Speciale Proprio lui?

A cura di (Gottlieb) del
Se nell'immaginario moderno Bryan Cranston è uno spigoloso professore di chimica desideroso di risolvere i propri problemi di salute e famigliari intavolando un duro e pericoloso gioco da trafficante di droga, in una delle serie tv meglio scritte dell'ultimo decennio, nella memoria di chi ha qualche anno in più e la passione per la serialità l'ha scoperta quando le piattaforme on demand non erano ancora disponibili, Cranston ha un enorme passato da commediante. Il suo passato nei panni di ditirambico padre di Malcolm, nell'omonima serie tv che vedeva Frankie Muniz in the middle, viene a galla accanto a uno sboccato James Franco, che dopo la parentesi thriller di Good People si rilancia a petto nudo, coperto di soli tatuaggi, in una piena commedia americana. Per fortuna, però, Proprio lui? non è soltanto questo.



Vacanze di Natale. Dal Michigan alla California, a Stanford, per andare a trovare Stephanie, l'adorata figliola prossima alla laurea. Questa è la storia di Ned, un padre iperprotettivo, proprietario di una grande azienda di stampa e tipografia, chiamato a conoscere il fidanzato di sua figlia. Laird è un imbarazzante ragazzo della Silicon Valley, che ha creato una reggia sfarzosa nella quale gestisce i suoi affari in maniera impulsiva e agitata, come un animale impazzito. La sua genuinità e la sua vita senza filtri hanno però sedotto la giovane Stephanie, ma non l'austero Ned: tra i due nasce una rivalità che porterà il secondo a un altissimo livello di panico quando Laird gli chiederà il suo benestare per fare la fatidica proposta alla figlia.
Il più forte dei pregi offerti dalla sceneggiatura di Proprio lui? è il voler porre l'accento su un argomento che persino noi in Italia sentiamo d'attualità, ma che ancora non abbiamo imparato ad affrontare: il conflitto tra la generazione dei giovani attuali e quella dei genitori oltre i quarant'anni, con questi ultimi che perseguono l'ideale di professioni ancorate alla laurea e bramose di una solidità che appartiene all'idea di industria vecchio stile; i primi, invece, capitanati da James Franco, che riesce a plagiare la testa della giovane e intraprendente Stephanie, figlia di Bryan Cranston, rappresentano l'ideale del coraggio, del mettersi in gioco, del lanciarsi in attività completamente innovative, leggasi la produzione di app o di videogiochi, con un fare scanzonato ma incredibilmente produttivo. Ed è qui che l'azienda di famiglia di Ned, una tipografia oramai in decadimento a causa del boom di internet, è costretta a chiedere soccorso, figurativamente, al magnate Laird, che nonostante i suoi appena trent'anni riesce a bearsi di un conto in banca di oltre cento milioni di dollari e di tutto lo sfarzo necessario per identificarsi come un degno giovane fuori dai ranghi. In questo conflitto la commedia riesce a offrire degli spunti interessanti, perché nell'esuberanza di Franco e nella volgarità tipica della commedia americana, che spesso vediamo trasposta anche nella versione dei cinepanettoni italiani, Proprio lui? diventa ripetitivo, ridondante ed eccessivamente sopra le righe. Alcuni dettagli sono realmente di cattivo gusto, così come alcune situazioni sono al limite del credibile, portandoci ad accusarne il peso a causa della durata ingiustificata per una commedia, che va quasi oltre l'ora e mezza. Nonostante quindi il piacevole citazionismo, con i Kiss in pieno spolvero e Kaley Cuoco pronta a ironizzare sul suo terrificante cachet per The Big Bang Theory, lo sfarzo dopo un po' inizia a far storcere il naso, soprattutto nelle ripetute lotte completamente gratuite tra James Franco e il suo maggiordomo, che come tale non vuole essere identificato ed etichettato. Se quindi la commedia europea, con Italia e Francia a fare da portabandiere, si è ancorata al conflitto tra nordisti e sudisti, quella americana vuole incessantemente che vi sia battaglia tra le diverse generazioni, offrendoci un argomento sicuramente più tangibile e più di attualità, oltre che maggiormente ispirato. D'altronde, in questi che sono gli anni del cambiamento sociale nel nostro Paese, il messaggio di Franco è forte e dovrebbe rimbombare nella testa dei nostri adulti: allo stesso tempo, però, questa non è una commedia che, per il linguaggio usato e per la scurrilità eccessiva, può facilmente indirizzarsi a un pubblico più avanti con l'età. 



Il piacere, in ogni caso, di tornare ad apprezzare un Bryan Cranston ben immerso nella commedia ha un sapore nostalgico che andrebbe colto: se il suo momento più alto, sia per notorietà che per riuscita, è da ricollegare a Breaking Bad, è importante ricordare l'importanza pop che ha avuto l'attore americano nei già citati panni di padre di Malcolm, con le sue smorfie facciali che lo hanno reso, nell'immaginario comune, l'ideale padre di famiglia, ancorato ai lavori di un tempo e pronto a impugnare il vessillo per guidare la famiglia al successo. Nel duello con James Franco, che nella sua interpretazione propende pedissequamente alle movenze di un Adam Sandler arricchito, è sicuramente Cranston che ne esce vincitore, nonostante il suo ruolo da condannato alla sconfitta, all'accettazione del tempo che avanza. Nel finale, però, nella risoluzione del plot, le idee sono al limite del credibile, pur provando a trovare una conclusione diversa da quella scontata: dopo 110 minuti ritrovarsi con poco e niente tra le mani non è assolutamente quello che ci si aspetterebbe e in questo Proprio lui? si conferma una commedia americana da godere nello svolgimento piuttosto che nella risoluzione. 
Recensione Videogioco PROPRIO LUI?  scritta da GOTTLIEB Proprio lui? in poche parole è una commedia che avrebbe dovuto avere una durata molto inferiore rispetto a quella proposta: arrivare a ridosso delle due ore per esaurire un conflitto generazionale tra James Franco e Bryan Cranston conduce la pellicola a essere ridondante e di difficile sopportazione della sua scurrilità, divertente nelle prime gag, ma poi eccessivamente esuberante. Il permetterci di tornare ad apprezzare Cranston nelle vesti di padre di famiglia in una commedia è comunque un punto a favore per John Hamburg, che dopo aver diretto Ben Stiller - qui produttore insieme a Jonah Hill - in tutte le iterazioni de Ti presento i... e Zoolander, continua il suo filone di commedie che puntano al pungente, con qualche buona idea, ma eccessivamente diluite.
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    Commenti: 7 - Visualizza sul forum
  • Gottlieb
    Gottlieb
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    Originariamente scritto da FasatoPlasma40.0

    In poche parole senza questo cast sarebbe stato una mmmeeerxxx...comunque stima per Brian Cranston che , come suggerisce l articolo non è da relegare a Breaking Bad. È un ottimo attore e soprattutto fa ridere, ha la dote di far divertire chi lo guarda , ricordo che da piccolo guardavo Malcolm solo per il Papà (Brian Cranston)ed il fratellino più piccolo ( non ho idea di chi sia l attore)che mi facevano ribaltare dal ridere.
    Era Erik Sullivan, che però dopo Malcolm ha fatto soltanto una piccola parte in un film del 2010 e poi non ha più recitato in nessun film/serie tv.
  • FasatoPla...
    FasatoPla...
    Livello: 1
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    In poche parole senza questo cast sarebbe stato una mmmeeerxxx...comunque stima per Brian Cranston che , come suggerisce l articolo non è da relegare a Breaking Bad. È un ottimo attore e soprattutto fa ridere, ha la dote di far divertire chi lo guarda , ricordo che da piccolo guardavo Malcolm solo per il Papà (Brian Cranston)ed il fratellino più piccolo ( non ho idea di chi sia l attore)che mi facevano ribaltare dal ridere.
  • Gottlieb
    Gottlieb
    Redattore
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    Può essere un'idea, sariddu, ma ora come ora per il 2016 siamo in ritardo. Sicuramente si potrà fare l'anno prossimo, guardando al 2017 retroattivamente Grazie per il suggerimento!
  • sariddu
    sariddu
    Livello: 4
    Post: 2786
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    Originariamente scritto da Gottlieb

    @sariddu: purtroppo, così come in Italia la comicità dei cinepanettoni è apprezzata dalla maggior parte della popolazione, in America queste commedie vanno per la maggiore. C'è chi realmente si spancia a vedere James Franco che viene colpito dai testicoli di un animale selvatico o altre cose non del tutto piacevolessime da vedere. Per la lista che proponi non è una cattiva idea, ma rischierebbe di essere prettamente soggettiva o comunque legata troppo al giudizio del redattore che scriverà l'articolo: d'altronde il mondo del cinema è vastissimo e quello che per me può essere imperdibile non lo sarà per te, e viceversa. Si finisce in un territorio molto impervio.
    Quanto hai ragione, è proprio vero che a comandare sono solo i numeri. Comunque mi rendo conto la lista sarebbe soggettiva, ma ogni tanto sarebbe bello vedere anche qualche articolo più personale. Magari potreste stilare una lista per redattore con titoli meno blockbuster, risulterebbe utile a molti immagino. Potrebbero anche non essere del 2016 necessariamente, renderebbe la cosa più utile, più semplice da realizzare ed anche con meno ripetizioni...
  • Gottlieb
    Gottlieb
    Redattore
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    @sariddu: purtroppo, così come in Italia la comicità dei cinepanettoni è apprezzata dalla maggior parte della popolazione, in America queste commedie vanno per la maggiore. C'è chi realmente si spancia a vedere James Franco che viene colpito dai testicoli di un animale selvatico o altre cose non del tutto piacevolessime da vedere. Per la lista che proponi non è una cattiva idea, ma rischierebbe di essere prettamente soggettiva o comunque legata troppo al giudizio del redattore che scriverà l'articolo: d'altronde il mondo del cinema è vastissimo e quello che per me può essere imperdibile non lo sarà per te, e viceversa. Si finisce in un territorio molto impervio. @Karmageddon: fino a due anni fa esisteva una sezione interamente dedicata al cinema e alle serie tv che era SpazioFilm: adesso non esiste più quel sito e su SpazioGames, in attesa della pubblicazione del sito nuovo, abbiamo temporaneamente unito le varie sezioni. Verranno separate, ma su SpazioGames ci saranno comunque articoli di cinema e di serie tv, che rappresentano comunque uno dei rami dell'entertainment. In ogni caso stiamo cercando di non rendere invasiva la cosa, tant'è che in homepage compare un articolo al giorno rispetto ai quattro di videogiochi: il rapporto rimarrà tale, fino a quando per gli articoli di cinema non bisognerà andare nella sezione apposita e in homepage rimarranno soltanto i contenuti di videogiochi.
  • Karmagedd...
    Karmagedd...
    Livello: 9
    Post: 89
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    Scusate ma perchè adesso sta cosa di serie TV e film su SpazioGAME? Me lo potete spiegare?
  • sariddu
    sariddu
    Livello: 4
    Post: 2786
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    Hai descritto proprio il tipico film che non riesco più a tollerare. Sono sempre più convinto che il genere della commedia comica sia sempre più in declino, in America quanto in Italia. La volgarità ha preso prepotentemente spazio nella sceneggiatira, unavolgarità raranenente contestializzata e per tale ragione fastidiosa. Il cinema ha sperimentato dei generi, spremendoli a più non posso. Il cinema italiano ha presentato perle come Amici miei, con attori eccezionalie trovate semplicemente esilaranti e geniali, che manteneva quel sapore agrodolce che ti lasciava sempre un pò malinconico alla fine della visione. L' America, una decina di anni dopo, si è proposta nel panorama internazionale con pellicole demenziali, come l' aereo più pazzo del mondo e una pallottola spuntata, questi hanno dato il via a tantissimi film che cercavano di scimmiottarne le caratteristiche peculiari fallendo sistematicamente. Dalla fine degli anni 90 ad oggi, il tutto ha preso una piega volgare, personalmente identificai American Pie come film da cui cominciò il declino (Il primo American Pie l' ho anche trovato divertente, cosí come il capitolo sul matrimonio). Oggi trovare una pellicola davvero divertente è diventato davvero difficile, purtroppo. Vorrei aggiungere una cosa: Perchè non fate una classifica, o dei consigli insomma, su film meno blockbuster? Ho visto parecchi film meritevoli seppur meno conosciuti, potreste introdurre una top 10 delle perle da non perdere del 2016, inserendo magari film meno scontati che magari qualcuno non ha visto.
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