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Prey

Prey

Le sedie non sono quello che sembrano

Anteprima
A cura di Francesco “Mastelli Speed” Ursino del 03/12/2016
L’anno è il 2035, e le cose non vanno molto bene per la stazione spaziale Talos I. Al suo interno, infatti, i risultati disastrosi di un esperimento hanno spinto Morgan Yu ad una vera lotta per la sopravvivenza, in cui alieni e macchine ribelli sembrano avere la meglio. Cerchiamo di comprendere ancora meglio, allora, quale tipo di esperienza proporrà Prey, progetto targato Arkane Studios in arrivo su PC e console durante il prossimo anno.



Un bel patto tra generazioni
Fino ad ora eravamo a conoscenza del fatto che il protagonista di Prey, Morgan, fosse destinato al ruolo della cavia nell’ambito di un esperimento sugli esseri umani. Le prime parole pronunciate dal personaggio durante il trailer mostrato ai Game Awards 2016, però, riescono a dare una ulteriore profondità a questo incipit narrativo. Secondo Yu, infatti, gli sforzi portati avanti dall’equipaggio della Talos I – comprendente sia scienziati che, ovviamente, semplici cavie – consegneranno agli esseri umani del futuro la possibilità di essere più intelligenti, forti e sostanzialmente immortali. Per fare ciò, però, è necessario che qualcuno faccia il lavoro sporco, ed ecco spiegato parzialmente in questo modo il background narrativo che accompagnerà il giocatore durante le prime fasi di gioco. In verità, il trailer di presentazione ha mostrato anche un interessante prologo alla vicenda narrata, ambientato nel 1958, e con protagonista un membro russo dell’equipaggio incaricato di riparare il satellite Vorona I. È probabilmente durante questo frangente che gli alieni che si incontreranno durante Prey sono entrati in contatto con l’uomo, determinando conseguenze del tutto nefaste. Così come precisato da Raphael Colantonio, volto noto di Arkane Studios, l’aspetto narrativo del gioco non sarà sacrificato: l’obiettivo, al contrario, è proprio quello di “fondere simulazione e narrazione”, proprio come avvenuto nei due atti della saga di Dishonored. Da questo punto di vista, il materiale mostrato non consente di prodursi in riflessioni di un qualche peso, e di sicuro nei prossimi mesi sarà interessante capire il modo in cui gli sviluppatori hanno scelto di raccontare la storia. Nei minuti di gameplay mostrati, da questo punto di vista, sembra sia stato possibile intravedere una struttura abbastanza classica da survival horror ambientato in una stazione spaziale, con una voce fuori campo alleata intenta a guidarci e a segnalarci i nostri prossimi obiettivi. Evidentemente è presto per giudicare questo aspetto, ma già da ora è possibile invece approfittare del materiale mostrato per esprimere qualche riflessione, seppur minima, sul gameplay di gioco.



Fantasia al potere
Ricardo Bare, il capo progettista di Prey, tiene a precisare un determinato aspetto delle dinamiche di gioco: ”Ci sono diversi modi per risolvere i problemi su Talos I, e le armi sono uno di questi. Ma le armi sono rare”. Si tratta di un’affermazione decisamente importante, per quanto già anticipata negli scorsi mesi, che aiuta a capire nuovamente la natura di questo prossimo prodotto Arkane Studios. L’attenzione, infatti, pare essere basata sulla capacità del giocatore di interagire con l’ambiente circostante, e con gli oggetti in esso presenti. Yu, in modo del tutto coerente con questa impostazione, avrà la possibilità di girovagare liberamente per la stazione spaziale, certamente alla ricerca di obiettivi e missioni da compiere, ma anche nella speranza di trovare qualche nuovo rimedio per mettere a tacere i suoi nemici. In Prey, infatti, il nostro eroe dovrà vedersela con alieni poco disposti al dialogo, ma anche contro quelle che paiono essere proprio delle macchine mosse da una intelligenza artificiale avversa. L’essere “preda” (come d’altronde il titolo del gioco suggerisce) di queste forze costringerà a pianificare ogni mossa, a pensare al di fuori degli schemi classici. Che lo si voglia o meno, si sarà costretti a fare ciò nel momento in cui si verrà a contatto con i nemici già conosciuti nei precedenti trailer, ovvero i Mimic. Questi ragni alieni possono infatti trasformarsi in qualsiasi oggetto presente su Talos I, di modo da sorprendere il giocatore e sferrare attacchi che paiono essere più fastidiosi che pericolosi. In effetti, da quanto visto, la pericolosità maggiore di questi particolari nemici pare essere l’”effetto sorpresa”, visto che con un paio colpi ben assestati di chiave inglese è possibile averne ragione. Non c’è dubbio che la possibilità di essere costantemente vittima di un agguato da parte di questi ed altri esseri alieni, però, vada a costituire una piacevole variazione sul tema sia dal punto di vista narrativo che del gameplay. Non saranno solo i Mimic, però, i soli a poter trasformarsi in oggetti comuni quali cestini per l’immondizia o sedie. Anche Yu, infatti, potrà usufruire poteri simili – di origine aliena oppure umana – grazie ai neuromod, particolari ritrovati che garantiranno al personaggio capacità fuori dal comune. Tra queste, rientra l’abilità chiamata “imitazione”, che consente appunto di prendere le sembianze di un qualsiasi oggetto. Ciò può tornare utile per superare passaggi altrimenti troppo piccoli, ma anche per aggirare nemici ed ostacoli vari. Vale la pena sottolineare come la struttura di fondo presenti una forte componente ruolistica: i neuromod, infatti, consentono di apprendere nuove skill, oppure di potenziare quelle già in proprio possesso, seguendo vari alberi di abilità. Questi sono legati a componenti strategiche quali ad esempio la gestione dell’energia nelle sue varie forme (ad esempio termica o cinetica) e la telepatia, ma anche lo sfruttamento di gadget tecnologici e delle potenzialità della mente di Yu. Tutte queste considerazioni, però, lasciano il tempo che trovano fino a quando non si arriva allo scontro con i nemici: Prey, in questo senso, ha già fatto vedere più di una sequenza interessante.



Grande, grosso e cattivissimo
Non ci siamo dimenticati delle altre armi: se quelle da fuoco dovranno essere utilizzate con cautela, è giusto dire che Morgan potrà comunque contare su un’opzione di rilievo: il cannone GLOO. Questo simpatico aggeggio, come già visto in passato, emette una sorta di gomma a presa rapida che consente non solo di creare varchi e passaggi, ma anche di intrappolare i nemici. Una volta fatto ciò, sarà possibile far fuori gruppi di minacce grazie alle proprie abilità, ed alla propria inventiva. Sarà immaginabile, ad esempio, combinare varie skill in modo da avere la meglio su nemici che, nella quasi totalità delle situazioni, si presenteranno numerosi. Negli esempi mostrati, tra gli altri, è stato possibile visionare l’utilizzo combinato prima dell’abilità imitazione, buona per tramutarsi in un oggetto di piccole dimensioni, e poi della skill kinetic blast, capace di generare una esplosione ottima per scaraventarci in aria. Dopo aver raggiunto un punto favorevole, così, è stato possibile far fuori i vari nemici con un’altra trovata molto interessante, ovvero la granata riciclante. Una volta lanciata, questa creerà una sorta di buco nero che risucchierà qualsiasi cosa si trovi nelle vicinanze, e dunque anche i nemici. I materiali così recuperati, peraltro, consentiranno di creare nuovi oggetti utili grazie alle stazioni di assemblaggio. Basterà essere in possesso dei progetti adatti, nonché dei materiali richiesti, per generare perciò ammennicoli di varia natura, che daranno peraltro la possibilità anche di esplorare l’esterno di Talos I, e dunque lo spazio profondo. Le abilità disponibili non finiscono qua, evidentemente, e danno in ogni caso l’impressione che la libertà di approccio data al giocatore sarà notevole, e capace di influenzare il modo in cui ci si avvicina al mondo di gioco.
Per ultimo, una parola sugli altri nemici incontrati: tralasciando quelle che paiono essere intelligenze artificiali non solo ostili, ma capaci anche di volare e di seguirci perciò in maniera precisa, dobbiamo spendere queste ultime righe parlando degli alieni. Oltre ai Mimic, infatti, è stato possibile visionare la presenza dello Spettro, un veloce nemico di taglia media, oltre che dell’Incubo, un avversario grande, grosso, e intenzionato a farci la pelle.
  • [+] Lo sviluppo delle abilità del protagonista si preannuncia profondamente personalizzabile
    [+] Richiederà inventiva, creatività, e forte interazione con l’ambiente

Prey continua a mostrare elementi interessanti: le feature già in qualche modo prospettate negli scorsi mesi si confermano ingegnose ed affascinanti, e potenzialmente capaci di creare dinamiche di gioco concretamente legate allo stile del giocatore. La combinazione di poteri ed abilità, unita all’annunciata scarsità di armi, obbliga perciò a pensare in maniera creativa, in relazione anche al tipo di avversario che si ha difronte. In questo senso, pare essere evidente l'esperienza maturata da Arkane Studios nella creazione di Dishonored, specie per quanto riguarda la combinazione fra poteri e l’interazione con l’ambiente. In un mondo che ci costringe in una stazione spaziale ormai sull’orlo del baratro, e in cui anche una sedia o una tazza può rappresentare una minaccia, non resta perciò che fare affidamento solo sulle proprie capacità. Rimanete con noi per tutti gli aggiornamenti su questo promettente progetto.

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