccaniche.
  • Stiffmaister
    Stiffmaister
    Livello: 6
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    Originariamente scritto da duc69

    E' tempo che la scarsa qualità della IA influenzi pesantemente il giudizio sul gioco. Basta far finta che non sia un aspetto fondamentale per un certo tipo di giochi. E' il primario, secondo me. Non pretendo l'eccellenza, ma almeno che si veda l'impegno nello sviluppo. L'ultima IA decente che ho visto è stata quella di Metro 2033.
    E qui il like può accompagnare solo. Metro 2033 e Last Light due capolavori assoluti che più invecchiano e più migliorano. Storie ad altissimo livello, meccaniche survival, difficoltà elevate, IA più evolute di quelle odierne..
  • duc69
    duc69
    Livello: 1
    Post: 4
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    E' tempo che la scarsa qualità della IA influenzi pesantemente il giudizio sul gioco. Basta far finta che non sia un aspetto fondamentale per un certo tipo di giochi. E' il primario, secondo me. Non pretendo l'eccellenza, ma almeno che si veda l'impegno nello sviluppo. L'ultima IA decente che ho visto è stata quella di Metro 2033.
  • ramoilo
    ramoilo
    Livello: 6
    Post: 1251
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    Originariamente scritto da Edgar

    Questo non è un Ghost Recon, mancano le coperture, possibile che sulla rete nessuno ne parli? Tra gli specialisti intendo. Nessuno ricorda la tecnica intrinseca nel gameplay dei precedenti? Il gioco era 'tecnico' in sé. Veramente peccato, questo sembra più un GTA style che un Ghost Recon. Ho provato abbondantemente sia la closed beta che la open beta. Oltre la grafica e il mondo vasto non c'è nulla di immersivo, ricordate quando si scortava un ostaggio liberato in Futur Soldiers, ecco ora provate a compararlo con una simile operazione in Wasteland: avete ottenuto la recensione in estrema sintesi.
    Concordo, la beta mi ha dato l'impressione fin troppo forte di un MGS 5 con più roba ma ampiamente peggiore, di un just cause senza rampino, di mille giochi diversi, ma non mi ha ricordato un ghost recon...

  • Livello: 0
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    Ho giocato sia la closed che la beta ed aspettavo il gioco da reveal trailer dell'anno scorso. Il Gioco presenta in se delle criticità quali bug allucinanti,un weapon feedback mediocre ma anche una componente che accomuna ovviamente tutti gli Open World ossia la ripetitività nelle azioni da svolgere e missioni da compiere. Di contro si presenta con una ambientazione di gioco mai vista in precedenza,veramente vasta (pensate che per attraversare l'intera mappa in diagonale occorrono circa 9 minuti di volo con il bimotore) e dei panorami mozzafiato.C'è una personalizzazione del proprio avatar che della dotazione personale veramente vasta e,cosa mai vista prima,a seconda delle armi scelte,l'avatar avrà il proprio plate carrier modificato per trasportare quelle munizioni (ossia se scegliete ad esempio uno shotgun,vedrete le cartucce). Si tratta di un Open Word nato sfruttando il franchise di ghost Recon,ma che con i Ghost Recon classici ha be poco cui spartire E' un capolavoro?assolutamente no ma è un gioco che,se giocato in coop da il meglio delle proprie potenzialità. Aspetto domani per andarlo a ritirare!
  • Edgar
    Edgar
    Livello: 3
    Post: 279
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    Originariamente scritto da buddybar
    Capisco il tuo punto di vista, ovviamente uno spera sempre di ritrovare ciò che gli piaceva dei precedenti capitoli. Io però penso che, senza analizzare i singoli casi, la linearità di un titolo (come la intendi tu) non sia per forza indice di una maggiore cura e attenzione ai dettagli, ovviamente risulta molto più difficile da mettere in atto, su questo non penso ci siano dubbi. Al giorno d'oggi la grossa sfida sta nello stratificare un titolo al punto da renderlo godibile per chi cerca un divertimento leggero e profondo per chi cerca una sfida continua e appagante.
    Condivido.
  • buddybar
    buddybar
    Redattore
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    Originariamente scritto da Edgar

    Non dovevano farlo "open world" appunto. Non gliela perdono. Il genere di Ghost Recon dà il massimo su un "progetto" lineare. Dove per "lineare" intendo qualcosa di positivo, di qualitativo. Prima dicevamo che il multiplayer competitivo era il futuro e che non c'era bisogno delle campagne in single. Poi ci siamo ricreduti. Adesso la stessa cosa sta avvenendo con Open World e "lineare". Il tempo mi darà ragione. Credimi comunque, ho apprezzato molto la recensione in corso, l'ho letta e apprezzata, ma non condivido la deriva che il gioco sta prendendo (presta troppo il fianco al "cazzeggio")
    Capisco il tuo punto di vista, ovviamente uno spera sempre di ritrovare ciò che gli piaceva dei precedenti capitoli. Io però penso che, senza analizzare i singoli casi, la linearità di un titolo (come la intendi tu) non sia per forza indice di una maggiore cura e attenzione ai dettagli, ovviamente risulta molto più difficile da mettere in atto, su questo non penso ci siano dubbi. Al giorno d'oggi la grossa sfida sta nello stratificare un titolo al punto da renderlo godibile per chi cerca un divertimento leggero e profondo per chi cerca una sfida continua e appagante.
  • Edgar
    Edgar
    Livello: 3
    Post: 279
    Mi piace 7 Non mi piace -3
    Originariamente scritto da buddybar

    Il discorso, a mio parere, è che i giochi, man mano che si va avanti con gli anni, tendono ad ibridare delle meccaniche del tempo in cui escono con quelle tipiche delle serie che prendono in eredità. L'open world richiede spesso degli aggiustamenti, volti ad arricchire la quantità di attività, generalizzandole in parte. E' normale che questo succeda, l'importante è che non vada a snaturarlo completamente e non credo sia questo il caso. Comunque per un'analisi veramente dettagliata, vi rimando alla recensione definitiva dove avrò modo di provare ai vari livelli di difficoltà tutte le meccaniche disponibili.
    Non dovevano farlo "open world" appunto. Non gliela perdono. Il genere di Ghost Recon dà il massimo su un "progetto" lineare. Dove per "lineare" intendo qualcosa di positivo, di qualitativo. Prima dicevamo che il multiplayer competitivo era il futuro e che non c'era bisogno delle campagne in single. Poi ci siamo ricreduti. Adesso la stessa cosa sta avvenendo con Open World e "lineare". Il tempo mi darà ragione. Credimi comunque, ho apprezzato molto la recensione in corso, l'ho letta e apprezzata, ma non condivido la deriva che il gioco sta prendendo (presta troppo il fianco al "cazzeggio")
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