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For Honor

For Honor

L'analisi finale del multiplayer

Recensione
A cura di del
Se l'esperienza single player di For Honor ci ha in parte confermato quanto ci aspettavamo e in parte deluso per via di una percettibile mancanza di coraggio, il discorso  è invece totalmente diverso per quanto riguarda la componente multigiocatore. Dopo diverse ore spese a trafiggere e uccidere avversari in quantità, tiriamo dunque le somme sul nuovo titolo Ubisoft, che, vi anticipo, ho amato sin dall'inizio. Prima di iniziare, vi consiglio però di recuperare l'articolo che abbiamo dedicato alla campagna (lo trovate qui), cosi da avere una visione d'insieme chiara e completa, utile a farsi un'opinione quanto più dettagliata ed esaustiva.

L'Arte della Guerra
La struttura che tiene in piedi questa bellissima giostra di For Honor è, lo sappiamo, il combat system, unico e piacevolmente riuscito. Se rientrate quindi nella categoria di giocatori che si sono sentiti in qualche modo traditi da un'esperienza single player non troppo appagante, allora è decisamente il caso di tuffarvi a capofitto nel multiplayer per capire di che pasta è davvero fatto il titolo Ubisoft. Prima di parlare dell' ecosistema del gioco, parliamo delle fondamenta, rocciose e funzionali: i combattimenti all'arma bianca di For Honor sono senza ombra di dubbio tra i migliori che abbiamo potuto mai giocare sul panorama console, resi tali da un sistema di combattimento che saprà certamente stupirvi. La gestione basilare della guardia e degli attacchi, quindi quella che vi richiederà di indirizzare l'impugnatura del vostro eroe in una determinata direzione (destra, sinistra, in alto), si rivelerà presto essere solamente la punta di un iceberg incredibilmente profondo che vi terrà impegnati ore e ore nel tentativo di scoprirlo tutto. Come per tutti i giochi del genere però è consigliabile studiarne a fondo gli elementi "primitivi", prima di addentrarsi in tattiche più avanzate. Cercate quindi di assimilare nel miglior modo possibile le finte e controfinte che vi ritroverete a fare contro il vostro avversario di turno, eludendo e anticipando le sue mosse cambiando in continuazione posizione della guardia prima di sferrare il vostro fendente piuttosto che intercettare il suo. In questo senso la scelta dell'attacco può risultare fondamentale: bastano pochi colpi per fare secco il nemico e scegliere quale utilizzare tra l'offensiva leggera e pesante (tasto dorsale e grilletto sinistro) potrà fare la differenza: inanellare una serie di attacchi in combo metterà fine molto presto all'incontro. Ovviamente come in qualsiasi gioco di "lotta fino alla morte" che si rispetti avrete a disposizione una serie di combo spesso letali, consultabili tramite il semplice richiamo del menu di gioco, e che una volta apprese riuscirete a utilizzare con buona facilità: importantissimo in questo caso conoscere e abituarsi alle animazioni di gioco, responsive, sofferte e straordinariamente reali, che serviranno a scandire il tempo tra la pressione di un tasto e l'altro; sbagliate tempismo e la combo fallirà. For Honor però non è solo attacco e difesa, finta e controfinta: le arene nelle quali vi scontrerete con i temibili avversarsi non saranno molto grandi (dipende dalla modalità), e richiederanno quindi anche un discreto studio dell'ambiente circostante e soprattutto di posizionamento: i più furbi utilizzeranno il level design a proprio favore, spingendo i nemici giù da un ponte o infilzandoli negli spuntoni che talvolta fuoriescono dalle pareti. Insomma un sistema di combattimento capillare e strutturato che richiederà molte ore di gioco per esser compreso, in virtù anche del fatto che esistono una serie di aspetti inizialmente sconosciuti, come per esempio le schivate e gli attacchi imparabili, che potranno essere appresi e sfruttati solo dopo aver dedicato il giusto tempo allo studio del sistema di gioco, oltre che qualche partita nel tutorial (base e avanzato) utile più che altro a darvi le basi solide di cui parlavamo sopra.

L'Anima della Guerra
Arriverà il momento in cui vi sentirete sicuri, capaci, imbattibili e forse subentrerà anche la noia. In quell'esatto istante deciderete di cambiare classe, fiduciosi del fatto che "tanto non sarà poi cosi diverso usando un'altra categoria di eroe". Bene, li scoprirete l'anima di For Honor, che oltre al combat system stratificato e complesso di cui abbiamo appena finito di parlare, giocherà il suo anno nella manica: la profondità, varietà e diversità di ogni eroe. Il mondo di For Honor è abitato tra tre grandi fazioni, Vichinghi, Samurai e Cavalieri, ognuna delle quali metterà a vostra disposizione quattro differenti tipologie di personaggi utilizzabili, che in totale fanno dodici. Ognuna di queste, leggete bene, ha un set di mosse uniche e diverse fra loro, oltre che -ovviamente- animazioni che ne tratteggiano poi la diversità più evidente. Per questo motivo vi ritroverete a fare i conti con la necessità di conoscerle tutte quante alla perfezione per sentirvi davvero sicuri, ma sappiate che questo processo richiederà del tempo e sopratutto della gran pazienza. For Honor è, per certi versi, un trial and error che saprà scoraggiarvi per poi ricompensarvi con la giusta dose di soddisfazione. A far da cornice agli scontri c'è poi il sistema di crescita e build del nostro eroe, tramite oggetti ricevuti come ricompensa dagli scontri, che se equipaggiati potenzieranno o depotenzieranno alcuni parametri specifici della classe in questione. Non abbiate paura, perché esistono eroi pesanti ma letali, leggeri ed elusivi e ovviamente quelli più equilibrati: troverete senza alcun fatica quello che veste meglio i vostri gusti e vi divertirete a potenziarne le qualità, consci del fatto che queste modifiche però avranno riscontro solo nella modalità 4vs4, quella più confusionaria e meno impegnativa di tutte. L'anima competitiva del gioco è ovviamente rappresentata dagli scontri 1vs1 e quelli in coppia, dove conterà solamente la skill e la conoscenza del gioco da parte del player. Questa grossa varietà di features e varianti implica anche uno sbilanciamento forse inevitabile ma per ora non grave e al contrario riparabile in poche mosse: il supporto di Ubisoft non mancherà, dato che sono in arrivo le partite classificate che daranno anche il via all'era competitiva di For Honor che, speriamo, abbia successo. Le uniche pecche non trascurabili e al contrario per certi versi distruttibili, sono i server p2p e le microtransazioni. I primi creano non poche difficoltà nei match online ed è inspiegabile questa scelta da parte di Ubisoft vista la natura competitiva e soprattutto online del gioco; le altre invece vanificano un po' lo sforzo del giocatore nell'accrescere le caratteristiche del proprio eroe, permettendo di acquistare crediti utili ad aprire box che conterranno l'equipaggiamento da utilizzare poi nella personalizzazione del guerriero.
  • + Combat System incredibile
    + Mutiplayer accattivante, esaltante e stimolante
    + Varietà di classi
    + Animazioni ottime
  • - I server p2p sono una scelta inspiegabile
    - Le microtransazioni rovinano un po' il sistema di crescita
    - Single player tutto sommato buono ma poco coraggioso
voto
8

For Honor è uno dei titoli multiplayer in assoluto tra i migliori di questa generazione: il combat system strutturato e appagante unito a una varietà di classi di tutto rispetto tratteggia il profilo di un quadro curato e creato per strizzare l'occhio alla fetta d'utenza più competitiva che deciderà di farsi sedurre da un concept medievale, antico e violento. Peccato davvero per i server p2p che rischiano di rovinare tutto (sopratutto in Italia, causa connessioni scadenti), nel complesso però l'operazione di Ubisoft è da premiare ed elogiare, sperando che il supporto post lancio e anche il percorso del titolo ricalchi quello di Rainbow Six Siege, capace anche lui di appassionare e intrappolare nella sua rete competitiva una community decisamente numerosa.

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