Recensione di WWE 2K17

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PC, PS3, PS4, Xbox 360, Xbox One
  • Genere:

     Sportivo
  • Sviluppatore:

     2K Sports
  • Data uscita:

     11 Ottobre 2016
- Il roster è il più esteso di sempre
- I cori sono molto coinvolgenti
- La carriera è il vero punto forte
- Qualche miglioramento tecnico c'è stato...
- ... ma serve ben altro per arrivare agli alti standard di NBA
- Meccaniche ormai obsolete e legnose, afflitte a volte da bug fastidiosi
- Povero di modalità
- Non è aggiornato alla recente brand extension
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A cura di (JinChamp) del
Come ogni anno, dopo l'estate, arriva un nuovo gioco dedicato al wrestling. Una disciplina sportiva molto controversa, nata per dare spettacolo, e dove la competitività è molto più sottile del mero "chi vince su chi". Il wrestling, però, non va mai in vacanza, tantomeno la WWE on the road ogni giorno dell'anno, e, per questo WWE 2K17, 2K ci propone un viaggio a Supplex City, reame del The Beast Incarnate Brock Lesnar: ne usciremo sul serio tutti interi?


Certe cose non cambieranno mai
Chiunque abbia seguito almeno per un breve periodo la WWE sa bene che il lunedì è il giorno di RAW; per l'occasione, Monday Night RAW. E ciò si perpetua da decenni e così crediamo non cambierà mai. Da circa  vent'anni oramai sono i giapponesi Yuke's Future Media Creators a gestire i videogiochi con licenza della compagnia di Stamford, sopravvissuti al timone anche dopo la chiusura di THQ ed accasati sotto lo stendardo di 2K, durante il periodo che coincise con il passaggio alle attuali console casalinghe: ai tempi la cosiddetta "Next Gen". La grande novità fu il notevole miglioramento del comparto grafico, accompagnata da altre ancora in forma embrionale ma ora, che siamo arrivati alle porte del 2017, possiamo finalmente trovare un erede degno di quel Here Comes The Pain che ogni videogiocatore ricorda con nostalgia?
Purtroppo non proprio.
WWE 2K17 non è arrivato a maturazione come noi ci saremmo aspettati e i motivi sono essenzialmente tre: ci sono stati alcuni passi in avanti ma nessuno determinante, ci sono stati dei passi falsi sul cammino e c'è ancora quel caparbio immobilismo su assets che ormai ci sembrano più solidi del marmo. Il problema comune a tutti i titoli Yuke's – praticamente da sempre – è che permangono quei canoni distintivi del team che non riescono mai a subire una vera svecchiata e che al giorno d'oggi non sono più tollerabili.
Cerchiamo, però, di andare con ordine. Il gameplay è stato leggermente affinato e troviamo quindi delle novità, anche interessanti, che grattano un po' di ruggine via da alcune meccaniche poco oliate. Parliamo ad esempio della gestione dei match multipli, con la possibilità di stordire uno dei contendenti per un certo periodo,  durante il quale rotoleranno giù dal ring e apriranno un'importante finestra per dare modo a qualcuno di aggiudicarsi la vittoria senza le continue interferenze di tutti gli altri partecipanti. Un altro passo in avanti è l'aver finalmente valorizzato gli aspetti commerciali del gioco, cruciali nella controparte reale di questa disciplina. La paga ora avviene proporzionalmente al merchandising venduto e, soprattutto, alla possibilità di comporre i propri promo sul ring davanti al pubblico. Si tratta di semplici scelte multiple, che determineranno il livello di gradimento tramite le reazioni degli spettatori. Proprio su quest'ultimo è stata fatta anche una distinzione in ben quattro categorie, che si alterneranno durante i vari show e che soprattutto avranno un modo leggermente diverso di reagire ai nostri discorsi. Ciò amplia notevolmente sia la parte psicologica del wrestling, il poter raccontare la propria storia sia con il parlato che con il lottato, sia la possibilità data al giocatore di puntare ad uno stile da idolo buono, o babyface nel gergo, o da vero e proprio heel. L'importante sarà mantenere una certa coerenza e ottenere una reazione forte dalla platea, non importa se questa sia positiva o negativa.
Un altro punto dove è riscontrabile un miglioramento, è l'imponenza del roster: forse il più grande di sempre, comprende (quasi) tutti i protagonisti dei tre show principali, SmackDown, NXT e il già citato RAW. Quei pochi tasselli mancanti, comunque, non rimarranno dei buchi fino all'anno prossimo. Buona parte sarà disponibile come dlc a pagamento, ma, se non volete aspettare o investire, potete ricorrere all'editor che permette oltre alla creazione anche di condividere i propri modelli con il mondo intero online.
Tecnicamente i miglioramenti sono buoni, riscontrabili principalmente nei caricamenti e nel comparto online. In entrambi i casi, però, non si può ancora parlare di perfezione.


Il lato oscuro...
Veniamo però agli aspetti più deludenti del titolo, partendo proprio dal discorso dei contenuti. Ogni anno ci veniva messa a disposizione una modalità Showcase con il compito di narrare storie veramente interessanti, sia per chi le avesse vissute negli anni seguendo gli show sia per chi fosse troppo giovane per averne avuta l'occasione. Ricordiamo l'ascesa della WWE contro la rivale WCW qualche anno fa, o la gloriosa carriera di un'icona come Stone Cold Steve Austin nella scorsa edizione. Quest'anno ci sembrava ovvia una modalità ispirata a Lesnar, e invece scopriamo che non solo non c'è quella dell'ex pluricampione del mondo ma non ce ne sono affatto. Solo come contenuto a pagamento extra sarà possibile, comunque non al lancio, scaricare e giocarne relativa ad alcuni Hall of Famer.
Un'altra pecca piuttosto grave è l'assenza della modalità GM, già nota nel periodo degli SmackDown vs RAW, in virtù del fatto che, da qualche mese, la WWE ha abbandonato la sua struttura a roster unico che si esibisse all'occorrenza in qualunque evento con una nuova brand extension. Questa ha avuto luogo nella prima metà di luglio e ha visto i nuovi Commissioner e General Manager di RAW e SmackDown Live, rispettivamente Stephanie McMahon con Mick Foley a guida del brand rosso e Shane McMahon e Daniel Bryan a guida di quello blu, dividersi tutte le superstar e i titoli, introducendone poi di nuovi, uguali alle controparti ma colorati di blu o di rosso a seconda dello show di appartenenza. In WWE 2K17 non troviamo nulla di tutto questo: né i loghi aggiornati, né le nuove cinture, né altro. Certo, è possibile sopperire tramite l'editor o la modalità WWE Universe e tanta fantasia, ma resta il dispiacere di aver trovato un gioco nuovo ma contenutisticamente già datato, e senza grosse novità.
Tornando al discorso gameplay, oltre a qualche rifinitura come quelle prima citate, permangono i soliti problemi che tutti conosciamo. Le animazioni di ogni colpo o presa sono statiche e non tengono sempre conto delle variabili di posizionamento. Il risultato sono bug di vario tipo, principalmente visivi (come le immancabili compenetrazioni poligonali), o strutturali, come accelerate innaturali per posizionarsi correttamente, oltre che una legnosità che va ben oltre il voler replicare la fisicità e la stanchezza dei performer.
Già con 2K16 muovemmo alcune critiche verso le meccaniche di gioco o alcuni dei contenuti e, dopo un anno, il grosso passo avanti latita. Certi modelli risultano ancora abbastanza sottotono, la platea è anonima e composta sempre dagli stessi e pochi individui che si ripetono ad oltranza, le interazioni con gli oggetti sono molto discutibili, in particolar modo con le corde del ring. Anche gli arbitri rimangono dei fantocci senza personalità e a poco serve che si possa scegliere la divisa se i modelli non rispecchiano quelli che accompagnano i protagonisti sui palchi della WWE.
L'audio invece suona una melodia più che apprezzabile, e i cori che accompagnano le azioni sono ben più che adeguati. Potrete sentire sia quelli dedicati ai singoli atleti, sia evergreen come "this is awesome" oppure il "you still got it" nei confronti dei più anzianotti del roster. Sul discorso telecronaca, invece, potremmo un po' storcere il naso non tanto per la composizione ancora legata ai tre commentatori storici e ignara delle nuove voci, quanto per una ripetitività delle frasi e una certa flemma nella loro pronuncia con poco ritmo, anche quando l'azione richiederebbe un piglio più incalzante.
Recensione Videogioco WWE 2K17 scritta da JINCHAMP WWE 2K17 si presenta come un progetto un po' pigro e, all'alba del 2017, diventa un'esigenza una vera e propria rivoluzione totale, che coinvolga in primis il team di sviluppo. Pur presentando un roster eccezionale e i cori rimangano molto coinvolgenti, si sentono troppo le mancanze di modalità come lo Showcase o la GM Mode, con un Universe affidato alla semplice fantasia del giocatore e una carriera interessante ma che non può reggere da sola tutto il peso. Se siete dei fan del wrestling, siete chiamati ad una scelta molto difficile. Se aspettavate il momento giusto per portare sulle attuali console un gioco WWE, 2K17 può certamente fare al caso vostro. Se, invece, avete già giocato ai precedenti o avete un buon computer, potreste anche far bene ad aspettare. Proprio per gli utenti PC, ritrovare ad un prezzo abbordabile tra qualche mese il gioco con già tutti i dlc inclusi potrebbe essere probabilmente la scelta più appropriata.
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    Commenti: 18 - Visualizza sul forum
  • XJacky
    XJacky
    Livello: 5
    Post: 147
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    Originariamente scritto da JinChamp

    Ciao, mi spiace che non si sia capito subito dalla recensione ma ti spiego subito. La carriera è ora più immediata rispetto a un anno fa e non devi per forza fare tutta la gavetta partendo da NXT. Le novità grosse comunque sono due: la parte commerciale (che era appunto riferita alla carriera soltanto) e la parte narrativa (per i promo). L'anno scorso invece che valutare il marketing si andava a vedere i fan che ti seguivano ma, secondo me, è più appropriato così perché rispecchia un po' di più le dinamiche all'interno della WWE: se il tuo merchandising vende e ti comporti bene e il pubblico ha reazioni forti verso di te, guadagni di più, hai più visibilità e più possibilità titolate. Del resto Cena si sa che è rimasto sulla cresta dell'onda per oltre dieci anni grazie al fatto che, da solo, vendeva più di tutti. Tornando alla carriera, grazie anche ai promo è possibile fare delle interazioni in più, gestire un pochino più verosimilmente i feud e fare colpo sul pubblico. Resto comunque dell'idea che la carriera sia la migliore modalità ad oggi presente MA anche perché non c'è molto altro. Gli anni passati avevo molto apprezzato lo Showcase, ora assente. Non mi sono dilungato troppo nella recensione perché altrimenti sarebbe venuto un articolo troppo lungo, però sono ben contento di risolvere qualsiasi dubbio nei commenti siamo qui apposta!
    Grazie per il chiarimento, almeno per quanto mi riguarda ci voleva un ulteriore chiarimento tra carriera e wwe universe, mi ha fatto molto piacere riceverlo! Alla prossima recensione
  • Thompson
    Thompson
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    Originariamente scritto da iosonopazzo

    Siamo a posto...e così si rischia di fare un megaflop, dovrebbero clonare gli sviluppatori per creare 2 giochi annuali senza sfasciare la qualità dei titoli. Come farebbe un team solo a portare avanti 2 progetti di questo calibro in contemporanea senza impazzire?
    Sicuramente la mole di lavoro sarebbe assurda, a sto punto manderei a casa gli Yukes perchè ormai è chiaro che questa serie con loro allo sviluppo non andrà mai da nessuna parte e la darei ad un altro team di sviluppatori 2k, magari non per forza gli stessi che sviluppano Nba, questa saga ormai deve cambiare seriamente o rischia di non vendere più nulla.
  • JinChamp
    JinChamp
    Redattore
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    Originariamente scritto da Matu

    Ma perchè lo segnalate anche per pc, quando in realtà non esiste?
    È confermato anche su PC, solo che uscirà tra qualche mese come ogni anno. Ma è lo stesso gioco.
  • Matu
    Matu
    Livello: 6
    Post: 99
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    Ma perchè lo segnalate anche per pc, quando in realtà non esiste?
  • iosonopazzo
    iosonopazzo
    Livello: 1
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    Originariamente scritto da Thompson

    Il massimo sarebbe che lo stesso team 2K che sviluppa Nba 2k sviluppasse anche WWE visto che anche lui è un gioco annuale e sicuramente mi aspetterei un vero salto di qualità invece che con gli Yukes che ormai dopo WWE 2K15 e questo non li reputo in grado di sviluppare un gioco WWE decente.
    Siamo a posto...e così si rischia di fare un megaflop, dovrebbero clonare gli sviluppatori per creare 2 giochi annuali senza sfasciare la qualità dei titoli. Come farebbe un team solo a portare avanti 2 progetti di questo calibro in contemporanea senza impazzire?
  • Nightshark89
    Nightshark89
    Livello: 3
    Post: 45
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    il massimo sarebbe che smettessero di produrre il gioco per ps3 e xbox360.......cosi da far arrivare veramente il salto di qualità
  • JinChamp
    JinChamp
    Redattore
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    Originariamente scritto da Thompson

    Il massimo sarebbe che lo stesso team 2K che sviluppa Nba 2k sviluppasse anche WWE visto che anche lui è un gioco annuale e sicuramente mi aspetterei un vero salto di qualità invece che con gli Yukes che ormai dopo WWE 2K15 e questo non li reputo in grado di sviluppare un gioco WWE decente.
    Alla Games Week ho parlato con uno di 2K e ho fatto presente. Speriamo bene
  • Thompson
    Thompson
    Livello: 5
    Post: 3890
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    Originariamente scritto da JinChamp

    Secondo me non c'entra granché, per il semplice motivo che la versione old gen è praticamente un riciclo dei vecchi giochi. Dubito ci abbiano perso tempo dietro. Il problema di questo gioco è il team di sviluppo. I Yuke's ormai hanno detto la loro per troppo tempo e il discorso è diventato ripetitivo. Servono idee nuove, gente nuova, gioco nuovo.
    Il massimo sarebbe che lo stesso team 2K che sviluppa Nba 2k sviluppasse anche WWE visto che anche lui è un gioco annuale e sicuramente mi aspetterei un vero salto di qualità invece che con gli Yukes che ormai dopo WWE 2K15 e questo non li reputo in grado di sviluppare un gioco WWE decente.
  • Thompson
    Thompson
    Livello: 5
    Post: 3890
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    Dopo aver preso l'anno scorso il 2K16 solo per la modalità Showcase con Austin e visto che quest'anno non c'e' nessuna modalità Showcase o vecchia Road to Wrestlemania ho deciso di non prendere il gioco e avendolo provato alla Gamesweek per 20 minuti ho visto che a parte i reverse leggermente più semplificati e il fatto di poter uscire dal ring lottando tra il pubblico non ho visto nessun altra novità degna di nota. Un titolo che prenderò a pochi Euro per collezionismo e solo perchè c'e' Goldberg uno dei miei wrestler preferiti di sempre, presente nel roster. Anche secondo me comunque rispetto a WWE 2K14 che era ancora arcade tutto sto realismo esasperato ha reso il gioco ultralegnoso come gameplay.
  • SimpalleoMan
    SimpalleoMan
    Livello: 6
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    Secondo me il problema è alla base, le meccaniche proprio, dovrebbero ricrearlo da zero.
  • frozenliger
    frozenliger
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    Originariamente scritto da JinChamp

    Penso proprio a Steve Austin, testimonial un anno fa, che in un'epoca come quella di oggi sarebbe risultato inutile se non ridicolo. Senza parolacce, senza match estremi, senza i suoi diti medi. Brutto.
    esasperante come l'inespressivita' dei volti degli atleti o il fatto che ritornino sul ring anche dopo avergli fratturato ogni singolo osso:poco realistico questo brand lo e' sempre stato,ma perlomeno anni addietro la fantasia riusciva a permeare gli eventi a modo suo, in quanto si era incentivati nell'interesse dal susseguirsi di una storyline seppur sempre uguale, indifferentemente da quale pg si usasse
  • JinChamp
    JinChamp
    Redattore
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    Originariamente scritto da frozenliger

    a me gli atleti di ultima generazione non interessano,consideravo John Cena un fricchettone agli esordi, con le sue mossette sfotto'.Mi riesce difficile tifare in uno sport in cui esce un elemento nuovo ogni mese, da uno storico anonimato.L'interesse da rasoterra non si solleva.Non mi dedico a 'sta roba dal 2008,quando era THQ ad occuparsene,quando l'entry di Undertaker me la vedevo dall'inizio alla fine,quando menare Triple H fino a farlo sanguinare colorava di rosso la mia vita,quando non c'erano quick time events e ogni evento a seguire era un'assoluta sorpresa, giocabile in assoluta liberta'.
    Anche se da THQ il brand è passato a 2K, sono sempre i Yuke's che se ne occupano. La sostanza è più o meno quella. Però posso capire che tempo fa poteva essere, sia per gli show reali che per i videogiochi, un po' più interessante da seguire la WWE. Oggi, con la PG era, ci sono molti vincoli e tanti personaggi ne soffrono. Penso proprio a Steve Austin, testimonial un anno fa, che in un'epoca come quella di oggi sarebbe risultato inutile se non ridicolo. Senza parolacce, senza match estremi, senza i suoi diti medi. Brutto.
  • frozenliger
    frozenliger
    Livello: 4
    Post: 1437
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    a me gli atleti di ultima generazione non interessano,consideravo John Cena un fricchettone agli esordi, con le sue mossette sfotto'.Mi riesce difficile tifare in uno sport in cui esce un elemento nuovo ogni mese, da uno storico anonimato.L'interesse da rasoterra non si solleva.Non mi dedico a 'sta roba dal 2008,quando era THQ ad occuparsene,quando l'entry di Undertaker me la vedevo dall'inizio alla fine,quando menare Triple H fino a farlo sanguinare colorava di rosso la mia vita,quando non c'erano quick time events e ogni evento a seguire era un'assoluta sorpresa, giocabile in assoluta liberta'.
  • JinChamp
    JinChamp
    Redattore
    Mi piace 1 Non mi piace 0
    Originariamente scritto da The_BACH

    Quello che uccide questo gioco è che si tratta di un cross platform con le console Old-gen.
    Secondo me non c'entra granché, per il semplice motivo che la versione old gen è praticamente un riciclo dei vecchi giochi. Dubito ci abbiano perso tempo dietro. Il problema di questo gioco è il team di sviluppo. I Yuke's ormai hanno detto la loro per troppo tempo e il discorso è diventato ripetitivo. Servono idee nuove, gente nuova, gioco nuovo.
  • JinChamp
    JinChamp
    Redattore
    Mi piace 2 Non mi piace 0
    Originariamente scritto da XJacky

    Non sono soddisfatto dalla recensione ed il motivo è da ricercarsi nello scarso approfondimento relativo alle modalità. Il motivo per cui tutti noi rimpiangiamo ancora oggi Here Comes The Pain è in primis legato alla "season"... Visto che ora hanno tolto la Showcase e rimesso la carriera (quanto di più simile alla vecchia season, in linea teorica, al contrario della universe che è fin troppo "libera") mi aspettavo qualche riga in più su quella che dovrebbe essere la nuova modalità centrale del gioco. Invece è stata accennata nei "pro" come punto forte e poi mai nominata nella recensione. Inoltre in alcuni passaggi vengono citati aspetti interessanti come ad esempio l'aver valorizzato gli aspetti commerciali: ma in quale modalità? Nella carriera o nella universe? In definitiva vorrei capire, questa carriera com'è e cosa ti consente di fare? Per me questo è veramente centrale per una scelta di acquisto, molto più delle mille chiacchiere sul gameplay che può essere buono quanto volete o sulla grandezza del roster, che se poi mancano i contenuti single player il gioco viene abbandonato a prescindere...
    Ciao, mi spiace che non si sia capito subito dalla recensione ma ti spiego subito. La carriera è ora più immediata rispetto a un anno fa e non devi per forza fare tutta la gavetta partendo da NXT. Le novità grosse comunque sono due: la parte commerciale (che era appunto riferita alla carriera soltanto) e la parte narrativa (per i promo). L'anno scorso invece che valutare il marketing si andava a vedere i fan che ti seguivano ma, secondo me, è più appropriato così perché rispecchia un po' di più le dinamiche all'interno della WWE: se il tuo merchandising vende e ti comporti bene e il pubblico ha reazioni forti verso di te, guadagni di più, hai più visibilità e più possibilità titolate. Del resto Cena si sa che è rimasto sulla cresta dell'onda per oltre dieci anni grazie al fatto che, da solo, vendeva più di tutti. Tornando alla carriera, grazie anche ai promo è possibile fare delle interazioni in più, gestire un pochino più verosimilmente i feud e fare colpo sul pubblico. Resto comunque dell'idea che la carriera sia la migliore modalità ad oggi presente MA anche perché non c'è molto altro. Gli anni passati avevo molto apprezzato lo Showcase, ora assente. Non mi sono dilungato troppo nella recensione perché altrimenti sarebbe venuto un articolo troppo lungo, però sono ben contento di risolvere qualsiasi dubbio nei commenti siamo qui apposta!
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