Rubrica Va(le) Pensiero

A cura di (BigV) del
NB: Nel testo sono presenti alcuni riferimenti alla trama di Final Fantasy XV. Nel caso in cui non abbiate avuto ancora occasione di prendere in mano il titolo e non vogliate spoilerarvi nulla, non vi consigliamo di proseguire oltre nella lettura. Però andatevelo a giocare il prima possibile e tornate a leggere.

L’inizio di un nuovo anno, nella vita vera come nella nostra patinata di pixel, è inevitabilmente tempo di bilanci. In questi giorni ho pensato a cosa ho giocato, cosa è successo, quali “insegnamenti” mi porto dietro per l’anno nuovo, insomma, le solite cose.
Quelli appena conclusi sono stati 365 giorni molto ricchi, lo abbiamo ripetuto spesso, e tra i videogiochi usciti nell’anno ci sono stati anche degli illustri ritorni che da un po’ si erano fatti aspettare. Nella fattispecie mi riferisco a Final Fantasy XV.
Il travagliato lavoro di Hajime Tabata è stato discusso moltissimo. Ha decisamente polarizzato l’utenza, mettendo chi si è sentito oltraggiato dalle idee di Tabata contro la schiera di chi, invece, ha saputo apprezzare lo sforzo non indifferente di dare nuova linfa ad una serie pericolosamente in via di estinzione, nonostante i problemi di questo quindicesimo capitolo.
Io sono tra questi ultimi, e ancora devo capire il perché.



Fan di sempre e nuovi amici

Un po’ di contesto. Il gioco si apre, ogni volta, con la frase: “Dedicato ai fan di sempre e ai nuovi amici di FINAL FANTASY”. Ecco, io rientro nella seconda categoria. Ho fatto sempre fatica a giocare i JRPG, con qualche illustre eccezione tra cui, cerco di ricordare a spanne, Xenoblade Chronicles, Dragon Quest VII, un paio di Paper Mario, e pochi altri. Riguardo Final Fantasy giocai parti dell’ottavo, decimo e dodicesimo capitolo, senza però finirli. Non ci riesco, non ho quella pazienza di dedicarmi anima e corpo a questi titoli e, soprattutto negli ultimi anni, ho sviluppato una certa avversione nei confronti della narrazione alla giapponese, in ogni medium di intrattenimento. Non è tra i miei generi preferiti in assoluto.
Nello specifico, mi sono interessato alla fatica di Tabata solo dopo il passaggio di testimone da Versus XIII a XV. Quando si è iniziato a capire qualche sparuto dettaglio della trama un po’ per curiosità, un po’ perché ho a che fare con le news videoludiche ogni giorno, ho iniziato a seguire ogni aggiornamento del gioco.
Da lì sono arrivato a comprare il gioco a qualche giorno dal day one e, qualche giorno fa, a prendermi addirittura il season pass. Per inciso, è il secondo season pass in assoluto (comprato a prezzo pieno, almeno) che ho attivato da quando esistono. Il primo è stato quello di The Division di cui mi sono pentito amaramente, ma questa è un’altra storia di cui, se volete, riparleremo.
Poi ho giocato Final Fantasy XV, ho tempestato il mio profilo Facebook delle foto di Prompto, provato una miriade di soluzioni possibili per personalizzare la Regalia, ed infine sono giunto all’emozionante finale. In tutto questo mi sono scontrato con alcuni dei problemi più imbarazzanti che abbia mai visto in un videogioco. Eppure, anche sforzandomi di essere il più oggettivo possibile, non riesco a stroncare Final Fantasy XV. E fidatevi che ce n’è di roba per poterlo fare, tipo il capitolo 13.



Gli avanzi del giorno prima
Qualche settimana fa, per curiosità, mi sono visto una compilation di tutti i trailer del gioco, da quando si chiamava Versus XIII ad oggi. Non oso immaginare cosa debba essere stato per Tabata ritrovarsi con una lavoro del genere, da riscrivere per buona parte da capo, e doverne tirare fuori qualcosa di decente. Non lo sappiamo ancora per certo, ma sono abbastanza convinto che il capitolo 13 (che numero sfortunato…) di Final Fantasy XV sia un retaggio del vecchio progetto, figlio di quella struttura “a corridoio” dell’altrettanto vituperato tredicesimo capitolo.
Davvero, io non riesco a capacitarmi di come si sia potuta prendere per buona una sequenza di gioco così. L’unica spiegazione è che, appunto, fosse una parte talmente corposa da non poterla rifare da capo. Un po’ come la tipica mezza teglia di lasagne rimasta dal cenone di Capodanno: dopo la sbornia e la notte brava non mangeresti neanche una galletta di riso ma che fai, le lasci lì?
Il problema è che, come la lasagna, finire il capitolo senza sforzi di stomaco è un’impresa mica da ridere. A parte la struttura a corridoio che, volendo, ha senso vederla nell’ottica di non voler creare la tipica situazione surreale da “il malvagio più malvagio mi sta aspettando, ma ho proprio bisogno di andare a raccogliere le rape per il mercante”, sono proprio le soluzioni di gameplay che lasciano veramente senza parole. Alla fine, come nella Terra di Mezzo, è tutta colpa di un anello, quel cavolo di anello di Lucis che Noctis è costretto ad indossare per le ore più pesanti di tutta l’avventura. Cose che, fino ad un secondo prima erano normalissime, diventano di una lentezza allucinante. Di colpo, da combattimenti con miriade di mostri, si passa a degli inutili scontri casuali con una media di due/tre nemici che appaiono dal nulla, con l’impressione che siano messi lì solo per allungare un po’ il contatore delle ore. Per non parlare dell’evitabilissima ed improbabile sezione stealth che, davvero, non volevo credere di stare giocando una roba del genere.
Per fortuna si riprende sul finale quando, uno ad uno, il nostro eroe si ricongiunge ai suoi amici e, tutti insieme si avviano verso il rush finale della storia. Se la gioca sull’emozione quel ruffiano di Tabata, come in altri momenti del gioco, e conosce anche le regole del gioco molto bene, il buon Hajime.



Per motivi di trama
Non è che il capitolo 13 sia l’unico baluardo di ciò che di discutibile ha da offrire Final Fantasy XV. Sempre parlando di storia, il format proposto da Square Enix è interessante nelle intenzioni, meno nell’esecuzione. È difficile pensare un opera per cui, per capirne le sfaccettature, è necessario giocarsi più demo (per altro bruttine, mi dicono), vedersi un film (visto durante le festività, dimenticabile) e una miniserie anime. Può venire fuori una grandissima operazione trans-mediale – che è una parola meno brutta di quanto sembri – oppure si può rischiare di lasciare il giocatore spaesato se è dal videogioco che inizia a vivere questa “fantasia basata sulla realtà”. Questo è quello che è successo purtroppo.
Giocando a Final Fantasy XV la sensazione, spesso, è che manchi qualcosa. E non è che non ci sia una spiegazione al perché Noctis e Lunafreya comunichino attraverso dei cani, per esempio, è solo che non è nel videogioco. Questo è un problema, effettivamente, e rende la storia più fragile di quanto poteva essere. Dal capitolo 9 in poi la trama prende una piega decisamente sotto tono, con momenti che sono poco chiari o semplicemente buttati lì giusto per. Voglio dire, Noctis sta girando in lungo in largo per cercare le divinità del mondo, e poi si scopre che Gentiana è Shiva? Che senso ha rivelarlo in quel modo?
Non è solo nella trama che ho trovato Final Fantasy XV un po’ carente, ma anche nella dimensione più tecnica. Graficamente, considerata la storia tumultuosa dello sviluppo e il fatto che gira su PS4, è un mezzo miracolo. La direzione artistica è stupefacente e già iconica, ed è un peccato vederla cozzare con i capelli seghettati dei protagonisti, le animazioni a volte bislacche ed un frame rate per niente stabile. Il combat system, infine, risulta troppo dinamico per essere profondo, e troppo macchinoso per essere funzionale. Il sistema delle magie è interessante, un po’ meno il modo in cui si integrano nella dinamica di combattimento. Inoltre le mosse di Gladio, Ignis e Prompto, che alla fine risultano poco stratificate e si finisce per usare sempre le stesse due-tre.
Pensavo, chiunque si sia occupato della gestione della telecamera deve avere una particolare passione per l’architettura. Altrimenti non mi spiego perché, nei dungeon, si finisce sempre ad ammirare le mattonelle mentre i mostri prendono a ceffoni il quartetto.



La cumpa più bella che c’è

Leggendo tutto ciò si è portati a pensare che non ci sia niente da salvare in Final Fantasy XV. Il trucco è che si capisce tutto alla fine.
Il fulcro di questo capitolo della saga è il viaggio, non la destinazione. Tutta la vicenda di Lucis e dell’Impero passa in secondo piano spesso e volentieri, così come alcuni dei comprimari e degli antagonisti, rispetto a Noctis, Gladio, Ignis, Prompto e la Regalia. Sono quei quattro gaglioffi a tenere sulle spalle tutto il peso della produzione. Il viaggio di questa boyband mancata, alla fine, riesce a toccare le corde giuste per essere genuinamente emozionante. La stessa morte di Lunafreya - gratuita nell’esecuzione e un po’ frettolosa nello strascico su Noctis – è un evento solamente funzionale a rendere il principe di Lucis ciò che diventa nel quattordicesimo capitolo.
Sì perché dopo quell’agghiacciante agglomerato di brutte idee di cui abbiamo parlato, c’è una parte la cui bellezza sconcertante riesce inaspettatamente a coprire tutto il malsano di prima. Ci sono un sacco di carote e bastoni, che nonostante tutto funzionano: l’evoluzione struggente di Noctis arriva con il sempre comodo salto temporale di dieci anni, ma il viaggio con l’apprendimento delle vicende dei suoi compagni, mentre i deamon scorrazzano indisturbati nei dintorni, è appagante; lo scontro con Ifrit è spettacolare ma pilotato (seppure meno rispetto ad altri, va detto), e viene da chiedersi perché Noctis non evochi subito Shiva invece di scomodare Bahamut, che per altro si rivela inutile; il combattimento con Ardyn che strizza più di un occhio a quelli di Dragon Ball nell’esecuzione, che però si risolve in un finale emotivamente potentissimo.
Ma tutto questo non importa, perché alla fine l’alchimia del quartetto di protagonisti è vincente, e non è un caso che la scena finale, quella prima del sogno/aldilà/realtà alternativa con Lunafreya, sia dedicata a loro, all’ultimo campeggio prima della fine di tutto. E ci vuole coraggio ad affidare le redini della storia a sole quattro persone (e non quattordici come al solito), un principe smidollato, un consigliere pedante, un amico sempliciotto e una guardia del corpo strafottente.
Per questo, forse, ho apprezzato Final Fantasy XV. Non è una storia di divinità, improbabili intrecci politici, antichi artefatti o chissà cosa, ma un semplice viaggio in cui ci si sente a proprio agio tra quattro persone che non sono pronte ad affrontare ciò che gli si para davanti.
Ma in fondo chi può dire di essere pronto ad affrontare qualcosa, nella vita?
Recensione Videogioco VA(LE) PENSIERO scritta da BIGV La mia esperienza con Final Fantasy XV, nonostante tutto, è stata più che positiva. Lo dice uno che i JRPG difficilmente li sopporta, e vi consiglio di prendere questa storia come un proposito per il 2017: buttatevi. Ogni tanto, mica sempre, scendete dalle vostre barricate e provate a sedervi su quelle degli altri per scoprire l’effetto che fa. Io se non avessi provato a giocare un JRPG non avrei mai vissuto la tragica epopea di Noctis ed i suoi amici, e sarebbe stato davvero un peccato.
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    Commenti: 37 - Visualizza sul forum
  • TheBigV
    TheBigV
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    Originariamente scritto da Xemnas

    Per l'autore: mi spieghi come avrebbero dovuto fare a comunicare Noctis e Luna senza l'aiuto del cane (in realtà una dività minore)?
    Non ne ho idea, ma non è questo il problema.
  • Xemnas
    Xemnas
    Livello: 6
    Post: 1220
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    Per l'autore: mi spieghi come avrebbero dovuto fare a comunicare Noctis e Luna senza l'aiuto del cane (in realtà una dività minore)? Non si sono visti per 12 anni, noctis era stava scappando dall'impero che aveva conquistato il suo paese, Luna pure e fino a poco prima era prigioniera dell'impero. Anche volendo utilizzare i cellulari era sostanzialmente fuori discussione.
  • skise
    skise
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    Post: 441
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    Originariamente scritto da Solid-SteBro

    da questa base di partenza c'è molto da lavorare, e da assumere qualcuno che sappia scrivere una storia coerente ed appagante, io sinceramente l'ho trovata di un piattume che non la consiglierei a nessuno, a parte quei due o tre momenti carini.
    Beh ma le storie della saga son sempre state parecchio piatte e infantili. Son storielle quasi da fiaba per bambini. FF fa della caratterizzazione dei pg e della creazione di mondi fantastici il suo vero cavallo di battaglia. Non certo delle trame! Quindi può essere un difetto, ok, ma in ottica assoluta e basta.
  • Arylon
    Arylon
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    Originariamente scritto da kokumairi

    "La mia esperienza con Final Fantasy XV, nonostante tutto, è stata più che positiva. Lo dice uno che i JRPG difficilmente li sopporta" Eh, è una frase più che eloquente e non faccio alcuna fatica a crederci, FFXV a conti fatti non è un JRPG dal momento che della componente ruolistica non v'è l'ombra. Vorrei dire che si tratti di genere action, ma è mediocre persino visto in quell'accezione, comparato ad altri action. IMHO Square dovrebbe smetterla di stare con un piede in due scarpe, cercando di ampliare il proprio pubblico ed al contempo non perdere quello vecchio. Tutto ciò è un enorme ossimoro e il tentarci produce lavori incompleti e senza anima come questo FF.
    FFXV è un A-JRPG, è innegabile, non importa cosa tu possa pensare.
  • kokumairi
    kokumairi
    Livello: 2
    Post: 21
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    "La mia esperienza con Final Fantasy XV, nonostante tutto, è stata più che positiva. Lo dice uno che i JRPG difficilmente li sopporta" Eh, è una frase più che eloquente e non faccio alcuna fatica a crederci, FFXV a conti fatti non è un JRPG dal momento che della componente ruolistica non v'è l'ombra. Vorrei dire che si tratti di genere action, ma è mediocre persino visto in quell'accezione, comparato ad altri action. IMHO Square dovrebbe smetterla di stare con un piede in due scarpe, cercando di ampliare il proprio pubblico ed al contempo non perdere quello vecchio. Tutto ciò è un enorme ossimoro e il tentarci produce lavori incompleti e senza anima come questo FF.
  • MrSkellington
    MrSkellington
    Livello: 7
    Post: 5998
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    Originariamente scritto da Arylon

    Secondo me la Square ha tentato di fare il passo più lungo della gamba cimentandosi per la prima volta in questo tipo di open world senza dare tempo a sufficienza al team di Tabata. Ciò ha portato alla creazione di un open world, che per quanto sia una gioia per gli occhi, è troppo vuoto e con pochi segreti, che si riducono quasi esclusivamente ai dungeon, cosa che personalmente mi ha invogliato molto poco alla sua esplorazione. Secondo me già quello presente in LR è superiore per livello di contenuti, nonostante sia molto più piccolo.
    Esatto, il problema è quello, pur sapendo di avere poco tempo e nessuna esperienza in questo tipo di giochi hanno voluto a tutti i costi fare un open world per ingraziarsi il pubblico, e hanno finito per prenderne tutti i più grossi difetti, dall'assenza di ragioni per esplorare alla ripetitività delle subquest alla poca praticità degli spostamenti e la diluizione della trama. E sono convinto che se avessero dedicato meno tempo a creare questo mondo enorme avrebbero avuto più tempo per mettere le cose che a quanto pare hanno tagliato (no spoiler please, ho già fatto lo slalom tra i commenti sotto). Mi spiace dirlo ma nn c'entra neanche il versus, è stata proprio una scelta poco felice
  • mat_mark
    mat_mark
    Livello: 8
    Post: 4049
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    il finale di XV non mi è piaciuto per niente, siamo ai livelli del finale originale di Mass Effect 3... ma almeno come gioco in generale non è come Final Fantasy XIII
  • Big_Boss199X
    Big_Boss199X
    Livello: 4
    Post: 877
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    Sono contento che alla fine ti sia piaciuto. FFXV non è tutto rose e fiori però resta sicuramente un ottimo gioco e il migliore che ho giocato nel 2016.
  • Arylon
    Arylon
    Livello: 6
    Post: 641
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    Secondo me la Square ha tentato di fare il passo più lungo della gamba cimentandosi per la prima volta in questo tipo di open world senza dare tempo a sufficienza al team di Tabata. Ciò ha portato alla creazione di un open world, che per quanto sia una gioia per gli occhi, è troppo vuoto e con pochi segreti, che si riducono quasi esclusivamente ai dungeon, cosa che personalmente mi ha invogliato molto poco alla sua esplorazione. Secondo me già quello presente in LR è superiore per livello di contenuti, nonostante sia molto più piccolo.
  • Arylon
    Arylon
    Livello: 6
    Post: 641
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    Originariamente scritto da Entweihen Crothen

    Ffxiii e ffxiii-2 sono i peggiori capitoli della serie. E nn apriamo dibatitti a riguardo, xke fanno SKIFO IN QUANTO FF. Basta vi prego
    No. Per dire una cosa del genere bisogna o non aver mai giocato FFI o II o avere un metodo di giudizio molto particolare, oltre che essere accecati dall'odio
  • Entweihen...
    Entweihen...
    Livello: 2
    Post: 0
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    Ffxiii e ffxiii-2 sono i peggiori capitoli della serie. E nn apriamo dibatitti a riguardo, xke fanno SKIFO IN QUANTO FF. Basta vi prego
  • MrSkellington
    MrSkellington
    Livello: 7
    Post: 5998
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    Originariamente scritto da c1cc1073

    Forse perchè partivo con delle aspettative misere, questo titolo mi sta piacendo e non poco pur con tutti i suoi evidentissimi limiti. Certo il fatto che a me siano piaciuti anche il XIII e il XIII-2 potrebbe non rendermi il più autorevole critico di FF ma che ci posso fare se anche le avventure di Lightning & co mi hanno emozionato ;-)
    Anche a me nn hanno fatto così schifo, tranquillo, ma diciamolo a bassa voce o rischiamo grosso su ffxv nn avevo aspettative stellari ma buone impressioni si, e stanno venendo un pò deluse dalla pura e semplice noia che sto provando a risolvere subquest tutte uguali e prive di senso. Nn è un brutto gioco, ma qualcosa di meglio me l'aspettavo. Ora ho deciso di lasciar perdere e andare avanti con la storia, per vedere se riesce a prendermi almeno un pò (sono al capitolo 5), brotherhood e kingsglaive mi avevano preso molto
  • c1cc1073
    c1cc1073
    Livello: 6
    Post: 1871
    Mi piace 3 Non mi piace -1
    Forse perchè partivo con delle aspettative misere, questo titolo mi sta piacendo e non poco pur con tutti i suoi evidentissimi limiti. Certo il fatto che a me siano piaciuti anche il XIII e il XIII-2 potrebbe non rendermi il più autorevole critico di FF ma che ci posso fare se anche le avventure di Lightning & co mi hanno emozionato ;-)
  • Light8
    Light8
    Livello: 7
    Post: 5628
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    Originariamente scritto da Simogamer89

    Probabilmente sono l'unico sul pianeta che invece ha apprezzato molto il tredicesimo capitolo di ffxv. Non è certo la prima volta che ff cambia completamente genere per una parte della trama! È stato anche molto rivelatorio su molti aspetti che avevo paura restassero all'oscuro. Cmq questo quindicesimo è una fantastica base da cui partire per il sedicesimo capitolo di ff! Auguro uno sviluppo sereno e coscente degli errori precedenti! Cmq il villain di ffxv è uno dei migliori della serie, mi ha commosso di più la sua storia che quella di Noctis a dirla tutta!
    Se vogliamo dirla tutta il protagonista del gioco è sì Noctis, ma della storia in realtà è Ardyn Anche a me è piaciuto tantissimo come villain. Secondo me lui e il finale sono tra i migliori della serie. Peccato per le parti poco approfondite del gioco, perchè sarebbe potuta venire fuori una grande opera anche nel suo complesso. Ma sappiamo purtroppo i motivi per i quali alcuni errori nella narrativa sono stati inevitabili(e anche se non si possono cancellare, spero che Tabata riesca ad aggirarli un po' con gli aggiornamenti)... Concordo con te sul capitolo 13. A me non è dispiaciuta l'idea, e anzi poteva funzionare bene. Secondo me hanno sbagliato nel mettere la spada di Regis troppo tardi(lasciandoci con solo l'anello per troppo tempo) e in generale il capitolo era troppo lungo e ha finito per appesantirsi da solo. Ma per il resto trovo le opinioni negative un po' troppo esagerate.
  • Simogamer89
    Simogamer89
    Livello: 3
    Post: 587
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    Originariamente scritto da Noctis1

    Smetti di fumare ti prego
    E tu smetti di trollare, poi col nome porti...
caricamento in corso...
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