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Vampyr

Vampyr

Essere o non essere vampiro, questo e' il problema

Anteprima
A cura di del
Provate a immaginare una Londra afflitta dall’influenza spagnola, per di più appena uscita da una guerra logorante e in questo contesto un medico che, giorno dopo giorno, deve aiutare i cittadini in difficoltà. Ora, però, inserite nell’equazione il fatto che contro la sua volontà Jonathan, il medico, è stato trasformato nella creatura notturna più famosa di tutte, il vampiro. La necessità di nutrirsi e il giuramento di Ippocrate rendono sofferta l’anima del protagonista, costantemente in lotta tra le proprie pulsioni e la sua formazione professionale. Esattamente queste sono le premesse di Vampyr, nuovo titolo dei Dontnod che ricordiamo per Remember me e in particolare Life is Strange, che attraverso la formula dell’action-adventure vuole raccontarci le avventure di questo combattuto personaggio. A Parigi, durante l’evento di presentazione della line-up di Focus, siamo riusciti a scoprire qualcosa di nuovo sul gioco grazie a una presentazione degli sviluppatori, un video e una breve intervista al narrative-designer del titolo, ma purtroppo nessuna nuova sezione di gameplay: a seguire, le nostre impressioni. 
 

Il potere della narrativa al servizio del gameplay
Come ci ha tenuto a precisare lo stesso team di sviluppo, la narrativa è sempre stata al primo posto nei giochi targati Dontnod. Con Vampyr, però, c’era la necessità di abbinare a questa loro inclinazione naturale una struttura del gameplay sufficientemente complessa da poter mettere in atto le due dinamiche fondamentali del gioco: la prima che regolasse il diverso agire del giocatore in base all’appetibilità di cedere ai propri istinti vampireschi o meno, e la seconda che rendesse coerente il contorno narrativo una volta percorsa l’una o l’altra strada. Libertà e consistenza narrativa, dunque, due elementi tanto auspicabili quanto difficili da far conciliare opportunamente. 

La libertà, prima di tutto, possiamo notarla dal punto di vista strutturale, il genere di appartenenza del gioco è infatti l'Action-RPG e tutto ha luogo in un mondo di gioco open-world. Andare dove si vuole, personalizzare il proprio personaggio in base alle proprie esigenze, decidere se optare per alti quantitativi di esperienza in cambio del sangue degli innocenti o salvarli rimanendo però più deboli, sono fra le diverse attività che già di per sé danno una forte identità al gioco. Tutto questo è solo una piccola parte di ciò che sarà possibile fare in Vampyr. La città è un'entità pulsante, divisa in distretti e popolata da 60 personaggi, ciascuno con un'intelligenza artificiale propria. Non fatevi ingannare dal numero, perché la sorte di ciascuno di questi personaggi è in grado di cambiare totalmente la faccia del distretto di appartenenza. Soddisfare i propri istinti vampireschi uccidendo un barista potrebbe far prendere in mano il locale alla moglie oppure portarla sull'orlo della depressione mandando in rovina l'attività. Va da sé che le possibilità a fronte di una rete piramidale formata da sessanta elementi sono praticamente infinite. Ogni azione va poi, pian piano, a condurci verso uno dei 4 finali del gioco, di cui uno meno tragico degli altri, ma possibile solo a patto di non uccidere alcun civile durante tutta la durata della partita. 
 

Un assaggio del combat-system
Tutto questo interesse verso la narrativa e lo sviluppo intricato dei personaggi di Vampyr non ha però fatto dimenticare ai ragazzi di Dontnod quanto potesse essere interessante sviluppare un combat-system profondo e al passo con i tempi. Durante il giro per gli studi, abbiamo visto gli sviluppatori al lavoro su alcune fasi degli scontri, di cui abbiamo potuto avere un piccolo assaggio. 
L’impressione è andata oltre ogni più rosea aspettativa. Ci è sembrato di aver a che fare con un sistema che ibridasse il combattimento dei souls, durante la permanenza nella forma umana, alla fluidità del freeflow system, nel passare da un nemico all’altro durante quella vampiresca.

Nel frattempo il riempimento e lo svuotamento della barra del sangue sono andate a creare un ritmo tra la necessità di succhiare il sangue delle nostre vittime e quella di sfruttare le abilità del vampiro per uscire dalle situazioni più difficili.
Tecnicamente c’è poco da dire, se non riportare un miglioramento generale della resa a schermo rispetto alla build del precedente E3, più pulita e dalle ambientazioni più curate, ma a testimonianza di ciò abbiamo soltanto un brevissimo spezzone video per cui non ci addentreremo in ulteriori considerazioni.
  • [+] Una città viva e pulsante
    [+] Premesse narrative importanti
    [+] Gameplay legato a doppio filo con la narrativa
    [+] Combatsystem inaspettatamente interessante

Vampyr merita la palma di gioco più atteso fra quelli provati a Parigi per l'evento di Focus Home Interactive. Il titolo propone molteplici aspetti interessanti sia sul lato narrativo, con un protagonista in eterna lotta fra i suoi due lati di sè, sia sul piano del gameplay, con una città intera in continuo mutamento e un combat-system totalmente inaspettato. Attendiamo ulteriori informazioni durante l'anno per capire se i Dontnod riusciranno fare centro un'altra volta dopo il grande successo di Life is Strange, ma le basi sembrano esserci tutte.

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