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Ghost Recon Wildlands

Ghost Recon Wildlands

A caccia di narcos in Bolivia

Anteprima
A cura di del
Wildlands è un titolo che è riuscito a stuzzicarci fin da subito: il setting open-world unito all'approccio tattico tipico del brand di Ghost Recon è un connubio potenzialmente perfetto. Per questo motivo siamo arrivati carichi di aspettative a questo hands-on, durante il quale abbiamo avuto l'occasione di concentrarci su una buona porzione di campagna, sia in single player che in coop, senza contare il primo vero first look al sistema di crescita del personaggio e di tutte le features che caratterizzano il mondo di Wildlands. Il risultato, vogliamo anticiparvelo, è sicuramente soddisfacente, anche se non cosi impattante come -forse- era lecito aspettarsi: la nuova strada intrapresa dal celebre shooter tattico di Ubisoft è certamente interessante, anche se in certi momenti si ha le netta sensazione che il titolo pecchi d'originalità e ambizione, accontentandosi un po' troppo di dinamiche e situazioni già viste.




Terre selvagge
Il plot utilizzato dal nuovo Tom Clancy's è discretamente abusato nell'immaginario comune recente, ma non per questo risulta poco intrigante: catapultati in Bolivia, dovremmo guidare una squadra d'agenti letali e specializzati, i Ghost,  nella caccia ai massimi esponenti del cartello boliviano che controlla tutto il narcotraffico della zona. A capo di questa struttura gerarchica c'è El Sueno, il Pablo Escobar della situazione che sogna il dominio incontrastato all'interno di una nazione che vuole piegare al suo volere. La Bolivia di Wildlands però riserverà molte sorprese, a partire dalla cura e la maestria con cui è stata ricreata: il nostro girovagare per quest'angusto territorio sarà un alternarsi di piccoli agglomerati urbani, catene montuose difficilissime da scalare e foreste ostili che limitano la visibilità. La cosa che colpisce maggiormente però è la costante sensazione che l'ambiente che ci circonda sia vivo e in qualche modo indipendente, in questo senso aiuta molto il meteo dinamico e il ciclo giorno notte, oltre che i piccoli scorci di vita quotidiana degli abitanti del posto che possiamo cogliere nel bel mezzo dei nostri viaggi da un obbiettivo all'altro: il popolo Boliviano non è un semplice elemento di contorno, ma quando chiamato in causa diventa parte integrante dell'esperienza. Il cartello di Santa Blanca è una presenza molto ingombrante, e a subirne le conseguenze non saremo solo noi, o le altre forze militari chiamate in causa in questa spietata guerriglia territoriale, ma anche i poveri agricoltori e allevatori che popolano gli altopiani boliviani. Spostarsi da un luogo all'altro poi sarà molto dinamico e soprattutto ricco di possibilità, grazie a veicoli d'ogni tipo: dalle auto più sgangherate a quelle più performanti, senza contare elicotteri, aerei e motoscafi. Insomma il setting scelto dal team di sviluppo si dimostra sicuramente vincente e decisamente uno degli aspetti più azzeccati della produzione. Anche tecnicamente Wildlands si comporta discretamente bene: rinuncia per forza di cose a un livello di dettaglio elevatissimo in qualche texture, soprattutto in quelle che caratterizzano la flora, ma il colpo d'occhio è soddisfacente e a tratti mozzafiato: vi capiterà spesso di fermarvi sul ciglio di un precipizio per ammirare le immense pianure sotto di voi, piuttosto che sorvolare un lago smuovendo l'acqua e obbligando cosi gli uccelli che si stavano abbeverando a scappare spaventati.

Plata o Plomo
Ghost Recon Wildlands però è anche e soprattutto azione, da quella più immediata e furiosa a quella invece più sottile e ragionata. Il free roaming costruito da Ubisoft lascia molta libertà d'approccio al giocatore, che potrà decidere se effettuare un attacco diretto ai nemici consumando proiettili e spargendo quanto più sangue possibile, oppure organizzare delle vere e proprie operazioni stealth, dove il nemico non si accorgerà neanche della vostra presenza.  Dopo aver perso qualche minuto nella creazione del personaggio, tramite un editor abbastanza classico che però regala anche qualche chicca di personalizzazione interessante, come per esempio un'ampia scelta di tatuaggi da applicare sulle braccia del nostro soldato, piuttosto che cicatrici e oggetti cosmetici vari, ci siamo catapultati nel cuore dell'azione. Le missioni che abbiamo potuto provare nel corso del nostro hands-on si alternavano sostanzialmente tra il recupero di un ostaggio, l'eliminazione di un determinato obbiettivo o l'assalto ad una fortezza nemica, e possiamo dire che tutte queste tipologie d'operazioni riescono a incarnare meglio l'anima del gioco se giocate in stile furtivo. Nonostante questo però la struttura di gioco e in particolare il level design decidono in maniera evidente di rimanere abbastanza ibride senza voler spingere il giocatore a preferire una o l'altra soluzione. Per questo motivo è probabile che vi ritroverete spesso ad aprire il fuoco, rinunciando in parte a raffinati tatticismi. Il classico sistema di coperture dei third person shooter invece non è molto accentuato e non costituisce parte imprescindibile dell'esperienza di gioco: potrete infatti alternare sezioni più avventurose ad altre più ragionate, senza dover per forza ricorrere alle coperture. I controlli e il gameplay ci sono sembrati buoni anche se alcuni aspetti sono evidentemente da limare: un po' rigida la risposta del personaggio, colpa anche di animazioni per ora abbastanza legate e poco fluide, mentre il gunplay delle armi rispecchia efficacemente la tipologia di bocca di fuoco che state utilizzando, obbligandovi a diversificare lo scontro a fuoco con il nemico. Ovviamente tutta la struttura di gioco di Wildlands viene esaltata dalla cooperativa a quattro giocatori, soprattutto se deciderete d'essere affiancati da giocatori con la stesse vostre intenzioni. Al contrario, quindi giocando in maniera più leggera (in stile GTA, per capirci), tutta le fondamenta del gioco potrebbero crollare e vi darebbero una visione distorta dell'essenza del titolo. Coordinare gli attacchi, utilizzare il drone in dotazione per esplorare anticipatamente l'ambiente ed evidenziare i nemici, studiare il giusto equipaggiamento ed annessi perk (di cui parleremo in seguito), per poi passare all'azione e portare a termini la missione in modo brillante piuttosto che faticando un po' di più, riuscirà a soddisfarci e sopratutto spingerci a continuare a sperimentare diverse tattiche e approcci.
In singolo invece il ritmo è più smorzato e meno coinvolgente, anche perché l'IA non è ancora brillante e i compagni saranno d'aiuto ma non troppo: avrete si la possibilità di impartirgli ordini specifici, come concentrarsi su uno o più bersagli, ma le loro iniziative personali saranno abbastanza limitate e poco incisive. Dall'altra parte l'intelligenza nemica ci è parsa discretamente buona, salvo qualche scivolone. C'è da dire però che il nostro test era impostato sulla difficoltà base, e che sicuramente il gioco renderà meglio se impostato alla massima difficoltà, obbligando quindi il team a prestare più attenzione ai dettagli e ai tatticismi, che sono poi l'anima del brand di Ghost Recon. Inoltre se la prima micro zona che abbiamo visitato (Itacua) era molto accessibile, la successiva (Montuyoc), scenario del nostro provato in cooperativa, si è dimostrata molto più impegnativa, dimostrazione che anche le varie macro aree della mappa rappresentano anche un diverso livello di difficoltà. Il territorio bolivano però non sarà solo popolato da gli affiliati al cartello di Santa Blanca, anzi, ci saranno anche altre due fazioni che prenderanno parte al massacro. In primis le Forze Ribelli, che saranno in grado di fornirci un utile supporto nel corso degli scontri a fuoco: potremo in qualsiasi momento richiamare un piccolo menu a schermo che ci permetterà di scegliere che tipo di aiuto richiedere, come per esempio dei colpi di mortaio su una determinata zona, oppure un diversivo per distrarre i nemici, o ancora il drop di un veicolo casuale per permetterci di scappare da situazioni complicate. Utilizzare una qualsiasi di queste abilità causerà un cooldown di 120 secondi, dopo i quali sarà nuovamente possibile utilizzare le Forze Ribelli; più Rebel OPS completeremo, più features sbloccheremo, e maggiore sarà la nostra possibilità di diversificazione sul campo di battaglia. Per localizzare questa particolare tipologia di missioni sarà semplicemente necessario interrogare alcuni individui. rintracciabili sulla mappa perché contrassegnati da un punto esclamativo. Le Unidad Forces invece sono un'unita militarizzata boliviana, che farà di tutto per metterci i bastoni fra le ruote: più gli daremo fastidio, più il livello di attenzione nei nostri confronti salirà e di conseguenza impiegheranno  più forze per eliminarci. Piccola ma importantissima nota a margine: potete passare da modalità in singolo a coop in qualsiasi istante, conservando i progressi dalla partita in corso, e avrete addirittura la possibilità di giocare ad un livello di difficoltà personalizzato, senza adattarsi per forza a quello del party. In buona sostanza potranno esistere sessioni di coop dove ognuno dei quattro giocatori gioca a una difficoltà differente l'uno dell'altro; il sistema sarà adattivo e modificherà quindi solo le statistiche di base, e non l'IA dei nemici.

We are Ghosts
In Ghost Recon Wildlands la crescita del personaggio non sarà per forza legata a una classe scelta nella fase embrionale della creazione del vostro soldato. Al contrario il sistema di leveling è strutturato in maniera intelligente, capace quindi di offrire un buon ventaglio di opzioni al giocatore. Per accumulare l'esperienza utile a sbloccare tutte le skill sarà necessario portare a termine missioni, ma anche e sopratutto raccogliere diverse risorse all'interno dell'universo di gioco, come la benzina, provviste mediche, alimentari e componenti tecnologiche. Sarà possibile ottenerle esplorando la mappa e raccogliendole dai vari bidoni o contenitori, oppure assaltando determinate tipologie di cargo. Ad ogni modo, una volta soddisfatti, sarà ora di accedere allo skill three e decidere cosa potenziare: abilità legate alle armi, skill del drone, potenzialità fisiche, di squadra e il supporto ribelle di cui parlavamo prima. Insomma la scelta è discretamente varia e vi consentirà di sperimentare una consistente quantità d'approcci e playstyle differenti.. L'arsenale a disposizione dei Ghost è invece composto da settanta armi, tutte dotate di silenziatore (fondamentale per le fasi stealth) e completamente personalizzabili. Dai mirini, ai caricatori fino alle vernici: l'esperienza di Wildlands non vuole far leva solamente su un gameplay vario ma anche sulle possibilità di personalizzazione da offrire al giocatore. C'è molta libertà, sia in termini di open world che di customizzazione: sarà interessante tentare di trovare il giusto assetto a livello di equipaggiamento, per poi stravolgerlo tentando di diventare ugualmente abili nell'utilizzo di altre armi e abilità.

  • [+] Ambientazione coinvolgente e ben caratterizzata
    [+] Gameplay vario che non obbliga un determinato tipo d'azione
    [+] Cooperativa a quattro giocatori coinvolgente

Ghost Recon Wildlands si presenta come un buon gioco, che catapulta il brand di Ghost Recon all'interno di un classico sistema free roaming tipico di Ubisoft. La Bolivia è molto bella da vivere ed esplorare, con qualche paesaggio che saprà sicuramente stupirvi. Il gameplay ricalca le orme del classico TPS, smorzandone un po' le dinamiche per permettere a tutte le tipologie di giocatori d'avvicinarsi al gioco e applicare il loro stile preferito. Certo, forse un'anima tattica più accentuata avrebbe certamente contribuito a dare un'impronta più originale a un titolo che rischia di far pervadere la sensazione del more of the same, ma che in realtà se giocato in coop a 4 giocatori e al massimo livello di difficoltà può tranquillamente soddisfare anche i player più esigenti e maggiormente legati alla classica struttura di Ghost Recon. Ecco, se volessimo muovere una critica costruttiva potremmo dire che Wildlands è poco ambizioso e al contrario accomodante, per via di un gameplay che può risultare molto standard, circondato però da un setting affascinante che contribuisce a rendere l'esperienza divertente e, a suo modo, intrigante. La nostra prova ci ha lasciato un po' con l'amaro in bocca perché le sessioni in cooperativa si sono rivelate riuscite (dopo aver trovato la giusta quadra con i compagni) e avremmo voluto spenderci più tempo, cosa che faremo in sede di recensione. Nel periodo che ci separa dall'uscita del gioco vi consigliamo d'iniziare a mettere su una squadra affiatata e pronta ad armarsi fino ai denti: i paesaggi mozzafiato della Bolivia sono pronti ad accogliervi, cosi come gli spietati e sanguinolenti affiliati al cartello di Santa Blanca.

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