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 Assassin's Creed: The Ezio Collection

Assassin's Creed: The Ezio Collection

L’invecchiamento di Ezio

Recensione

PS4, XONE

Action-Adventure

Italiano

Ubisoft

17 novembre 2016

A cura di del
La generazione attuale, ma anche la precedente con nomenclature differenti, sta sfornando una quantità ingente di “remastered” secondo un flusso costante. Lo scopo di questi prodotti è quello di andare a pescare un’opera del recente passato e aggiornarla a livello tecnico, dando così la possibilità di accedervi a nuovi utenti che, magari per età o per mancato acquisto della console precedente, non avevano avuto l'occasione di cimentarsi nelle avventure di quel gioco. In questo caso è il turno di Ubisoft la quale, nell'anno sabbatico della serie canonica, riporta su Ps4 e Xbox One tre giochi considerati da critica e pubblico come i pilastri più saldi della saga di Assassin’s Creed: stiamo ovviamente parlando della trilogia con protagonista Ezio Auditore.

Ed è di nuovo Ezio
Assassin's Creed: The Ezio Collection arriva con un tempismo alquanto sospetto, dato che ormai la storia del banchiere fiorentino inizia a farsi sfuocata nella memoria dei giocatori, anche se sulla carta non sarebbe neanche così antica da richiedere un vero e proprio rifacimento. Infatti questa collection ha due scopi strategici che esulano dalle necessità di un rimodernamento delle gesta dell’assassino più famoso di sempre: il primo è proprio quello di colmare il buco lasciato dalla mancata uscita annuale di un Assassin's Creed e il secondo è quello di riavvicinare il giocatore all'universo creato da Ubisoft, ripreso dal film in arrivo a gennaio nelle sale italiane che, pur non avendo lo stesso protagonista, condivide la simile ambientazione rinascimentale.
Al di là di dietrologie sul posizionamento di mercato, la Ezio Collection comprende i tre capitoli in cui compare l’omonimo protagonista e i relativi DLC, con un “ma”, perché sono stati eliminate le modalità multiplayer da Brotherood e Revelations. Se per molti può sembrare un’omissione particolarmente grave, è d’obbligo far notare come la collezione voglia soffermarsi quanto più possibile sulla storia di questo personaggio, tralasciando ciò che ad oggi risulterebbe accessorio. Sebbene buona parte del fascino di Brotherhood fosse proprio nell’introduzione dell’innovativa modalità contro altri giocatori, riportarla oggi rimarrebbe comunque poco giocata e provocherebbe per Ubisoft un quasi ingiustificato investimento tecnico lato server. Il tutto considerato che, se guardiamo il pacchetto nel suo insieme, stiamo comunque parlando di tre giochi che richiedono bene o male venti ore a testa per essere completati, dimostrando una quantità di contenuti ottima indipendentemente dalla mancanza prima citata.
Ma andiamo con ordine: per chi si fosse perso questa enorme fetta della storia videoludica contemporanea, Ezio Auditore è stato il protagonista di maggior successo all’interno della saga di Assassin’s Creed tanto che gli è stata concessa la possibilità di apparire in ben tre titoli a lui dedicati: Assassin’s Creed 2, Brotherhood e Revelation. Il primo è un viaggio di formazione, comincia dalla nascita e passa per le tragedie che forgeranno Ezio come Assassino assetato di sangue templare; la storia comincia a Firenze, ma poi si sposterà in giro per l’Italia, tra cui figura un’incantevole Venezia, durante il carnevale ancor più bella. In Brotherhood, invece, Ezio verrà messo a capo degli Assassini e dovrà così gestire le truppe e le missioni in cui schierarle, mentre cerca vendetta per le strade di una Roma disegnata come un open world per il tempo vasto e sfaccettato. Infine, in Revelations, il capitolo meno apprezzato dei tre, l’agilità e la sfacciatezza di un tempo lasciano spazio alla senilità di Ezio e alla ricerca delle origini nella grigia Costantinopoli.
È ironico come, anche in questo caso, Ubisoft tenda a dimenticarsi di Desmond, vero protagonista della parte ambientata nei giorni nostri, che, entrando nell’animus, rivive le gesta di Ezio. Scegliendo di concentrarsi solo su quest’ultimo, Ubisoft fa sì che manchi un pezzo fondamentale dal punto di vista narrativo, dato che Assassin’s Creed 2 comincia pochi istanti dopo la fine del primo capitolo.

Le invenzioni di Leonardo Da Vinci
Ma perchè non il primo capitolo? E' doveroso ammettere che riportare nel 2016 le meccaniche di gioco tanto criticate all’avventura di Altair, protagonista della prima avventura della serie, avrebbe avuto poco senso e sarebbe risultato quanto mai inappropriato.
Come si comporta invece Ezio in questa collection? Nonostante dal secondo capitolo in poi ci sia stata una costante uscita annuale dei giochi legati agli assassini, ad ogni iterazione erano evidenti le migliorie tecniche e di gameplay sulla precedente, ma non si percepiva mai quel salto convinto verso qualcosa di nuovo. Quindi potreste pensare che non ci siano grandi differenze da allora ad oggi, ma vi sbagliereste: il lancia corda, la discesa fluida, la corsa libera sugli alberi, sono solo alcuni aspetti che hanno fatto diventare  Assassin’s Creed sempre più fluido e giocabile, portando i primi capitoli ad invecchiare precocemente. Prendere in mano il secondo capitolo oggi è abbastanza complesso, non solo per la sua inaspettata legnosità, ma anche per una struttura di gioco che ormai è superata in tutti i termini. Anche i capitoli successivi, pur avvicinandosi di conseguenza allo standard attuale, restano comunque dei giochi ideati e costruiti con una mentalità completamente diversa da quella attuale. Per queste motivazioni è difficile trovare un target a cui consigliare il prodotto, perché i giovanissimi o i più giovani abituati ai recenti capitoli, troveranno l’avventura di Ezio troppo rigida e fuori dagli standard attuali, mentre chi l’ha giocato al tempo sicuramente ha impressi nella memoria dei ricordi particolarmente positivi e quindi non è il caso di andarli a mitigare. 

Non è la risoluzione a fare il monaco
Sul versante tecnico non siamo di fronte a nulla di nuovo o che possa emozionarvi, anzi, tutt’altro. Per questa collection, Ubisoft si è limitata a prendere la versione pc dei tre giochi e impostare i settaggi vicino all’ultra e risoluzione a 1080p (con una patch, anche a 4k su PlayStation4 Pro). Le uniche aggiunte visibili esclusive per questa edizione sono da ricercare nelle luci, che ora danno colorazioni più naturali, e nell’uso intenso del blur che tenta di dare più profondità alle scene, ma aiuta anche a coprire texture comunque d’annata e modelli dei personaggi secondari con un numero di poligoni esiguo rispetto a quanto siamo abituati oggi. Avviare Assassin’s Creed 2 oggi, anche in questa versione, vuol dire fare i conti con una realtà tecnica che non si è evoluta moltissimo, che va ad affievolirsi con Brotherhood e ancora di più con Revelations. In più il frame rate resta fissato a trenta, quando era più che lecito aspettarsi il salto al gradino superiore dei sessanta, con grande beneficio della giocabilità.
  • + Tre giochi importanti
    + È sempre un piacere rivedere Ezio
    + Contenuti abbondanti
  • - L’aumento di risoluzione non basta a svecchiare
    - Gameplay che risente delle migliori incrementali della serie
    - Struttura di gioco ormai non più attuale
voto
7

Nonostante tutti siamo rimasti affascinati dalle avventure di Ezio, forse il personaggio più interessante e meglio caratterizzato della serie, questa Assassin’s Creed The Ezio Collection faticherà ad entrare nel cuore dei giocatori. Dalla sua ovviamente contiene tre giochi fondamentali per l’evoluzione di una delle saghe più importanti dell’attuale palinsesto videoludico con tanto di DLC, garantendo ore e ore di gioco sulle console di attuale generazione, ma tutto a patto di accettare l'invecchiamento che inevitabilmente si mostra nelle meccaniche e nella tecnica.

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