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Little Nightmares

Little Nightmares

Il giallo è verità

Provato
A cura di del
Nel corso della scorsa Gamescom, a Colonia, un titolo in particolare aveva attirato la nostra attenzione. Parliamo di Little Nightmares, un platform realizzato dal navigato team di Tarsier Studios, già autori di LittleBigPlanet 3 e Teraway Unfolded. Con indosso un piacevole impermeabile giallo, con un cappuccio a triangolo a nascondere il viso della nostra protagonista, la enigmatica Six, abbiamo nuovamente affrontato le impervie strade della nave, il Maw, dalla quale abbiamo deciso, all’improvviso, di scappare. In una sessione di circa un’ora ci siamo quindi lanciati nuovamente nei panni del folletto giallo, alla ricerca di una vita d’uscita.
 


Il folletto in giallo
Little Nightmares, come abbiamo già anticipato, è un platform a scorrimento laterale, ma con dalla sua parte un 3D che permette l’esplorazione completa delle varie stanze a nostra disposizione, sfruttando il concetto di profondità in maniera molto intensa. Nella demo provata, che era condita anche da alcuni elementi che avevamo già testato alla Gamescom, il nostro primario obiettivo era sgattaiolare alle spalle di uno strano omuncolo, munito di lunghissime braccia che spostavano il suo peso verso il davanti: con una testa interamente fasciata da vistose bende, il suo unico modo per riuscire ad acciuffarci era seguire il rumore dei nostri passi o sentire il nostro odore, con un olfatto che lo avvicinava moltissimo a un canide. Prima ancora di infilarci in questa che è stata una reiterata boss battle, terminata in maniera abbastanza elaborata, abbiamo comunque potuto riassaporare il gusto dell’esplorazione e della risoluzione degli enigmi propostici da Little Nightmares. Il punto focale dell’esperienza risiede nel fatto di impersonare un folletto di piccolissime dimensioni, la nostra Six, calato in un mondo a misura d’uomo, e pertanto in una scala molto più grande della nostra protagonista. Premere, pertanto, un tasto per chiamare l’ascensore, o entrare in una stanza con la porta chiusa, rappresentano i veri scogli da superare in questa avventura, perché anche il lancio di una bambola rumorosa diventa un’opera incredibilmente complicata, come se Davide volesse lanciare Golia. Le nostre uniche armi sono rappresentate, poi, dalle nostre gambe, agili e rapide a scappare, e da una piccola fiammella, con la quale potremo illuminare gli anfratti bui o accendere delle lanterne disseminate nel corso dei vari scenari, probabilmente collegati a una sorta di collezionabili. D’altronde il gioco, a detta degli sviluppatori, è pieno di oggetti da trovare e da adoperare o, per come l’abbiamo intuita noi, anche distruggere, come la matrioska che abbiamo individuato e rovesciato poco prima della boss battle conclusiva. Altresì, annessi agli oggetti da trovare, abbiamo scovato anche una stanza segreta, l’unica dell’intero livello, che è riuscita ad aumentare esponenzialmente il senso di inquietudine che già era abbastanza alto nello scenario complessivo: dalla stanza, alla quale si accedeva facendo pressione su una mattonella del pavimento, era possibile spiare due letti, sui quali dormivano adagiate due sagome di bambini, ai quali però non ci è stato possibile, né ci è stato confermato dal team, dare una sorta di consistenza, per capire se realmente si trattasse di infanti o altro. Il mistero legato a quelle che sono, quindi, le reali condizioni nelle quali ci ritroviamo aumentano sempre di più, con tantissime domande sullo scenario che attendiamo vengano risolte qualche giorno prima del 28 aprile, release del titolo. 



In gabbia

L’esplorazione, comunque, come dicevamo, rappresenta uno dei momenti fondamentali di Little Nightmares, che pur essendo un lungo binario sul quale avventurarsi, riesce a metterci dinanzi a ripetuti enigmi da risolvere per comprendere come effettivamente riuscire a procedere nel nostro percorso. Ritrovarsi quindi chiusi in una stanza con un televisore e una porta sprangata dalla quale uscire sarà il momento decisivo per capire che quello schermo va acceso e va prodotto tanto rumore quanto basta per far sì che il nostro carnefice ci raggiunga e si lasci aggirare. Allo stesso modo, come può tornarci utile un pianoforte appeso a una fune se non per saltarci sopra e fungere da ponte tra due librerie? Sono le domande che il titolo ci porta a farci, per far sì che la nostra risposta sia l’immediata soluzione all’enigma. In questo ambiente fortemente cupo, realizzato con una intensa scala di grigi, il nostro impermeabile giallo riesce ad avere la meglio, perché il suo colore forte, intenso, radioso, rappresenta il momento topico della narrazione. Inoltre i movimenti concessi alla nostra protagonista ci permettono di inserirla maggiormente nella profondità dello scenario proposto, anche là dove non sarà assolutamente necessario ai fini dell’avventura alzare o abbassare lo sguardo per fissare qualcosa. Almeno non nella demo che abbiamo provato noi. Alternando quindi dei momenti pacati, nei quali avremo il tempo per ragionare, ad altri molto più ansiogeni nei quali saremo rincorsi e dovremo fare forza sulle nostre sole gambe e la nostra capacità di arrampicarci, arriveremo anche a delle boss battle. Non sappiamo quante saranno, né quanti avversari da sconfiggere ci saranno, perché il team ha, giustamente, mantenuto la segretezza più totale sull’argomento: quella che abbiamo affrontato, in ogni caso, si è dimostrata degna di essere l’enigma conclusivo di quelli provati durante il nostro viaggio: anche in questo frangente il livello di ansia era decisamente elevato, per contrastare le lunghissime braccia del nostro avversario, pronte ad acciuffarci dopo aver tastato l’intera stanza nella quale ci siamo ritrovati chiusi e costretti. L’ambientazione ci ha rapiti, lo scenario anche: la battaglia ci ha un po’ innervositi, ma è giusto così, d’altronde la difficoltà a volte è quel sale che manca a un piatto insipido.




  • [+] Atmosfera e stile unici
    [+] Enigmi dalla giusta difficoltà
    [+] Una storia pregna di mistero

Little Nightmares ha confermato tutte le nostre idee già elaborate nel corso della Gamescom: il platform di Bandai Namco è condito da un’atmosfera incredibilmente affascinante, con un forte giallo che si staglia in questa scala di grigi inficiata da esseri umanoidi e antropomorfi ai quali non si riesce a dare una vera e propria forma e natura. Con un’esperienza che, a detta degli sviluppatori, durerà tra le sei e le otto ore, Little Nightmares rappresenterà, ne siamo sicuri, una piccola perla del mercato videoludico del 2017, andando a irradiare tutte le produzioni che si fregiano di uno scenario ispirato e carico di domande dal punto di vista di ciò che stiamo guardando. Nell’ansia e nell’incertezza si ritroverà il successo che speriamo di poter confermare a ridosso della fine di aprile.

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