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Dragon Ball Super

Dragon Ball Super

Torna l’avventura più amata di sempre su Italia 1

Speciale
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Pur con le sue incredibili incoerenze narrative (un Super Sayan ogni mille anni…), la struttura stoicamente ciclica della trama, e una narrazione fatta di tremendi alti e bassi – soprattutto nell’anime – Dragon Ball è rimasto per oltre trent’anni un prodotto unico, nonché un brand fortissimo ancora oggi. Basti pensare ai videogiochi che, con una certa regolarità, arrivano ad ogni generazione di console, così come il merchandising che in generale non ha mai smesso di essere prodotto in tutti questi anni.
Il merito di tanto successo sta in una serie di fattori: in primis i personaggi ed il character design unico ed inimitabile di Akira Toriyama, senza stare a citare trent’anni di storie basti pensare a Goku e Vegeta. Il primo, l’eroe, ignorante come una capra ma con il cuore grande come una montagna; il secondo inossidabile ed orgoglioso principe dei Sayan, che nel corso della serie ha uno degli archi evolutivi più belli della storia dell’animazione giapponese.
Poi il pathos che, nonostante i difetti di cui sopra, Dragon Ball riusciva a generare in quasi ogni puntata. Trasformazioni contro trasformazioni, colpi di scena, mosse speciali una più forte dell’altra: non c’era mai tempo per rilassarsi o decretare un vincitore definitivo. A proposito, lo scontro tra Goku e Freezer è durato qualcosa come tre ore e mezza, un record.
Per questi motivi non è difficile immaginare perché Akira Toriyama e Toei Animation abbiano deciso di riesumare questa saga leggendaria con Dragon Ball Super, quarta serie delle avventure di Goku e soci. C’è il trucco, però, perché Super annulla di fatto Dragon Ball GT che, con una mossa finora prettamente relegata ai comics d’oltreoceano, viene “retconnata”, come si dice in gergo. Tutto ciò che è successo nella saga non esiste: niente Super Sayan 4, niente draghi malvagi, ma soprattutto niente robottino Gil. L’iniziativa farà felici quei fan che non hanno apprezzato GT, andando a mettere una bella pezza su una delle debacle più chiacchierate in termini di anime.



Ritorno alle origini?

Dragon Ball Super è in onda dal 5 luglio 2015 e, grazie alle magie di Internet, in molti hanno seguito le nuove vicende di Goku con la programmazione originale (una cosa impossibile all’epoca), ma dal 23 dicembre scorso Mediaset programmerà la serie nel canonico orario post-prandiale, ovviamente doppiata in italiano.
Il primo episodio, chiamato “Il Prezzo della Pace”, si riallaccia direttamente a Dragon Ball Z. Sono passati sei mesi da quando, con una potentissima Energia Sferica, Goku ha cancellato definitivamente Majin Bu dalla faccia dell’universo e la Terra sembra essere in pace. Il nostro eroe si dedica ormai ad attività meno belliche come l’agricoltura, spinto dalla belligerante Chi Chi, nonostante voglia dedicarsi ad ulteriori allenamenti sul pianeta di Re Kaioh.
In generale, tutto il primo episodio è un ritorno con molta calma nelle vite dei nostri beniamini. Gohan e Videl stanno per sposarsi, e Goten e Trunks si imbarcano in una piccola avventura che ricorda quelle del piccolo Goku alla ricerca di un dono di nozze appropriato. Nel frattempo, Mr Satan viene adeguatamente celebrato per aver “sconfitto” Kid Bu, mentre Majin Bu vive con lui e l’eroe del popolo è costretto ad affrontare la voracità della soffice quanto temibile creatura.
In tutto questo c’è spazio anche per annunciare quella che sarà la minaccia del primo arco narrativo, ovvero il feroce Dio della Distruzione Bills. Già apparso nel lungometraggio La Battaglia degli Dei (per la prima volta riproposto nella storyline dell’anime, come per La Resurrezione di Freezer), il dio canino ed il suo assistente saranno tra i primi a dare filo da torcere a Goku, Vegeta e tutti gli altri eroi.
Non c’è quindi molta carne al fuoco, comprensibilmente, in questo episodio. Si tratta più che altro di un modo non invadente di riprendere confidenza con l’universo di Dragon Ball, il quale mancava da tempo sugli schermi di tutto il mondo ma soprattutto in Italia, visto che non abbiamo beneficiato neanche della programmazione di Dragon Ball Kai, la “revisione” di Z.



Gli Dei tra di noi


Fa effettivamente uno strano effetto tornare a guardare Dragon Ball, per una serie di motivi. Intanto il più ovvio, ovvero che i tempi sono cambiati e non poco.
Lo accennavo prima, Dragon Ball Super arriva in Italia dopo un anno di programmazione in Giappone, e quindi dopo un altrettanto periodo in cui molti italiani hanno già visto cosa Toriyama ha creato per questa nuova serie. Io stesso ho seguito sommariamente le vicende guardando qualche episodio, di tanto in tanto, quando possibile, e ciò che posso dirvi senza spoilerare è che, lo immaginerete, la scala dei combattimenti in futuro non può che espandersi a dismisura. Se Majin Bu, in Z, era una creatura in grado di spaventare addirittura i Kaioshin e ridurre la Terra ad uno scenario post-apocalittico, la naturale evoluzione della “potenza” dei nemici è quella divina. Ciò rende la storia ancora più surreale di quanto non fosse prima e questo, dicevo, fa strano. C’è una sequenza, mostrata anche in apertura dell’episodio come omaggio la lavoro di Paolo Torrisi, in cui Goku e Bills si sfidano a colpi energetici nello spazio, uno scenario un po’ lontano da quelli che erano i crismi di Dragon Ball.
È strano rivedere Dragon Ball anche per il “nuovo” Goku. Citavo Torrisi che, purtroppo, è scomparso nel 2005 e sarà Goku solamente nei nostri ricordi. A raccogliere il pesante fardello è Claudio Moneta, grande professionista del doppiaggio che presta la sua voce a numerosi personaggi degli anime, ma anche a Barney Stinson in How I Met Your Mother, il comandante Shepard di Mass Effect e… Spongebob. La voce profonda di Moneta, insieme alla grande varietà di timbri vocali che riesce a produrre, rende Goku generalmente più serioso, non dimenticando però il lato comico del personaggio e i siparietti che lo vedono protagonista più o meno regolarmente. Credo che il doppiatore riuscirà a dare una ulteriore profondità ai momenti più drammatici della serie. Ne abbiamo avuto un assaggio nell’omaggio a “Torresan” (così lo chiamavano nell’ambiente) in apertura di episodio, quando Goku scarica una onda energetica addosso a Bills, e quando all’inizio della puntata si allena in solitaria in campagna, con quegli urletti che ricordano moltissimo la voce giapponese originale.
Breve parentesi sulla questione “sigla”. Mediaset ha deciso di non produrre una canzone originale, come storicamente ha sempre fatto, ma usare l’opening originale “Chouzetsu Dynamic!”. I motivi non sono stati resti noti, ma sono pronto a scommettere che, dopo l’affaire Moreno con Lupin, la rete abbia deciso di andare sul sicuro e non azzardarsi in altre operazioni che avrebbero potuto scontentare il pubblico. Con buona pace dei nostalgici che non vedevano l’ora di imparare un altro ritornello di Giorgio Vanni.

Dopo tante avventure fantastiche fra mille azioni acrobatiche, aver scoperto chi fosse nonostante non lo sapesse, e aver visto che in ogni incontro si nasconde uno scontro (lo sapeva), Goku ritorna in Dragon Ball Super. Il primo episodio è un ritorno alle origini, spensierato ed avventuroso come i primordi della serie. Claudio Moneta è un grande professionista ed è perfetto per impersonare una tale icona dell’animazione giapponese. Nonostante si sappia già molto della trama di Dragon Ball Super (anche grazie ad alcuni dei tie-in videoludici), sarà un piacere tornare a sedersi davanti alla tv dopo pranzo, di tanto in tanto.

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