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CES 2017: NVIDIA Keynote

CES 2017: NVIDIA Keynote

Gaming on demand, case intelligenti e macchine che si guidano da sole

Speciale
A cura di del
Per chi non lo sapesse, in questi giorni si sta tenendo in quel di Las Vegas il CES 2017, acronimo di Consumer Eletronics Show, una delle più importanti fiere del settore tecnologico, dove le aziende specializzate mostrano le loro novità: dai prossimi smartphone che avremo nel taschino, alla lavatrice che piazzeremo di fianco al lavello, passando per tutta la domotica che invaderà le nostre case da qui a poco. In mezzo ai panel e alle conferenze, il mondo dei videogiochi viene solo coinvolto in minima parte dall'evento nel suo complesso, ma ogni anno c’è un appuntamento fisso sul quale si piazzano gli occhi dei gamer interessati a scoprire cosa gli riserva il futuro prossimo: stiamo parlando del NVIDIA Keynote, uno speech di circa un’ora nel quale, solo per fare un esempio, l’azienda di Santa Clara ha mostrato lo scorso anno macchine che si guidano da sole e supercomputer. Vediamo dunque le principali novità di questa edizione 2017.

Nvidia social
Il protagonista assoluto dello show è stato senza ombra di dubbio Jen-Hsun Huang - con la sua immancabile giacchetta di pelle scura -, co-fondatore ed attuale CEO di Nvdia, che dal palco del Convention e World Trade Center di Las Vegas ha aperto le danze con un breve filmato nel quale venivano riassunti i campi in cui la “Verde” è coinvolta, e quindi non solo videogiochi - comunque presenti ad esempio sotto le sembianze di Titanfall 2 ed altri - ma anche film come Gravity, applicazioni industriali, sviluppo di intelligenza artificiale, fino ad arrivare alla ricerca e alla medicina, con Nvidia in prima fila nello studio per la lotta ai tumori. Dopo questa breve introduzione, la conferenza ha preso definitivamente il via con le nuove implementazioni che Nvidia sta portando avanti nell’ambito dell’intelligenza artificiale e delle cosiddette deep learning machine: Huang annuncia così orgogliosamente i traguardi raggiunti e l'avanzato sviluppo dell’AI, capace di imparare e giocare a Go - gioco da tavola molto in voga e storico in oriente - o a Doom, ma anche risvolti più pratici, come sintetizzare la voce umana ed apprendere a camminare. Conclusa la parentesi riguardante le intelligenze artificiali, sono arrivati per noi videogiocatori i botti più attesi, non prima però che Huang sottolineasse l’evoluzione del PC gaming, snocciolando anche alcuni dati interessanti, capaci di fornire le dimensioni del fenomeno: oltre a ribadire il fatto che Nvidia e GeForce sono le numero uno per presenza nel mondo dei giochi su PC, l’accento è stato posto soprattutto sul fenomeno sempre in crescita degli E-sport, con 100 milioni di giocatori di MOBA e oltre 325 milioni di spettatori per gli eventi principali. Twitch ha ovviamente contribuito in maniera sostanziale a questa esplosione ed anche sulla piattaforma di streaming non sono mancati dati interessanti e ribadito l’impegno di Nvidia in questo settore. 
L’aggancio per la prima vera novità di questo keynote è così dato: Jen-Hsun Huang annuncia la stretta collaborazione tra Nvidia e Facebook, precisamente attraverso la nuova funzione di GeForce Experience, la quale sarà in grado di collegarsi direttamente con il più popolare social network, permettendo così al giocatore di trasmettere i propri  gameplay in diretta e di condividere i suoi screenshot, anche quelli a 360°

Mass Effect: Andromeda
A questo punto occorre fermarsi un attimo e dilungarsi un po’ di più, perché va bene l’IA, va bene la nuova collaborazione con Facebook, ma noi siamo qua per parlare di videogiochi, e se sul palco, accanto al CEO di Nvidia, sale Aaryn Flynn significa solo una cosa: è arrivato il momento di guardare dell’inedito materiale di Mass Effect: Andromeda, che nelle scorse ore abbiamo saputo verrà pubblicato in Europa il 23 marzo. Prima che partano le immagini, il vice presidente di BioWare ci tiene a precisare che il livello di dettaglio e di distruttibilità degli ambienti non sarebbero stati possibili senza le nuove tecnologie, che lo sviluppo di Mass Effect: Andromeda è durato ben cinque anni e come il passaggio dall’Unreal Engine al Frostbyte sia un notevole passo avanti in termini di grafica. Finite le moine di Huang, inizia finalmente il real gameplay footage che, a differenza del precedente filmato del gioco, non mostra più per nostra fortuna sezioni di legnoso platform, ma una sparatoria decisamente più frenetica ed accattivante. Ma andiamo con ordine per evitare di lasciarci alle spalle i dettagli. Il video si apre con una navicella inedita per i fan del RPG targato BioWare: niente più Normandy ed ovviamente niente più capitano Shepard, che lascia spazio a Peebee, un’Asari per ora forse troppo anonima ma che impareremo ad apprezzare e di cui conosceremo la storia; è impegnata in questi pochi sprazzi di gioco in una missione “Loyalty”, dove viene incrementata la coesione della squadra. Quello che immediatamente salta all’occhio è la qualità grafica, messa in risalto grazie ai muscoli della GTX 1080 che muoveva Mass Effect: Andromeda, dove risaltavano i giochi di luce causati dalle esplosioni, gli effetti particellari un field of view più ampio ed una maggiore verticalità degli ambienti. Se i fan della saga speravano in un corposo video di gameplay saranno sicuramente rimasti un po’ delusi dallo scarno filmato, composto principalmente da una sparatoria contro dei mech ignoti su un pianeta altrettanto sconosciuto. Nei pochi sprazzi sono comunque emerse delle interfacce molto più ricche di statistiche ed informazioni, che ci fanno ben sperare per la componente ruolistica, che viene reinterpretata dal titolo, ad esempio nella gestione delle classi, non più fisse, ma a quanto pare intercambiabili tra una missione e l’altra, con Peebee capace in fasi differenti di vestire i panni del soldato o dell'ingegnere.
 

La potenza dello streaming
Insieme all’inedito filmato di Mass Effect: Andromeda, la seconda notizia di maggiore interesse per noi giocatori è stata senza ombra di dubbio il nuovo servizio di gaming on demand offerto da GeForce Now. Questa applicazione è pensata apposta per tutti quei giocatori che vorrebbero avere una macchina da gioco prestante, ma che attualmente devono rinunciare alla loro passione a causa di un PC poco performante. Grazie allo streaming, GeForce Now bypassa questo problema e garantisce a (quasi) tutti i possessori di un computer, sistemi Apple inclusi, di accedere grazie al cloud ad un “pc virtuale” di fascia alta, capace di far girare tutti i giochi moderni al massimo dei dettagli. L’applicazione made in Nvidia è capace di interfacciarsi con i più famosi client, come Steam, Uplay, GoG o Battle.net ed il giocatore avrà su questi sistemi tutta la propria libreria, così come i salvataggi potranno essere spostati da un sistema all’altro grazie al cloud. L’idea è senza ombra di dubbio affascinante, almeno fino a quando Jen-Hsun Huang non ha rilasciato i primi dettagli sui costi del servizio. Per ora non vi è un listino vero e proprio, ma stando alle prime informazioni trapelate, esistono due canoni di abbonamento: il primo prevede l’utilizzo in streaming di una GTX 1080 ed il costo si aggira attorno ai 25$ per dieci ore di gioco mentre, usando una GTX 1060, il costo scende a 25$ per venti ore di gioco. I calcoli sono abbastanza semplici, anche se per ora riduttivi: io che ho finito The Witcher 3: Wild Hunt con 100 ore di gioco, avrei avuto una spesa media di 200$, una cifra più che sufficiente per comprare una vera GPU più che decente. Inoltre, al momento non vi sono specifiche su GeForce Now, che dovrebbe trasformare sì anche le macchine meno potenti in strumenti da gioco, ma di requisiti in termini di CPU, Ram ed OS ancora non vi è nemmeno l’ombra. Infine, problema soprattutto per noi abitanti del Bel Paese, il servizio funziona ovviamente online e tutti conosciamo bene le difficoltà collegate alla rete che molti utenti italiani affrontano ogni giorno. Insomma, vedere girare al massimo dei dettagli ed in modo fluido Rise of the Tomb Raider su un Macbook e su un laptop ci avevano fatto ben sperare, ma per ora rimaniamo in attesa di maggiori dettagli sui costi del servizio e sulle potenzialità di GeForce Now.

Scudo verde
È stata poi la volta della nuova Nvidia Shield TV, una versione potenziata della precedente versione e che come portata principale ha il supporto per il 4K e l’HDR, entrambi messi al servizio delle applicazioni video principali, come Amazon Video, Netflix, YouTube e Google Play. Anche lo streaming dei giochi dal pc ha ricevuto un boost notevole, sempre diretto verso il 4K e l’HDR. Un po’ alla volta la conferenza è scivolata verso mondi, magari interessanti, ma sempre più distanti da noi giocatori, come la domotica targata Nvidia, che nei prossimi mesi lancerà gli Nvidia Spot, dei microfoni dotati di intelligenza artificiali utili per interagire con gli altri strumenti tecnologici della casa, come la TV, ma anche la macchina del caffè. Per finire, l’ultima fetta dello speech è stata dedicata alle nuova IA per la guida e alle macchine del futuro, capaci di guidarsi da sole, di decidere il percorso migliore e di ridurre al minimo - almeno secondo Huang - gli incidenti stradali. A coronamento di questo annuncio, assieme a Scott Keogh, US President Audi, è stato annunciato che Nvidia e la casa automobilistica tedesca lanceranno sul mercato nel 2020 la loro prima macchina.

Il CES è notoriamente un territorio piuttosto arido per noi videogiocatori e le novità provenienti da Las Vegas si contano sulle dita di una mano. Anche quest'anno la situazione non è migliorata di molto, ma dal keynote di Nvidia qualche spunto interessante è venuto fuori: al di là delle (poche) nuove informazioni ed il filmato di gameplay di Mass Effect: Andromeda, l'attenzione è stata principalmente catturata dal nuovo servizio in streaming legato a GeForce Now, capace di dare a tutti una macchina da gioco grazie allo streaming. I primi dettagli, in particolar modo quelli collegati al prezzo, non sono dei più incoraggianti, ma occorre saperne di più prima di trarre le adeguate conclusioni.

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